Ex operaio, uomo mite e riflessivo, sceglie di abbandonare l'ambiente urbano, industriale e conflittuale per rientrare ad Alba Rosanna, il paese di montagna della sua infanzia. Nella casa di famiglia, tra mobili recuperati, silenzi ritrovati e la compagnia discreta della gatta Nerina, Marius ricostruisce una vita semplice e lenta, in profonda armonia con la natura e con il Picco Rosso, la “montagna nera” che diventa per lui maestra interiore e baluardo contro un progresso disumanizzante. Tra ricordi, sogni e lunghe riflessioni, il suo ritorno alle radici si trasforma in una rinascita spirituale: la fede, la preghiera, la comunità del Santissimo Sacramento e una quotidianità quasi monacale gli donano una pace nuova, luminosa e radicale. Ma questa scelta, così netta e controcorrente, accende un odio oscuro. Quando un evento improvviso spezza l'equilibrio apparente di Alba Rosanna, la comunità è costretta a confrontarsi con le conseguenze di un odio che non tollera la luce facendo di Marius un martire moderno.
Quando si parla della celebrazione eucaristica, il punto di partenza tende a essere quello del presidente della celebrazione. Questo libro, invece, assume il punto di vista del fedele al duplice scopo di: essere uno strumento per il popolo di Dio, affinché possa in autonomia accedere a un percorso semplice ma consistente di formazione alla celebrazione eucaristica; essere una guida per tutti coloro chiamati a tenere percorsi di catechesi e formazione sulla messa. Oggi, infatti, le persone faticano molto a partecipare a qualcosa di cui non capiscono il senso: da qui anche molta della disaffezione che provano i fedeli verso le nostre liturgie. Comprendere meglio le dinamiche che sono insite nella celebrazione può aiutare popolo di Dio e ministri a non aver bisogno di creatività selvaggia ma piuttosto a vivere al meglio ciò che la celebrazione già offre.
«La fede e la carità resero Pier Giorgio Frassati attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità. Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza». (Giovanni Paolo II).
Perché chiedere perdono in modo solenne una sola volta all'anno? Perché celebrare, a Pasqua, la libertà come se fosse un valore che ancora ci manca? Perché accendere lumi in casa tutti i venerdì sera? Quale valore dare al riposo nella vita fisica, ma soprattutto nella dimensione interiore? Tante domande intorno alle tradizioni, ai riti, alle preghiere, ai cibi, all'arte, alla convivialità, al riposo... ciascuna è una porta aperta verso un mondo di concretissime conquiste spirituali e morali. Haim Cipriani, un rabbino dei nostri tempi che serve un pubblico sia ebraico che non, parte da questi interrogativi e propone un itinerario che ha come tappe le feste ebraiche, attraverso le quali è possibile affrontare i temi fondanti della spiritualità e del pensiero di cui la Torà è portatrice. Per ciascuna festa il libro dà una lettura su più livelli interpretativi, cosicché le pagine del libro possono essere destinate a lettori con diversi background di conoscenze, con numerosi riferimenti ad estratti della letteratura midrashica, talmudica e in generale al pensiero degli antichi maestri dell'ebraismo. Per ogni festa poi l'autore espone in diversi testi la propria prospettiva, spesso partendo dalle sue personali esperienze di vita e offrendo a ogni lettore spunti di riflessione personale.
Il titolo del libro riporta le ultime parole pronunciate dal discepolo che Gesù amava: le ha rivolte a Pietro, dopo la pesca miracolosa che ha segnato l’ultima manifestazione di Gesù Risorto, avvenuta sulla sponda del mare di Tiberiade (Gv 21,1-23). Queste parole sono una confessione di fede e un invito a immergersi nelle misteriose profondità di Gesù contenute e custodite nel Nuovo Testamento, con al centro i Vangeli.
Se è vero che nella vecchiaia l’inevitabile decadimento del corpo fa sentire fragili, questa non è una condanna senza appello. Anzi, se accettata, la vecchiaia è un tempo propizio per la crescita interiore. Come scriveva san Paolo, «anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno». Si può crescere nell’amore, si può diventare meno impulsivi, più benevoli, più pazienti, meno severi e più comprensivi, più miti e misericordiosi. Quando ciò avviene, la vecchiaia non è tempo di sterilità, ma di una nuova feconda linfa che fa fiorire la vita. Paglia guida il lettore verso questa forza, tra citazioni bibliche e letterarie, ma anche traendo spunti dalle ultime ricerche di psicologia e neuroscienza. Una riflessione che affronta anche il tema della morte e dell’oltre cristiano, che ci assicura che tutto sarà accolto - e raccolto - al momento dell’uscita dal tempo storico della vita, per essere portato al suo compimento. «Sì, siamo mortali, ma non per la morte».
"E voi chi dite che io sia?". Questa domanda di Gesù ai suoi discepoli attraversa i secoli e giunge fino a noi. Con un linguaggio chiaro e coinvolgente, l'autore accompagna il lettore a dare la sua risposta, in un viaggio affascinante che parte dalla venuta del Messia fino alla testimonianza appassionata dell'aposto Paolo. Un percorso storico e profondamente spirituale, perfetto per la crescita personale, per i gruppi di preghiera e per la formazione di ragazzi e giovani. Prefazione di Giacomo Perego.
L'Eucaristia non è fatta solo per essere "mangiata", ma anche per essere "adorata". Adorazione è stare dinanzi a Dio onnipotente in un atteggiamento di silenzio: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta" (1 Sam 3,9). È un incontro personale e, in qualche misura, comunitario con il Signore. Normalmente si sente il bisogno di un sussidio che ci aiuti a pregare. Questo libretto vuole rispondere a questo scopo ma anche per alimentare la devozione eucaristica in modo che le nostre comunità cristiane abbiano al centro della loro vita sempre l'Eucaristia.
Che cosa cercano davvero i ragazzi di oggi? In un tempo segnato da solitudine, distrazione e fragilità crescente, la scuola si trova al centro di una sfida decisiva: educare non solo alla conoscenza, ma al significato della vita. Questo libro raccoglie anni di esperienza educativa vissuta in prima linea tra i banchi. Attraverso episodi concreti, dialoghi e riflessioni nate dal rapporto quotidiano con gli studenti, l’autore mette in luce le domande più urgenti che abitano il mondo giovanile: il bisogno di essere riconosciuti, la paura di restare soli, la ricerca di una felicità che non sia fragile e provvisoria. Più che un semplice diario scolastico, queste pagine offrono un contributo al dibattito educativo contemporaneo, mostrando che il cuore dell’educazione non è una tecnica o un metodo, ma la presenza di adulti capaci di guardare i ragazzi con verità e responsabilità. Un testo rivolto a insegnanti, educatori e genitori che desiderano comprendere meglio le sfide educative del nostro tempo e affrontarle con uno sguardo nuovo.
"La messa dell’uomo disarmato" è una storia corale che per felicità di scrittura e capacità di rievocazione ricorda la tradizione più nobile del romanzo storico, quella di Manzoni, Bacchelli, Fenoglio o Eugenio Corti. È un "romanzo mondo" ambientato nella pianura padana lacerata dalla Seconda guerra mondiale; a narrarla, la limpida voce di Franco, novizio costretto ad abbandonare anzitempo la sua abbazia. Franco sarà testimone dei drammi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943: la discesa dei tedeschi, i rastrellamenti, la guerra partigiana, il sangue degli innocenti; conoscerà personaggi indimenticabili; e imparerà, come tutti i suoi amici, quanto sia difficile restare uomini di fronte alle scelte estreme imposte dalla guerra.
Ogni passo è una parola, ogni silenzio un respiro che racconta. Per dieci anni l’autore ha raccolto e custodito le parole dei pellegrini giunti a Santiago, scritte di getto davanti alla Cattedrale, con il cuore colmo di emozioni: testimonianze spontanee, cariche di lacrime, gratitudine e rinascita. Ne scaturisce una raccolta corale di voci autentiche che parlano di fatica, scoperta, fraternità, fede e verità interiore. Un mosaico di esperienze che restituisce tutta l’energia umana e spirituale di un Cammino millenario, dal quale si torna trasformati e rigenerati. Un insieme di testimonianze in cui potersi rispecchiare o da cui trarre la spinta necessaria per muovere finalmente il primo passo.