Il neoliberalismo non è stato sconfitto dai suoi nemici. È stato tradito dai suoi stessi trionfi: una Cina diventata superpotenza, le élite occidentali sempre più ricche e separate dal resto, le classi medie erose dall'interno. Questi tre esiti erano inevitabili: Branko Milanovic ci spiega perché e cosa ci aspetta ora. Branko Milanovic è l'economista che per primo ha dato una risposta in numeri a una delle grandi questioni del nostro tempo: perché la globalizzazione ha arricchito miliardi di persone in Asia e, al contempo, ha svuotato le classi medie occidentali? In questo libro, il più ambizioso della sua carriera, allarga il campo di indagine e racconta come quei numeri abbiano ridisegnato il mondo intero. Il filo conduttore si può riassumere in una domanda semplice e decisiva: perché è finita l'egemonia neoliberale che sembrava destinata a durare per sempre? Milanovic individua due cause. La prima: la globalizzazione ha reso la Cina una superpotenza economica e geopolitica, innescando una reazione degli altri paesi che ha sgretolato l'ordine liberale internazionale. La seconda: dentro le democrazie occidentali lo stesso sistema ha prodotto una nuova élite - colta, benestante, cosmopolita - che ha accumulato redditi da lavoro e da capitale insieme. Un fenomeno inedito che l'autore chiamaomoplutia. Il rancore di chi è rimasto fuori ha alimentato la rivolta populista e messo fine, di fatto, all'ideologia dominante degli ultimi quarant'anni. Milanovic scrive da economista, ma pensa da storico e argomenta da intellettuale civile. Il risultato è un grande saggio - nella tradizione di Polanyi e di Hirschman - capace di spiegare perché il mondo di oggi assomiglia così poco a quello promesso trent'anni fa.
«Pur tra prolungate eclissi, la parola ‘democrazia' è sopravvissuta, nel corso di due millenni e mezzo, apparentemente uguale a se stessa. Ma dietro quella facciata immobile sono transitati vari e assai diversi contenuti. Fino all'attuale perdita di senso.» Se la storia delle parole è un indicatore dei mutamenti che accadono nella realtà, ciò è più vero che mai nel caso della abusatissima e strattonata parola ‘democrazia'. Il concetto che esprime è di per sé dirompente: non a caso fu a lungo intesa come sinonimo di ‘rivoluzione sociale' e perciò avversata. I tanti aggettivi che l'hanno accompagnata nei secoli hanno avuto e hanno come obiettivo quello di limitarne gli effetti, o invece di sottolinearli, o addirittura di farle dire il contrario di ciò che essa esprime. Nel corso del tempo, e - fenomeno straordinario - da un capo all'altro del pianeta, la parola ‘democrazia' ha creato passione tenace, allarme e, più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere, finta adorazione. Insomma, ‘democrazia' non è mai un approdo stabile e conclusivo: è piuttosto una idea-forza, un obiettivo, un orizzonte. In queste pagine, una straordinaria sintesi storica e insieme una coraggiosa interpretazione.
«Le parole non sono innocenti: capire come ‘genere' si è trasformato in spauracchio globale significa capire molto di più del mondo in cui viviamo.» Da termine grammaticale neutro è diventato un concetto filosofico, sociologico e politico tra i più discussi del nostro tempo. Come si è arrivati fin qui? Vera Gheno ripercorre la storia di questa parola - attraverso dizionari, trattati scientifici, documenti vaticani e dichiarazioni politiche - per mostrare come il suo significato si sia trasformato nel corso dei decenni, e perché oggi faccia così paura a molti. Dall'antropologa Margaret Mead alla filosofa Judith Butler, dallo psichiatra Robert Stoller alle conferenze ONU degli anni Novanta, fino alle offensive retoriche dei movimenti anti-gender e alle politiche di Trump, Meloni e Orbán: "Genere" ricostruisce con rigore e chiarezza il percorso che ha trasformato una categoria analitica in uno spauracchio globale. Pagina dopo pagina, capiremo che non è del gender che dobbiamo avere paura, ma di chi usa questo termine come una minaccia.
Una storia complicata. Che suscita interesse proprio perché complessa. E che ha fatto e continua a far discutere e a dividere. La storia è quella delle terre dell'Adriatico orientale, uno dei laboratori della violenza politica del Novecento. Paolo Marcolin, "Il Piccolo" Primavera 1945. Finisce la seconda guerra mondiale in Europa e l'Italia, che l'ha combattuta a fianco dei nazisti, ne esce sconfitta. Che significa per gli italiani che vivono alla frontiera adriatica? Per la maggior parte di loro, un sospiro di sollievo seguito immediatamente da un nuovo urlo di dolore. Quelle settimane segnano, infatti, un momento di svolta in un lungo dramma. Ma come si è arrivati a questo punto? Di chi sono le responsabilità? E prima ancora, che cos'è stata quell'italianità adriatica di cui si consuma la catastrofe? Raoul Pupo ne ripercorre i passaggi fondamentali, fino ad approdare alla più recente costruzione di un'identità di frontiera protesa verso la cittadinanza comune europea. 1945. La guerra è finita e l'hanno pagata tutti gli italiani. Alcuni, però, quel comune disastro l'hanno subìto in maniera diversa perché hanno perso anche la terra natia. È stata la catastrofe dell'italianità adriatica.
Lavoro, produzione, capitale, investimento, reddito, imprenditore, mercato: se cercassimo questi termini in un vocabolario di latino o greco antico non li troveremmo, o meglio scopriremmo che hanno un significato del tutto diverso da quello assunto nella modernità. Con lo sguardo del grande storico, che sa trovare nel passato più remoto tracce del tempo presente, Finley illustra la profonda differenza che intercorre tra un'economia statica come quella classica e un'economia dinamica come la nostra.
Il rapporto tra Chiesa cattolica e massoneria è stato a lungo segnato da contrapposizioni nette, formulate in contesti storici e culturali profondamente diversi da quelli attuali. Ma cosa accade quando una norma generale incontra la vita concreta di un credente? Questo libro non mette in discussione la dottrina della chiesa, né propone scorciatoie. Si colloca invece nel punto più esigente della tradizione cattolica: quello in cui la verità deve essere custodita e, al tempo stesso, applicata alla realtà delle persone. Attraverso un percorso rigoroso, che intreccia storia, teologia morale e esperienza vissuta, daniele gasparetti affronta una questione delicata: come tenere insieme fedeltà ecclesiale e responsabilità personale. Il nodo non è l’istituzione "massoneria" in sé, ma il discernimento della coscienza davanti a Dio, là dove la norma non può essere semplicemente applicata in modo automatico. Ne emerge una riflessione lucida e non polemica, che restituisce alla coscienza il suo ruolo autentico senza sottrarla alla verità, e alla chiesa la sua funzione di guida senza ridurla a meccanismo disciplinare. Un testo che non offre soluzioni facili, ma indica un metodo: distinguere, comprendere, accompagnare.
Un caleidoscopio di 63 figure indimenticabili: dai tormenti di don Abbondio alle lotte dei preti operai, dai santi agli eretici, dai mistici ai peccatori. Lo sguardo di uno dei più autorevoli psichiatri contemporanei si posa non su pazienti in carne e ossa, ma sulle figure di sacerdoti nate dalla penna dei grandi scrittori. Andreoli analizza il prete come uno specchio in cui riflettere le inquietudini e le speranze della nostra cultura. Le storie sono divise in tre sezioni: storie lontane (fino alla fine dell’ottocento), storie del novecento e storie di oggi.
Il classico e calendario della custodia di terra Santa. Ogni giorno: mese e giorno del calendario gregoriano, ricorrenza, fasi lunari, santi e feste del giorno. Le stesse informazioni sono riportate per i calendari giuliano, copto, etiopico, armeno, islamico ed ebraico. Ogni giorno sono riportati gli orari e alcune essenziali informazioni sulle principali celebrazioni che hanno luogo nei santuari di Terra Santa: il Santo Sepolcro a Ggerusalemme, la Basilica della natività a Betlemme, la Basilica dell’Annunciazione a Nazaret, ecc.
Il dolore ci attraversa tutti. È il mistero che nessuna mente può spiegare, ma che ogni cuore conosce. In queste pagine, non troverai teorie, ma un cammino: una lenta salita dalla ferita alla luce, dalla paura alla libertà, dalla croce alla resurrezione. "Il mistero del dolore - la via del ritorno all’amore" è un viaggio interiore che intreccia parola di Dio, esperienza umana e riflessione spirituale. Dalla caduta di adamo alla croce di Cristo, dall’inganno del male alla carezza della misericordia, ogni capitolo è una tappa di rinascita. Un testo che accompagna chi soffre, chi cerca, chi crede ancora. Perché, quando la fede illumina la sofferenza, il dolore non è più una condanna: diventa un dono, una via, una resurrezione in cammino.
La vicenda di Anneliese Michel, giovane tedesca morta nel 1976 dopo una lunga e drammatica esperienza segnata da sofferenza, fede e controversie, resta uno dei casi più discussi del nostro tempo. Tra diagnosi mediche, esorcismi, processi e interpretazioni contrastanti, la sua storia si colloca al confine tra scienza e soprannaturale, tra fragilità umana e mistero divino. Questo libro ricostruisce la sua attraverso testimonianze, documenti e riflessioni spirituali, emerge un percorso che interroga su questioni radicali: che cos’è davvero la possessione? Dove termina la malattia e inizia il mistero? Non una semplice cronaca, ma un’indagine che tocca i grandi temi dell’esistenza: il dolore, il male, la libertà, la fede.
La lettura non è un'abilità naturale, ma una straordinaria conquista culturale capace di trasformare il nostro cervello e il nostro modo di stare al mondo. Mentre il numero di lettori cresce a livello globale, cambia il modo di leggere, ma tra carta e schermo le differenze cognitive non sono molto marcate. Attraverso le più recenti ricerche di neurolinguistica e salute pubblica, le autrici mostrano come leggere significhi promuovere comportamenti che potenziano le abilità cognitive e relazionali. Particolare rilievo assume la distinzione fra testi narrativi e informativi: i primi favoriscono il coinvolgimento emotivo e la simulazione mentale, i secondi l'analisi e la costruzione della conoscenza. Dall'infanzia all'età adulta, fino all'invecchiamento, la lettura migliora la qualità della vita. In questo percorso, le biblioteche divengono veri archivi della salute: spazi di inclusione e benessere per comprendere il mondo contemporaneo.
Il volume «E il Verbo si fece carne» è una Festschrift dedicata alla prestigiosa carriera accademica del Prof. Paul O'Callaghan. Attraverso diciotto contributi di illustri colleghi e discepoli delle università pontificie, l'opera celebra la ricchezza intellettuale di un teologo che ha sempre posto Cristo al centro della propria ricerca. Il titolo richiama l'idea di una teologia incarnata, capace di incidere sul reale e di dialogare con le sfide dell'uomo contemporaneo, in sintonia con il magistero di Papa Leone XIV. Suddiviso in cinque sezioni, il volume offre un ampio affresco di antropologia teologica: dal mistero trinitario ai temi della libertà, della grazia, della giustizia e del destino escatologico dell'uomo. Un omaggio scientifico e umano che si propone come strumento prezioso per comprendere la vocazione dell'essere umano alla luce della Rivelazione.