Fragile, vulnerabile, limitato: caratteristiche di chi è posto ai margini, lasciato in ombra. E se non fosse così? Se si trattasse invece di una marginaliltà che è il centro? L’esperienza dell’incontro con l’altro ci pone sempre una sfida: come vivere la vulnerabilità, cui ogni relazione è esposta? E se nelle fratture che emergono nella relazione scoprissimo le fondamenta dell’incontro? L’autore ci guida a esplorare la notte della nostra fragilità per scoprirvi il luogo in cui si producono tutti i veri incontri. La notte, infatti, ci spinge verso quella terra sacra che è il nostro cuore, nel quale Dio prende dimora e dove si trovano le fondamenta della casa della fraternità. I segni delle crepe nei nostri vasi di creta possono così trasformarsi, nella luce dell’evento pasquale, in luoghi di ospitalità per tante vite spezzate.
L'opera, un classico della spiritualità cristiana occidentale, viene proposta in una versione rinnovata graficamente, per una migliore leggibilità e fruizione.Il testo si articola in quattro libri che, nell'intenzione dell'Autore, sono le quattro tappe del perfezionamento interiore. Nei primi due libri: il primato assoluto della carità, la conformità a Cristo, il distacco dalle cose visibili, l'obbedienza; l'inevitabile necessità della sofferenza per entrare nel regno di Dio. Nel III e nel IV libro il genere letterario muta e diventa dialogo tra il discepolo e il Signore.L'opera, scritta durante il periodo medievale, resta di incerta attribuzione. Benché sia stata in passato attribuita a Tommaso da Kempis, oggi vari studi hanno indicato come possibile autore anche Jean Gerson o forse un ambiente monastico di spiritualità certosina (vedi Enzo Bianchi in Presentazione).
Viviamo in un'epoca in cui il tema dell'esposizione è diventato talmente pervasivo da trasformarsi spesso in una trappola. Tutti noi, in ogni ambito della vita, siamo chiamati a mostrarci e indossare maschere, in una tensione costante tra il nascondersi e il rivelarsi che rischia di offuscare il nostro vero volto. Su questo tema estremamente attuale fra Roberto Pasolini, frate minore cappuccino, biblista e predicatore della Casa Pontificia, ci apre alla ricchezza di una scrittura biblica poco conosciuta, il libro di Ester. La storia di una giovane donna, orfana e senza potere, appartenente a un popolo minoritario, abituata a stare nell'ombra, che per compiere il proprio cammino di vita deve imparare prima a celarsi e poi a svelarsi. Questo libro è un itinerario spirituale e narrativo che ci aiuta a capire come essere visti senza diventare vittime dello sguardo altrui, come esporci senza perderci e come comunicare - e comunicarci - senza deformarci. La vicenda della giovane donna diventata regina non nega il male né la violenza del potere. Mostra come, nel cuore dell'ingiustizia, possano riaffiorare dimensioni dimenticate - la discrezione, il pudore, la vulnerabilità, il silenzio - in cui è possibile donarsi, in piena libertà.
L’aveva capito anche Mengoni che ciò che conta è "L’essenziale". Certo, sarebbe anche interessante discutere sul proto-Isaia e sulla storiografia ecclesiale della sinodalità, ma forse prima dovremmo spiegare all’uomo che lavora duramente sei giorni su sette perché la domenica dovrebbe alzarsi per venire a messa. Ecco, in questo libro non troverai alta teologia, ma una presentazione basica - "da manuale" - di come incontrare Colui che si è definito "Via, verità e vita"; e, soprattutto, di quanto il Signore Gesù possa salvare la tua storia e quella del mondo. Prefazione di Costanza Miriano.
La storia, raccontata con humour brillante, di due coniugi americani che, per essere migliori presbiteriani, si trovano «costretti» a convertirsi al cattolicesimo. Un libro appassionante che aiuterà i cattolici a scoprire un gioioso senso di appartenenza (pp. 240).
Viviamo in un mondo ferito, dove le sofferenze interiori spesso restano inascoltate e senza risposta. Il presente volume si offre come una missione di speranza, come una luce nel buio, guidando i lettori a trasformare il dolore in forza, le cicatrici in testimonianze di guarigione, e le perdite in un ritrovamento di senso attraverso la preghiera e la fiducia in Dio. In queste pagine, l'autrice coniuga una solida competenza professionale con una profonda spiritualità, dando vita a una guida pratica e ispiratrice. Il libro accompagna chiunque sia in cerca di guarigione interiore, offrendo strumenti concreti per riconoscere e superare le ferite più profonde dell'anima, con cui ciascuno è costretto a misurarsi: il rifiuto, l'abbandono, il tradimento, l'ingiustizia e l'umiliazione. Ogni capitolo è un invito a riflettere e agire, a non lasciarsi definire dal dolore, e a intraprendere un viaggio rigenerante che, attraverso storie toccanti, esercizi pratici e un costante richiamo alla forza trasformativa della fede in Gesù, conduce ad abbandonare le convinzioni limitanti e a costruire una nuova identità, guarita e radicata nell'amore di Cristo.
Vuoto: una parola che, soprattutto nel cammino spirituale, possiede due poli ben distinti. Da un lato, descrive lo stato a cui molti aspirano nella meditazione o nella preghiera: il vuoto di pensieri e preoccupazioni, distrazioni, ma anche del proprio Ego, per essere ricolmati da Dio, o da ciò che si potrebbe definire "qualcosa di più nella vita". Dall'altro, è qualcosa che incute timore; per esempio quando, dopo anni di pratica spirituale, si avverte improvvisamente solo un senso di vuoto anziché di vicinanza a Dio. Oppure quando ci si rende conto, nella vita di tutti i giorni, che il significato delle proprie azioni è andato perduto e che si stanno compiendo solo rituali vuoti. I due poli sembrano inizialmente contraddirsi, ma, a un livello più profondo, si fondano su un desiderio esistenziale di abbondanza, di qualcosa di più grande di noi stessi. Il prerequisito per trovare tale abbondanza è la volontà di confrontarsi con il proprio vuoto interiore. In questo libro, Anselm Grün ci accompagna ad affrontare il senso di vuoto e ad affidarci a Dio con l'aiuto dei più grandi maestri della tradizione mistica occidentale e orientale.
I setti 'libri sapienziali' della Bibbia (Giobbe, Salmi, Proverbi, Qoelet, Cantico dei Cantici, Sapienza, Siracide) sono testi di un'attualità intramontabile. Esprimendo un atteggiamento nuovo, che esorta a non fermarsi alla rigidità della Legge ma a mantenere la Rivelazione vicina alla vita, toccano tutte le sfumature dell'esperienza umana, e mostrano una speciale capacità di aprire spazi d'incontro con le questioni vitali dell'umanità di oggi. In questo suo nuovo libro, Giuliano Zanchi ripercorre le storie, le emozioni, i sentimenti delle donne e degli uomini protagonisti dei libri sapienziali, come in una 'catechesi' leggera nell'esposizione ma acuta nei riferimenti, prendendosi anche la libertà di confronti tra il testo biblico e le più diverse espressioni letterarie del nostro tempo. Tocchiamo così con mano affinità e sintonie in canzoni come Todo cambia, resa indimenticabile da Mercedes Sousa, così vicina al fatalismo di Qoelet, o L'ombra della luce di Franco Battiato, che richiama le gioie dell'incontro amoroso espresse nel Cantico. E ancora, in poeti come Wislawa Szymborska, che si riconosce nelle parole di Qoelet; in scrittori come Joseph Roth o Lev Tolstoj, che danno vita a un moderno Giobbe; in filosofi come Emil Cioran, che sottoscrive il tratto cinico incastonato nel cuore di questi libri straordinari. E alla fine impariamo la bellezza della Sapienza, che è positiva e critica, non fa sconti alla crudezza della 'vita sotto il cielo', ma segnala a ciascuno, qualche secolo prima di Cristo così come oggi, che proprio nelle contraddizioni della quotidianità si lascia incontrare una prossimità originaria che illumina e orienta il cammino degli umani nel mondo.
Citazioni e aforismi per illuminare il cammino di giovani e adulti in cerca di un senso profondo. Moltissimi sono i libri dove si trovano citazioni di autori di ogni genere e specie. Il punto di forza di questo libro è la selezione accurata e mirata, scegliendo sempre e solo "le più belle", le più profonde, le più esistenziali, le citazioni che realmente parlano al cuore, danno una direzione al cammino, l'energia, la forza e la gioia per camminare verso mete elevate. E' un invito a guardarsi attorno (la creazione, il prossimo), a guardarsi dentro (la persona), per riuscire a guardare in alto (Dio), e scoprire la fonte di ogni dono, per ringraziarlo e amarlo.
Giuseppe ci racconta con la sua vita che ogni padre sulla terra è solo l'ombra del Padre nostro che continua ad insegnaci che ogni gesto non è affatto scontato, ma tutte le nostre azioni sono audaci, rischiose, libere e già pagate a caro prezzo. L'esempio di san Giuseppe, padre amorevole e straordinario, ci aiuta così a comprendere il significato vero della paternità e soprattutto a viverlo con tutto il nostro impegno. Egli visse pienamente la sua missione e la continua ancora oggi a favore di tutta la Chiesa e di tutta la famiglia umana: «Tutti possono trovare in San Giuseppe, l'uomo che passa inosservato, l'uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. San Giuseppe ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in "seconda linea" hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza» (Patris corde).
Lo Spirito di Dio è fonte di vita, di guarigione e di liberazione.
In questo libro Padre Dario, con insegnamenti semplici e profondi ci aiuta a riconoscere lo Spirito Santo che abita in noi e ad arrenderci alla Sua potenza d'amore per poter vivere una Pentecoste personale.
Fra queste pagine scopriremo un cammino di guarigione che si realizzerà se lasciamo libero lo Spirito di operare in noi.
In ogni capitolo l'autore, attraverso la preghiera, invita a rivolgersi al Padre perché ci aiuti a compiere questo cammino.
In un presente di follia di guerra, un futuro di interessi commerciali e un silenzio sociale assordante, padre Enzo Fortunato sottolinea che un’altra strada è possibile ed è quella di Francesco. Il Santo di Assisi ha comunicato usando tutti i mezzi a sua disposizione: la voce, la vita e l’inchiostro. La strada di Francesco non è quella dell’autoreferenzialità, del vaniloquio, della bulimia di notizie, ma una comunicazione di verità che lascia spazio a un ascolto che fa crescere le persone. Attraverso le piazze, le strade e le città che Francesco ha vissuto e amato, rileggiamo la sua vita e il suo messaggio: se Francesco fosse qui cosa direbbe? Cosa farebbe? A ottocento anni dalla sua morte, lasciamo fuori dalle nostre case la leggenda di Francesco e facciamo entrare le sue verità che sono la pazienza, il perdono, l’amore, in un itinerario ideale che ripercorre il viaggio e lo spirito dei francescani.