Un agile libretto che risponde ai perenni interrogativi sui mali della vita e sulla apparente impotenza di Dio a intervenire in soccorso dell'umanità.
L'embrione umano e una cosa o e un essere umano? E' questo un interrogativo cruciale che questo testo analizza dal punto di vista biologico, filosofico e giuridico. L'embrione umano e una cosa o e un essere umano? E' questo un interrogativo cruciale che riemerge continuamente a causa del dibattito sull'aborto, sulla fecondazione extracorporea e sulle cellule staminali. Il problema viene analizzato con un linguaggio semplice sotto diverse prospettive: quella biologica, quella filosofica e, infine, quella giuridica.
"È sempre presente in me la figura di Paolo VI pellegrino della terra di Gesù nei primi mesi della sua elezione a Sommo Pontefice; è certamente un gesto emblematico e rivela il suo spirito, la sua fede profonda, il suo desiderio di mettere Gesù al centro non solo della sua vita (come aveva invitato i fedeli milanesi nella sua prima Lettera Pastorale Tu sei necessario) ma come ispirazione del suo ministero universale. Per questo, sono contento di presentare questo libro che fa rivivere questi giorni: i discorsi del Papa, alcuni autografi e alcune fotografie che bene mantengono viva quella esperienza e trasmettono oggi un evento straordinario che apriva la via ad altri viaggi, e conduceva il Papa a "confermare i fratelli" in tutto il mondo. Paolo VI è stato l'iniziatore di uno stile che oggi sembra del tutto naturale, e allora destava un certo stupore: è lo stile dell'universalità della chiesa, del desiderio di raggiungere popoli e chiese nella comunione fraterna, e condividerne aneliti e difficoltà e passione."
Racconto istruttoria ben documentata, e insieme testimonianza e fantasticheria romanzata, ad adescare, insieme, l'anima e i sensi, la mente e il sentimento. Pourquoi pas? Cronaca intima di varia umanita" rappresenta per lo Scrittore quasi il punto d'arrivo di una parabola personale, dischiusa quale speranza e promessa, nutrita poi ai fervori esistenziali e agli affetti che fanno la vita per molti versi comunque entusiasmante, ma anche serrata quale denuncia di comportamenti equivoci e devianti che misconoscono i piu elementari principi di democrazia... "Dicono 'democrazia' - commenta infatti l'autore - mentre e appena regia, tutto un alzare e calare di sipari sui paraventi tagliafuoco o i boccaporti sprangati neri sulle prore in distretta; e sempre paratie che condannano fredde, o liquidano, un pensiero come una merce... E piu ancora equivocano in diplomazia per dire una cosa insinuandone un'altra, dimettere colpe o addebitare responsabilita al commensale, propiziarsi il capro o addirittura procurarsi un cappio". "
Un soprannome diventato ormai proverbiale, sinonimo di piccola peste: Gian Burrasca. Così in famiglia è chiamato il piccolo Giannino Stoppani. Lui, nove anni e una vivacità incontenibile, si diverte a creare scompiglio, a combinare un guaio dopo l'altro, a mettere a soqquadro il collegio Pierpaoli, e riporta nel suo diario ogni marachella e ogni castigo. Ingenuo, spensierato e fin troppo sincero, Gian ha una naturale predisposizione a sovvertire, a contestare l'autorità degli adulti, a irriderne le regole noiose. Pubblicato a puntate su "Il giornalino della domenica" tra il febbraio 1907 e il maggio 1908, "Il giornalino di Gian Burrasca" uscì poi in volume nel 1912. Introduzione di Lina Wertmüller.
Esiste un cammino di tre settimane capace di renderci più giovani, più sani, più longevi, più gioiosi. Lo ha studiato Franco Berrino, noto medico ed esperto di alimentazione, assieme a Daniel Lumera, riferimento internazionale nella pratica della meditazione, e a David Mariani, allenatore specializzato nella riattivazione dei sedentari.
È un percorso pratico e quotidiano fatto di ricette, esercizi fisici e spirituali. Ma anche di conoscenza, illuminazione, consapevolezza. Se ne esce rinnovati nel corpo e nello spirito. E tre settimane, secondo studi scientifici e antiche sapienze, sono il tempo necessario per prendere un'abitudine, cambiare stile di vita. E garantirci una longevità in salute. "Arrivare in età avanzata in piena salute non è, per lo più, una fortuna dettata dal caso, ma una possibilità alla portata di tutti, che si costruisce sulle scelte quotidiane e sull'esperienza di vita dettata dalla consapevolezza. Mantenerci in salute è una scelta di giustizia: non abbiamo il diritto di far pesare le nostre malattie sugli altri, di togliere anni di vita e di felicità ai nostri figli costringendoli a occuparsi della nostra invalidità o demenza senile. In questo libro troveremo le indicazioni per consentire al nostro organismo di sviluppare la massima capacità di autocura, e impareremo a ristabilire, quando necessario, il perduto equilibrio. Favoriremo il recupero della vitalità, intraprenderemo un viaggio di riequilibrio e armonia fisiologico e mentale che può apportare cambiamenti grandiosi nella vita di ogni giorno."
E' una perfetta guida turistica per i pellegrini cristiani che si recano in Giordania.
Dalla zuppa alla certosina alla minestra di erbe passate. Dai gnocchi di farina gialla ai maccheroni con le sarde. Dallo sformato di spinaci alle rotelle di palombo. Dal bianco mangiare ai tortelli di ceci. Oltre cinquanta ricette per dare piacere al palato anche senza carne.
9 settembre 1599: la Congregazione del Sant'Uffizio è d'accordo, con varie sfumature, sul fatto che l'imputato Giordano Bruno non è convictus: non ne è stata, cioè, dimostrata in modo irrefutabile la colpevolezza. 17 febbraio 1600: Bruno viene bruciato in Campo de' Fiori, dopo aver dichiarato al Papa e al Tribunale di non sapere di cosa dovesse pentirsi perché non aveva nulla di cui pentirsi. Perché quella situazione di stallo si sia risolta nella condanna a morte è ancora oggi difficile da capire: analizzando il comportamento del Nolano, alcuni hanno parlato di una sua scelta lucida e consapevole; altri, all'opposto, di un suo crollo nervoso. Con una tecnica alla Hitchcock - e il ritmo di un thriller -, Germano Maifreda concentra l'obiettivo su uno dei maggiori accusatori - fra' Celestino da Verona - ipotizzandone, anche sulla base di nuovi documenti, un ruolo fondamentale nella decisione da parte di Bruno di scegliere la morte.