La Chiesa cattolica ha dei nemici? Può diventare l’oggetto di una guerra ibrida, fatta di deepfake, disinformazione algoritmica, cyberattacchi? Sicuramente sì. Come è chiaro a qualunque osservatore senza pregiudizi i nemici sono sia interni che soprattutto esterni e la prospettiva di una guerra ibrida è di assoluta attualità. E del resto non è forse già cominciata al tempo di Vatileaks? A dispetto delle sue disavventure, la Chiesa gode di una grande autorità morale e di fatto rappresenta oggi l’unico vero contropotere rispetto alle élite che governano il mondo. "Vaticano Zero Day" analizza in modo puntuale e rigoroso le minacce che pesano su di essa nell’era digitale, intrecciando geopolitica, terrorismo e trasformazione tecnologica.
L’intento dell’autore è quello di proporre al lettore un itinerario capace di aprire occhi e cuore perché possa essere introdotto a esplorare il panorama spesso inaspettato e sorprendente di realtà, come quella della redenzione, che esprimono in modo emblematico eventi e tensioni capaci di mediare un incontro che può segnare le loro vite, quello col Signore Gesù, redentore dell’universo, nel corpo della sua Chiesa. Il merito di approfondire una categoria teologica così fondamentale, quale la redenzione, e gli aspetti ad essa connessi che danno luce al paradigma cristologico, va tutto a chi si è sobbarcato l’onere di avventurarsi in un’impresa che potrebbe ad alcuni sembrare utopica perché, in un mondo che si presenta non di rado costituito da somme di solitudini spesso in conflitto fra loro, riproporre la valenza soteriologica dell’uomo di Nazareth, mostrando come essa vada compresa alla luce dei connotati personali di colui che è l’autobasileía di Dio, come ha intuito Origene, può apparire temerario. Ma è solo in lui che ci viene consegnata l’esegesi sistematica della buona novella di un amore possibile in quanto dono che scende dall’alto ma che postula, poi, di essere accolto.
Perché è probabile che ci siano altre forme di vita nel Cosmo? Perché i continenti si spostano? Perché Homo sapiens è l'unica specie umana sopravvissuta? Le risposte di Piero Angela ai grandi perché sull'Universo e su di noi. A cura di Massimo Polidoro. Tavole illustrate di Marcello Crescenzi È stata la curiosità infantile, ha sempre detto Piero Angela, a portarlo a studiare e poi a trasmettere conoscenza agli altri, fino a diventare un Maestro per generazioni di italiani. Perché si nasce, perché si muore, perché il Sole, l'aria, la Luna e i pianeti? Perché gli alberi e perché l'Universo? Perché l'uomo, perché gli animali, perché le stagioni? Sono le domande che lui si faceva da piccolo, e faceva instancabilmente a genitori e insegnanti, come tutti i bambini svegli. A quelle domande, allora, trovò risposta in un bel libro illustrato. Era intitolato Il libro dei perché, e troneggiava nella sua minuscola biblioteca. Oggi la lezione di Piero Angela, quella di coltivare un'inesauribile curiosità verso tutto ciò che ci circonda, di non accontentarci di una vita mediocre ma di crescere attraverso la conoscenza e la razionalità, trova concretezza in un libro ricco di storie, di aneddoti e di scienza, impreziosito da quattro splendide tavole illustrate sull'Universo, l'Evoluzione, l'Uomo e la Scienza. Un libro che parte dalle domande che sono il motore del metodo scientifico e arriva alle risposte ritrovate e selezionate da Massimo Polidoro, amico e stretto collaboratore di Piero Angela, cercando nell'archivio personale del grande giornalista in cui sono conservati centinaia di testi, interviste, conferenze di settant'anni di carriera. Le origini dell'Universo e dell'uomo; l'avvento e le prospettive della scienza; chi siamo, da dove veniamo e dove andremo: un libro che con chiarezza, precisione e passione risponde ai quesiti universali, ma anche a quelli particolari che l'essere umano si pone ogni giorno.
In un tempo segnato da forti polarizzazioni sul tema del genere e dell’identità sessuata, questo volume invita la comunità cristiana a superare reazioni istintive, semplificazioni ideologiche e contrapposizioni sterili, per aprirsi a un confronto serio, critico e rispettoso con la complessità del reale. Attraverso un dialogo rigoroso tra etica teologica, scienze umane e gender studies, gli autori propongono una lettura approfondita della corporeità sessuata, dell’identità personale, dei ruoli sociali e delle dinamiche culturali che plasmano l’esperienza dell’essere donna e dell’essere uomo. Il percorso si sviluppa partendo da una mappa storica degli studi di genere e da un’analisi della maschilità tossica per mettersi poi in ascolto attento di testimonianze concrete di famiglie. L’opera si distingue per lo stile dialogico e per l’attenzione costante al legame tra teoria e prassi, tra riflessione teologica ed esperienza vissuta, nella prospettiva di una Chiesa chiamata a esercitare un compito profetico di accoglienza, discernimento e responsabilità educativa.
L'elezione del cardinale Robert F. Prevost come pontefice, col nome di Leone XIV, ha suscitato immediatamente l'interrogativo su come il nuovo papa si sarebbe caratterizzato in rapporto al suo immediato e carismatico predecessore. Tra i pochi appigli disponibili per azzardare un pronostico, qualche curiosità si è appuntata sull'accostamento dei due nomi pontificali, che richiama suggestivamente il rapporto di discepolo e di fedeltà che aveva legato a Francesco d'Assisi il suo segretario e fidato compagno frate Leone. Le spiegazioni dello stesso Prevost hanno chiarito che il riferimento intenzionale era a papa Leone XIII, papa a cui viene riconosciuto l'avvio della dottrina sociale della Chiesa (dall'Introduzione)
Età di lettura: da 6 anni.
La proposta per l'estate pensata dall’Azione Cattolica dei Ragazzi vuole accompagnare i più piccoli a mettersi in cammino con Gesù. Quest’anno saranno guidati dalla storia degli apostoli, coloro che più di tutti sono stati vicini a Gesù nel suo cammino e sono stati inviati da Lui a diffondere la Buona Notizia nel mondo.
I bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni vengono accompagnati, attraverso sette tappe, a rileggere la propria fede e le loro relazioni confrontandosi con la Sacra Scrittura, così da riscoprire la vicinanza del Signore e il suo invito a essere testimoni nella vita quotidiana.
All'interno del sussidio, per ogni tappa, sono disponibili:
uno schema per la preghiera e una celebrazione legata al percorso;
le attività differenziate per fasce d'età;
il Grande Gioco, che prende spunto dal brano evangelico che guida
ogni giornata;
alcuni semplici suggerimenti per una narrazione drammatizzata.
Questo strumento si completa con il materiale disponibile online (schede per un laboratorio creativo, inno del campo, indicazioni per la costruzione della regola di vita personale)
Chi era Bartolomeo Sorge? Questo volume attraversa la sua biografia e i suoi scritti, restituendo il profilo di uno dei protagonisti della vita della Chiesa e della società italiana dal post-Concilio ai nostri giorni. La sua riflessione offre un contributo significativo alla teologia morale e, nello specifico, alla comprensione della questione politica, oggi tra le più urgenti. Con Sorge emerge l'idea che ogni cristiano, nello stile del dialogo, sia chiamato a una formazione politica – non opzionale – della coscienza, per rispondere pienamente alla propria vocazione di uomo e credente nella società.
«La scrittura di Michele Caputo, sorretta da un encomiabile lavoro di ricerca e analisi delle fonti, è fruibile anche ai non addetti ai lavori. Sarà che le parole di Sorge, fino all'ultimo, sono state limpide e schiette, lasciando trasparire una lucidità di pensiero in grado di guidare, ancora oggi, chiunque desideri avvicinarsi a lui con onestà intellettuale» (dalla Prefazione di C. Tintori).
Ci sono stati, nell'infanzia di Emmanuel Carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «Marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. Nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. A questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. Ci piaceva da morire fare kolchoz». I tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l'ultima notte della sua vita. Sarà proprio Emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro. Che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui Carrère, da quel formidabile narratore che è, ricostruisce la storia - perigliosa, tormentata, avvincente come una saga - delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa Hélène Zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell'Unione Sovietica prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell'Académie française; e una struggente dichiarazione d'amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze, rendendole l'omaggio più esaltante che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.
Ritorna in un’edizione rinnovata uno dei testi di riferimento per gli studi biblici uno dei più autorevoli commenti all’Esodo di tutta la tradizione ebraica. Un testo affascinante e ricco di suggestioni, scritto da Rabbi Shelomoh ben Yischaq (1040-1105), universalmente conosciuto con il suo acronimo Rashi, e considerato il più importante esegeta ebreo di ogni tempo. Un capolavoro indiscusso del medioevo, che supera i limiti della sua collocazione temporale, per imporsi come un’opera con la quale si sono confrontati credenti ebrei e cristiani nello scorrere delle generazioni. Rashi si pone dinanzi alle Scritture non come un «autore» nel senso moderno del termine, ma come un umile «servo» della Parola rivelata, di cui cerca di trasmettere alla sua comunità l’infinita ricchezza. Rashi è anzitutto un innamorato della Parola divina: nella sua esegesi egli pone rigorosamente al centro il testo così come è stato svelato da Dio, per appianarne tutte le difficoltà (ecco la definizione del cosiddetto «senso letterale»), e per ricercarne le infinite risonanze spirituali, quali sono state colte dalla grande Tradizione d’Israele (il midrash), che Rashi armonizza in modo ineguagliato con la formulazione testuale delle Scritture. Grande maestro dunque, anzi «il» maestro per eccellenza del suo popolo.
"Napoli è una metafora universale della condizione umana e delle sue contraddizioni, passioni, ossessioni, capace di superare ogni barriera linguistica e culturale." Napoli è molto più di una città. È uno spazio interiore dove l’anima trova il suo rifugio, in una fitta rete di mediazioni tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra vivi e morti. Dalla Napoli barocca del Cunto de li cunti a Caruso, dal teatro di Eduardo a Io speriamo che me la cavo, dalla Smorfia alla Pelle di Curzio Malaparte, da Totò a Maradona: la magia di Napoli parla a tutti noi. Le sue strade, i suoi volti e le sue tradizioni diventano simboli di un’esperienza umana che va oltre i confini fisici della città. Il racconto di Marino Niola ci invita a esplorare il lato più intimo di Napoli, "che ha il disincanto negli occhi e l’iperbole sulle labbra, la misura nella mente e la trafittura nel cuore. La tana perfetta di un popolo che ha l’esagerazione nel genoma". Un luogo che parla all’anima e invita a un confronto autentico con se stessi e con il mondo.