L’obiettivo del volume è aiutare a riscoprire le radici spirituali, culturali e politiche del cristianesimo, ponendo l’accento sull’importanza della Pentecoste come elemento fondante della comunità cristiana evangelizzante. L’Autore con uno stile coinvolgente e accessibile, esplora il ruolo dello Spirito Santo nella storia degli uomini, mettendo in luce come la fede possa trasformare la società, la cultura e la politica. Nella prima parte il libro affronta il tema dell’opera dello Spirito Santo nella storia umana, mostrando come la santità possa incarnarsi nella vita di figure esemplari come don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi e il beato Francesco Faà Di Bruno. Nella seconda il focus si sposta nella società civile e sulle sue sfide. Nella terza parte, infine, ci si concentra sull’azione dei cristiani nel mondo, dall’emergenza educativa alla persecuzione strisciante anche in Occidente fino a denunciare la necessità di un nuovo slancio missionario e di autentica testimonianza, lontano da compromessi sulle verità della fede e dal politicamente corretto.
Un viaggio alle radici della fede e della preghiera francescana, che svela la teologia liturgica di San Francesco dalla Porziuncola.
Lex orandi, lex credendi: un antico adagio che da secoli insegna come quello che si prega sia l’oggetto della nostra fede. Ne deriva da ciò che il modo in cui celebriamo la liturgia dice ciò che crediamo. Il presente studio si propone, infatti, di risalire alle radici della preghiera liturgica delle prime comunità francescane, ancora vivente san Francesco, per poi definire i fondamenti dottrinali e teologici, che sono alla base dell’edificio liturgico-spirituale dell’Ordine dei Frati, Figli di San Francesco. Attraverso lo studio dettagliato degli Scritti del Santo di Assisi, si è potuta delineare con tratti più chiari, quella che si può considerare la Teologia liturgica francescana, le cui radici e il cui sviluppo hanno avuto origine nel grembo e per i meriti della Beata Vergine Maria, alla Porziuncola.
Suor Maria Cecilia Pia Manelli, Francescana dell’Immacolata, nel 2015 ha conseguito la Licenza in Teologia liturgica presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma. Il 25 maggio 2020 ha conseguito il Dottorato in Teologia con specializzazione in Teologia Liturgica presso la medesima Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Si è laureata col massimo dei voti in pianoforte e organo e composizione organistica presso il Conservatorio di Musica di Frosinone e in composizione principale presso il Conservatorio di Musica di Benevento. Nel 2011 consegue il Dottorato in Canto gregoriano. Oltre all’attività di musicista (concerti in Italia e all’estero, pubblicazione di cd con il coro delle Suore), collabora – con studi e articoli – con varie riviste, sia a carattere musicale (Studi gregoriani, Vox antiqua) che teologico (Immaculata Mediatrix, Annales Franciscani, Maria Corredentrice).
Il papato rinascimentale è stato oggetto di un'ampia e consolidata produzione storiografica, che ne ha esplorato i molteplici aspetti politici, culturali e istituzionali. Manca tuttavia, in questo panorama, uno studio sistematico sul rapporto tra papato ed eucaristia. Questo volume intende colmare tale lacuna, mostrando come il sacramento del Corpo di Cristo non soltanto fosse al centro della devozione papale, ma rappresentasse anche un fondamento teologico e simbolico della concezione del potere pontificio sviluppatasi nel tardo Medioevo. La ricerca si concentra innanzitutto sulla celebrazione della solennità del Corpus Domini alla corte pontificia, dedicando particolare attenzione alla processione eucaristica, momento culminante della festa, in cui si riflettevano dinamiche curiali, gerarchie ecclesiastiche e messaggi politici. Il libro affronta inoltre un aspetto ad oggi poco indagato: la riluttanza dei papi rinascimentali a celebrare personalmente la Messa, cui preferivano, invece, assistere. Se questo fenomeno è stato interpretato da alcuni studiosi come un segno di "secolarizzazione", l'autore ne propone qui una lettura più contestualizzata, legata alla sacralità del ruolo papale e alla liturgia come spazio di rappresentazione teologica. Lo studio si fonda su un'ampia base documentaria prodotta presso la corte pontificia tra XV e XVI secolo, e riserva particolare rilievo alle testimonianze dei maestri delle cerimonie, i cui diari e trattati offrono uno sguardo privilegiato sulla vita rituale della Curia romana e sulla costruzione simbolica del primato papale. Ne emerge un affresco ricco e inedito del ruolo dell'Eucaristia nella liturgia pontificia e nella visione del papato tra Medioevo ed età moderna.
La proposta di questa raccolta di preghiere vuole essere un aiuto alla comunità cristiana per vivere il momento della preghiera universale nella liturgia eucaristica. Sono preghiere semplici, immediate, concise e nate dalla preghiera di una comunità orante. Sono preghiere universali che si nutrono della Parola di Dio proclamata nella liturgiadegli anni A, B e C. Per ogni domenica una preghiera conclusiva che può essere utilizzata come ringraziamento alla comunione. Un modo per aiutare i fedeli a formulare parole di ringraziamento con l'aiuto dei santi, nostri fratelli e compagni nel cammino di fede.
Numerose sono le riflessioni che papa Francesco ha offerto negli anni del suo pontificato sulla speranza. Dalle sue parole emerge forte la convinzione che la speranza sia la risposta offerta al nostro cuore, quando nasce in noi la domanda sull'avvenire. Se i cristiani credono nel futuro, è perché Cristo è morto e risorto e ci ha donato il suo Spirito; la speranza è una virtù teologale: non viene da noi, ma è un regalo che procede direttamente da Dio. Le omelie, i messaggi, le catechesi raccolte in questo libro sono attraversate dall'invito a lasciarci attrarre con fiducia dalla forza della speranza e a permettere che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desiderano.
"Vi auguro di essere eretici" è l'augurio che don Luigi Ciotti da anni rivolge a tutti noi, ricordandoci che non possiamo smettere di interrogarci su quello che ci accade intorno. Tutti abbiamo la tentazione di cedere alle letture preconfezionate e alle "parole d'ordine" del momento, che ci appaiono rassicuranti. Invece bisogna avere il coraggio non soltanto di essere scomodi nella denuncia delle ingiustizie, ma anche di "stare scomodi", noi stessi, in quello che diciamo e che facciamo. Oggi, alla soglia degli ottant'anni, Ciotti in questo lungo dialogo con Toni Mira si fa ancora più definitivo e senza peli sulla lingua e dice la sua sul nostro presente, dal drammatico tema delle droghe, delle dipendenze, alla contaminazione tra mafia e Chiesa, da tempo coraggiosamente denunciata e che ne ha fatto a lungo un emarginato: con Francesco cambia tutto e Ciotti riferisce alcuni fatti concreti. E ancora la "normalizzazione" delle mafie, oggi sempre più sottovalutate benché siano, al contrario, sempre più potenti. Le tante iniziative per concretizzare la speranza nel cambiamento, dai minori in carcere alle donne di mafia, dai familiari delle vittime ai progetti sui beni confiscati. Riflette su cosa vogliano dire giustizia e diritti, il rapporto tra politica e magistratura. La sofferenza, il dolore hanno un senso? Ciotti continua a combattere con l'impegno e la forza che lo hanno sempre contraddistinto.
In un saggio del 1960, Joseph Ratzinger affermava: «Il senso primario della Comunione non è l'incontro del singolo con il suo Dio - per questo ci sarebbero anche altre vie - ma proprio la fusione dei singoli tra loro per mezzo di Cristo. Per sua natura la Comunione è il sacramento della fraternità cristiana».Nel gesto con cui Gesù, dopo il segno dei pani in Giovanni 6, ordina ai discepoli di radunare i pezzi avanzati, riconosciamo il fondamento eucaristico di ogni autentica fraternità: il pane è spezzato per radunare in unità.Queste pagine desiderano approfondire quali siano le logiche eucaristiche della fraternità voluta da Gesù per i suoi discepoli e per l'umanità intera.
In questo Messalino Quotidiano trovi il Santo del giorno, la Messa del giorno commentata con audio, alcune piccole preghiere e invocazioni all'interno del testo, le preghiere del buon cristiano, il Santo Rosario e le preghiere del periodo.
Un inedito volume sull’evoluzione storica della liturgia che consente al lettore di collocare lo sviluppo del cristianesimo in diversi contesti, ma anche di sottolineare la forza creativa della cristianità medesima e della comunità cristiana nella loro ricerca di sempre nuove modalità espressive della fede. Comporre un atlante storico della liturgia significa disegnare una vera e propria geografia della Cristianità, analizzata periodo per periodo. Per esempio, le differenze tra i riti Ambrosiano, Romano, Mozarabico, Gallicano e Celtico tracciano lo scenario culturale precedente il IX secolo europeo. In questo libro si presenta una storia antropologica della Chiesa, che chiama in causa architettura, arte, letteratura, storia della cultura, oltre che l’analisi delle politiche pastorali ed ecclesiastiche considerate nelle proprie connessioni con il potere civile e l’organizzazione della società. La liturgia si sviluppa in maniera non-lineare, e aiuta a comprendere un’intera epoca meglio di quanto non possano fare le stesse dottrine in essa fiorite. Un volume ponte tra arte e musica, linguistica e politica. «Da sempre, la liturgia accoglie dentro di sé, pur nelle forme più semplici ed elementari, l’arte, l’ordine, la luce, intese non a disperdere la mente o a dissipare l’attenzione, ma a raccoglierla e ad elevarla. Vale per gli arredi e le suppellettili, per le vesti e gli apparati, per gli spazi e gli edifici, per la musica e per il canto: tutto quanto concerne la celebrazione richiede di essere in certo modo “trasfigurato”, secondo la varia sensibilità e il gusto delle epoche».
Mirella Muià, eremita e iconografa, con una storia straordinaria alle spalle, racconta il suo distacco dalla vita frenetica per abbracciare il silenzio e la solitudine. In questo libro esplora il significato della ricerca interiore in un mondo dominato dal rumore e dalla distrazione. È un viaggio dell'Anima e ogni capitolo si snoda come una tappa di un pellegrinaggio spirituale, affrontando temi come il tempo, la sofferenza, la gioia della semplicità e la presenza divina nel quotidiano. Dopo anni di solitudine e contemplazione, l'autrice condivide le sue intuizioni più preziose: la vera quiete non è un luogo, ma uno stato interiore raggiungibile da chiunque sappia ascoltare.
Tra il 29 maggio e il 3 giugno 2024, l'Équipe Europea di Catechesi (EEC) ha tenuto il suo Congresso biennale, dedicato per l'occasione allo studio dei rapporti tra catechesi, liturgia ed esperienza umana. L'incontro ha avuto luogo nella città rumena di Cluj-Napoca, e si è arricchito del confronto tra il ministero liturgico e catechistico della Chiesa latina con quello delle Chiese locali: la cattolica di rito greco, l'ortodossa e la protestante. La tematica è stata affrontata anzitutto in prospettiva storica e successivamente l'attenzione si è spostata sull'attualità. Per uno sviluppo più completo del tema del suo Congresso, l'Équipe ha voluto successivamente sentire la voce delle Chiese ospiti, facendo parlare esponenti della Chiesa greco-cattolica e, in chiave ecumenica, di quella ortodossa e protestante.
Il volume raccoglie una serie di studi sulla Lettera Apostolica Desiderio desideravi, che papa Francesco ha dedicato alla formazione liturgica del popolo di Dio. Tale preoccupazione viene qui declinata alla luce delle componenti essenziali della celebrazione, così come è scaturita dalla riforma del Vaticano II: oggi della salvezza; forma dell'esistenza cristiana; culmine e fonte della vita cristiana; luogo dell'incontro con Cristo e con la Chiesa... Il tutto, alla luce delle due chiavi interpretative: la bellezza della verità celebrativa e lo stupore che inonda l'evento donato.