In questo volume sono raccolti lettere, canoni, credo, documenti imperiali e dichiarazioni sinodali circa le questioni teologiche, istituzionali e disciplinari discusse al Concilio di Nicea - non solo la controversia "ariana". Il libro comprende testi contemporanei agli eventi, cioè scritti tra l'inizio della crisi meliziana (304 circa) e la morte di Costantino (337). Sono stati tramandati in greco, latino e siriaco, e sono qui accompagnati da traduzione italiana e note. Nel 2025 ricorre il centenario del Sinodo di Nicea (325-2025), uno scenario promettente per discutere di questo evento cardine nella formazione della cultura occidentale.
Il volume raccoglie le relazioni presentate in occasione del convegno tenuto tra Latina e Fossanova nel quadro del triennio di anniversari di San Tommaso D'Aquino. In esse si fa il punto sulla ricerca in corso nell'orizzonte culturale contemporaneo. Da qui l'Aquinate si caratterizza soprattutto come "maestro di dialogo". Gli interventi, dei maggiori specialisti del Dottore Angelico, presentano approfondimenti di grande spessore su prospettive integrate da cui emerge una visione d'insieme dell'attualità dell'Aquinate. Particolare attenzione è rivolta al confronto con l'etica odierna, alla teologia della vita secondo lo spirito e al dialogo con Dio.
Intorno alla questione del genere si è aperto un enorme divario che tende a separare genitori e figli, nipoti e nonni. Difficilmente ci si capisce, difficilmente ci si ascolta. Nelle famiglie è motivo di litigio, i ragazzi non si sentono accolti e i genitori provano frustrazione davanti a idee spesso molto diverse dalle loro. Il libro propone un modo nuovo di guardarsi e dialogare per vie che sembravano impercorribili. Comprendere la questione del genere a partire dal Cristianesimo può aiutarci a costruire ponti. L'autrice racconta lo stupore, spesso frainteso, che può rappresentare per i giovani la proposta della Chiesa intorno a questi temi; e anche quale cammino intraprendere per capire meglio le nuove generazioni.
Sono raccolte qui molte delle fondamentali lezioni che Giovanni Liotti ha tenuto nell'arco di circa vent'anni in una scuola di psicoterapia. Il necessario adattamento al testo scritto ha mantenuto sempre la ricchezza concettuale e la tensione dialogica del discorso orale, e le lezioni sono organizzate secondo un ordine tematico che copre l'intero percorso teorico di Liotti: dal rapporto tra attaccamento e intersoggettività al valore della cooperazione nella relazione terapeutica sino agli esiti del trauma dello sviluppo e ai suggerimenti per il loro trattamento. Le indicazioni sulla formulazione del caso clinico, la descrizione dell'esperienza dell'autore con i pazienti più difficili e le supervisioni agli allievi arricchiscono i testi scelti per questa antologia, ancorando la teoria alla pratica clinica in un volume che custodisce gran parte della viva eredità che il grande maestro ha lasciato ai suoi allievi.
Abstracts Saggi Evi Agostini, Stephanie Mian, Learning and Teaching as Withdrawal: a Phenomenological Perspective on Fundamental Pedagogical Concepts Davide Zoletto, Francesca Peresson, Orientamento formativo e superdiversità: spunti per docenti Clara Silva, L'intercultura attraverso le discipline scolastiche: il caso della storia Gabriella Aleandri, Fernando Battista, Fondamenti di pedagogia interculturale per una relazione embodied e per l'inclusione nella scuola Antonia Rubini, Una scuola democratica aperta al riconoscimento delle diversità Francesco Bossio, Sui fondamenti della pedagogia interculturale nella formazione dei docenti della scuola secondaria. Alcune intersezioni educative Andrea Traverso, Sissi Pisano, Le competenze interculturali degli insegnanti di scuola secondaria nella gestione dell'aula con presenza di minori accolti in comunità educative d'accoglienza in regime residenziale Chiara Bove, Valeria Cotza, Alessandra Mussi, Per una capacitazione degli insegnanti in contesti multiculturali. Una ricerca qualitativa nelle scuole secondarie del quartiere di San Siro Laura Cerrocchi, Delle competenze o del curricolo in prospettiva interculturale e, meglio, transculturale? Tra ricerca-azione e formazione-supervisione degli insegnanti Angelica Disalvo, Formare l'epistemologia docente in chiave interculturale. Riflessioni e questioni pedagogiche Giuseppa Compagno, Ilaria Scolaro, Insegnamento e formazione docente: metodologie inclusive e didattica interculturale Paolo Lucattini, Serena Sani, Livia Petti, Disabilità e migrazioni: verso una proposta formativa per i futuri docenti della scuola secondaria Gaetano Di Napoli, Cinzia Novara, L'integrazione scolastica dei minori adottati internazionalmente. Il ruolo della pedagogia interculturale Giada Prisco, Formare e formarsi per abitare un mondo interdipendente: il contributo dell'approccio pedagogico interculturale e dell'educazione alla sostenibilità.
La relazione (pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 2014) appartiene al gruppo di romanzi che Camilleri scrive in un limpido italiano, abbandonando, solo per un momento, il vigatese, la sua lingua d'invenzione e di elezione. Il perché di questa scelta risiede nella materia stessa del romanzo, si tratta di una storia borghese, ambientata nell'Italia contemporanea e non in Sicilia. A Mauro Assante, integerrimo funzionario, viene affidato un incarico delicato: scrivere una relazione sulla Banca Santamaria su cui si allungano le ombre dell'illegalità. In una rovente estate romana, con moglie e figlio al mare, Assante comincia a stendere il suo rapporto, ma si ritrova al centro di impalpabili manovre che paiono volerlo far desistere dal condurre a termine il lavoro. La visita di una bellissima quanto sconosciuta ragazza, strane telefonate, sottili allusioni, lettere anonime precipitano il funzionario in un intrigo in cui rimane fatalmente impigliato. «Mi interessava provare a scardinare tutte le certezze di un uomo come Assante nell'Italia di oggi. Volevo capire come una vita così strutturata, così razionale possa essere sconvolta e scardinata dall'irrazionale». La relazione è insieme thriller, romanzo psicologico, riflessione sul potere, e vi emerge forte la passione di Camilleri per il teatro e la sua inclinazione per i temi civili e politici. Con una nota di Antonio Franchini.
Nella primavera dei suoi sessant'anni, John Oakes ha deciso di fermarsi. In un mondo frenetico e dominato dall'imperativo del consumo, in un'epoca segnata da crisi globali e incertezze, ha scelto di sottrarre invece che aggiungere: per sette giorni ha smesso di mangiare. Il digiuno è il racconto di questi giorni di privazione volontaria di cibo, e assieme l'esplorazione di una pratica ancestrale e eterna che non ha mai smesso di affascinare le coscienze umane. Che cosa accade quando scegliamo di non mangiare? Quando decidiamo di interrompere il ritmo quotidiano fatto di alimenti, sapori e rituali per affrontare il vuoto? Per Oakes il digiuno rappresenta una rottura in primo luogo culturale: la routine quotidiana è infatti scandita dai pasti e nutrirsi è in un certo modo quasi una norma, tanto che un atto semplice come l'astensione dal cibo può trasformarsi, per esempio nei casi di Gandhi o Bobby Sands, in una potente forma non violenta di dissenso. Negli ultimi anni il digiuno ha guadagnato popolarità anche per altre ragioni: dalla perdita di peso alla disintossicazione dalle scorie lasciate da alcol, droghe e zuccheri, fino a una migliore conoscenza di sé; ma da tempo immemore è soprattutto uno strumento di purificazione e ascesi religiosa, praticato in confessioni anche molto diverse fra loro – dal cattolicesimo al buddhismo – e quasi universalmente sul pianeta.
L'incontro diretto con un miracolo un evento che trascende le leggi della natura senza negarle ha spinto l'autore a interrogarsi sul significato profondo di questa esperienza. Cosa definisce realmente un miracolo? È possibile dimostrarlo scientificamente? Chi può operare miracoli? E cosa significa, nella Chiesa cattolica e nelle altre confessioni cristiane e religioni, essere proclamato santo o beato? Questi interrogativi assumono un valore ancora più significativo per l'autore, medico legale, che ha cooperato per la dimostrazione del miracolo attribuito a Camille Costa de Beauregard riconosciuto dalla Chiesa cattolica come elemento decisivo per la sua beatificazione. Attraverso il racconto di questa esperienza, l'autore ricostruisce i fatti con rigore scientifico e riflette sulle implicazioni spirituali, fino a una considerazione intima e personale su Dio, la fede e il senso profondo della religione.
Narnia è uno dei più affascinanti universi della letteratura fantasy moderna, una terra incantata dove creature mitologiche e animali parlanti accompagnano bambini chiamati a trasformarsi in eroi. Attraverso un'analisi dettagliata di simboli e richiami spirituali, questo libro esplora la genesi delle Cronache di Narnia e il ricco immaginario che le sostiene, conducendoci nel cuore del mondo fantastico creato da C.S. Lewis. seguendo le tracce del Leone Aslan, simbolo della grazia e della speranza, Paolo Gulisano svela al lettore i significati allegorici e cristiani che pervadono questa saga indimenticabile, accompagnandolo alla scoperta delle virtù, delle tentazioni e delle prove che i protagonisti affrontano come simbolo del percorso umano.
L'amicizia tra Dio e l'uomo è una storia di salvezza, ma troppo spesso, negli ultimi tempi, questa verità è stata offuscata, quando non direttamente rinnegata, in un mondo che pensa di potersi salvare da solo. Perfino la predicazione evita l'argomento, preferendo soffermarsi su altri aspetti della fede e proponendo un gesù quasi troppo umano, di cui non si coglie più l'essenza divina, centrale nell'avvenimento cristiano. Incarnazione, Croce e Risurrezione, invece, ci mostrano quale sia il valore unico e definitivo della redenzione e mediazione del figlio di Dio fatto uomo per noi. La lettura di queste pagine guida a conoscere, scoprire o riscoprire il fondamento più importante della nostra piena felicità: Cristo unico perfetto salvatore.
Questo volume offre una ricognizione approfondita sul senso della teologia secondo san Tommaso d'Aquino. Partendo dall'analisi e dal commento della prima questione della Summa Theologiae, vengono esaminati i passi in cui Tommaso si riferisce alla teologia, il rapporto di quest'ultima con la sacra dottrina e la rivelazione, le caratteristiche che la definiscono come disciplina, il senso del suo darsi e il metodo del suo configurarsi. Sebbene radicata in un contesto storico e in un orizzonte categoriale molto distante dalla contemporaneità, la complessa e affascinante riflessione di Tommaso - considerata direttamente alla luce dei suoi testi più che attraverso le interpretazioni - si rivela sorprendentemente attuale. Essa offre strumenti preziosi per comprendere la realtà della teologia, affrontando temi centrali come il rapporto tra fede e ragione, la natura speculativa e argomentativa del sapere teologico, la dimensione soprattutto esistenziale e salvifica della rivelazione, e il valore di una teologia il cui contenuto è Dio stesso, a partire da ciò che Egli ha rivelato di sé.
Braccio destro di Eugenio Cefis, sodale e rivale di Enrico Cuccia, a stretto contatto con Carlo De Benedetti e Raul Gardini, commensale di Roberto Calvi, in barca con Gianni Agnelli e Marco Tronchetti, socio dissociato di Armani. Francesco Micheli è sempre stato nel cuore del potere economico italiano. Eppure, si è sempre mostrato schivo al riguardo: un capitalista riluttante, forse perché il suo percorso viene da lontano. Parte da Parma, da un padre pianista e docente, da una madre molto attenta alla scelta della scuola migliore. Oggi, passati gli ottant'anni, Micheli ripercorre nel suo primo libro questo viaggio che lo ha reso unico nel panorama della nostra finanza: innamorato del mare, del volo, fine musicista, raffinato collezionista d'arte, tutto sempre mantenendo quella spontaneità e curiosità nei confronti del mondo che lo ha animato sin da bambino, quella capacità di divertirsi, sullo sfondo delle note del jazz. Un memoir formidabile che racconta un nomade della cultura e della vita che continua a cercare il bel suono, un visionario che ripercorre una vita vissuta da esploratore, col vento in faccia, per assaporarne ogni attimo e scoprire che è prezioso. Molto più del denaro.