Età di lettura: da 6 anni.
Ai miei amici voglio dire grazie perché..
Questa nuova edizione de "La Chiesa e la sua storia", a cura di Juan Maria Laboa, reca un grande apparato fotografico, ricostruttivo e cartografico con una particolare attenzione all'arte e all'architettura. L'opera, pensata per i ragazzi, presenta grandi titoli che permettono di cogliere da subito il senso di ogni doppia pagina (primo livello di lettura, collegato ai disegni) e un apparato illustrativo con relative didascalie (secondo livello di lettura). Età di lettura: da 12 anni.
Protagonista di un'avventura umana e missionaria straordinaria, padre Gheddo ha denunciato con forza i drammi della fame, delle ingiustizie globali, delle guerre che devastano il mondo. E ci ha raccontato, con genuino stupore, i miracoli realizzati dallo Spirito Santo alle più diverse latitudini, in quelle giovani Chiese da cui il cattolicesimo occidentale ha molto da imparare. Ha scelto il Pime, nel lontano 1945, affascinato dall'ideale di annunciare il Vangelo "fino agli estremi confini della terra". Avrebbe voluto partire per l'India, ma i suoi superiori decisero diversamente. Così, per tutta la sua vita, la missione di padre Piero Gheddo si è tradotta in un giornalismo appassionato e militante. Migliaia gli articoli scritti per testate cattoliche e laiche; un centinaio i libri pubblicati (il primo è uscito nel 1956). Oltre 80 i Paesi che il missionario ha toccato nel corso dei suoi innumerevoli viaggi, spesso diventando testimone in prima linea delle più terribili pagine del Novecento: la Rivoluzione culturale in Cina, la guerra in Vietnam, l'apartheid in Sudafrica, le dittature militari in Sudamerica, il genocidio in Ruanda. Scoprendo che il Vangelo fa sempre notizia.
Taviani, ministro della Difesa dall'agosto 1953, visse da vicino la fase finale della questione di Trieste; il suo diario offre in presa diretta, e con il corredo di documenti inediti, la cronaca giorno per giorno di quel periodo che precedette il ritorno della città all'Italia. Accanto alla questione di Trieste sono però registrate nel diario altre vicende cruciali dell'Italia di allora: le trattative del CED (Comunità Europea di Difesa), il caso Pisciotta, il caso Montesi con le sue ripercussioni nella DC sicché il libro si presenta come una testimonianza ad ampio raggio su un anno cruciale e denso di avvenimenti del nostro dopoguerra.
È arrivata anche in Italia la Dieta Fast, che si basa su un principio semplice, efficace e salutare: basta ridurre le calorie per 2 soli giorni alla settimana, continuando a mangiare come al solito negli altri 5. È il principio del "digiuno intermittente" o della "restrizione calorica". Come dimostrano le più recenti ricerche cliniche, la Dieta Fast non solo fa perdere i chili di troppo, ma è benefica per la salute poiché riduce i rischi di gravi patologie come diabete, disturbi cardiovascolari e forme tumorali. Inoltre la Dieta Fast non fa perdere massa muscolare, non deprime l'umore, tiene sotto controllo colesterolo e glicemia, e migliora le abitudini alimentari: dopo poche settimane non solo avrai perso i chili di troppo, ma ti sentirai sazio più rapidamente e non ti capiterà più di provare i morsi della fame. Potrai creare un tuo programma personalizzato che si inserisce perfettamente nella tua vita e, grazie alle ricette e alla tabella del contenuto calorico degli alimenti, saprai sempre come, quando e quanto mangiare, senza trascurare i tuoi gusti personali e la tua vita sociale.
"La misericordia è la parola chiave per indicare l'agire di Dio verso di noi. Ed è sulla stessa lunghezza d'onda che si deve orientare l'amore misericordioso dei cristiani. Come ama il Padre così amano i figli." Con queste parole Papa Francesco ha motivato la decisione di indire il giubileo straordinario della misericordia che si apre l'8 dicembre 2015. Non si tratta di una data casuale: l'8 dicembre, infatti, non solo si festeggia l'Immacolata Concezione di Maria, Mater Misericordiae, ma coincide con il 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. Scrive Francesco nella bolla d'indizione del giubileo: "La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell'evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l'esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo. Una nuova tappa dell'evangelizzazione di sempre". "E questo, in fondo," scrive padre Antonio Spadaro nell'introduzione "è anche il significato ultimo del giubileo della misericordia: una nuova tappa dell'evangelizzazione di sempre".
Solo in Italia circa venticinque milioni di persone sono affette da infezione per Helicobacter pylori, responsabile di ulcera e gastrite. L'unica via di trasmissione a tutt'oggi nota pare sia il contatto simbiotico della mamma col bambino nei primi mesi di vita. In questo agile saggio, in un'alternanza di voci, il gastroenterologo Dino Vaira e il medico Carlo Gargiulo, rispondendo alle domande più ricorrenti dei pazienti, sfatano i luoghi comuni sul mal di stomaco, spiegando cosa sia questo batterio, perché sia così pericoloso e quanto si è "fortunati" ad averlo contratto: una volta sconfitto si ha la quasi certezza che non insorgeranno più "brutti mali" allo stomaco. Ulcera e gastrite sono state le malattie del secolo; grazie all'individuazione dell'Helicobacter, che è valsa il premio Nobel nel 2005 ai medici australiani Barry J. Marshall e J. Robin Warren, l'ulcera, in particolare, è stata sconfitta definitivamente. Dopo l'appropriata terapia antibiotica, i suoi sintomi (dolore, cattiva digestione, pancia gonfia, nausea) e le sue terribili complicanze (emorragie) scompaiono completamente. Inoltre, altro dato assolutamente rilevante, non si è più costretti ad assumere farmaci. (Prefazione di Daniele Luttazzi e un'intervista di Gigi Marzullo)
Durante l'esilio definitivo a Sant'Elena, ripensando alla straordinaria parabola della sua vita, Napoleone sembra guardare alla sconfitta di Waterloo come a una tappa necessaria del suo percorso verso la gloria: per entrare nella leggenda era indispensabile abbandonare il ritiro dell'isola d'Elba, quel 26 febbraio 1815, e vivere le giornate esaltanti del rientro a Parigi, per giungere poi il 18 giugno dello stesso anno alla grande sconfitta dell'esercito francese sotto il suo supremo comando. Sono state fornite le più diverse spiegazioni militari per dare ragione dell'esito della campagna del Belgio, basata su di un piano geniale e trasformatasi in un rovescio di proporzioni immense, ma nessuna delle interpretazioni tecniche appare del tutto convincente. Sergio Valzania, storico e biografo, ripercorre quei "cento giorni" cercando di illustrare il punto di vista di Napoleone, interrogandosi in particolare sul suo stato d'animo, sulle motivazioni profonde che guidarono il suo genio verso la realizzazione di quella che oggi viene portata a esempio di sconfitta totale, ma che lui stesso nel suo memoriale continuava a vedere come parte integrante e necessaria del cammino destinato a farlo entrare nel pantheon dei grandi condottieri. Al Napoleone elbano, vittima del tradimento dei marescialli, mancava il finale tragico, quello che Vincenzo Bellini sosteneva essere necessario nella costruzione narrativa del melodramma.