Un piccolo libro in cui Kallistos di Diokleia, con la maestria di sempre, tocca una delle nozioni centrali della fede cristiana – quella della salvezza. Tutti facciamo esperienza del peccato e dei suoi effetti nella nostra vita, e per questo avvertiamo il bisogno di qualcuno che ci guarisca. Questa guarigione tuttavia non trasforma semplicemente la corruzione e la morte in sopravvivenza, ma offre una nuova possibilità di vita che è quella che Dio stesso nella sua incarnazione ha inaugurato. Salvezza vuol dire allora redenzione: il Figlio di Dio è venuto per riscattarci dalla schiavitù del peccato e della morte. Ma salvezza vuol dire anche vita nuova. Cristo, Dio-uomo, è Lui in persona la nostra salvezza, la nostra nuova esistenza, ed è nella sua risurrezione che si manifesta il compimento della nostra redenzione, come vittoria finale sulla morte e apparizione della nuova creazione, la possibilità per noi del modo di esistenza trinitario: la vita come dono di sé nell’amore. E siccome viviamo e pecchiamo, allora ci è indispensabile pentirci, continuare a pentirci e rimanere in questo “stato salvifico” per tutta la vita, giacché il pentimento crea quell’atmosfera spirituale indispensabile nella quale solo si può incominciare, accrescere e conservare la vita nuova. Un testo che, pur essendo breve, non è meno completo di un manuale. Tutti i temi dell’antropologia sono presenti in modo organico, uno rimanda all’altro, e sono sempre sostenuti dall’esperienza dei santi della tradizione spirituale.
Indice: Prefazione (Michelina Tenace) • 1. Come siamo salvati? La comprensione della salvezza nella tradizione ortodossa • 2. “Dobbiamo pregare per tutti”: La salvezza secondo san Silvano del Monte Athos
Il Volume raccoglie le meditazioni di Sua Eccellenza, Mons. Francesco Miccichè, sulla vita, su Dio, sulla libertà, sulla felicità, sull’amore.
NOTIZIE SULL’AUTORE
Francesco Miccichè, nato a San Giuseppe Jato, arcidiocesi di Monreale, il 6 giugno 1943, è ordinato presbitero nel 1967. Dopo aver svolto il ministero presbiterale in varie parrocchie dell’arcidiocesi di Monreale, il 23 dicembre 1988 è nominato vescovo ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia di Mela. Dopo 9 anni, il 24 gennaio 1988, viene inviato a capo della diocesi di Trapani dove è rimasto fino al 19 maggio 2012.
In questa riflessione affascinante - che non disdegna di soffermarsi anche sulle scelte radicali del monachesimo in tutte le religioni - lo psichiatra Vittorino Andreoli ci avverte che il silenzio è l'unica azione rivoluzionaria che può riportare equilibrio al nostro vivere. L'uomo è l'unico tra i viventi ad avere la peculiarità di "guardarsi dentro". E in questa sua capacità di "introspezione" giunge alla consapevolezza di essere lo straordinario frammento di una gigantesca realtà che sconfina nell'infinito. Si rende conto non solo di essere fragile, ma di essere «un frammento di polvere fragile». In tempi di ipertrofia dell'informazione e di spreco delle parole, «il silenzio parla, proprio perché non dice, e se in esso non si conosce tutta la verità, tuttavia si giunge alla certezza che la verità esiste». Solitudine e silenzio sono dunque necessari per un'igiene della psiche, per un'ecologia dello spirito, per nutrire una relazione feconda con se stessi, ritrovando così, nei rapporti con gli altri, quell'armonia spesso compromessa da aggressività e violenza, abusi e nevrosi. Andreoli denuncia il delirio delle metropoli contemporanee, mettendo in guardia dai danni dell'eccessiva mondanità, dell'ipocrisia delle relazioni, dell'iper-connessione virtuale. Ecco allora l'assoluta necessità di ritrovare una dimensione contemplativa della vita per riacciuffare il senso delle nostre esistenze e per dare spazio «a quel monaco che si nasconde nel profondo di ciascuno di noi, al suo bisogno di solitudine e di mistero, perché una vita pienamente umana non può fare a meno dell'invisibile».
Ogni uomo e ogni donna possiedono un dono inestimabile: la sessualità. Essa è un dono splendido, eppure molti non trattano con riguardo questo bene così prezioso, ma lo usano a sproposito con il rischio di sciuparlo. E tu come vivi la tua sessualità? La tratti con le mille attenzioni che un tesoro così grande merita, oppure la banalizzi e la usi come uno strumento per passare una "bella" serata o per sfogare i tuoi istinti, per sentirti amato, per non essere da meno degli altri? Questo testo nasce dall'esperienza concreta di don Samuele Biondini con i giovani ed è una risposta alle tante domande che i ragazzi gli pongono. Attraverso capitoli brevi e un linguaggio diretto e spigliato, il sacerdote affronta il delicato tema della castità prematrimoniale alla luce dell'insegnamento della Chiesa.
Tra il luglio 1942 e il settembre 1944 un treno merci partiva quasi ogni martedì dal "campo di transito" di Westerbork, in Olanda, portando il suo carico di esseri umani verso la Polonia, verso Auschwitz. Più di centomila furono i deportati alla fine della guerra, cinquemila i superstiti. Da Westerbork passarono anche Anna Frank e Edith Stein, e a Westerbork visse i suoi ultimi giorni la giovane Etty Hillesum, osservando, scrivendo e aiutando i suoi simili, fin quando anche lei dovette salire sul treno. In queste due lettere, scritte nel dicembre 1942 e nell'agosto 1943, Etty racconta il luogo dell'umiliazione e l'attesa della morte, guarda le persone, parla con loro, mostra i preparativi per la partenza nella notte, la dignità, la paura, descrive i volti dei soldati. Avrebbe potuto salvarsi; scelse invece di restare e di testimoniare quei giorni, con la voce di chi vive e scrive in perfetta armonia e sa esattamente cosa deve fare: aiutare gli altri, non cedere all'odio, cercare, nonostante tutto, la bellezza. Le due lettere vennero pubblicate clandestinamente dalla resistenza olandese nell'autunno del 1943. Per proteggere le persone coinvolte e sviare la censura, l'editore le aveva attribuite a un pittore fittizio di nome Johannes Baptiste van der Pluym e ne aveva aggiunta una terza falsa. Questi testi ci consegnano intatta la forza di una prosa dove ogni parola è vera, necessaria, intensamente vissuta.
Buddha e Cristo, due figure cruciali nella storia dell'umanità, hanno lasciato in eredità insegnamenti capaci di indicare il cammino a miliardi di persone per i secoli a venire. Ma quanto c'è in comune tra la preghiera e la meditazione? Esistono ideali e precetti condivisi tra le due fedi? Thich Nhat Hanh esplora in questo libro i sentieri della compassione e della santità dove tali grandi tradizioni si incontrano, risvegliando così la nostra comprensione di entrambe. Con sguardo benevolo e passo accorto, uno dei grandi protagonisti del dialogo interreligioso si confronta con due secolari tradizioni del pensiero indicando la possibilità sempre attuale di una comune vita in armonia.
All’origine, una curiosità: sapere quanti sono gli animali nominati nella Bibbia. Tutti, non soltanto i venti o trenta presentati nella maggior parte delle ricerche sull’argomento. Poi, conoscere quante volte sono citati e perché. Ed anche, dove possibile, il loro ruolo nella vita quotidiana dell’epoca ed i richiami simbolici.
Ebbene, scorrendo la Bibbia è emersa una sorpresa dietro l’altra. A centinaia. Perché nella grande «arca» della Bibbia tutte le 161 «voci» – comprese alcune nominate indirettamente, come la chiocciola, ed altre generiche, come branco o ruminanti – hanno la loro curiosità o stranezza. A cominciare proprio dal loro numero: nessun altro testo antico nomina così tanti animali. Per tutti gli animali biblici ecco allora una scelta dei versetti che li riguardano e poi, santi, fatti storici, stemmi, loghi e quant’altro.
50 Salmi per giovani, parafrasati rileggendo il testo originario alla luce del nostro tempo. Ogni salmo è introdotto da un brevissimo commento che ne illustra contenuto, finalità e modernità. Un sussidio per imparare a cogliere la profonda ricchezza del libro dei Salmi, una riserva di fede, una palestra di preghiera e una scuola di umanità. L'intento di questo testo è che ogni giovane e ogni credente siano aiutati a "scrivere", con le parole e soprattutto con i fatti, il Salmo della loro vita.
“Ognuno è alla ricerca di un po’ di pane, un po’ di affetto e
di sentirsi a casa da qualche parte”".
Luigi Verdi
Cerchiamo il Risorto come gli apostoli che erano confusi e disorientati dopo la morte di Gesù. Don Luigi Verdi ci invita a trovarlo nei luoghi che ha percorso dopo la sua resurrezione: il giardino, la strada, la casa, la riva del mare. I luoghi di ogni giorno. I luoghi dove scorre la vita con le sue paure, le sue meraviglie e le sue fatiche. Solo là potremo incontrarlo, solo nei posti semplici che lo hanno visto tornare e che lui ha illuminato. Deve farsi vicina la luce affinché possiamo vederla, affinché apra finalmente i nostri occhi malati di paura.
"Fratello in questo momento così difficile per tutti gli uomini, è bello sapere che a Romena c'è un mandorlo fiorito. A quando la primavera del mondo?"
Alex Zanotelli
"Ci vuole una grande libertà per imparare a scorgere nelle piccole cose la grandezza della vita. Don Luigi con questo libro vuole svegliarci all’attenzione, alla vigilanza, alla capacità di ascolto. La bellezza del fiore del mandorlo ci rimanda a tutte le piccole bellezze che ci sono talmente vicine da diventare invisibili. Eppure nulla come la bellezza ci parla di Dio.
Pubblicato nel 2003 il libro è stato rivisto e ampliato.
• Come il mandorlo siamo tutti chiamati a fiorire, per ritrovare primavera e speranza.
• In questo tempo frenetico abbiamo sete di bellezza: dipende da noi, dal nostro modo di camminare nel mondo se riusciamo a vederla.
• Lo stile è semplice eppure poetico e carico di emozioni.
• Il libro ci rivela le piccole attenzioni quotidiane capaci di farci scorgere la bellezza nascosta nella vita.
Don Luigi Verdi, Prete della diocesi di Fiesole ha fondato nel 1991 la Fraternità di Romena (Arezzo), luogo di incontro e di ricerca per molti “viandanti” che vi sostano in cerca di una vita più autentica ed essenziale. È autore di numerosi testi di spiritualità tra cui “La realtà sa di pane”, “Dio guarda il cuore”, “La chiesa della tenerezza”, “Il domani avrà i tuoi occhi”, tutte edite dalle Edizioni Romena.