Se resta chiusa su uno scaffale — o confinata nei luoghi del culto — la Bibbia rischia di diventare silenziosa. Ma la sua voce è fatta per altro: per attraversare le nostre giornate, abitare le domande, inquietare e accendere. Questo libro nasce da un'esperienza viva, intensa, capace di toccare mente e cuore: quella di una Parola che non smette di educare, orientare, accompagnare. Una Parola che non si limita a consolare, ma chiama, provoca, rimette in cammino. Attraverso alcune delle pagine più potenti dei profeti — figure antiche eppure sorprendentemente vicine — l'autore ci guida a riscoprire un messaggio che parla ancora oggi, dentro un tempo spesso affollato di rumori ma povero di voci che contano davvero. Le loro parole, messe i relazione con la vita concreta di oggi, attraversano il deserto contemporaneo e riaprono spazi di consapevolezza e di speranza. Perché nelle loro storie non c'è solo il passato: c'è anche la tua storia. Una storia che attende di essere ascoltata, riletta, e forse finalmente raccontata.
Per alcuni la parola patriarcato è un reperto archeologico, per altri (soprattutto per altre) è un sistema sociale e culturale pervasivo e pericoloso perché divide le persone e impedisce giustizia e uguaglianza. Questo breve saggio mette in luce in cosa consiste il sistema patriarcale, perché si nasconde al punto da poter essere ignorato mentre è onnipresente e oppressivo, come si insinua nella nostra interiorità al punto da strutturarla. Soprattutto, però, questo saggio vuole suggerire vie d'uscita per donne e uomini coraggiosi, che vogliono rischiare relazioni paritarie e vogliono immaginare un altro mondo. In tutto questo il Vangelo si rivelerà la migliore delle risorse possibili.
Se la Chiesa come "popolo di Dio" è una delle grandi acquisizioni del concilio Vaticano II, non si può però non rilevare che in quel popolo i laici sono «l'immensa maggioranza» (Evangelii gaudium 102), praticamente il 99,2%, e che non è in causa un puro dato quantitativo. Certo, i laici dei nostri giorni non sono più quelli che hanno respirato la fresca brezza del concilio, partecipando alla fervorosa stagione di rinnovamento che l'evento ha innescato. Si tratta di un popolo variegato e spesso inquieto, sempre meno omogeneo e - soprattutto in Occidente - abituato a esprimersi con una propria autorevolezza su tutte le questioni ecclesiali. L'istanza partecipativa, come mette in evidenza il volume, non ha più niente a che fare con l'affiancamento generoso e subalterno che una volta i "buoni laici" offrivano all'apostolato del clero, perché nel contesto di un'ecclesiologia battesimale si va recuperando con forza la prospettiva di una piena corresponsabilità. Al contempo, dal cammino sinodale in questi anni emerge la necessità di un radicale ripensamento del ruolo delle donne all'interno della Chiesa. E la questione ministeriale, soprattutto per quanto riguarda l'ordinazione di "diacone", si sta rivelando cruciale.
Un'intensa amicizia pareva irrimediabilmente spezzata dalla morte improvvisa. Ma Gesù, che nutriva un amore profondo per il defunto Lazzaro e le sue due sorelle, ridestò quel legame infranto. L'evangelista affida allo scritto la memoria di quell'evento sconvolgente per far crescere la fede in Cristo nei credenti di allora e nei lettori a venire. Nel medesimo istante, l'aver sconfitto, sia pure temporaneamente, la morte diviene per Gesù stesso un segno che lo conferma nella consapevolezza della propria missione: attrarre tutti al Padre nel mondo dei risorti.
Come definire questo libro, che propone un'ampia raccolta di testi di preghiera e meditazione di padre Pedro Arrupe? Il titolo ci dà già una prima chiave. Non è un libro di lettura, ma un aiuto per pregare. Sul tavolo di lavoro o sul comodino, questo libro può essere un supporto per il nostro rapporto di preghiera con il Signore. Già a una prima lettura si rimane ammirati e sorpresi dalla centralità e profondità della relazione che padre Arrupe ha con Dio, con Cristo, con l'umanità. Poi, approfondendo, dovrebbe essere ciascuno di noi a spingersi a parlare, adorare o implorare quello stesso Dio, avvalendosi delle parole di padre Arrupe, o di quelle che spontaneamente escono dal nostro cuore, oppure in silenzio.
All'interno di questo libro troverai oltre 100 tra le più amate storie della Bibbia, dall'Antico al Nuovo Testamento, scritte con un linguaggio chiaro e e immediato. Le parole più importanti sono evidenziate a colori, per aiutare bambini a ricordarle, discuterle e condividerle.
E c'è di più! Inquadrando il QRcode su ogni pagina, potrai accedere alla versione sonora in inglese, per ascoltare le storie e imparare divertendosi.
Età di lettura: da 6 anni.
Sai chi era Ignazio di Loyola? In questo libro potrai scoprirlo, sapere cosa ha fatto e perché così tanta gente lo conosce e lo ricorda con grande affetto. Sapevi che visse per quasi vent'anni a Roma? Età di lettura: da 6 anni.
Un manuale che fornisce gli strumenti introduttivi allo studio della linguistica del discorso e li applica agli studi biblici. Un testo che fornisce nella prima parte un’introduzione alle proprietà del discorso e alle diverse metodologie di studio e, nella seconda, presenta una serie di esempi tratti dall’Antico Testamento, con ampio commento ed esposizione delle caratteristiche discorsive che condizionano anche l’interpretazione del testo.
Nato a a Lisbona nel 1195, Sant'Antonio di Padova mostra fin da bambino una profonda inclinazione all preghiera. A soli quindici anni entra in monastero per dedicarsi allo studio, ma la svolta riva nel 1220, quando la testimonianza dei martiri francescani lo spinge a partire per il Marocco. Un'esperienza che segnerà per sempre la sua salute, ma che lo condurrà all'incontro con San Francesco d'Assisi e all'ingresso nell'Ordine. Divenuto predicatore, dopo un periodo in Francia si stabilisce a Padova, dove vive tra contrasti e grandi successi fino alla morte nel 1231. Canonizzato appena un anno dopo da Papa Gregorio IX, sarà proclamato Dottore della Chiesa nel 1946. La sua figura parla ancora oggi, soprattutto ai giovani: Antonio invita non restare prigionieri del passato, né dei suoi errori né delle sue nostalgie, ma a farne tesoro per vivere il presente con intensità e costruire il futuro con desiderio, come uomini e donne affamati e assetati di senso e di speranza.
Tra i sacramenti oggi più trascurati nella Chiesa possiamo senz'altro annoverare quello della Riconciliazione. Per la cultura contemporanea, infatti, il senso del peccato appare del tutto anacronistico, è stato esorcizzato in nome della libertà da esibire. Per l'autore di questo libro, invece, si tratta di un sacramento che andrebbe pienamente recuperato. Bisogna però trovare il giusto modo di farlo, la giusta prospettiva. Ecco perché il volume considera questo sacramento non solo dal punto di vista biblico, storico, liturgico, ma soprattutto dal punto di vista antropologico e psicologico, dove il racconto ha un ruolo privilegiato. Raccontare le proprie colpe a un altro uomo, ministro della misericordia divina, può diventare un atto veramente importante. Confessare propri peccati è portare alla luce ciò che temevamo non raccontabile. Solamente così ciò che viene detto smette di essere fardello solitario e si trasforma in ponte: tra passato presente, tra lo e Altro, tra colpa e perdono. In un tempo lacerato da forti discordie fra gli uomini e da un conflittuale rapporto con Dio, il sacramento della Riconciliazione può veramente essere la più grande ed efficace espressione della misericordia divina nella vita del cristiano.
Leggendo questo testo mi sono ricordata di quanto sia bello il compito di genitore, naturale quanto complesso, impegnativo quanto decisivo, e del fatto che talvolta tendiamo a scegliere di leggere un libro sulla genitorialità per cercare conferme e rispecchiamenti, quando invece è il discorso inaspettato, quello che ci mette in discussione, a rinnovarci e spronarci fare meglio.
questo libro è uno dei buoni modi per informarci e cercare di intuire quale strada abbiamo preso fino a ora e quale abbiamo l'opportunita di intraprendere d'ora in poi.
Il libro è il diario di don Carlo Aversano, parroco di Casal di Principe nella parrocchia del Santissimo Salvatore dove ebbe come viceparroco il giovane Peppino Diana - poi ucciso dalla camorra - e con cui fece vita comunitaria e che nel libro viene più volte richiamato. Parroco per 44 anni don Carlo racconta sul filo della memoria le intense esperienze vissute in un tranquillo paese rurale che si trasforma in anonima periferia napoletana con la presenza invasiva della camorra. Una straordinaria e commovente testimonianza di una esperienza di prete che vive oggi "il silenzio assordante di parroco messo a riposo".