L'uomo nuovo è l'uomo che plasma sé stesso e trasforma il mondo a misura dei suoi desideri. Il progresso e l'intelligenza artificiale sono gli strumenti che permetteranno all'umanità di compiere passi in avanti, in vari campi, inimmaginabili fino a qualche anno fa. Ma qual è il prezzo che occorre pagare per tutto questo? Fino a dove ci vogliamo spingere e cosa siamo disposti a fare in nome del progresso e della evoluzione tecnologica? L'uomo può dare senso alla sua esistenza perseguendo solo il benessere e il successo? Siamo di fronte ad un bivio epocale che sconvolgerà la nostra esistenza; una nuova rivoluzione industriale, che cambierà radicalmente la nostra società, si profila all'orizzonte. «Cos'è l'uomo perché te ne curi?» (Sal 8,4). Una domanda a cui occorre dare necessariamente una risposta per poter disegnare la vita che ci aspetta.
Senza pretese di carattere esegetico o ermeneutico, il volume propone una riflessione pastorale-catechetica sulla composizione dei cinque libri del Salterio e la presentazione antropologico-messianica dei singoli salmi. Considerare la valenza dei diversi salmi aiuta noi credenti, sia dell'alleanza antica che di quella nuova, a storicizzare e nello stesso tempo a rendere umano il rapporto con Dio, riconoscendo la sua fedeltà ed esprimendo la complessità del nostro animo dove dubbio, paura, gioia e lode sono in una logica conseguenza, e dove l'antropologia presenta la sua luce e le sue ombre al creatore e pastore del suo popolo, nell'umiltà e nella verità.
La speranza fa nascere e rinascere. Seguendo l'insegnamento di Papa Leone XIV, il primo pontefice agostiniano della storia, le monache del Monastero Santa Rita da Cascia ci invitano a fare della speranza cristiana una delle nostre più grandi alleate. Vivendo così non una semplice attesa, ma una certezza: quella dell'amore di Dio, che ci conduce alla salvezza e alla pienezza attraverso la resurrezione e la vita eterna. Santa Rita da Cascia, con la sua vita, incarna la speranza nelle prove più ardue, mostrandoci che, con il Signore al nostro fianco, nulla è impossibile. La Basilica e il Monastero a lei dedicati, a Cascia, diventano così un luogo da cui si diffonde questa speranza e in cui è possibile viverla pienamente, attraverso l'esperienza del pellegrinaggio. Pronti a diventare noi stessi testimoni concreti di speranza, prendendoci cura dei più fragili, nonché a educare i giovani a esserne portatori.
Un viaggio nelle vite di giovani "santi della porta accanto", normali e straordinari insieme, che hanno scelto Cristo come senso pieno dell'esistenza. Le loro storie - fatte di gioie, prove, servizio e fede luminosa - mostrano un Vangelo vissuto, capace di interrogare e commuovere. Figure vicine al nostro tempo, che invitano a ritornare al primo amore e a riscoprire la santità come chiamata quotidiana alla gioia, alla libertà e all'amore gratuito.
Dal silenzio del tabernacolo, Gesù ci guarda e, aprendoci le sue braccia, ci invita: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Il suo Cuore è fonte di vita, di misericordia, di amore, ma anche e soprattutto luogo di incontro tra Lui e l'anima, di rapporto diretto, intimo. Con questo libro, don Marcello Stanzione e il carismatico Pino di Missaglia ci guidano ad avvicinarci con confidenza a quel Cuore che non desidera altro che riversare su di noi la sua pace e consolazione, sanare le nostre ferite e liberarci da ogni male.
Il valore e la portata della preghiera di intercessione nella Chiesa dovrebbe precedere qualsiasi tendenza organizzativa, progettuale, pragmatica, persino diplomatica. Il Rinnovamento Carismatico Cattolico ha attribuito, sin dal suo sorgere, grande importanza, attenzione e cura pastorale al tema dell’intercessione e Cyril John è stato tra i primi, nel mondo, ad avere sviluppato, insegnato e promosso in modo così incisivo il concetto di intercessione profetica. Il testo approfondisce un tema che costituire l’impegno di ogni credente. Basandosi sulla Scrittura, sugli insegnamenti della Chiesa, sugli esempi della vita dei santi e sulle molteplici, impressionanti testimonianze del suo ministero, condotto in diverse parti del mondo, Cyril spiega che l’intercessione profetica non è una tecnica, ma il frutto di una relazione con Dio. In essa, non si rimane intercessori ignari di quanto il Signore sta facendo e di ciò che desidera compiere attraverso l’intercessione. Essere profetici nell’intercessione significa non limitarsi alla nostra comprensione delle cose, ma fare affidamento su ciò che lo Spirito Santo intende operare: è Lui che ci aiuta a sondare le profondità del cuore di Dio e ci guida lungo il cammino dell’intercessione. Mentre nella semplice intercessione ci si identifica con i bisogni e i pesi del popolo, nell’intercessione profetica ci si identifica con i pesi di Dio, con ciò che si muove nel suo cuore, con la sua volontà, con i suoi progetti. È così che la dimensione profetica rende la preghiera di intercessione una grande arma contro il male e le conferisce una vigorosa potenza missionaria.
Poggiandosi sulle Scritture, sulla Tradizione della Chiesa e con il conforto di tante testimonianze personalmente vissute, l’Autore affronta il tema partendo dal presupposto che ogni cristiano ha il dovere di intercedere, assumendosi una responsabilità che gli viene assegnata da Dio. Di fronte alle tempeste morali che attraversano la società, alle derive del pensiero e dei costumi, al dilagare di false dottrine e di comportamenti contrari al Vangelo, il cristiano non può chiudere gli occhi. Così come non può restare indifferente alle sofferenze dell’uomo, agli esiti nefasti delle guerre, alla condizione degli ultimi. Se tutto questo, alle volte, ci fa sentire impotenti, possiamo e dobbiamo ricorrere alla pratica quotidiana della preghiera di intercessione, come segno concreto e operante della comunione con il nostro prossimo. A patto che questa potente forma di preghiera nasca da mani pure, da un cuore pacificato, dall’ascolto dello Spirito, dalla relazione con Dio, dalla tensione alla santità di vita. Quando, come, perché, per chi pregare? Come difendersi dal male? Quali carismi sono necessari? A questi e ad altri interrogativi Cyril John, da anni impegnato nell’approfondimento e nell’esercizio della preghiera di intercessione, offre risposte puntuali e concrete, che nascono dalla sua grande esperienza nel Rinnovamento Carismatico Cattolico e che potranno favorire l’esercizio di questo urgente servizio a livello personale e comunitario.
In quest'ultimo libro fra Benigno, con la passione che lo contraddistingue e con una trattazione chiara ed esaustiva,-si rivolge agli uomini di scienza che non credono nell'esistenza del diavolo e delle possessioni diaboliche.
Forte della vasta esperienza maturata nei venticinque anni di attività esorcistica, ci presenta nei dettagli e con dovizia di particolari alcuni dei casi più eclatanti di possessione diabolica che ha trattato e risolto con successo e li sottopone all'attenzione degli uomini di scienza, con l'obiettivo di avviare un dialogo tra scienza e fede. Professoressa Aurora Buscemi
A scrivere e ad interpellare "gli uomini di scienza che non credono quelli che credono" è un uomo di fede, fra Benigno, frate francescano, filosofo, teologo e, da oltre un quarto di secolo, esorcista che dedica le sue attività e le sue energie ad un vasto campionario di uomini donne sofferenti alla ricerca di una ragione del loro dolore e alla ricerca soprattutto di un sollievo.
Questo uomo di fede interpella i lettori "uomini di scienza" seguendo un metodo empirico: ci introduce direttamente in questo mondo particolare presentandoci i fatti e dando voce ai posseduti e e ai loro familiari, così il libro si intesse di numerose cronache e testimonianze di storie vissute. Dottoressa Lina Scro.
Lo scrittore Andrea Camilleri in un'intervista di Enzo Biagi disse che i siciliani hanno "la voglia di capire gli altri". Credo che fra Benigno, come ogni buon esorcista della sua regione e e del resto dell'Italia, faccia propria questa aspirazione sia verso gli afflitti che cercano un ascolto e una benedizione sia nei confronti di tutti quegli esponenti del mondo scientifico che, credenti O meno, non prendono in considerazione problemi spirituali, compresi quelli di natura diabolica. E lo vuole fare attraverso queste pagine in dialogo. Dottor Alberto Castaldini
A quattordici anni dalla morte del Servo di Dio don Silvio Galli, il volume raccoglie una prima serie di testi trascritti da registrazioni, per una nuova rilettura che punta a incidere le sue preziose parole nell'anima di coloro che ne faranno tesoro. I testi sono raggruppati intorno ad unità tematiche, che sviluppano contenuti cari al ministero della Parola e della predicazione di don Silvio.
Che cosa significa restare umani nell'epoca dell'intelligenza artificiale? Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, affronta questa domanda decisiva intrecciando Dottrina sociale della Chiesa, discernimento etico e analisi delle trasformazioni digitali. Senza demonizzare la tecnica, il testo ne mette in luce promesse e ambiguità, richiamando al primato della persona, della relazione e del bene comune. Un contributo autorevole per comprendere e governare l'innovazione senza smarrire ciò che rende l'uomo davvero umano.
La prima enciclica di papa Leone XIV fin dal titolo - Magnifica humanitas - fa emergere la centralità della persona e dell'umanità, nel senso più pieno. E diviene fin dalle prime pagine un appello alla responsabilità personale, ecclesiale e sociale. Nel tempo che vede le nuove tecnologie intelligenti e generative diventare sempre più pervasive e influenzare i processi decisionali, l'immaginario collettivo, i sistemi di governo e le coscienze, c'è una scelta decisiva da compiere: «innalziamo una nuova torre di Babele o edifichiamo la città dove Dio e l'umanità abitano insieme»? Magnifica humanitas vede la luce nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, ma oggi non è più sufficiente ripetere i suoi insegnamenti, dice il Papa; è necessario interpretare e comprendere i progressi e le sfide del nostro tempo, e agire. Il Magistero del Papa ancora una volta sembra ribadire la centralità dell'umanità nella sua autenticità e singolarità e il dovere evangelico e morale della custodia.
La solitudine di Israele è il quinto numero di Limes del 2026, in edicola e in libreria dal 6 giugno. Il volume esamina la difficilissima condizione in cui versa oggi lo Stato ebraico. Un paese nato per unire gli ebrei e che oggi sondaggi alla mano li divide, ponendo in forse il futuro del progetto sionista. Un paese che si volle "Luce delle nazioni" (Ben-Gurion) e che oggi vive si vede sempre più isolato dal forte dissenso suscitato persino nei suoi più stretti alleati (Stati Uniti e Germania in testa) dalla guerra totale e su più fronti, scatenata dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Uno Stato che si propone di salvare gli ebrei dalle persecuzioni, ma che ora rischia paradossalmente di metterli ancor più in pericolo con la ricerca di una "sicurezza totale" mediante la guerra permanente. E che così facendo trascina nella mischia un'America in confusione, ma anche indirettamente i paesi - Russia e Cina - che a vario titolo aiutano l'Iran a non soccombere. Oltre agli Stati arabi, orfani di una garanzia statunitense rivelatasi molto meno solida del previsto. Le tre parti del volume approfondiscono le principali dimensioni della questione, con abbondanza di voci israeliane filo- e anti-Netanyahu. La prima, Israele vuole diventare grande, dà conto del disegno strategico del "Grande Israele" perseguito anche e soprattutto in accordo con la destra ultraortodossa, che oggi sostiene l'esecutivo. Se ne illustrano motivazioni ideologiche e logica strategica, ma anche le aspre critiche che suscita dentro lo stesso Israele sotto il profilo morale e materiale. Particolare attenzione è dedicata ai fronti "attigui": Gaza, Libano, Cisgiordania e Siria. La seconda parte, I dolori di Sion, analizza con otto articoli le conseguenze materiali, psicologiche e sociali dello stato di mobilitazione permanente che da ormai tre anni logora un paese territorialmente e demograficamente esiguo, inadatto a guerre di lunga durata che infatti ha sempre, attentamente rifuggito. L'esagono contro la Turchia - questo il titolo della terza parte - approfondisce infine il disegno di alleanze regionali del governo Netanyahu in funzione anche e soprattutto antiturca, stanti le rinnovate, crescenti frizioni tra Ankara e Israele. Buona lettura.