A ottocento anni dalla morte di san Francesco d'Assisi si può dire che la sua vita e il suo pensiero hanno generato molti frutti ma anche semi in attesa di fioritura. Tra questi ci sono concetti diversi, come l'Altissima Povertà e la Fraternità, che interrogano il presente e, in particolare, l'economia e il pensiero economico contemporanei. Questo volume è una raccolta di contributi che offrono alcuni spunti a partire da domande ineludibili: quanto è rimasto della profezia francescana e di Francesco nell'economia di oggi? Quali frutti e quali semi pongono in discussione i valori del sistema economico globale? Se la profezia è contemporaneamente un "già" e un "non ancora", cosa è stato fatto e cosa c'è da fare perché il pensiero e l'azione economica si incontrino con le parole "scandalose" di san Francesco? Domande impegnative che richiedono risposte scientificamente rigorose ma anche dal taglio divulgativo, affinché la profezia non rimanga strumento per pochi eletti ma diventi punto di vista attraverso il quale interrogare, ed eventualmente cambiare, il presente. Prefazione di Stefano Zamagni. Postfazione di Domenico Sorrentino.
Il volume, frutto della ricerca per il conseguimento del dottorato in Diritto Canonico, si inserisce nello sguardo rinnovato sul matrimonio e sulla famiglia, inaugurato dall’esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia. Leone XIV, nel messaggio del 19 marzo 2026 in occasione del decennale della promulgazione, raccogliendo i frutti del discernimento operato dal suo predecessore Francesco, ha ribadito la necessità di custodire l’attenzione pastorale alle famiglie, le quali in modo speciale e specifico partecipano alla missione della Chiesa, tanto da convocare per l’ottobre 2026 i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo sul tema dell’annuncio del Vangelo alle famiglie oggi e sulle prassi delle Chiese locali. La prospettiva particolare del processo canonico per la dichiarazione di nullità matrimoniale, ed in essa la valutazione del fondamento antropologico della prova peritale, pur non essendo ambiti specificatamente pastorali, hanno una necessaria componente pregiudiziale, perciò da assumere nel vissuto delle parti coinvolte e da sviluppare nel contesto tecnico della procedura. Il lavoro presenta la prospettiva interdisciplinare come sede propria per il raggiungimento della verità sul vincolo matrimoniale, tenendo conto dell’unità della persona e dell’ottica collaborativa tra scienza e diritto. Esattamente in questa visione di cooperazione interdisciplinare, si è studiato il contributo della psicologia di padre Agostino Gemelli e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo le proposte del personalismo funzionalista gemelliano e il modello relazionale-simbolico della scuola dell’ateneo, in piena continuità con la visione conciliare del Vaticano II. L’ingaggio di padre Gemelli ha permesso di produrre uno schema nuovo, adeguato rispetto all’antropologia cristiana, eventualmente ripetibile, in cui trovare una prospettiva scientifica idonea alla visione integrale della persona coinvolta nel processo, destinataria non soltanto della verità del procedimento ma anche della salvezza sempre possibile. Il luogo del processo canonico si rivela come incontro tra verità, giustizia e misericordia: tre vie per comprendere tutta la realtà degli uomini e delle donne che vivono l’amore nel sacramento del matrimonio e ne scoprono la vulnerabilità.
Sulla soglia di una locanda, un viandante consegna a un albergatore un uomo ferito e qualche denaro. È la fine, non l'inizio, della parabola del buon Samaritano. È anche la scelta narrativa che fa Rembrandt nell'incisione del 1633 conservata a Londra. Marie Grand parte da quel dettaglio per dirci quel che la tradizione cristiana ha pensato più raramente: l'albergatore non è una comparsa, ma è l'altro volto dell'amore. Davvero si può amare tutti? Per Grand questa domanda nasconde due richieste molto diverse, che continuiamo a confondere: amare ciascuno senza distinzioni e amare tutti insieme. La prima è la sfida del buon Samaritano, l'incontro che cambia la geografia dei legami. La seconda è la sfida dell'albergatore: l'amore che si fa istituzione (ospedale, scuola, casa di riposo, mensa dei poveri... ). Non carità, ma giustizia. La filosofia francese mostra che le due figure non si oppongono, ma anzi si reggono a vicenda: senza buoni Samaritani, le istituzioni si addormentano; senza buoni albergatori, l'amore eroico non sostiene il peso della miseria del mondo. Una rilettura sobria e originale, che restituisce dignità al lavoro silenzioso di chi tiene aperti gli alberghi del mondo.
Che queste pagine possano prendersi cura di chi si prende cura, facendoci sentire più prossimi, accompagnati e accompagnatori sulla stessa barca dell'esistenza. Perché non possiamo stare bene accanto al letto sacro di una persona che soffre se anzitutto non ci confrontiamo con i nostri vissuti, con le nostre emozioni, con le nostre esperienze personali prima ancora che professionali, intorno ai temi della cura, della morte, della malattia.
Un libro ardente e ispirato che riflette su come, in tempi difficili come quelli attuali, possiamo riconoscere un fuoco divino nascosto sotto le ceneri, ispirandoci alle grandi figure della spiritualità e della mistica di tutti i tempi. Il fuoco è visto come un elemento dinamico che unisce odio e amore, distrugge e crea, e simbolizza la comunicazione tra Dio e l'umanità. Le parole della Bibbia e delle maestre e dei maestri spirituali danno forma a un invito a vivere l'esperienza del Roveto ardente, simbolo della rivelazione di Dio, e a seguire il cammino dalla Torah all'Anástasis, il compimento della storia umana in Cristo.
Oggi, che cosa sta a cuore alla vita consacrata? Questa domanda ha accompagnato il 50° convegno del Claretianum. È un interrogativo che rimanda ad un altro, molto più radicale, che costantemente deve porsi ogni discepolo e discepola di Gesù: Chi sta nel nostro cuore? Chi muove davvero le nostre scelte? La vita consacrata è oggi preoccupata e agitata da molte cose, ma non deve dimenticare qual è la vera inquietudine. In vario modo, i contributi del volume cercano di ridire come il cuore si inquieti nella ricerca di Dio e nel servizio del prossimo, perché, come ha ricordato papa Leone inviando la sua benedizione, è «da un'autentica esperienza del Signore» che «scaturiscono slanci generosi di carità».
«Pregate sempre, senza stancarvi» dice Gesù ai suoi. Il volume traccia un percorso che, attraverso l'interpretazione dei salmi, permette di rallentare e concedersi uno spazio meditativo nella propria quotidianità, rileggendo le proprie giornate e il proprio vissuto. Don Davide si rivolge a tutti coloro che, pur avendone grande desiderio, non sono sempre in grado di avvicinarsi alla preghiera nei modi e nei tempi che desiderano. Le parole della Scrittura e del Vangelo si intrecciano assieme ai salmi, a riflessioni nate da incontri, esperienze, conversazioni e offrono parole di consolazione per sostare, nella vita di ogni giorno, alla presenza del Signore.
"È bello rimanere invischiati in una ragnatela di parole. Con Tonino Guerra accadeva e accade sempre. Le sue parole, profferite da una voce di narratore senza tempo, Omero di campagna, lontano dal fragore del mare e dal candore delle cime innevate coi piedi pesanti e le mani rugose del contadino, costruivano un’intelaiatura invisibile da cui non volevi più scappare. C’eri dentro con tutto te stesso e non volevi andare, lì desideravi restare. L’incantesimo si ripeteva anche quando il racconto era ben noto e già impresso nella memoria più o meno recente. Anche quando la sua storia era la stessa da trent’anni ma mai uguale. Cuore parlava a cuore, mente a mente, voce e sguardo dirette come lance a orecchie e occhi, arrivando a colpire anche quelli talvolta un po’ distratti, intanto il filo prezioso di seta luccicante andava costruendo la ragnatela. Ora, con questo libro dal peso specifico leggero, lo dico solo perché ha poche pagine, anche coloro che non hanno avuto la fortuna e il piacere di avvicinarlo o di leggerlo, potranno sfiorarlo con lievità, senza l’impegno di una lettura concentrata come richiede la poesia, determinata come vuole un racconto lungo o un romanzo. Vi è contenuta una raccolta di aforismi e di massime, pensieri conclusi e maturi, che ha donato nel corso della sua lunga vita, proposta in una selezione costruita graficamente per tematiche, così da tramutarsi in un invito stimolante a entrare nel mondo di un autore nato con la camicia del narratore".
GERMANA BORGINI, nata a Sogliano al R. (FC) il 26/5/52, da madre Zani Maria e padre Giuseppe, trascorre infanzia e adolescenza a Rimini, coniugata nel '70 con Franceschi Faliero diventa santarcangiolese, ha due figli Fabiano e Franco e quattro nipoti Pietro, Rocco, Lorenzo e Leonardo, per anni si è dedicata al volontariato con un gruppo di amici, ha collaborato con la Provincia di Rimini per l'iniziativa "in zir per la Rumagna - ricordando Marco Magalotti" scrivendo testi dialettali e recitando insieme al gruppo della Valmarecchia, per poi terminare con una commedia casalinga "I Palétt" scritta, recitata con il gruppo Passioninsieme. Con lo stesso gruppo ha curato la pubblicazione "Du pàs tra i déti", raccolta di detti romagnoli e "La Bionda ad Santarcanzal ad Rumagna - Zuola da aqua" all'interno pubblicate due prime sue poesie dialettali. Oltre alla passione per la poesia dipinge per hobby, volontaria Pro Loco locale, ha lavorato come istruttore amministrativo presso Ufficio Tecnico del Comune di Santarcangelo di Romagna, ora è in pensione. Ha pubblicato: nel 2013, "E' mond datonda" (il mondo attorno) frutto di una vincita di un concorso a Ravenna; nel 2017, "Sénza vultès indri" (Senza voltarsi indietro) Editrice La Mandragora, prefazione di Paolo Borghi e due parole di Gianni Fucci; nel 2020 "Acsè al Doni" (Così le donne) postfazione di Ennio Grassi, Il Vicolo Editore Cesena nel 2021 "Sgarnè e' témp" (sgranare il tempo) prefazione di Gianfranco Lauretano editore Il Vicolo Cesena; nel 2024 "Tin bota" (resisti) nota di lettura di Francesco Gabellini, (lettera dell'attore/regista Fabio De Luigi) Pazzini Editore Verucchio.
Dopo l'Editoriale nel quale Elena Beccalli, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, propone la prolusione tenuta in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Massimo Epis introduce il percorso di ricerca documentato in una serie di articoli che intendono illustrare tratti salienti del panorama teologico contemporaneo in Europa: intervengono Michael Quisinsky, Robert Cheaib; Arnaud Join-Lambert, Martin McKeever, Marinella Perroni, Jean-Pierre Sonnet. Il quaderno 1/2026 di "Teologia" inaugura una serie di contributi che intendono celebrare i cinquant'anni di vita della rivista.
In questo libro intenso e provocatorio, l'autrice accompagna madri e padri in un viaggio profondo dentro sé stessi, là dove nascono le radici invisibili del loro modo di educare. Attraverso un'analisi lucida e senza sconti, viene esplorato come la maturità emotiva, la capacità di ascolto e il vissuto personale possano influenzare — spesso inconsapevolmente — la crescita dei figli. Quante volte, senza accorgercene, chiediamo ai nostri bambini di colmare vuoti che non appartengono a loro? Quante volte comportamenti apparentemente innocui nascondono il bisogno dell'adulto di trattenere, invece che accompagnare? Al centro di questa riflessione emerge il delicato e spesso frainteso concetto di "seduzione" in ambito genitoriale: non come provocazione, ma come dinamica sottile che rischia di mettere i bisogni dell'adulto davanti a quelli del bambino. Un invito potente a invertire la prospettiva: rimettere il bambino al centro, con i suoi desideri autentici, e riscoprire il ruolo del genitore come guida capace di "tendere verso la vita". In queste pagine è nascosto un prezioso e rivoluzionario repertorio di gesti affettuosi, per riscoprire il valore delle coccole come fondamento di una relazione sicura, rispettosa e profondamente nutriente. Un libro che non offre risposte facili, ma apre domande necessarie. E che può cambiare, nel profondo, il modo di essere genitori. Prefazione di Roberta Giommi.
Bastano qualche foglio di carta e delle matite colorate per catturare l'attenzione di un bambino. A volte, per la disperazione di genitori e educatori, non serve neppure il foglio: qualunque superficie è adatta. Che sia mezzo di intrattenimento o di involontario vandalismo, il disegno dei bambini è però soprattutto espressione della loro personalità, del loro mondo interiore, delle problematiche che spesso non sanno esprimere a parole. Esperta psicopedagogista, Evi Crotti ci guida in un'agile panoramica dei significati nascosti in una selezione di disegni realizzati da bimbi e bimbe che ha incontrato in prima persona. Partendo dagli scarabocchi per finire con i disegni più strutturati, nessun dettaglio viene trascurato. Dopo aver chiuso il libro, non potremo fare a meno di guardare con occhi diversi le immagini disegnate dai piccoli e di entrare nel mondo nascosto che hanno deciso di mostrarci. Prefazione di Simone Bruno.