Inghilterra 1920. Nancy ha trovato lavoro! Un’occasione imperdibile per una ragazza priva di mezzi come lei. Sarà nientemeno che la governante di Oxcoombe Grange, un’antica e grande tenuta affacciata sul mare dove, in compagnia di asini, oche e galline, vive la bizzarra Miss Dearing. Ma Nancy ben presto si rende conto che una strana atmosfera aleggia sul luogo. Tonfi e scricchiolii notturni, ombre fluttuanti nei corridoi, cantine inaccessibili, vicini reticenti... Che la casa sia infestata dai fantasmi? Nancy raccoglie la sfida e rispolvera le sue doti di detective. Sull’inseparabile diario annota — con qualche errore di ortografia! — i progressi di un’indagine destinata a rivelare i più oscuri segreti di Oxcoombe Grange. Una narrazione divertente e ricca di colpi di scena con gli ingredienti tipici dei romanzi di Agatha Christie. Età di lettura: da 10 anni.
A Betania, Maria spezza un vasetto di nardo prezioso per ungere i piedi di Gesù. Un gesto gratuito, eccessivo, apparentemente "sprecato", che diventa profezia di amore e di donazione totale. Partendo da questa pagina evangelica, il libro conduce il lettore in un percorso di meditazione e preghiera: ogni capitolo è una tappa per entrare nella logica del dono, lasciarsi trasformare dalla bellezza della gratuità e imparare ad "evangelizzare con spreco". Un invito a riempire la vita di profumo, rendendola segno di speranza e di fraternità.
Questo libro propone un itinerario di riflessione sull’ecologia integrale, intrecciando il magistero della Chiesa, la voce dei poeti e la sensibilità educativa. Da Giovanni XXIII a Benedetto XVI, emerge come la cura del creato non sia solo una questione ambientale, ma un atto di giustizia e di pace, radicato nella fede e nella responsabilità verso le generazioni future. Con esempi letterari e spunti didattici, il testo invita a riscoprire il valore sacro della natura e a vivere una "conversione ecologica" capace di rinnovare mente, cuore e stili di vita.
Un Rosario per due: questo libro accompagna gli sposi a meditare i misteri di Gesù e di Maria dentro la vita quotidiana della coppia. Ogni decina illumina storie di gioia e prova, ferite e perdono, con passi biblici, immagini vive e consigli concreti per custodire il "noi". Dalle nozze di Cana alle fatiche del Calvario, fino alla Gloria, le pagine mostrano come pregare insieme possa trasformare l’acqua povera dei giorni in vino buono. Un itinerario semplice, pastorale e appassionato, per ricominciare mano nella mano.
Vi è un filo rosso che collega le tante riflessioni di questo libro di Achille Occhetto: la convinzione che valori come libertà ed eguaglianza, fondamentali per l’umana convivenza, sono inscindibili dalla democrazia, e che le concrete vicende della politica condizionano la qualità della nostra vita e richiedono il nostro impegno. Occhetto si impegna così in un’articolata riflessione sui maggiori temi che toccano il nostro vivere. Nel suo scritto si avverte spesso la passione di chi ha a lungo praticato la politica in posizioni di grande responsabilità, vivendone momenti di grande cambiamento, ma si avverte anche la lucida analisi dell’intellettuale che degli avvenimenti coglie gli aspetti più ricorrenti e universali. Non mancano acute osservazioni sui processi in atto in questi anni: vecchi e nuovi autoritarismi; la nascita del populismo in parallelo alla contemporanea caduta della partecipazione alla politica; il crescente ruolo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale; il mutato valore del lavoro; la crisi ecologica. A questi temi si aggiungono quelli relativi ai conflitti in Ucraina e Palestina, e alla sfida che le minacciose politiche di Trump portano all’Europa e all’alleanza atlantica. Il lavoro di Occhetto è in conclusione un’accorata riflessione sulle condizioni del nostro vivere civile e sul ruolo che una "buona politica" può avere per migliorarle, nonché un invito a ripensare i concetti stessi di sinistra e democrazia, dal momento che, come lui stesso afferma, «l’elezione di Trump e il suo discorso d’insediamento hanno non solo segnato uno spartiacque storico nella natura della democrazia americana ma avviato un vero e proprio tsunami nelle democrazie di tutto il mondo», che non può essere affrontato rimanendo fermi sugli spalti della mera difesa della liberaldemocrazia. In un’epoca in cui alla barbarie di fanatismi teocratici o di soffocanti autocrazie sembrano contrapporsi, nelle democrazie liberali, solo leader motivati da tornaconto personale o portatori di divisioni, questo libro di Occhetto mostra l’importanza che la cultura e i grandi valori alla radice della civiltà occidentale hanno ancora per la salute delle nostre società.
Un impegno comune e instancabile lega fra loro i pontificati degli ultimi decenni, da Giovanni XXIII a Leone XIV: un lavoro attivo e assiduo per la riconquista dell’unità della Chiesa universale. Non si tratta, tuttavia, di un’opera che riguarda solo i rapporti tra le confessioni cristiane — e quindi soltanto di una "questione ecclesiale- —, ma del punto di vista da cui i Papi guardano alla più ampia sfida della difesa e costruzione della pace per tutta l’umanità. Un bene di cui oggi più che mai sentiamo di avere un bisogno vitale. In questo libro assistiamo al dispiegarsi di questo duplice contributo al progresso dell’umanità. In un mondo dominato da contrapposizioni di potere, da una spietata concorrenza economica e dalla svalutazione della cultura dell’altro, Papi diversi per storia personale e sensibilità si sono passati il testimone di una corsa perché gli uomini si sentano parte di una grande famiglia e proprio per questo rispettati, ascoltati e accolti in un disegno di pace, unica garanzia per un futuro in cui sperare "contro ogni speranza".
Il sentimento religioso dà vita ad una particolare esperienza dell'uomo di natura spirituale basata sulla fede o sulla comune credenza in un determinato patrimonio di valori dogmatici e dottrinali. Al di là delle sue specifiche estrinsecazioni personali, che possono assumere forma individuale o collettiva, la religiosità umana esprime una speciale "percezione" dell'Essere Supremo e delle realtà soprannaturali, e si proietta in maniera "pluridimensionale" sull'intera esistenza della persona umana, permeandone con la sua "forza vitale" (potenzialmente) ogni dinamica o vicenda temporale. Prova significativa della proteiforme manifestazione e "pervasività" dello spirito religioso è offerta dall'universo giuridico, nel quale le prime ed iniziali manifestazioni formali e materiali del diritto presentavano connotazioni di natura essenzialmente religiosa, ed erano circondate da un alone di "sacralità" che conferiva loro una rituale "solennità", insieme ad una particolare "autorità". Tanto che gli originari sistemi di relazione fra Stato e istituzioni religiose si basavano propriamente - sia pure con tonalità diverse - su una caratteristica fusione o sovrapposizione fra elemento civile e momento religioso, fra norma giuridica e precetto religioso, fra autorità politiche e soggetti confessionali. Il ruolo centrale riconosciuto alla «religione» nel quadro dell'evoluzione complessiva della civiltà umana sembra essere venuto meno nel momento in cui i principi del Cristianesimo - i quali hanno definitivamente distinto, sul piano istituzionale, fra «politica» e «religione», e, dunque, fra sfera temporale e dimensione spirituale - sono giunti ad un particolare punto di maturazione storica. Tale fenomeno sembra essersi verificato esattamente quando il pensiero cristiano si è in parte riversato in alcuni singolari movimenti di pensiero, di carattere umanistico, che hanno attraversato il cuore della storia europea dal Rinascimento in poi. L'affermazione di queste correnti ideali, le quali, insieme all'apporto di altri diversi fattori, hanno sostanzialmente contribuito alla formazione del "codice genetico" della civiltà "occidentale", è stata parallelamente accompagnata dal tentativo culturale di separare l'esperienza religiosa dalla vita dell'uomo. Tuttavia, nonostante il diffuso radicamento "intellettuale" di questa tendenza laicista, l'obiettivo di emarginare lo spirito religioso dal tessuto sociale non è stato completamente raggiunto. Anzi, ad un certo punto della sua parabola evolutiva, l'orientamento culturale teso a "marginalizzare" il fenomeno religioso dal punto di vista sociale è entrato in crisi per diverse ragioni, fra le quali principalmente quella di non sono essere stato in grado di offrire all'uomo dei solidi supporti assiologici di carattere "alternativo": ossia dei consistenti "criteri ultimi" di riferimento, capaci di sostituire validamente, nella comune "ricerca di senso" della vita e del mondo, gli ideali e i valori assoluti dello spirito espressi in modo rilevante dal patrimonio di fede delle diverse credenze religiose.
Il testo analizza la natura multidimensionale del corpo umano: essere corpo, avere corpo e stare nel corpo, distinguendolo in questo modo dal corpo animale per elevarlo a fondamento dell’identità personale e relazionale. L’autore esplora il contrasto tra la visione classica dell’unità tra anima e corpo e le derive contemporanee che tendono a oggettivare o dematerializzare l’essere umano. Attraverso una critica serrata alla teoria queer e al transumanesimo, viene denunciata la perdita di senso del desiderio e della corporeità, spesso ridotta a pura performance o merce. Queste teorie pongono sfide radicali all’identità personale e relazionale, muovendo da una comune visione del corpo come pura materia plasmabile o come prodotto sociale privo di un significato intrinseco. Entrambe le prospettive tendono a risolvere l’identità nell’autonomia assoluta del soggetto, negando la dimensione del corpo come dono e legame relazionale. Al centro della riflessione dell’autore emerge un’ontologia relazionale attorno al concetto di corpo come dono, ricevuto attraverso una dipendenza generazionale che abilita l’individuo all’autonomia e alla capacità di donarsi a sua volta. La prospettiva antropologica proposta integra diversi fenomeni come la nascita, l’abitare il mondo, l’amore e la morte non come limiti tecnici, ma come momenti cruciali in cui si manifesta la trascendenza della persona e la sua capacità di trovare senso anche nella sofferenza. L’opera invita a riscoprire una cultura della cura e della responsabilità, fondata sulla verità di un essere che è intrinsecamente relazionale.
El derecho canónico se concibe a menudo como el conjunto de leyes eclesiásticas y, en consecuencia, su estudio se entiende como una actividad que consiste en memorizar cánones. Se reconoce la utilidad de estas normas para establecer la necesaria disciplina eclesiástica, pero se teme que puedan reducir la libertad de los fieles, aprisionar la vida eclesial en rígidos esquemas organizativos, oponerse al dinamismo pastoral y llegar a negar la práctica de la misericordia. Al mismo tiempo, el momento actual muestra la necesidad de que la Iglesia disponga de medios para prevenir y remediar los diversos escándalos que la asolan. De este modo el derecho canónico se acepta como un mal menor. Este libro pretende ofrecer una visión distinta del derecho en la Iglesia: su estudio no versa sobre la ley eclesiástica, sino sobre lo que es justo en la Iglesia. Partiendo de este postulado, el estudio del derecho canónico se concibe como la iusti atque iniusti scientia en la Iglesia. La presente obra no pretende, por tanto, exponer las normas vigentes, sino proponer las nociones jurídicas fundamentales que permitan comprender las exigencias primarias de justicia que existen en la vida de la Iglesia. Para ello, se estudian las realidades de la Iglesia (personas, instituciones, asociaciones) bajo el aspecto de la justicia. El propósito de este libro es introducir al estudio del derecho canónico mediante la reflexión sobre la dimensión de justicia inherente a las relaciones intraeclesiales, sin pretender agotar una parte específica de la ciencia canónica. Lo justo en la Iglesia es hoy una noción clave que permite respetar a las personas y a los carismas, otorgando a cada uno de los fieles sus derechos. El texto aborda algunos temas básicos como la naturaleza del derecho en la Iglesia, su historia, las relaciones entre la Iglesia y la sociedad civil, los principios jurídicos constitucionales de la Iglesia, los derechos y deberes fundamentales de los fieles, la dimensión jurídica del fenómeno asociativo en la Iglesia, el estatuto jurídico de los ministros sagrados, los perfiles jurídicos de la vida consagrada y el gobierno justo en la Iglesia. Los autores esperan que el estudio de la dimensión de justicia inherente a la realidad eclesial ayude a comprender mejor el misterio mismo del Pueblo de Dios.
Dalla conversione di Costantino alla conquista di Arkona nel 1168, in una vasta regione che dal Mediterraneo raggiungeva il Mar Baltico e l'Irlanda, donne e uomini continuarono a seguire usanze antiche, praticando potenti rituali e immolando agli dèi. I cristiani li chiamarono pagani, narrandone il caleidoscopico mondo spirituale in racconti laconici e incerti, tra fascinazione e biasimo. Sono tracce sbiadite che conducono in luoghi distanti: le zone d'ombra dei grandi regni, foreste tenebrose e stagni profondi, fino alle sconfinate terre che si estendevano oltre i limiti della parola scritta. Rare testimonianze che ci consentono di gettare uno sguardo su pratiche, credenze e divinità: scorgiamo i grandi fuochi accesi sui campi nel cuore dell'inverno, il legame che univa le streghe, la luna e i lupi, i cruenti sacrifici officiati nelle paludi del Nord, il fosco Wodan e la sinistra schiera di numi senza nome. Il volume ci guida in un viaggio attraverso un mondo perduto, oscuro ma rischiarato da frammenti che, preziosi, scintillano nel buio.
Questo volume si inserisce all'interno dell'attuale dibattito ecclesiologico, affrontando alcune tematiche cruciali nella presente stagione ecclesiale. Oltre a voler offrire un contributo e una presa di parola su di esse, gli autori intendono proporre, insieme ai contenuti, alcuni criteri essenziali per sviluppare e affrontare diversi temi scelti di ecclesiologia, quali l'identità ecclesiale, la centralità dell'eucaristia, la successione apostolica, la questione della sinodalità e il tema cruciale della riforma nella Chiesa. Queste tematiche, che animano le odierne discussioni ecclesiali, possono trovare un intrinseco legame dinamico tra loro? E questa la domanda che anima la presente ricerca e alla quale gli autori intendono rispondere, rintracciando come emerge dal sottotitolo una possibile plausibile via ecclesio-logica.
Riccardo Bollati è Capo Ufficio Dottrinale del Dicastero per Dottrina della Fede e insegna Dottrina Sociale della Chiesa presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma.
Alesandro Clemenzia, professore ordinario di Ecclesiologia ed Escatologia, è preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale (Firenze), docente invitato presso la Facoltà Teologica San Isidoro di Siviglia, docente incaricato di Ecclesiologia e Mariologia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma e direttore della rivista Fidei Communio.
Nicola Salato è professore ordinario di Ecclesiologia e Mariologia press la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale sez. San Luigi (Napoli), dove dirige il settore di specializzazione in Teologia dogmatica (indirizzo ecclesiologico) e docente invitato presso la sez. San Tommaso della medesima Facoltà.