
Il libro è il diario di don Carlo Aversano, parroco di Casal di Principe nella parrocchia del Santissimo Salvatore dove ebbe come viceparroco il giovane Peppino Diana - poi ucciso dalla camorra - e con cui fece vita comunitaria e che nel libro viene più volte richiamato. Parroco per 44 anni don Carlo racconta sul filo della memoria le intense esperienze vissute in un tranquillo paese rurale che si trasforma in anonima periferia napoletana con la presenza invasiva della camorra. Una straordinaria e commovente testimonianza di una esperienza di prete che vive oggi "il silenzio assordante di parroco messo a riposo".
Il volto severo di don Gabriele Amorth contrastava con il suo spiccato senso dell'umorismo e con uno spirito sereno e gioioso. Le ultime conversazioni con Marcello Lanza, avvenute poco prima della morte, contengono il testamento spirituale del sacerdote considerato in tutto il mondo cattolico il principale oppositore del demonio.

