Jörn Klare, figlio di una settantenne colpita da demenza senile, racconta la sua esperienza alternando voci diverse e appartenenti a diversi momenti: i suoi pensieri su una realtà, certamente per lui inedita, faticosa, ma non priva di squarci di luce; i ricordi della madre, registrati prima che si ammalasse; infine, gli approfondimenti con esperti di vari settori, medici, geriatri, assistenti alla cura, filosofi, sociologi, che, con grande ricchezza informativa, affrontano questioni molto concrete. Restituisce così una prospettiva molteplice che offre al lettore un valido accompagnamento lungo un percorso difficile da accettare.
Laurence ha 15 anni e una famiglia particolare: il papà è morto, la mamma ha problemi con l’alcol e il fratellino Jay ogni tanto crede di essere un cane. Di nascosto, Laurence partecipa a un quiz radiofonico; spera di vincere per regalare alla mamma un viaggio in terre lontane.
Il tutto si complica quando, una notte, la mamma sparisce di casa. Per quindici giorni Laurence dovrà prendersi cura del fratellino, indagare sulla scomparsa della mamma e allontanare il rischio di essere affidati a qualcun altro: dunque, a scuola e con i vicini finge che la mamma non se ne sia mai andata.
Un giorno Laurence scopre una barca nel canale e comincia a sospettare che a bordo ci sia la sua mamma. Ma non sarà facile riportare ogni cosa alla normalità.
Leggere un classico significa entrare in sintonia con un grande testo, raccoglierne pazientemente tutti i dati e gli stimoli che offre, smontarlo e poi rimontarlo per comprenderne i significati. Giorgio De Rienzo insegna con semplice praticità i metodi attraverso cui studiare un libro, con esempi tratti, fra gli altri, dalla "Divina Commedia" e dal "Decameron", dai "Promessi sposi" e dalle "Avventure di Pinocchio."
«Sto imparando», disse Papa Francesco ai giornalisti poco tempo dopo l’elezione a pontefice, per descrivere il suo apprendistato nei rapporti con la stampa. Che in brevissimo tempo sia diventato un maestro nel padroneggiare la comunicazione in tutte le sue dimensioni — la frase virale, il gesto immediato, l’intervista, il colloquio improvvisato, l’intervento a braccio, il videomessaggio, il silenzio del raccoglimento… — rivela la rapidità e la flessibilità con cui ha colto l’importanza della comunicazione di massa nell’esercizio della sua missione universale. Un segno della grazia di stato, direbbero i teologi…
In questo libro il profilo del “papa giornalista emerge dal racconto di alcuni suoi “colleghi che rileggono e commentano i suoi messaggi sulla comunicazione dal 2014 al 2018.
Vengono raccolti in questo volume i verbali degli incontri che ebbero luogo tra i ministri fascisti della Cultura Popolare (Alfieri, Pavolini e Polverelli) e i direttori dei quotidiani italiani dal 1939 al 1943, gli anni cruciali della disfatta fascista e della caduta di Mussolini. Un insieme di documenti preziosi, finora trascurati dagli storici, attraverso i quali è possibile ricostruire il funzionamento di una macchina organizzativa impegnata fino allo stremo nell'incessante pianificazione del "consenso" perseguita attraverso un'opera d'intimidazione dei giornalisti costretti a seguire le mutevoli e spesso grottesche parole d'ordine del regime di fronte alla tragedia che stava sconvolgendo l'Europa.
Questo libro potrebbe essere l'ultimo in cui l'espressione "giornalismo" compare al singolare: i confini di questa professione, fino a ieri ovvi, sono diventati improvvisamente incerti e mutevoli. Se le grandi organizzazioni che si incaricano di raccogliere, selezionare e diffondere notizie (dal "New York Times" alla CNN) sono sempre al loro posto, il loro status è assai più difficile da definire di quanto non fosse dieci o vent'anni fa. È nato un giornalismo politicizzato che, negli Stati Uniti, semplicemente non esisteva, insieme a migliaia di organizzazioni paragiornalistiche, talvolta composte da una sola persona, che mettono in rete notizie o riflessioni personali.
Raccontare il Vangelo significa adattare il linguaggio degli Evangelisti agli ascoltatori, passando attraverso la loro cultura e civiltà. Questo sforzo di interpretazione lo hanno sempre fatto gli artisti di ogni tempo, i predicatori, i missionari. Quest’opera editoriale si propone di raccontare il Vangelo ai bambini nel linguaggio a loro più consono dei “balloons”. “Il Vangelo a fu- metti” e “Storia di San Paolo a fumetti” narrano per immagini la vita di Gesù da Betlemme al Golgota e le vicende della prima Chiesa diretta da Pietro e animata da Paolo, il viaggiatore, che porterà la sua testimonianza fino a Roma, davanti al trono di Cesare.
Un diario, un giornalino di quelli che si scrivevano una volta da parte dei fanciulli lontani per motivi di studio dalle famiglie, sia per tenerle aggiornate degli avvenimenti capitati sia per fornire una testimonianza tangibile, attraverso la perizia nel comporre, dell'andamento del proprio percorso di formazione. Ma il carattere straordinario di questa memoria lunga un anno consiste nel fatto che a vergarla giorno per giorno, in quel 1822 ad Asti dov'era trasferito proveniente da Chieri, fu un undicenne ebreo. Questo diario parla, con la voce intelligente del suo autore, di una generazione incuneata tra la libertà dal ghetto portata dalla rivoluzione francese e da Napoleone e il ritorno al ghetto con la Restaurazione del 1815.
Giordani nasce a Tivoli nel 1894 in una famiglia di estrazione sociale molto umile. Una lunga esistenza, 86 anni, vissuta con intensità di pensiero e ardore d'ideali (sarà chiamato "Foco"). Un personalissimo timbro nel battersi per grandi traguardi umani: libertà, giustizia sociale, pace. Membro dell'Assemblea Costituente, deputato alla Camera, consigliere comunale a Roma, dirige le testate cattoliche più importanti (La Via, Fides, Il Quotidiano). Subentra a Guido Gonella nella direzione de Il Popolo. Fu al fianco di don Sturzo e successivamente di De Gasperi nel Partito Popolare. Gli Autori ricostruiscono la biografia di Giordani soffermandosi sul poco conosciuto contesto sociale e politico tiburtino determinante per la sua formazione umana e spirituale.