Questo libro e il tentativo di una visione rinnovata della teologia, alla scuola dei Santi del Carmelo in un campo decisivo della partecipazione alla vita divina: l'antropologia soprannaturale.
Filosofi, poeti, scrittori, medici e responsabili di opere sociali si sono messi in gioco davanti a giovani universitari, dando le ragioni della propria speranza e rileggendo, da diverse angolature, i percorsi dell'uomo moderno e contemporaneo.
L'Autore si occupa in questo libro della problematica cristologica nel contesto della nuova cultura e dei nuovi interrogativi. Il dubbio si insinua. Il grande affresco cristico di un progetto comune che unisce storia umana e divenire cosmico, che riconcilia giudaismo e cristianesimo, che porta a termine la convergenza delle religioni, appare illusorio. Gesu, strappato da Dio alla morte, non ha realizzato il sogno profetico evocato negli inni delle epistole della cattivita. Il dono del suo Spirito non ha eliminato le fratture: le divisioni sono attive e degenerano spesso in ostilita. Bisogna assumere in maniera positiva la divisione. Se i frammenti che costituiscono il nostro mondo venissero eliminati, l'unita sarebbe crudele e totalitaria: non permetterebbe di riconoscere la libera singolarita di quei frammenti e sfruttarne le ricchezze. Il cristiano crede nell'esecuzione di una sinfonia finale, ma ne ignora la partitura.
La scrittura filosofica moderna e contemporanea ha rivelato e continua a rivelare la ricerca verso la verità. Attraverso il linguaggio si sviluppa il tema del dialogo che è tra quelli che più hanno alimentato la ricerca teologica e politica, etica e religiosa, estetica e trascendentale nel rapporto tra Gesù Cristo e la Chiesa. I due interlocutori si soffermano a scandagliare nei recessi delle “cose ultime”, dove si celano il mistero del male e della sofferenza, l’origine della libertà, la divinoumanità e il legame ineludibile che intercorre tra Dio, il Figlio e l’uomo. Se Gianni Baget Bozzo vede la salvezza solo per coloro che vivono dentro la chiesa cattolica, viceversa Alessandro Di Chiara sostiene una salvezza universale in virtù del carattere tragico e soteriologico della croce. Se il teologo esclude l’incontro con alcune culture religiose, in particolare quella musulmana, viceversa il filosofo considera fondamentale il confronto e il rispetto interreligioso. E ancora: se Gianni Baget Bozzo crede che il capitalismo sia una forma di democrazia conforme alla legge naturale, viceversa secondo Alessandro Di Chiara il vero senso dell’iniziativa privata si realizza nel riconoscimento della libertà nella solidarietà.
Un libro sintesi.
Una guida convincente, ponderata, prudente e con chiare posizioni, firmata da uno dei più noti teologi europei della morale.
Dalla quarta di copertina:
Tecnica genetica, mondi genetici, medicina della riproduzione, diagnostica del preimpianto, biotecnica, analisi del genoma, terapia genica, test genetici, clonazione, animali transgenici, incrocio fra uomo e maiale, brevettazione di geni, dispersione di microrganismi nell’ambiente, novel food: questa enumerazione di alcuni temi trattati nel libro ci mostra chiaramente quanto angustiante sia ciò che ci viene presentato quasi quotidianamente nei media come stato attuale della ricerca.
Vogliamo realmente tutto questo? Come può difendersi la comunità umana da sviluppi sorprendenti e deleteri? Quali criteri etici si possono, anzi si devono, proporre ai ricercatori di tutto il mondo?
Il medico, il biologo, il biochimico come agiscono responsabilmente, quando lavorano e ricercano biotecnicamente? Quali possibilità hanno i cittadini, i politici e gli stati della terra di prevenire conseguenze pericolose della biomedicina e della biotecnica? Dietmar Mieth propone un libro-sintesi, che risponde a tali domande e formula i nuovi compiti dell’etica.
Una guida convincente, ponderata, prudente e con chiare posizioni, firmata da uno dei più noti teologi europei della morale.
Recensioni:
[...] l'opera si rivela una guida convincente, ponderata, prudente e con chiare posizioni, firmata da uno dei più noti teologi europei della morale.
L. Castiello, in Asprenas 52 (3/2005) 458s.
Il libretto riporta il testo dell'intervento del cardinal Biffi al Congresso dei catechisti bolognesi il 5 ottobre 2003. È un'indagine su un tema tra i più rilevanti e i più ardui della dottrina cattolica. L'autore riflette successivamente: sull'atto di fede come atto intrinsecamente "integrale"; sulla funzione della ragione nell'atto di fede; sull'atto di fede in se stesso e nell'itinerario alla fede entro la vita interiore dell'uomo.
L’arte in tutte le sue espressioni è forse la maggiore forma di comunicazione utilizzata dal cristianesimo sin dall’inizio della sua diffusione.
A partire da questa considerazione l’autore svolge la sua riflessione estetico-teologico seguendo l’evoluzione del concetto di “arte cristiana” partendo dal II Concilio di Nicea (787 d.C.) – dove si respinge in modo definitivo l’iconoclastia – sino ai nostri giorni.
Nella seconda parte l’autore sviluppa in particolare tre temi scelti come paradigmatici: la raffigurazione pittorica di Dio Padre nell’età alto-medievale; l’architettura cistercense; il senso dei volumi e dello spazio nelle chiese attuali, con esempi concreti: la Cattedrale di Chartres, Cluny, Autun e altri. Più di 20 illustrazioni a colori arricchiscono questo saggio di alto livello.
«Perché la liturgia ha sempre avvertito come un ‘bisogno’ la presenza della forma artistica in tutte le sue modulazioni (architettura delle chiese, musica, iconografia e arredo)? […] La risposta può essere semplice, anche se questa semplicità può apparire esagerata. La liturgia vuole la bellezza perché tutto ciò che è ‘celebrazione di Dio e dell’uomo’ pre-tende alla bellezza, desidera lo splendore, anela alla Gloria» (dall’Introduzione).
Nell’ambito della riflessione teologica sulla complessità del fenomeno artistico legato alla storia del cristianesimo, l’attenzione è stata spesso concentrata allo sviluppo dell’arte nei primi secoli e in area orientale (si pensi ad esempio alla ‘teologia dell’icona’). In realtà, la produzione artistica nell’Occidente cristiano è un patrimonio straordinario, che non ha certo mancato di stimolare il pensiero teologico sul tema della bellezza. Nello sforzo di testimoniare tanta ricchezza, il volume propone una raccolta di testi che attraversa tutto il secondo millennio della riflessione della teologia occidentale sull’arte.
L’antologia si offre anche a quanti sono chiamati a creare arte sacra nell’oggi, affinché possano avere prontamente a disposizione un alveo cui riferirsi e da cui prendere le mosse per innovare a partire dalla tradizione.
Il volume è strutturato in cinque parti, che abbracciano i grandi ambiti della riflessione cristiana sull’arte. Ogni sezione è costituita da una breve introduzione e da una serie di testi ordinati cronologicamente.
Note sul curatore
Natale Benazzi (1961) ha conseguito il baccalaureato in teologia nel 1985. Collabora con diverse case editrici come autore ed editor di opere saggistiche e narrative per ragazzi.
Il celebre aforisma di Sant'Agostino "credi per comprendere, comprendi per credere" continua ad essere attuale: il cristiano deve sapere che quel che la Chiesa insegna è ragionevole, e deve conoscerne le ragioni.; si crede infatti agli insegnamenti di Dio in virtù del dono soprannaturale della fede, ma chi non si preoccupa di comprendere qual che crede, finirà col non credere ciò che non comprende. Questo libro affronta le principali tematiche della dottrina della fede cristiana sotto il profilo della ragionevolezza; il linguaggio semplice e la ricca aneddotica rendono queste conversazioni accattivanti e accessibili a tutti.