La "protopia", definita da alcuni autori come la speranza dei laici, è l’insieme globale e integrato di ogni forma di partecipazione e responsabilità nei processi generativi socioeconomici a fronte della policrisi in atto. È di fatto la via alternativa sia a decine di distopie della convivenza disordinata di centinaia di popoli sia allo sviluppo sostenibile e inclusivo che sembra a molti un’irraggiungibile utopia. Una terza via, dunque, che milioni di persone hanno scelto nel mondo per sperimentare la felicità nella vita quotidiana, rifiutando l’incuria e l’apatia del comune tentativo di autogiustificazione: "e io che ci posso fare?". Prefazione di Muhammad Yunus.
Lo sviluppo della biblioterapia in Italia è in continua evoluzione. Due sono gli ambiti in cui in questo momento si sta orientando l'interesse generale: le biblioteche e la scuola. Gli articoli contenuti in questo volume sono stati redatti dal gruppo di esperti che, all'interno del convegno internazionale "Biblioterapia nelle biblioteche e a scuola", tenutosi presso l'Università degli Studi di Verona il 15 marzo 2024, hanno portato il loro apporto. Si tratta di esperienze italiane ed estere, nello specifico ungheresi e lituane, dove l'avanzamento della materia è più sviluppa rispetto al nostro paese. Ma oggi l'Italia non si pone più come fanalino di coda: grazie al contributo dell'Ateneo veronese attraverso il Master in Biblioterapia giunto alla sua quarta edizione, e il Centro di Ricerca Interdipartimentale Biblioterapia e Shared Reading. I libri per il benessere, la disciplina si sta strutturando sempre di più in spazi quali la formazione e la ricerca. Gli autori di questo volume sono accademici, ricercatori, medici e professionisti della Biblioterapia che, con i loro articoli, portano all'attenzione di quanti ancora non conoscono approfonditamente questo argomento, con l'obiettivo di mostrare come la biblio/poesiaterapia possa essere uno strumento efficace nelle pratiche educative e di cura e per allenare le life skills.
Le facce da Ventotene che dal salotto di casa annunciano il ritorno del fascismo, emaciate e dolenti. I camerati di Forza Nuova che commemorano la strage di Acca Larentia in un'orgia di braccia tese, a favore di telecamere. I martiri della Resistenza che non fanno notizia. Immortalati, a Roma, nel Museo di via Tasso e nella cella dove il colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo non cedette agli aguzzini nazifascisti, fucilato alle Fosse Ardeatine. Eroi che in "Antifascisti Immaginari" Antonio Padellaro racconta in antitesi al baraccone dei talk dove ci si accapiglia sul busto di Mussolini a casa La Russa o sul perché Giorgia Meloni non riesca a dichiararsi antifascista. Polemiche utili solo a distogliere l'attenzione dai disastri e dalle macchiette partorite dal governo di destra. Finzioni e ipocrisie scarnificate nella introduzione di Marco Travaglio.
«Amare il mondo» significa rinnovare il patto con il mondo che abitiamo alla luce della «nuova condizione umana» posta di fronte alle minacce che incombono sull’intero pianeta. La crisi contemporanea non è solo economica o politica ma sempre più affettiva, una crisi di vissuti che ruotano intorno all’empatia e comprendono numerose forme di legame fondamentali per la convivenza: l’amore, la cura, la compassione, l’ospitalità, la solidarietà. L’empatia è ecologica in quanto implica il coinvolgimento sensibile ed emotivo nella vita individuale e collettiva e certifica l’interconnessione con tutto il vivente: Laura Boella ne esplora la forza concettuale per riflettere sul rapporto tra mondo umano e non umano, sulle «pratiche empatiche» come forma concreta di cura che trasforma l’angoscia, la paura e l’indifferenza in sguardo verso il futuro, in un nuovo amore per il mondo di cui siamo ospiti.
L'istruzione degli sfollati: un cammino verso la vita
Il mondo continua a riscaldarsi pericolosamente
Social network e salute mentale
Indulgenze. Un invito ad attingere dal tesoro della Chiesa
La pastorale sportiva
I cattolici militanti contro il governo Mussolini
Dio aiuta i forti: la fortezza teresiana
Tillie Olsen e le vite dei più
Isolina ha salvato il suo matrimonio la notte in cui ha piantato una falce nel fianco di suo marito. Benedetta era la più bella della spiaggia, ma piuttosto che diventare Miss Cuore di Panna ha preferito darsi alle droghe pesanti. Con Gilda i funerali diventavano feste di compleanno. Azzurra a scuola aveva il Sostegno, ma era lei a non sostenere la banalità degli altri. Poi Irene, la migliore amica dei bambini piccoli e dei mostri giganti. E Violetta, troppo impetuosa per il suo fisico massiccio, che trasformava ogni abbraccio in una frattura. Anime intense e fiammeggianti, riunite in una sola, clamorosa famiglia. Non di quelle rigide, basate sul sangue, ma più libera e ariosa, tenuta insieme dalla colla calda dell'amore. Sono le zie e le nonne di Fabio, che questa settimana compie cinquant'anni, anche se nessuno ci crede e lui meno di tutti. Allora queste donne magnifiche vengono a trovarlo. Vengono nei suoi sogni, perché sono morte. Ma se c'è una cosa che gli hanno insegnato è che i sogni non sono la fine della realtà, come la morte non è la fine della vita. In realtà gli hanno insegnato molto altro, solo che Fabio era troppo piccolo per apprezzarlo. Tutto preso a seguire i suoi zii marinai e avventurieri, grandi maestri di vita "maschia" quando lui un maschio cercava di diventare. Adesso però è un tempo diverso, e tornano da lui le diverse lezioni delle zie. Silenziose e insieme così forti, sagge e folli, divampano nelle sue notti. Ognuna un sogno, un ricordo e una scoperta, una stella trascurata che torna a luccicare. Ma perché tornano tutte adesso, a una settimana da un compleanno che lo stranisce? Vogliono solo salutarlo, o c'è qualcosa di più importante che deve sapere, qualcosa che deve fare per conto dell'Aldilà? Con la sua voce unica e inconfondibile, Fabio Genovesi torna in Versilia per raccontarci delle sue maestre. Sua madre, sua nonna, le sue zie e le loro amiche, donne che non hanno scalato l'Everest o scoperto la penicillina, ma hanno saputo disegnare portenti che la Storia non ha registrato perché le manca la sensibilità. Donne che nelle loro vite ingarbugliate non hanno fatto grandi cose, ma hanno fatto cose grandi. E non smettono adesso che sono morte: eccole tornare nei sogni quando c'è bisogno di loro. Perché niente finisce morendo, niente sognando: tutto è sempre vero, e sempre vivo. Brucia e scintilla in queste magnifiche maestre, nelle lezioni che ci donano, e dentro di noi.
Padre Giovanni Bozzo (1916-1998), sacerdote salesiano e genovese di nascita, riceve dalla sua congregazione diversi incarichi, prima di insegnamento e poi come parroco in Liguria e in Toscana. Negli anni '70, soffrendo per la crisi causata dal decadimento dei valori spirituali e morali nella società moderna e stimolato dall'esperienza del Concilio, sente la chiamata a dare inizio a una comunità monastica che viva in una rinnovata fedeltà, seguendo le tracce dell'antica tradizione ma con modalità più consone alle esigenze dei tempi. In accordo con i superiori lascia la famiglia salesiana e l'attività apostolica per dedicarsi a una vita di solitudine e di discernimento presso un santuario della diocesi di La Spezia. Col tempo intorno a lui inizia un nuovo fermento, alimentato da incontri di preghiera aperti a tutti e da cui nascerà la comunità monastica Fraternità di Maria Immacolata Madre. Introduzione di Rosanna Mannucci. Postfazione di Maria Francesca Righi.
Confuso con il reazionario o con il liberale, il conservatore viene associato al mondo anglosassone, eppure esiste un'importante tradizione di conservatorismo italiano con una propria identità. Francesco Giubilei traccia la storia del conservatorismo italiano individuandone la genesi già nell'antica Roma e riscontrando nel cattolicesimo, nel Medioevo, nell'esperienza della Serenissima e nel contrasto alle derive giacobine della Rivoluzione francese i suoi tratti salienti. Da Catone il Censore e Cicerone a Giambattista Vico, da Vincenzo Cuoco e Giacomo Leopardi fino a Giuseppe Prezzolini arrivando a Leo Longanesi e Indro Montanelli, l'autore individua le figure ascrivibili a una tradizione di conservatorismo italiano e si sofferma sulle cause della mancanza nel Novecento di un grande partito conservatore italiano arrivando, infine, alla nascita del governo guidato da Giorgia Meloni, il primo Presidente del Consiglio a definirsi conservatore.
Chi è davvero 'o Nasone, accusato di rapina a mano armata, associazione a delinquere, associazione mafiosa, 182 omicidi commessi e commissionati? Se lo chiede la scrittrice a cui il giornale dà l'incarico di intervistare proprio lui, il superboss. A lei che di criminalità non sa niente, che si è sempre occupata di adolescenti, tutt'al più cantanti, attrici, gente dello spettacolo. Il loro è l'incontro di due mondi lontanissimi che tali devono rimanere, almeno nelle intenzioni della protagonista. Eppure, quando lui inizia a parlare, qualcosa cambia. Quest'uomo spietato che alleva colombi e crede negli ufo comincia a interessarla. Non tanto quando si sofferma sulle cronache di furti, sparatorie e vendette, piuttosto per la nostalgia che vibra nei racconti delle donne incontrate e perdute, degli amici morti ammazzati, degli affetti famigliari. Quando insomma, pur non rinnegando il proprio passato, il boss si mostra vulnerabile. Il dubbio: forse la sta manipolando? È sul piano dei rapporti affettivi che boss e scrittrice si incontrano: nelle ferite di genitori incerti, forse sbagliati. Nel mistero dei figli con cui non sanno più comunicare e che temono di aver perso per sempre. Il confronto tra loro, pur sempre carico di diffidenza, si trasforma allora in un viaggio tra ricordi, confessioni, fraintendimenti e proiezioni, ma soprattutto rivelazioni su figli che non sono quello che loro credono. Così, quando la protagonista si trova a cercare le tracce del figlio di Misso nelle strade di Napoli, capisce di cercare qualcun altro: sua figlia che le sta sfuggendo.
Questo libro è un compendio alla conoscenza dei Libri di Cielo, scritti sulla Divina Volontà che Gesù ha rivelato alla mistica Luisa Piccarreta. Gesù a Luisa: "Quanto è necessario che le conoscenze sul mio Fiat si conoscano, non solo, ma che si faccia conoscere che la mia Divina Volontà vuole già venire a regnare come in Cielo così in terra in mezzo alle creature, ed ai sacerdoti come novelli profeti tocca a loro il compito, e con la parola, e con lo scritto, e con le opere, fare da trombettieri per far conoscere ciò che riguarda il mio Fiat Divino...".
Questo libro non vi trasformerà in geni! E non vi racconterà la favoletta che geni non si nasce ma si diventa. Ah! E non è nemmeno una classica biografia, un libro di scienza o una noiosa raccolta di aneddoti. Questo libro è un tentativo di entrare nella testa e nel cuore di Albert Einstein. Tante cose sono già state dette su di lui (alcune vere, altre no!), ma quello che Einstein può ancora mostrarci è come imparare a pensare per il piacere di farlo, a scherzare, a essere ribelli, a oziare, a non mettersi i calzini, a fare la pace, a fare la linguaccia, a ragionare fuori dagli schemi, ad ammettere di aver sbagliato e a dare sempre e comunque una possibilità all'impossibile. Un ritratto molto scapigliato di un'esistenza vissuta all'insegna non solo dell'intelligenza, ma anche dell'ironia, dell'immaginazione sconfinata e dell'opposizione a qualsiasi ordine e pregiudizio. La storia di un uomo che ha custodito fino alla fine una grande capacità: quella di sapersi meravigliare. Perché la meraviglia non è altro che una domanda in attesa di risposta. Età di lettura: da 10 anni.