Tra i numerosi commenti al quarto Vangelo, questo testo si caratterizza per l'essenzialità, la semplicità e la chiarezza. Il titolo - alla scuola di Giovanni - dice il taglio didattico. La struttura è quella di uno strumento di facile uso: pericope evangelica, strumenti per capire, piste di riflessione, suggerimenti per pregare, preghiera finale. Un testo che prende il lettore per mano e lo guida a fare una prima esperienza di lectio divina sul Vangelo di Giovanni.
I saggi presentati in questo volume sono frutto di una ricerca prolungata sul rapporto tra i duchi di Milano, Visconti e Sforza, con i movimenti dell'Osservanza, con particolare attenzione a quello dei frati Predicatori. Attraverso l'analisi paziente dei documenti d'archivio, soprattutto notarili, emerge con evidenza l'influsso del mondo 'laico', soprattutto del potere cittadino, sulla evoluzione e sullo sviluppo dei movimenti di riforma dei più importanti Ordini religiosi.
I quaterni" superstiti del notaio Giovannibello (1262-1281) sono i più antichi protocolli milanesi conservati nella loro struttura originaria. La maggior parte degli atti riguarda il monastero femminile di San Maurizio, detto il Maggiore, di Milano. " Dopo un'analisi dei documenti e del notaio che li ha redatti, il volume presenta la prima edizione completa dei quattro quaterni". "
Lo studio, effettuato su un campione rappresentativo di 31 associazioni che aderiscono al Forum, offre i risultati di un'analisi dettagliata e approfondita sulla comunicazione delle associazioni familiari in Italia. L'obiettivo principale della ricerca, mettere a fuoco l'immagine che la famiglia vuole offrire di sè in alternativa a quella proposta dal mainstream culturale, in particolare quella rappresentata da alcuni mezzi di comunicazione dominanti nella sfera pubblica, è stato suddiviso per obiettivi intermedi.
È un sussidio per la liturgia feriale che mette a disposizione tutto quello che serve sia al Presidente sia al lettore. È un sussidio pratico perché alla sede consente di evitare il Messale e di inserire il ricordo del defunto nella preghiera dei fedeli. È ricco perché attinge a diverse tradizioni liturgiche e offre nuove composizioni. È originale, perché pensato per "colorare" con la Parola di Dio i riti d'ingresso, la liturgia della Parola e i riti di conclusione.
Un tema sempre e di nuovo attuale, atteso il forte incremento – soprattutto qualitativo – delle scienze empiriche, che interpellano in modo nuovo la teologia morale. Un tema a cui non solo non nuoce ma si addice la modalità seminariale, che si manifesta sempre più consona ad affrontare lo stato interdisciplinare e plurale delle questioni moderne, nelle loro interconnessioni e nelle loro stratificazioni dimensionali. Il volume, che raccoglie gli atti del Seminario di studio svoltosi ad Assisi nel luglio 2011, appuntamento biennale dell’intensa attività dell’ATISM, presenta una istruzione aggiornata ed una seria articolazione degli snodi, al momento inaggirabili, del dialogo tra le ‘scienze empiriche’ e una ‘scienza interpretativa pratica’, quale è la teologia morale. L’avvertenza critica della portata e del limite della competenza di ogni scienza, senza invadenze e resistenze improprie e nocive, è la premessa per ogni proficuo dialogo interdisciplinare, un obiettivo sempre di nuovo in gioco, l’obiettivo promozionale di questo volume.
Paolo Carlotti è ordinario di teologia morale presso la Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana e docente invitato presso le Pontificie Università Gregoriana, Urbaniana e altre Istituzioni accademiche.
Paolo Benanti è dottorando in teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana e docente presso l’Istituto Teologico di Assisi (Perugia) e il Pontificio Seminario regionale di Anagni (Frosinone).
Commento teologico, spirituale e pastorale di tutte le collette feriali del tempo di Quaresima e Pasqua del Messale Romano. Nelle sue riflessioni l'autore si è avvalso del supporto della predicazione e degli scritti di Padri, Dottori della Chiesa e Benedetto XVI.
Il Commento alle XIII epistole di Paolo di Pelagio costituisce l'opera più estesa del celebre avversario di Agostino: un commento sistematico a tutte le epistole paoline, fatta eccezione per quella agli Ebrei. Tale Commento risulta importante per far luce su alcuni aspetti del pensiero di Pelagio prima della polemica con Agostino: l'autore, infatti, non si limita a spiegare le parole dell'Apostolo, ma fa emergere il proprio punto di vista su tematiche fondamentali come il peccato originale, la grazia, il libero arbitrio. Un'opera fondamentale, dunque, per quanti vogliono conoscere la figura di Pelagio attingendo direttamente alle sue parole, senza il filtro delle opere del vescovo di Ippona che, per quanto rimanga una fonte importante, non può certo essere un testimone imparziale. La traduzione è preceduta da un'ampia introduzione che ricostruisce il contesto storico-dottrinale in cui Pelagio ha operato; vengono descritte le principali tematiche del Commento e analizzati alcuni problemi di tradizione testuale, in modo da fornire delle linee-guida per orientarsi meglio nella lettura dell'opera.
Ciò che è contenuto in queste pagine è sfacciatamente stonato nella nostra società della bambagia. Oggi si tenta di addolcire tutto: il caffè è decaffeinato, il tonno è così tenero che si taglia con un grissino, i 'sofficini' trionfano, l'auto è 'comodosa'. Ed i frutti si vedono: ragazzi friabili, con la grinta del pesce bollito; ragazzi che vivono il 5%, chiusi nel maledetto triangolo: frigorifero, sofà, televisione. È dovere assoluto reagire! Ha ragione lo psichiatra Paolo Crepet: "Ai figli cui è stato regalato tutto, è stato fatto il peggior dono possibile". Basta con la pedagogia dello zucchero; basta con l'infanzia rivestita di ovatta; con lo spianare sempre la strada! O vogliamo imbrogliarci tutti? La vita non è zucchero filato, non è una crociera! Insomma, un supplemento di fatica ed avrete un figlio in pole position. È il messaggio di queste pagine nate per gridare che i genitori troppo morbidi fanno le peggiori ingiustizie ai figli.
"La lettura del testo tocca le corde più profonde dell'animo umano e delle sue aspirazioni più vere. Il lettore coglie il percorso di ricerca dell'autore e nello stesso tempo è invitato a confrontarsi con il proprio cammino. È una lettura che non lascia indifferenti, che costringe ad interrogarsi, a mettersi in gioco. Il tema del "cammino personale" è infatti molto presente. In qualche modo possiamo dire che diventa il luogo dell'anima: nel suo procedere la persona ritrova se stessa, la sua anima, il suo essenziale. I suoi scritti ci fanno così gustare 'antichi sapori' aperti comunque alla novità, adeguati al tempo d'oggi." (Don Arturo Cecchele Vedelago)
Oggi si parla molto di crisi, nei più diversi campi del vivere e del pensare. Il termine di solito indica una situazione d'incertezza e di difficoltà, sul piano individuale o comunitario. Il volume di Pernigotto intende riflettere sull'esperienza della crisi, non solo ampliandone il significato, ma anche apprezzandone l'utilizzo nei vari ambiti della vita umana (politico, economico, antropologico), e soprattutto coniugando la crisi al discorso propriamente morale. In altre parole ci si chiede se l'agire morale non sia di per sé un agire critico
"Se qualcuno vuole venire dietro di me... prenda la sua croce ogni giorno e mi segua", dice Gesù. La croce non si "porta" solo un istante, in una sola situazione, in vicende esclusive della nostra esistenza. Portare la croce è di ogni giorno, è nella sequela quotidiana, che si dona se stessi interamente. Ma il cristiano sa che la via verso il Calvario non è eterna, perché oltre la morte c'è la vita eterna...