«L’interesse che guida questo libro è riflettere sull’antico legame che i cristiani intrattengono da sempre con l’arte, legame tenace, persistente, si potrebbe dire ostinato. Ripercorrerne la storia ci mostra quella che per molto è stata una simbiosi, talvolta una cordiale amicizia, infine un distacco tra amanti feriti, di quelli che si lasciano male. Oggi sembrano finalmente ritrovate le ragioni di un vincolo in via di ricostruzione. Nel frattempo però i due amanti sono molto cambiati. Ritrovarsi è sempre anche riscoprirsi. Richiede la dura prova di un’audace pazienza» (dalla Premessa).
L'anno B del ciclo triennale del lezionario festivo privilegia il vangelo di Marco, il più breve dei quattro. La brevità del secondo vangelo è da riferire alla scarsità delle parole; gli insegnamenti di Gesù sono riferiti con parsimonia; egli si manifesta soprattutto attraverso i gesti. Si manifesta, ma anche si nasconde; dagli studiosi il vangelo è associato al "segreto messianico": con grande insistenza Gesù raccomanda a coloro che sono spettatori dei suoi gesti sorprendenti di tacere; così anche con i propri discepoli, specie con i tre che portò con sé sul mon-te e che furono testimoni della sua trasfigurazione. Per favorire il segreto - così pare - Gesù mostra una trasparente fretta, che gli impedisce di indulgere al desiderio di tutti di trattenerlo. Fin dalla prima giornata del ministero pubblico, a Cafarnao, emerge una tensione tra Gesù che fugge e la folla che, complici i discepoli, cerca di trattenerlo. Appunto questo è il registro di fondo che segna le stesse omelie proposte per quest'anno; esse sollecitano ad affrettare il cammino verso un altrove, che sempre da capo pare sfuggire.
Analizza fasi, metodi e risultati della conquista e della diffusione dell'Islam, seguendo anche la sorte delle altre confessioni religiose soprattutto quella cattolica e quella ortodossa, con le loro ricche e articolate espressioni istituzionali e popolari - nel Balcano ottomano durante il processo, prima, di "islamizzazione" e, poi, di "de-islamizzazìone". L'Islam nel corso della lunga dominazione ottomana ha conquistato una grande parte del Sudest europeo, diffondendosi con vari mezzi e non sempre violenti nelle terre albanesi, bulgare, serbe e croate (specialmente nelle aree bosniaco-erzegovesi), greche, e la vita religiosa islamica ha influito sul costume, sulla mentalità sulla letteratura, sull'arte, sulla storia sociale e sulla cultura materiale del mondo balcanico. Dopo la fine del dominio turco, l'espansione territoriale dell'Islam ha subito progressivamente delle contrazioni; ma la sua presenza è rimasta numericamente rilevante, culturalmente forte e oggi manifesta anche un volto più marcatamente politico e aggressivo, in parte finanziato dall'esterno, e si rivela come fenomeno nuovo, da non considerare solo sul piano religioso.
"Ciò che nella fede ebraica e cristiana è fondamentale e originario, non è il parlare di Dio o il parlare a Dio da parte dell'uomo, ma il parlare di Dio all'uomo. Il Dio che parla è il Dio che crea l'alterità, che suscita la storia, che cerca relazione. È il Dio che si rivela, cioè che non si trova al termine della ricerca dell'uomo e che non coincide con il suo desiderio di trascendere se stesso, ma è presenza che, con iniziativa sovrana e non condizionata, si dona. Dunque, la parola dell'uomo a Dio è seconda rispetto alla parola di Dio, è una risposta. Ma è necessaria". In questo fascicolo è pubblicata la relazione tenuta a Barcellona il 13 dicembre 2007 in occasione del Congresso teologico internazionale organizzato dalla Facoltà teologica di Catalogna.
Si tratta di commenti al Vangelo della domenica affidati ad uomini e donne; credenti o non credenti (oppure cristiani non cattolici), laici o preti o religiosi che, per scelta, per condizione o per decreto si trovano a vivere la loro condizione di credenti "sulla strada", fuori da ogni protezione o benedizione del potere ecclesiastico. Riflessioni (non "prediche") poco clericali, quindi; ma forse proprio per questo profondamente evangeliche, condotte da credenti, ma anche da non credenti che hanno accolto l'invito di lasciarsi provocare dal dirompente messaggio di Gesù. Ad alternarsi un eterogeneo e autorevole gruppo di "omileti", significativo anche e soprattutto per un pubblico di lettori "laici", poco addentro alle questioni del "tempio", ma forse curiosi di leggere un commento al Vangelo sottratto al genere predicatorio, svestito del rassicurante ed asettico stile e del linguaggio "ecclesialese", che cerca di far risuonare la "grazia" dell'inquietudine, della domanda, dell'attesa, che evita "vapori" spiritualistici e languori "buonisti", che tenta di "affliggere i consolati" (come si proponeva don Tonino Bello) e di convertire i buoni.
È un avviamento allo studio del cristianesimo antico, che evidenzia in modo innovativo e senza censure ombre e luci della vicenda della chiesa antica. Dopo un primo capitolo sulle fonti (letterarie e documentarie), vi sono due successivi capitoli che riguardano, rispettivamente, il contesto giudaico e quello ellenistico romano. Le vicende degli antichi cristiani, le loro credenze e istituzioni sono narrate sempre con particolare attenzione al contesto storico. L'orizzonte d'indagine non si limita alle sole regioni dell'impero romano, ma si allarga anche all'Africa (Etiopia, Nubia) e all'Oriente più lontano (Persia, India, Cina). Un intero capitolo è dedicato al confronto con l'Islam. Il testo è composto in due diversi corpi tipografici: il più grande offre una linea di sviluppo generale, il più piccolo contiene bibliografie, note di approfondimento ed analisi di testi. Ciascun capitolo termina con una scheda sintetica e con un elenco di quesiti di autovalutazione utili al lettore per verificare il suo livello di apprendimento.
In queste riflessioni sulle letture delle liturgie domenicali dell'anno B la brevità si accompagna alla semplicità e alla chiarezza. Ciò che colpisce in questi commenti è l'incisività dei titoli, piccole sintesi dei contenuti, insieme all'armonica connessione delle letture proposte, dove la buona esegesi si coniuga con l'efficace attualizzazione che giunge alla nostra vita quotidiana.
Il poster visualizza le varie fasi della lectio divina, pratica che consiste in una lettura riflessiva e orante (da soli o in gruppo) di un passo della Bibbia. La proposta del poster ha una finalità essenzialmente pedagogica: posto in evidenza può aiutare lo sviluppo della lectio divina sollecitando a un cammino serio, impegnato, profondo. Pur attirando lo sguardo, rimanda subito all'impegno personale, alla meditazione e alla preghiera. Il fascicolo guida allegato spiega l'importanza e l'attualità della lectio divina, e presenta dettagliatamente il poster.
L’incanto e lo stupore per la vita e per i suoi misteri sono la condizione naturale dei bambini per rivolgere «in alto» i loro occhi. Questo libretto è uno strumento ideale per i genitori che intendono educare i loro figli alla preghiera, entrando in simpatica familiarità con Dio. Preghiere sapienti a mo’ di filastrocche, capaci di toccare diversi registri, dalla lode al ringraziamento, dalla supplica all’invocazione, dalla gioia alla speranza. Il CD allegato, registrato con attori professionisti, aiuta a conferire quel clima magico e spirituale necessario, perché anche semplici rime possano vestirsi di bellezza e di poesia.
Una proposta per famiglie che vogliono rendere allegro il momento della preghiera. Un aiuto perché genitori e figli si trovino uniti davanti al Padre, e si riscoprano così più capaci di Amare. Regalando questo libro contribuirai a sostenere l’Associazione Progetto Mozambico Onlus, cui verranno devoluti tutti i proventi degli autori.
Le profezie sui Tempi Ultimi ci attraggono con il loro fascino irresistibile e a volte inquietante. Apocalissi. La fine dei tempi nelle religioni è un viaggio inedito, e unico nel suo genere, alla scoperta di questo filone mitico presente in tutte le religioni: in un percorso universale che va dalle fedi monoteistiche alle tradizioni orientali, dall’Ameri precolombiana all’Europa precristiana, interrogando la Bibbia e il Corano, il Vishnu Purana indù e il Popol Vuh maya, nell’ottica scientifica ma affascinante della moderna storia delle religioni. Un viaggio nel futuro dell’umanità così come immaginato, con impressionanti analogie nelle sue tappe fondamentali, dal pensiero religioso d’ogni tempo e luogo: dalla decadenza spirituale dell’uomo all’allontanamento dal divino, dalla corruzione della società agli sconvolgimenti naturali, dal regno oscuro e grottesco dell’uomo-che-si-fa-dio alla vittoria finale della luce.
Mario Polia, antropologo, archeologo, storico delle religioni. Docente di Antropologia Culturale nella Pontificia Università Gregoriana. Direttore del Museo Demoantropologico di Leonessa. Direttore dell’Istituto di Studi Piceni, Ascoli. Etnografo, in Perù, dal 1971.
Gianluca Marletta, nato a Roma nel 1971, è laureato in Storia Medievale presso l’università di RomaTre e in Scienze Religiose alla Pontificia Universitas Lateranensis. Insegnante di Religione, conferenziere e articolista, ha pubblicato vari saggi su tematiche storico-religiose e antropologiche.
Nata nel 1566 in una delle più nobili famiglie di Firenze, Caterina entra nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli in Firenze e come novizia prende il nome di Maria Maddalena. Condusse una vita nascosta di preghiera e di abnegazione vivendo diverse estasi, che si succederanno per molti anni. Morì nel 1607 dopo lunghe malattie e fu canonizzata nel 1669.
Si sono seduti tutti su comode poltrone
l’autrice, Giovannino, Don Camillo e… Peppone.
Hanno gustato strozzapreti e spongata di Brescello
e poi stracotti, stufatini… non è mancato il culatello.
Fra i ricordi della Bassa e di Lambrusco un bicchierino
hanno scritto un ricettario che è proprio un gioiellino.
E per voi, lettori buongustai, qualcosa in più:
abbinamenti con vini, ristoranti scelti e ottimi menu.