L’intento che sottende le pagine di questo volume è di offrire una prima ricognizione sul tema che attraversa il Movimento dei Focolari nella presente stagione post-fondativa: la trasmissione del carisma ricevuto in dono, a partire dal suo nucleo fondante che è dato riconoscere nell’unità e che lo qualifica nella sua essenza e nella sua missione. Punto prospettico della riflessione, qui sviluppata in brevi saggi ad opera di membri della Scuola Abbà, è una pagina che Chiara Lubich, prima destinataria di tale carisma, ha annoverato fra i suoi scritti mistici risalenti agli anni 1949-1950. È una pagina che, nel consegnarci la forma del trasmettere, inteso nell’ampio significato del corrispondente etimo latino, tradere, si staglia nella sua pregnante chiarezza, nella sua lungimiranza profetica, nel suo risvolto esistenziale: note decisive da accogliere ancora oggi per interpretare il passato e prospettare creativamente il futuro verso un orizzonte di luce.
Come attrezzare i giovani a camminare nella fede? Come aiutarli a crescere con una spiritualità robusta e intelligente, capace di porsi domande e insieme cercare risposte? Il percorso che don William propone in questo aureo libretto intende raccogliere questa sfida, invitando i giovani lettori a guardarsi dentro senza ricadere nell'intimismo, a guardare al Signore senza inventare un "Dio a modo mio", a guardare in faccia i fratelli senza scuse.
Per incontrare il volto vivo di Gesù, i Vangeli continuano ad essere la fonte a cui non si può rinunciare. Vanno dunque indagati e ascoltati. Ne La lettura infinita, il Card. Tolentino aveva elaborato una riflessione contemporanea sul complesso tema della lettura. In questo secondo saggio, propone un itinerario cristologico essenziale, in sette tappe, scandite soprattutto, ma non solo, da brani del Vangelo secondo Luca. Ogni capitolo rappresenta un tentativo di lettura del testo evangelico così come si presenta. Punto di intersezione tra il divino e l'umano, il volto di Gesù ci viene continuamente incontro, ci spinge alla ricerca, ci induce a aderire a Lui, soprattutto attraverso l'esperienza che si compie nella maturazione della lettura e nel dinamismo della fede. Sondando i testi, ci si addentra nel mistero di quel volto che rimane una sfida. Interrogare i Vangeli è un compito che investe ogni generazione di credenti.
A ottocento anni dalla composizione del Cantico delle Creature e dalla morte di san Francesco, questo libro propone una lettura etico-sociale dell’opera del santo di Assisi, ponendola in dialogo con le sfide contemporanee dell’ecologia integrale e, per quanto possibile, con i nuovi paradigmi tracciati dall’Intelligenza artificiale. Non un’analisi letteraria, ma un percorso di riflessione che parte dal linguaggio “gentile” del Cantico per interrogare la nostra realtà ferita: l’ambiente devastato, l’umanità smarrita, la morte rimossa. In un mondo che fatica a perdonare e a custodire, è ancora possibile lodare Dio per ogni creatura? Le parole del Poverello d’Assisi ci guidano verso un cammino di mitezza e speranza, di comunione e fraternità, riscoprendo nella nudità della terra il senso profondo della povertà e della pace. Il Cantico, proprio quando parla di morte, si fa inno alla vita e alla bellezza, offrendo una visione radicale e luminosa: la cura della casa comune come atto spirituale e politico, un impegno quotidiano che nasce dalla lode e si fa speranza attiva. È questo che traspare anche dalla versione in lingua napoletana del Cantico scritta dai detenuti ospiti del Centro di Pastorale carceraria dell’arcidiocesi di Napoli, riportata in appendice al volume. La loro versione è intensa come i colori che hanno scelto e utilizzato per i disegni in copertina, tinte d’anime non arrese al male ma tavolozza di sentimenti ricchi di vita.
Questa XLII edizione del Manuale di Diritto Amministrativo segue i cambiamenti della materia conciliando una trattazione tradizionale degli istituti giuridici con le novità operative, dal taglio decisamente più moderno. Nel processo di trasformazione un ruolo centrale, infatti, è assolto dal percorso di informatizzazione che sta plasmando il diritto amministrativo, portandolo in una dimensione nuova, in parte inesplorata, nella quale le vecchie regole e i dogmi classici della materia dovranno trovare una nuova modalità applicativa. L’esempio tipico di questa evoluzione è rappresentato dall’intelligenza artificiale, il cui utilizzo nell’esercizio dell’azione amministrativa può dar vita a problematiche nuove, da affrontare secondo principi e tecniche decisamente più adatte. Ma anche altri settori sono in continua evoluzione. Il riferimento è d’obbligo al pubblico impiego e ai contratti pubblici, ambiti del diritto nei quali è maggiore l’impatto del cambiamento. Oltre alla disciplina di riferimento, il testo, come di consueto, è arricchito con i principali orientamenti dottrinali e giurisprudenziali e con le prospettive di riforma. Dal punto di vista normativo, il libro è aggiornato, tra gli altri: — ai nuovi valori economici delle soglie europee nei contratti pubblici, in vigore dal 1° gennaio 2026; — alla L. 23-9-2025, n. 132, Disposizioni e deleghe al governo in materia di intelligenza artificiale; — al D.L. 14-3-2025, n. 25, conv. in L. 9-5-2025, n. 69, Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni. Il Manuale di Diritto Amministrativo, per le sue caratteristiche, è rivolto a coloro che devono sostenere concorsi pubblici, l’esame di avvocato nonché esami universitari e costituisce, altresì, un valido strumento per l’aggiornamento professionale.
"Dove due o tre sono riuniti nel Mio nome, Io sono in mezzo a loro". Prima di essere scritti, i racconti della Bibbia sono stati oggetto di una lunga tradizione orale: la dimensione comunitaria era necessaria al fatto stesso che la Parola sopravvivesse. Ecco perché una Bibbia senza note, per lasciare all’esperienza della lettura in gruppo il valore che merita, accompagnata in alcuni passaggi da qualcuno che ci aiuti nel comprendere ciò che di vivo, oggi, la Scrittura dice a ognuno di noi. Bibbia insieme, quindi, non resta senza spunti. La nota biblista Suor Elena Bosetti ha infatti realizzato nell’ambito di questo nuovo progetto alcuni contributi audio (podcast) raggiungibili attraverso i QR code posizionati all’interno del testo biblico. Bibbia insieme nasce con una particolare attenzione all’ambiente: non ci sono materiali plastici, è stampata su carta FSC proveniente da foreste condizioni di lavoro. Inoltre, ogni stampa del volume, grazie a un accordo con la società indipendente Treedom, è compensata nelle sue emissioni di CO2 attraverso la piantumazione di nuovi alberi.
Edizione a cura di Manlio Sodi e Antonio Zanardi Landi
L’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, oggi di Malta, è stato per molti secoli parte integrante e non secondaria di quell’Europa che veniva prendendo forma sotto gli occhi di Enea Silvio Piccolomini. Ne ha costituito un bastione di difesa importante per contrastare l’avanzata degli Ottomani e dei Turchi, ne ha incarnato, insieme ad altri Ordini Ospedalieri oggi scomparsi, una vocazione di attenzione al ferito e al malato di ogni religione e di ogni razza: un fenomeno tipicamente e originariamente europeo. Oggi l’Ordine, presente e attivo in 120 paesi, porta nel mondo un seme di storia europea, che in molte parti del globo, e non certo per merito del solo Ordine di Malta, ha attecchito dando vita ad esempi di generosità e di sacrificio eccelsi. Questi principi e questi valori sono oggi in pericolo a causa dei numerosi conflitti in atto; per questo è necessario e indispensabile riflettere sulle lontane radici dell’Europa, scavate ed esposte da Pio II. E la lettura della sua opera offre una lezione di storia e di vita il cui realismo se da una parte incuriosisce, dall’altra permette di cogliere un’infinità di aspetti che caratterizzano l’animo umano di sempre.
Gaudium et Spes è un testo dirompente; approvato nel 1965 al termine del concilio Vaticano II, impone di aprire la chiesa al confronto con il mondo. La «nuova stagione» sinodale trova la sua radice in questa consapevolezza della chiesa come «popolo di Dio», chiamata a divenire per tutti un luogo di dialogo e d’esperienza personale di Cristo. I contributi qui raccolti cercano di attualizzare il testo alle questioni di oggi e costituiscono un articolato approfondimento di quelle domande antropologicamente nodali che il concilio aveva colto e che, mediante il lavoro della SIRT, si è cercato di riportare alla luce per una ricezione più ampia e rinnovata.
Da anni, in Italia, si discute su possibili interventi del legislatore in materia di fine vita. L’eutanasia e il suicidio assistito vengono rappresentati da coloro che ne reclamano la legalizzazione come atti di civiltà e di pietà nei confronti delle persone malate. Tuttavia, i dati provenienti dai Paesi dove queste pratiche sono state già introdotte restituiscono un quadro ben diverso, allarmante sotto il profilo della salvaguardia delle persone più fragili e vulnerabili. La stessa Corte costituzionale italiana, nel ribadire che lo Stato ha il dovere di tutelare la vita, ha sottolineato la necessità di contrastare le derive sociali e culturali che possano indurre le persone malate a scelte suicide, quelle medesime pressioni che sono una triste realtà nei Paesi che hanno riconosciuto nel proprio ordinamento il "diritto di morire". Dignità umana, solidarietà, libertà, diritto alla vita, autodeterminazione, cure palliative: sono le parole chiave di questo volume, nel quale il tema del fine vita è affrontato in tutta la sua complessità, attraverso contributi di agile lettura che consentono di approfondire la materia sotto il profilo giuridico, medico, etico e filosofico. Un volume che propone ai lettori un viaggio attraverso gli argomenti posti a fondamento delle istanze eutanasiche, per svelarne le contraddizioni e per ricordare l’enorme differenza che c’è fra l’accompagnare a morire e l’accompagnare nel morire.
Partendo dalle Sacre Scritture, il testo propone un’analisi comparativa tra la persona di Miryam della tribù di Levi e Maria di Nazareth, rivelando continuità simboliche e teologiche tra le due donne ed evidenziandone il ruolo sostanziale nella storia della salvezza. Il confronto mette in luce come le due figure, così diverse e distanti nel tempo, offrano modelli di partecipazione alla vita del Signore, in continuità tra la memoria di Israele e la nascita di Gesù. Si realizza così un percorso che collega l’esperienza dell’esodo alla Rivelazione e che valorizza il ruolo significativo della donna, sempre particolarmente importante al cuore di Dio. Tanja Vannutelli si occupa di Mariologia e il suo campo specifico di ricerca è rivolto alla valorizzazione delle figure femminili presenti nelle Sacre Scritture. Appassionata di filosofie orientali, conduce incontri di meditazione cristiana e di danze meditative. Attualmente collabora con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare a Roma.
Ai novelli sposi io dico sempre: «Litigate quanto volete: se volano i piatti pazienza, ma mai finire la giornata senza fare la pace». Questa frase di papa Francesco forse può far sorridere, ma contiene una grande verità: nelle relazioni di coppia il litigio "ci sta". Ma il litigio è diverso dal conflitto e dalla crisi, poiché meno grave: anche se talvolta arriva all'esasperazione degli animi e può assumere le forme di un duro conflitto, litigare fa parte della "normalità". Diversa è la situazione della crisi, che porta a un incancrenirsi delle posizioni da cui, a volte, risulta difficile venire fuori. Il nostro consiglio è quello di prendere ispirazione dalla tecnica giapponese del kintsugi, che letteralmente significa "riparare con l'oro": è una pratica che consiste nel saldare i frammenti di un oggetto rotto (come un piatto lanciato!) utilizzando colla e oro, rendendolo così prezioso e allo stesso tempo unico, diverso da qualsiasi altro. Il kintsugi, dunque, ci insegna che da una ferita può nascere una forma maggiore di perfezione estetica e interiore, esaltando e mettendo in mostra le ferite; è una forma di arte-terapia, che invita a trasformare in oro le cicatrici visibili e invisibili, a dimostrazione del fatto che le difficoltà sono state superate. A noi verrebbe da dire: «Un vaso rotto è rotto e non sarà mai come prima», invece il kintsugi ci spiega: «Un vaso rotto diverrà più bello di prima perché saprà di vita vissuta».
Un medico, un missionario, un uomo coraggioso e mite, sostenuto da una fede incrollabile. Padre Giuseppe Ambrosoli aveva deciso da ragazzo che avrebbe vissuto da comboniano al servizio dei poveri e che per questo avrebbe lasciato il suo paese, Ronago (CO), gli affetti e l'azienda familiare. Destinazione: Uganda. Partito nel 1956 con la nave Africa, dopo un avventuroso percorso su una jeep in mezzo alla savana, trovò a Kalongo, ai piedi di quella che è chiamata la Montagna del Vento, un dispensario per la maternità, una piccola capanna con il tetto di paglia. Nel giro di pochi anni, grazie alla sua caparbietà, alla grande capacità di medico e sacerdote, allo spirito manageriale ereditato dalla famiglia, quel piccolo centro divenne un grande ospedale. Ma la guerra civile irrompe nella vita dell'ospedale, stravolgendola. L'ordine di evacuazione è perentorio e padre Giuseppe, costretto in sole 24 ore ad organizzare la carovana di pazienti, medici e infermieri, lascia Kalongo senza tornarvi mai più. Lui, medico al servizio dei più poveri, muore a Lira, isolata dalla guerra, senza la possibilità di essere curato. Tutto finito? No. L'ospedale di Kalongo, protetto dai suoi abitanti, dopo tre anni rinasce e prosegue la sua opera di cura dei più vulnerabili. Quella storia di dedizione al prossimo e caparbietà umana continua ancora oggi con la Fondazione voluta dalla famiglia Ambrosoli e dai missionari comboniani, che hanno raccolto l'eredità di padre Giuseppe per dare sostegno e continuità ad un miracolo d'amore. Como, Milano, Kalongo. Migliaia di chilometri di distanza, rumori e odori diversi, ricchezza e povertà. Ma padre Giuseppe e la sua opera hanno ridotto le distanze, unito l'Ospedale e la Fondazione, i medici ugandesi e i volontari italiani, il bisogno di ricevere e la voglia di dare. Premessa di Mario Calabresi. Prefazione del card. Gianfranco Ravasi.