Il volume affronta il tema della sessualità umana nella sua dimensione antropologica e spirituale, evidenziandone la nobiltà alla luce della Rivelazione e l'orientamento escatologico. Muovendosi nel quadro delineato dal canone 599 del Codice di Diritto Canonico, l'autore analizza le condizioni necessarie per un autentico vissuto della castità consacrata, offrendo criteri concreti per custodire questo dono e prevenirne scandali e abusi. La normativa ecclesiale viene così riletta come uno strumento di tutela e valorizzazione dei carismi della vita religiosa, richiamando la responsabilità delle persone consacrate a una coerente adesione alla propria vocazione. L'intera riflessione è guidata dalle intuizioni di sant'Agostino, punto di riferimento autorevole e fecondo per comprendere appieno il significato umano e spirituale della castità.
Perché leggere questo testo? Pagine per fermarsi e formarsi come accompagnatrici e accompagnatori, per andare oltre l'immagine dell'adulto che non si interessa di nulla, difficile da coinvolgere, che non partecipa: sette quadri per cambiare punto di vista e postura pastorale, con modalità accoglienti e non giudicanti. Per chi? Per chi si occupa di accompagnamento e formazione di adulti, genitori, fidanzati e famiglie, con uno stile rinnovato e aderente all'oggi, senza arrendersi all'idea che "li abbiamo persi". «Accompagnare e pensare agli adulti oggi è un compito esigente e prezioso che richiede uno sguardo allenato, un passo condiviso, mani capaci di cura, uno stile gentile e il coraggio di abitare la complessità. Non troverete qui ricette magiche, ma l'invito a una postura: quella di chi sceglie di mettersi accanto agli adulti, di pensarli con rispetto, fiducia e pazienza, considerando ogni incontro come una terra santa in cui ogni relazione può diventare luogo di Vangelo».
Con il tono dell'autobiografia intellettuale e lo stile pacato di una riflessione giunta ormai al livello delle sue motivazioni fondamentali, Augusto Del Noce offre al lettore, in questa opera postuma, la più matura formulazione della sua interpretazione «transpolitica» della storia contemporanea. Il rinnovato confronto con la filosofia di Gentile è motivo di ripensamento filosofico del processo della storia italiana dal Risorgimento al fascismo, un processo decisivo per comprendere il destino stesso della nostra civiltà. L'incontro di Gentile con il fascismo non deve essere visto, per Del Noce, come strumentale né motivato da interessi estrinseci: occorre pensare piuttosto a una parabola emblematica di una coerenza filosofica estrema, connaturata a un pensiero che volle presentarsi come riforma non solo politica bensì anche religiosa.
Per caratterizzare l'identità dell'Occidente si è soliti chiamare in causa tradizioni diverse: la democrazia greca, il diritto romano, il cristianesimo, la rivoluzione scientifica e così via. A volte si evocano anche la filosofia e la scienza greca, un'idea caratteristica non soltanto di filosofi come Husserl, Heidegger o Popper, ma anche di scrittori come Borges. Questo libro, qui riproposto in ricordo del grande studioso scomparso, scruta oltre duemila anni di storia del pensiero per mettere in dubbio che la Grecia sia sempre stata considerata terra di origine della filosofia, e che quest'ultima sia una sua esclusività, fatta poi propria dall'Europa e dall'Occidente come segno identitario. Si tratta piuttosto di una costruzione storica: l'identità europea è infatti l'esito di una vicenda complessa, è un'identità plurima in continuo movimento, tutt'altro che monolitica e uniforme, capace di ospitare le differenze. E forse proprio questa è la sua peculiarità, questo anche il suo pregio.
Da oltre trent’anni l’idea del declino dell’Occidente domina il dibattito pubblico, tra crisi economiche, polarizzazione politica e sfide globali sempre più complesse. Ma quanto questo racconto corrisponde davvero alla realtà? In questo saggio lucido e documentato, Paolo Messa smonta la retorica del declinismo mostrando come essa sia diventata, più che un’analisi, una narrazione strategica spesso alimentata e amplificata dai regimi autoritari per indebolire la fiducia nelle democrazie liberali. Attraverso dati, confronti storici e analisi geopolitiche, l’autore dimostra che l’Occidente non è una civiltà al tramonto, ma un sistema in profonda trasformazione: resiliente, innovativo e capace di autocorrezione. Lungi dall’essere un segno di crisi irreversibile, il dissenso, il pluralismo e l’autocritica rappresentano la sua forza vitale. Un libro che invita a distinguere tra percezione e realtà e a riconoscere, senza trionfalismi e senza fatalismi, perché l’Occidente è ancora vivo.
"Ogni giorno è un tempio" è il viaggio trasformativo di un uomo che, smarrito nel rumore del quotidiano, sceglie di partire per la Cina alla ricerca di un senso più profondo dell’esistenza. Attraverso il caos metropolitano di Pechino, il ritmo lento di un pellegrinaggio in bicicletta e la quiete millenaria di un monastero buddhista, il protagonista intraprende un cammino che lo conduce oltre i confini dell’ego, dentro il respiro invisibile del mondo. Guidato dal maestro Wang e ispirato dai cinque elementi della medicina cinese - Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua - il racconto intreccia esperienze corporee, pratiche spirituali e profonde riflessioni filosofiche, in un dialogo costante tra Oriente e Occidente, materia e spirito, silenzio e parola. Con uno stile intimo e contemplativo, Ogni giorno è un tempio invita a riscoprire il sacro nell’ordinario, a riconoscere il corpo come strumento di consapevolezza e a vivere ogni attimo come un luogo sacro in cui abitare.
Un viaggio spirituale fatto di esperienze vissute, preghiere, riflessioni e atti di gratitudine. Attraverso parole semplici e profonde, Valentina Nessi accompagna il lettore in un percorso di risveglio interiore e di coscienza, mostrando come la fede vissuta possa diventare una forza concreta e trasformativa nella vita quotidiana. Il libro tocca temi universali come la fiducia, l’affidamento consapevole, la maternità, la guarigione emotiva, il perdono e la capacità di leggere i segni del Divino anche nei momenti più delicati. Non è un manuale religioso, ma una testimonianza viva che invita a rallentare, ascoltare il cuore e la voce dell’anima, e a riconnettersi con il proprio Divino interiore, intuito e con la sacralità della Vita. Un testo pensato per chi sente il bisogno di ritrovare senso, luce e speranza, e desidera coltivare uno sguardo più consapevole, presente e grato sul proprio cammino.
Nel contesto culturale odierno, segnato dall’autosufficienza e dal relativismo morale, il Sacramento della Riconciliazione è spesso percepito come una pratica superata o ridotto a un adempimento formale. Riletta alla luce del comandamento nuovo di Gesù, la Confessione può tornare a essere un’esperienza trasformante, capace di donare pace, guarire le ferite interiori e rinnovare le buone relazioni: da quella con il Padre buono a quella con il prossimo e con noi stessi, per arrivare, oggi più che mai, a quella con il creato. Per questo è importante promuovere una prassi rinnovata della Confessione e, in particolare, dell’esame di coscienza, in cui il peccato non sia inteso come semplice trasgressione di norme morali ma come mancata risposta all’amore, criterio fondamentale per rileggere la propria vita.
«La Nuova Teologia Pop Fondamentale – l’espressione è di Bracalante – è esattamente questo: il coraggio di andare dove le domande di Dio emergono, anche quando emergono in forme inattese» (dalla Prefazione di Giuseppe Lorizio)
Pregare appartiene al nostro essere creaturale. La preghiera è il primo respiro della vita, forse l'atto più originario, spontaneo e naturale, eppure, paradossalmente anche il più misterioso, arduo e soprannaturale. La Preghiera dell'essere di Daniele Cogoni non è tanto un classico trattato storico-religioso sulla liturgia e la preghiera, sebbene ne abbia vigile accortezza, ne presupponga lo sfondo e ne attinga molte fonti, quanto l'ardito e riuscito intento di penetrare nelle significazioni più intime e profonde dell'essere orante, esplorando le nascoste radici spirituali e mistiche, ma anche ontologiche, esistenziali, psicologiche, affettive, in una visione integrale e unitaria della persona e della conoscenza. (Dalla prefazione di Natalino Valentini)
L’inno al creato di Ben Sira fa parte di quei testi biblici che si interrogano sulla relazione tra Dio, il cosmo e l’essere umano. Dopo aver approfondito la struttura, i limiti della pericope e la sua collocazione, questo volume, frutto di una lunga ricerca, prova a «ricostruire» Sir 42,15-43,33 partendo dai manoscritti del Cairo e di Masada. Dal commento esegetico emerge il sentimento ambivalente che Ben Sira vuole istillare nei suoi discepoli: meraviglia per la bellezza degli elementi della natura, ma anche senso del limite di fronte alla potenza del creato, di cui possiamo contemplare «solo una scintilla». L’ultimo capitolo, con uno sguardo all’attualità, alle prese con il negazionismo climatico o con la banale indifferenza, offre ulteriori spunti di riflessione, esaminando nuove ermeneutiche ecologiche bibliche, alla luce della Laudato si’ e di autorevoli voci in ambito ortodosso e protestante, per trarre, infine, opportune conclusioni sulla cura della Casa comune.