Viviamo in un'epoca di schermi onnipresenti. Ma qual è il prezzo che pagheranno i nostri figli per questa sovraesposizione digitale? Basandosi su numerosi studi scientifici e fornendo dati statistici dettagliati, Michel Desmurget rivela gli effetti nocivi di smartphone, tablet e computer. Mentre la tecnologia frammenta l'attenzione, impoverisce il linguaggio e indebolisce la comprensione del reale, la lettura precoce e continuativa è uno strumento insostituibile per stimolare lo sviluppo cognitivo, arricchire il lessico e migliorare l'attenzione e la comprensione del mondo, contribuendo in maniera determinante non solo al successo scolastico, ma anche alla futura carriera professionale. Questo libro è un inno alla lettura e un appello urgente a genitori, insegnanti e alla società intera: amare i libri non è un lusso, ma una necessità vitale per le future generazioni.
Il testo si prefigge di delineare la pneumatologia ad intra bonaventuriana, esposta principalmente in alcune distinzioni del Commento al Primo Libro delle Sentenze di Pietro Lombardo e ripresa nel Mistero della Trinità, nel Breviloquio e nelle Collazioni sull'Exameron. L'indagine si avvale della ontologia relazionale ossia del punto di vista ontologico che riconosce alla relazione il primato nella costituzione degli enti. Lo Spirito Santo è duplice relazione (habitudo) con il Padre e con il Figlio, i quali - nella reciproca distinzione personale e come unico principio originante (notio) - lo spirano ab æterno. Scopo del presente lavoro è quello di approfondire il contributo del Dottore serafico in ordine alla categoria relazione nella perichoresis e la sua attualità per la contemporanea ricerca teologica.
La rivoluzione dell’informazione ha trasformato il mondo in profondità e in modo irreversibile. Alla filosofia spetta il compito di capire e indirizzare questa trasformazione. Luciano Floridi sviluppa un originale quadro etico per affrontare le sfide poste dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dal cui sviluppo e funzionamento dipendono oggi il benessere individuale, collettivo e ambientale. Queste tecnologie influiscono in maniera radicale e diffusa sulle nostre esistenze e sul dibattito etico contemporaneo. I pressanti problemi derivanti dal loro uso costituiscono l’oggetto dell’etica dell’informazione, l’area filosofica che ne indaga l’impatto sulla vita umana, la società e l’ambiente. Questa è la prima monografia filosofica interamente dedicata all’etica dell’informazione, di cui Floridi pone in modo sistematico le fondamenta, descrivendo la disciplina nel suo complesso e delineando concetti come la natura informativa dell’io, la moralità distribuita, il male artificiale, il valore intrinseco dell’infosfera.
Alle origini della follia esplora la complessità dei disturbi schizofrenici, unendo l’esperienza clinica pluriennale dell’autore ad approfondimenti psicoterapeutici e psichiatrici. Il volume integra le teorie classiche - dalle intuizioni di Bleuler alle ricerche di Sullivan, Wynne e Singer - con una mappa articolata dei paradigmi di sviluppo della schizofrenia. Analizza inoltre la distinzione tra schizofrenie di tipo 1 e di tipo 2, includendo le forme miste. Particolare attenzione è dedicata al vissuto soggettivo del paziente, al livello di maturità affettiva raggiunto prima della crisi e alle dinamiche familiari e comunicative che ne influenzano il decorso. In questa prospettiva l’autore mette in discussione un pregiudizio ancora troppo diffuso - anche tra gli addetti ai lavori - relativo all’incurabilità della schizofrenia: sulla base dell’esperienza clinica e della ricerca, questo disturbo può in realtà essere compreso, trattato e soprattutto prevenuto. Per questo motivo il libro si propone come riferimento essenziale per psichiatri, psicoterapeuti e studiosi interessati alla diagnosi, al decorso e all’esperienza interna dei disturbi schizofrenici.
Ormai non ci sono più dubbi: gli Stati Uniti di Trump sono un'oligarchia, un governo di miliardari per i miliardari. Da una parte, un manipolo di ultraricchi esercita un enorme potere economico e controlla la politica attraverso i finanziamenti alle campagne elettorali; dall'altra, milioni di cittadini statunitensi faticano ad arrivare alla fine del mese. Mentre le disuguaglianze diventano sempre più evidenti e l'autoritarismo prende piede, gli americani vengono inesorabilmente privati sia dei beni di prima necessità sia dei loro diritti fondamentali. Come rompere, allora, il circolo vizioso di un sistema tanto fallimentare e corrotto? Denunciando le ingiustizie e le degenerazioni di un'amministrazione che mina la democrazia per arricchirsi e rafforzare la propria influenza, in "Contro l'oligarchia" il senatore Bernie Sanders esorta ad agire. Se vogliamo proteggere i principi democratici e ricostruire una realtà più equa, sostiene Sanders, dobbiamo innanzitutto mettere in discussione i valori morali alla base della società odierna, chiedendoci cosa vogliamo realmente ottenere e quale sia il vero bene da perseguire. Il suo messaggio risuona forte e chiaro: la democrazia non è uno sport da spettatori, non basta seguirla da lontano. Se vogliamo realizzare una rivoluzione politica, dobbiamo unirci tutti alla lotta, in ogni modo possibile. D'altronde, la storia insegna: divisi, perdiamo; uniti, vinciamo.
Professore e poi Rettore dell’Università Cattolica, Padre costituente, laico cristiano impegnato nell’attuazione nel Concilio Vaticano II, Giuseppe Lazzati è una figura di rilievo del nostro Novecento. Mentre è in corso la causa di beatificazione, ecco un volume che raccoglie per la prima volta gli interventi pubblicati sulla rivista «Vita e Pensiero» dal 1968 al 1983, gli anni del rettorato. Testi che restituiscono il contesto storico-culturale nel quale furono scritti: il Sessantotto e la questione studentesca, gli anni Settanta e la fine del boom economico, il declino dei grandi partiti popolari, in particolare la Democrazia Cristiana, e la crisi della politica dei primi anni Ottanta, la difficile attuazione del Concilio Vaticano II e la cosiddetta "scristianizzazione" in atto in Italia. Ma soprattutto ci permettono di rileggere il suo pensiero ancora attuale sul rapporto tra la Chiesa e il mondo, sui fedeli cristiani laici e l’azione culturale, sul ruolo dell’Università Cattolica e quello dei cristiani nei confronti della "città dell’uomo", affrontando temi culturali, sociali e politici, con linee di pensiero e di azione del laicato cattolico italiano impegnato per il bene del Paese. Un’eredità da non disperdere, che ci ricorda, come scrive Lazzati, che «le provocazioni della realtà, lungi dal turbare, devono costituire uno stimolo permanente a cercare di operare al meglio perché la nostra presenza quaggiù, ciascuno nel posto cui è stato chiamato, sia la meno inutile possibile».
Caducità raccoglie tutti i racconti di Sandro Veronesi, tra i più grandi interpreti contemporanei della forma breve, ma è anche un atlante inesplorato della sua narrativa, in cui ritrovare i sentimenti e i temi che abbiamo amato nei suoi romanzi. Gli affetti familiari, le conquiste e le perdite, le sfumature dell’amore, lo sport, la musica e le passioni letterarie: a partire dal suo primo racconto, scritto nel 1983 e rimasto fino a oggi inedito, il rapporto di Veronesi con la scrittura è una lunga indagine, alimentata storia dopo storia, attorno all’umanità dei suoi protagonisti, tra le pieghe delle loro debolezze e nella luce dell’energia che li anima. Trentadue racconti fulminanti, legati tra loro come i capitoli di un romanzo che unisce generazioni di lettori.
La democrazia è antiquata: questa la provocazione da cui muove Marco Revelli, uno dei più acuti e illuminanti teorici della politica, per capire se la democrazia ha ancora un futuro. Una provocazione che non vuole certificarne la morte, ma serve a fotografare lo snaturamento in atto. Così, l’autore disseziona con rigore le forme del degrado democratico: dalla democrazia ‘esecutoria’, che sostituisce il Parlamento con l’efficienza del leader, alla democrazia ‘senza popolo’, dove l’astensionismo diventa ‘partecipazione negativa’; dalla democrazia ‘dei pochi’, sempre più oligarchica, alla democrazia del denaro, dove il mercato regola ogni relazione; dalla democrazia della disinformazione, deformata da media e algoritmi, a quella ‘delle armi’ e ‘del segreto’. Le democrazie contemporanee non fanno più promesse, si limitano a presentarsi come la forma di governo ‘meno peggiore’. E la distanza tra ideali e realtà è così abissale da renderne irriconoscibili i principi fondativi: rappresentanza, partecipazione, trasparenza, informazione. Ma Revelli non si ferma alla diagnosi: indica la necessità di un ‘nuovo inizio’, che riparta dal basso, nella convinzione che solo una critica radicale della democrazia reale può salvarne il futuro da costruire.
Sul finire dell’agosto del 1059, Roberto il Guiscardo giurò fedeltà e protezione al pontefice Niccolò II, ricevendo in cambio il riconoscimento solenne delle sue conquiste. Si gettarono così le fondamenta per la creazione di uno stato unitario nel Mezzogiorno, un progetto che sarebbe stato realizzato settant’anni dopo con la nascita del Regno di Sicilia.
Dopo la morte di re Tancredi, nel febbraio 1194, venne incoronato il piccolo Guglielmo, suo secondogenito. Deportato oltre le Alpi pochi mesi dopo da Enrico VI, cominciano a circolare storie di orribili violenze e mutilazioni da lui subite.. La vicenda ebbe una diffusione tale da colpire persino Giovanni Boccaccio, che ne fece un racconto toccante.
Nel 1041, un manipolo di cavalieri entra a Melfi: sono Normanni. Dopo la conquista ne fanno la loro capitale. A guidarli è Guglielmo Bracciodiferro, primogenito degli Altavilla. Tra accordi diplomatici, mediazioni politiche e battaglie cruente, saranno i discendenti di quella dinastia a dare vita a una delle più formidabili saghe del Medioevo mediterraneo.
La guerra dei dazi di Trump insieme a molti altri fattori segnano un arresto e una decisa inversione di rotta della globalizzazione. A questo contribuisce il proliferare in diversi paesi di partiti e governi sovranisti e xenofobi. Se è vero che la globalizzazione è responsabile di grandi squilibri sociali ed economici, è innegabile che ha prodotto anche grandi benefici di cui non possiamo fare a meno. Dobbiamo, allora, uscire dal tunnel regressivo e, fin da oggi, preoccuparci di ripristinarne le condizioni, senza ripetere gli errori del passato.