Questo libro è un cammino condiviso con il lettore in cui, partendo dalla ricchezza semantica e esperienziale che oggi caratterizza la categoria dell’amore, passa dall’analisi del sentimento come mancanza in sé che spesso degenera in relazioni faticose o addirittura nocive, alla proposta di un amore trasformante e generativo, in cui l’io trova la sua consistenza nel dono di sé gratuito e fecondo. Spesso la più grande sofferenza nell’amore è l’essere traditi o essere traditori e in questo passaggio del testo l’autore evidenzia entrambi i malesseri, perché anche il traditore alla fine esprime una sofferenza del proprio io. Il lettore viene chiamato a guardare dentro di sé e a soffermarsi su quelle maschere che a volte deve indossare nelle sue relazioni o che pone al suo partner rendendo l’amore un pericoloso ideogramma non reale. L’amore non riguarda solo le relazioni di coppia, ma anche quelle familiari, il rapporto genitori-figli. Un aspetto che spesso viene dimenticato, ma che molte volte caratterizza il vissuto, è quello del lutto, la perdita della persona amata, sposa o sposo, o i figli, a cui l’itinerario del testo propone un capitolo dedicato. Il cammino si conclude con il racconto dell’incontro tra due persone che si amano come sintesi romanzata di ciò che precede e che induce il lettore a costruire la propria relazione d’amore.
Pellegrini e viaggiatori, la nostra vita è un eterno viaggio e la meta in cui troviamo stabilità e pienezza è infine Dio.
L'autrice è nata a Città di Castello (PG), ha svolto la professione di medico nella sua città. Laureata in Teologia ha collaborato con varie associazioni cattoliche. Ha pubblicato il libro "Il ministero della donna nella Chiesa, storia, teologia e attualità".
Questo testo nasce con la speranza di offrire a tutti quelli che si apprestano a leggerlo, la possibilità di percepire nel cuore la sofferenza e la prova che Cristo ha accettato per il bene dell’umanità. Per gli Apostoli, chiamati a continuare l’opera di Cristo, la Passione rappresenta il punto cardine della predicazione insieme all’annuncio della Risurrezione. La passione di Cristo è scuola, fonte di bene e di grazia, tesoro da custodire gelosamente. Solo così possiamo giungere a conoscere e percepire cosa abbia realmente patito il Cristo per l’umanità, la qual cosa ci apre alla conoscenza dell’amore di Dio Padre e di Dio Figlio.
La croce non è l’ira punitiva di Dio che si manifesta nella desolata morte in croce del Figlio, ma la carità congiunta senza limiti del Padre e del Figlio, di volere entrambi per amore la nostra salvezza. La croce è la teofania divina, estrema manifestazione di amore di Cristo. La croce è una teofania e un’azione congiunta d’amore della Trinità. La risurrezione trascende la storia ma è accaduta al cuore della storia degli esseri umani e di questo uomo Gesù. Per di più essa è profondamente trinitaria: il Padre ne è la fonte, lo Spirito ne è il soffio vivente e il Cristo glorificato vive della gloria divina e in comunione inalterabile col Padre e lo Spirito. L’annuncio evangelico necessita anche oggi di essere chiaro e sintetico. Il testo sviluppa nel contenuto i due misteri fondamentale della fede: unità e trinità di Dio; incarnazione, passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Lo sviluppo dei capitoli ha come punto di riferimento il Gesù storico dei Vangeli, corroborato da riflessioni che vogliono aiutare il lettore a entrare nel mistero di Cristo.
Al momento del Battesimo Gesù riceve la pienezza dello Spirito Santo e gli è conferita la missione di portare la salvezza manifestando attraverso la sua opera redentrice l’amore di Dio. La pienezza di amore dello Spirito Santo viene riversata anche su di noi, divenuti figli di Dio per grazia e chiamati a diventare sempre più conformi a Cristo. Essere veramente cristiani significa manifestare in se stessi tutto quello che Cristo ha rivelato venendo in mezzo a noi, compiendo quanto il Padre gli aveva affidato con un’obbedienza totale di amore. Lo Spirito Santo è la carità, e anche noi veniamo trasformati fino a diventare una luce che illumina e un fuoco che riscalda i cuori per accompagnare il cammino travagliato dell’umanità e di tutto il creato verso la pienezza dei tempi, cioè verso la conclusione della storia di salvezza. Vivere questa vita nell’amore significa anticipare fin d’ora la gioia della vita eterna, perché è con l’amore, con quest’unica ricchezza che entreremo nel regno dei cieli e vivremo per sempre nell’amore e nella gioia di Dio.
"Le pagine che il lettore troverà raccolte in questo libro non sono semplicemente un trattato teologico o un saggio di spiritualità. Esse offrono invece una riflessione viva e concreta su tre realtà che accompagnano la vita di ogni uomo e di ogni donna: il lavoro, la festa e il Giubileo. Sono dimensioni che, se vissute alla luce del Vangelo, diventano vie privilegiate per riscoprire la propria dignità e per aprirsi all’incontro con Dio. Il lavoro, che plasma la vita e diventa collaborazione con l'opera creatrice di Dio; la festa, che trasfigura il tempo ordinario in lode e comunione; e il Giubileo, che rinnova il cuore e apre a un orizzonte di misericordia e speranza. Tre dimensioni che, pur diverse, si illuminano reciprocamente e costituiscono una via concreta per vivere con responsabilità, fiducia e gratitudine la nostra presenza nel mondo" (dalla Prefazione del card. Angelo De Donatis).
Francesco Marulli (Copertino, 1979), presbitero della Diocesi di Nardò-Gallipoli, svolge il ministero di parroco, direttore dell'Ufficio per la Pastorale sociale e il lavoro della sua Diocesi e assistente regionale per la Puglia e territoriale per la Metropolia di Lecce del Movimento Cristiano Lavoratori. Ha conseguito il Dottorato in Teologia con Specializzazione in Dottrina Sociale della Chiesa alla Pontificia Università Lateranense.
È possibile cercare Dio e non trovarlo? Può l'Assoluto celarsi a chi lo invoca con passione? Carlo Carretto risponde a questa sfida con la forza di una vita spesa all'inseguimento dell'Invisible. Dalle piazze gremite dell'impegno ecclesiale al silenzio abbacinante del Sahara, fino alla pace di Spello, fratel Carlo, ripercorre il suo cammino "incarnato" verso il Padre.
In queste pagine vibranti, egli smaschera le fatiche dell'uomo moderno. Per Carretto, Dio non è un concetto da capire, ma una Persona da amare; è l'Acqua e l'Aria in cui siamo immersi, una presenza reale che Si svela proprio quando tutto tace. "Stanco di ragionare, ho cercato di amare": un invito a farsi piccoli e ad abbandonare le resistenze della ragione per riscoprire, nel soffio della contemplazione, la gioia di lasciarsi finalmente trovare. "Io non cerco di capire, cerco di credere. Dio non l'ho raggiunto col capire, l'ho raggiunto nella fede".
Nel centenario della nascita, l'Azione Cattolica Italiana ricorda Vittorio Bachelet (1926-1980), protagonista di una stagione decisiva per la vita associativa e per la presenza dei laici nella Chiesa.
Le introduzioni alle Assemblee nazionali del 1970 e del 1973, qui riproposte, restituiscono il pensiero di un presidente capace di leggere il tempo nuovo aperto dal Concilio Vaticano Il e di indicare ai laici una strada fatta di dialogo, responsabilità e confronto con il mondo contemporaneo.
Un contributo prezioso per comprendere una stagione storica e per riflettere, oggi, sul senso dell'impegno ecclesiale e civile dei laici.
Lo scopo di questo lavoro è cercare e trovare il senso più profondo e vero dell’esistenza umana. Senza pretendere di voler dare una risposta ad un quesito tanto vasto e profondo, gli autori vogliono solo scorrere le pagine della Scrittura, ed umilmente mettersi in ascolto, per trovare, ed offrire al lettore, credente e non credente, solamente alcuni spunti, che egli, se lo vuole, potrà sviluppare, poi, e continuare ad approfondire.
Il lettore di queste pagine trova in esse alimento per la propria riflessione. «Infatti, a volte, la lettura di una pagina può guidare, spronare, illuminare, incoraggiare chi, talvolta, si trova nel dubbio o in situazioni di disagio. Infatti, le pagine di questo diario, che ripercorre alcuni anni di vita del nostro autore, offrono spunti di profonda riflessione e di riconciliazione con l’Assoluto a chi è alla ricerca di serenità e di fiducia in sé stesso...» (Letizia Li Donni).
Questo agile testo di Anselm Grün non è un inno alla vecchiaia ma un’ode alla gratitudine. È un invito a un cambio netto di prospettiva: si può abitare l’ultimo tratto della vita stando fermi su un argine che, giorno dopo giorno, il tempo corrode, oppure si può scegliere di tenere aperti la mente e il cuore e scoprire un terreno ancora fertile, su cui continuare a edificare il futuro. Così la vecchiaia può diventare uno spazio della speranza dove accogliere con riconoscenza e condividere con generosità, nella quiete della maturità, i frutti di una lunga esperienza. In queste pagine si trova anche una preziosa esortazione alla disciplina del tempo: saper organizzare le proprie giornate crea spazio per la curiosità e per le opportunità, perché di ogni esperienza vissuta, nel bene o nel male, nulla vada sprecato. Il messaggio che il monaco benedettino porta a tutti è forte e limpido: lasciate che la speranza scalzi la paura dell’età, perché quella «speranza poi non delude» (Rm 5,5).
L’autore completa un lungo ciclo di studi sulla dimensione del "cuore" (considerato in ottica spirituale e cosmica, mediante un approccio interdisciplinare e interculturale) e si confronta con la fase critica che l’umanità sta attraversando sia sul piano culturale e sociale come su quello spirituale porgendo gli esiti delle ricerche più attuali che coniugano l’ambito scientifico con quello meditativo e ascetico. Questo è il tempo della convergenza. Pertanto la riflessione dell’autore approda, con riferimenti ad esperienze vissute e a dinamiche in atto, alla necessità di unire i cuori, superando ogni confine, mediante una connessione spirituale cui fa da sponda la coscienza cosmica universale ed onnipervasiva.