Che cos'è la Qabbalà? Rispondere è complesso: il termine si riferisce a un vasto panorama di speculazioni dottrinali, pratiche liturgiche e strutture spirituali che sfuggono a qualsiasi definizione univoca. Ma è partendo da quest'interrogativo che nel volume prende avvio un percorso alla scoperta di una dottrina assai variegata, frutto dell'adattamento di materiali antichissimi a situazioni sociali in costante evoluzione. Un itinerario nello spazio e nel tempo che privilegia il ruolo svolto dalla nostra penisola nella diffusione della sapienza ebraica segreta e nello sviluppo delle sue diramazioni cristiane.
Nell’epoca in cui tutto è diventato user-friendly, quella della fede rimane un’avventura impegnativa e per questo degna della libertà. La prosa cristiana - comprensibilmente, in un tempo complesso come il nostro - ha preferito tacere il tema e rassicurare tutti: una certa retorica, poco accorta, rischia però di banalizzare l’insegnamento esigente di Gesù. Questo libro non offre soluzioni, ma è un invito a riscoprire la bellezza e i pericoli del cristianesimo. Forse, così, smetteremo di pensare che credere in Dio, una delle questioni che ha impegnato l’umanità per millenni, significhi confrontarsi con orizzonti di piccolo cabotaggio. Occorre piuttosto esporsi alle radicali domande che il vangelo pone al nostro modo di stare al mondo. Di attraversare i pericoli del cristianesimo ne vale senz’altro la pena: quando ci si cimenta con il difficile, la vita è sottratta alla legge della necessità e dischiude l’incanto che custodisce sotto la sua dura scorza.
Per mezzo secolo l’Occidente ha basato la sua crescita economica su settori immateriali come servizi, finanza, proprietà intellettuale, economia della conoscenza. Non era sbagliato, ma dalla pandemia agli odierni conflitti, le tensioni globali ci costringono a rivedere quella certezza: l’economia immateriale poggia su risorse concrete, in molti casi rare e concentrate. Dall’intelligenza artificiale alle reti, dalla transizione verde alle «catene» delle materie prime, ciò che sembrava incorporeo rivela radici profondamente materiali. Non siamo passati «dagli atomi ai bit», siamo in un mondo che ha bisogno di entrambi, simultaneamente e in misura crescente. La poliedrica analisi contenuta nel volume suggerisce una rotta per orientarsi.
Sette minuti. Tanto dura il discorso di un sedicenne dalla finestra dell'Angelus. Sette minuti che lasciano attonita piazza San Pietro, fanno crollare i mercati e spaccano le opinioni pubbliche di mezzo mondo. I governi si dividono. I servizi segreti si mobilitano. E qualcuno, molto in alto, decide che quel ragazzo deve tacere. Giovanni non ha alleati, non ha un piano, non ha nulla. Ha solo una certezza che gli brucia dentro: i "segni" ci sono tutti e il tempo sta per scadere. Il Vaticano lo protegge. Ma al novantesimo piano di un grattacielo di Manhattan, dodici uomini che governano il mondo architettano un piano per neutralizzarlo. Un miliardario americano e un tecno-profeta - armati di algoritmi, criptovalute e un progetto segreto per abolire la morte biologica - lo convocano a Bruxelles per un'offerta che non può rifiutare. Giovanni rifiuta. La guerra esplode. Le città bruciano. Le intelligenze artificiali si ribellano. Una giornalista che ha fiutato il più grande complotto della storia lo segue nel caos globale, decisa a raccontare la verità al mondo, anche a costo della vita. Tutto sembra perduto. Ma la notte di Natale del 2033, alle tre del mattino, ogni schermo del pianeta si accende. Anche quelli spenti. E mostra un Volto. E nulla - nulla - sarà più come prima.
Nel tentativo di conciliare la presenza del male nel mondo con la sua creazione a opera di un Dio che è amore, prendendo in considerazione dapprima il mondo fisico, poi i vegetali, gli animali e l'uomo, l'autore giunge a formulare una ipotesi sull'esistenza di Dio soffermandosi sulla sua caratteristica principale cioè l'amore. Considerando la natura del male fisico, e perciò esaminato il mondo fisico e le sue caratteristiche, poi, gli esseri viventi, vegetali e animali, mettendo in risalto che non hanno nel loro modo di agire alcuna libertà, ed infine l'essere umano e la sua duplice natura materiale e spirituale, l'autore afferma che le relazioni umane, che permettono alla persone di vivere in modo associato, frutto di scelte libere, si ispirano e traggono la loro linfa vitale da una tensione verso il bene che è una espressione della natura divina cioè l'amore.
A sessant'anni dalla chiusura del Vaticano II, Enrico Finotti propone una riflessione profonda che analizza l'evento conciliare da prospettive singolari e necessarie per coglierne l'autentico equilibrio. Attraverso l'esame del magistero di Giovanni XXIII e Paolo VI e della natura "pastorale" dell'assise, l'autore indaga il delicato passaggio dal rinnovamento del linguaggio alla custodia del dogma. Il testo non intende sminuire la portata del Concilio, ma analizzare criticamente quel processo che, talvolta distaccandosi dalle direttive autentiche della Chiesa, ha favorito derive secolaristiche e indisciplina. Con rigore teologico, Finotti invita a riscoprire la continuità del magistero perenne, proponendo un ritorno alla "sana dottrina" per superare le ambiguità del post-concilio. Un'opera essenziale per chi desidera comprendere il vero volto del Concilio e ritrovare il primato di Dio e del culto sacro nella vita cristiana.
Alla fine del IV secolo, Girolamo decise di tradurre l'Antico Testamento in latino dai manoscritti ebraici a lui disponibili, e non dal testo greco "tradizionale". Questo fatto provocò la reazione di Agostino, il quale riteneva che la traduzione greca della Settanta dovesse essere il punto di partenza per ogni traduzione, poiché godeva dell'autorità degli apostoli. Le due grandi figure dell'Occidente latino si confrontarono in un dibattito dialettico in cui si delineavano chiaramente i due principi in tensione che hanno determinato l'accoglienza del testo biblico fino ai nostri tempi: il valore del testo "originale" ('hebraica veritas') e l'autorità del testo recepito dalla Chiesa ('Septuaginta auctoritas'). Di fronte a questa "battaglia" si pongono alcune questioni molto attuali: è possibile parlare di un testo canonico dell'Antico Testamento? In quale lingua si trova quel testo? Su quale testo dovrebbero basarsi le nostre traduzioni liturgiche? Esiste un testo "originale" della Bibbia? Può una versione antica diventare superiore al testo che traduce? Qual è il valore della Settanta?
Lettura e commento di "A Diogneto" (II secolo d.C.) uno dei testi più antichi ed enigmatici della tradizione cristiana che ha molto da suggerire ai cristiani del nostro tempo.
Un caffè straordinario, un aperitivo clandestino, un rooftop grandioso, una notte sotto gli affreschi della più bella villa di Roma, percorrere la via Appia in bicicletta, un picnic in un magnifico giardino, cenare all'interno di una pescheria, assaporare una delle dieci pizze migliori del mondo, fare una pausa nella frescura di un chiostro segreto nel cuore di Roma, dormire in un hotel dal design splendido e raffinato ricavato da un antico convento… Hotel esclusivi, ristoranti d'eccezione, bar nascosti, passeggiate segrete… L'Altra Guida offre una selezione raffinata ed eclettica per ogni budget. Pensata sia per i viaggiatori che per gli abitanti, svela indirizzi scelti con cura da autori locali, dove ogni luogo promette una scoperta fuori dai soliti percorsi, lontano dalla folla. Un nuovo modo di vivere l'arte del viaggio.
Questo testo è il frutto di una lunga ricerca spirituale ed ecumenica che si è arricchita negli anni da tante esperienze di prossimità vissute già all’inizio degli Anni ’80 presso i principali monasteri ortodossi della Romania, rivolgendo una particolare attenzione al monastero di Sâmbăta de Sus e alla sua potente irradiazione mistica e culturale. Tra le tante esemplari figure della spiritualità ortodossa romena, la scelta si è concentrata su tre eminenti testimoni, ancora quasi sconosciuti in Occidente, ovvero: p. Arsenie Boca (proclamato santo nel 2025 dalla Chiesa Ortodossa Romena), p. Teofil Părăian e la monaca poetessa Zorica Lațcu (maica Teodosia), della quale si offre in questa raccolta una scelta significativa delle sue poesie, di particolare bellezza e potenza evocativa. Ripercorrendo la testimonianza biografica e spirituale di queste figure, presentando testi scelti e inediti, possiamo metterci in cammino lungo sentieri di ineffabile bellezza, verso l’incontro con Dio attraverso il mistero dell’amore. L'insieme della raccolta offre uno scorcio di straordinaria sapienza e bellezza sull'esperienza mistica e monastica dell'Ortodossia romena, mostrando alcuni tratti fondamentali della "paternità" e "maternità" spirituale, nella luce di un cristianesimo filocalico che rischiara l'orizzonte del nostro tempo presente.
In un’epoca di crisi strutturale che da tempo investe l’Occidente, il volume intende offrire approfondimenti molteplici sulla questione del potere quale elemento decisivo di tale crisi: ne esplora i vari ambiti in cui si manifesta o si cela e le modalità con cui si forma e accresce. Quale risposta nonviolenta può essere attuata da parte dei singoli
e delle comunità? La scelta della nonviolenza attiva, là dove autenticamente vissuta e praticata, è in grado essa stessa di
esercitare un grande potere trasformativo, personale e collettivo. Essa pone al centro la partecipazione e la responsabilità che contrastano le concentrazioni di potere, contro ogni sistema oppressivo e contro la preparazione e l’attuazione di qualsiasi guerra. Il testo è stato pensato quale laboratorio di idee e di pratiche, e si connota per essere un work in progress aperto. Auspichiamo che possa essere
utilizzato quale strumento per dibattiti e lavori di gruppo, in modo tale che la riflessione continui e sia generativa di impegno condiviso.