Valido ed agile sussidio che tratta esclusivamente gli aspetti concreti della pratica del digiuno presentando quattro modalità: digiuno della Chiesa, a pane e acqua, a base di liquidi, completo (si beve solo acqua). Il digiuno aiuta a scoprire i valori più nobili della nostra anima.
Un libretto che in poche pagine espone esclusivamente gli aspetti concreti della pratica del digiuno. L’autore si sofferma su quattro modalità, a suo avviso, le più vantaggiose:digiuno della Chiesa; a pane e acqua; a base di liquidi; completo (si beve solo acqua). Un valido e agile sussidio per comprendere che il digiuno aiuta a scoprire i valori più nobili della nostra anima: la spiritualità, la meditazione, la volontà cosciente. Il digiuno c’innalza.
Destinatari
Tutti.
Autore
JONAS ABIB (São Paulo, Brasile 1936), dal 1964 sacerdote, nel 1971 entra a far parte del Rinnovamento Carismatico Cattolico. Nel 1978 fonda la comunità «Canção Nova» nello stato di São Paulo del Brasile, un’associazione di giovani, religiosi e coppie sposate che ha come obiettivo quello di evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Abib, apprezzato conferenziere, tiene ritiri spirituali e seminari in Brasile e nel mondo. Tra le sue pubblicazioni, tradotte in italiano tutte da San Paolo, segnaliamo: La Bibbia giorno per giorno (2011), Cammino verso la santità (2012), Guariti per amare (2012).
Contenuto
Mai come oggi la società cerca di sfuggire la fragilità, e mai come oggi la alimenta. Gli autori in questo libro hanno raccontato le loro testimonianze, le loro diagnosi, le loro esperienze intime di fragilità. Affrontando di volta in volta temi come la malattia, l’handicap, il lavoro, la povertà o la gioventù in difficoltà, esprimono la necessità di cambiare il punto di vista, l’approccio al problema. Il testo invita ad accogliere la fragilità umana nella sua interezza e a coglierne gli aspetti positivi e fecondi. È una sfida da affrontare sia a livello sociale che individuale, una sfida capace di speranza. Interventi di Marie-Hélène Boucand, Jean-Paul Delevoye, Guillaume de Fonclare, Bruno Frappat, Julia Kristeva, Michela Marzano, Jean-Marie Petitclerc, Bruno Tardieu, Jean Vanier.
Destinatari
Tutti.
Autore
Érik Pillet ha svolto gran parte della sua attività professionale in grandi imprese come direttore del personale e consulente di gestione aziendale. È impegnato nell’Arca di Jean Vanier da più di trent’anni. Si è occupato delle comunità africane e in seguito dell’Arca in Francia, di cui è stato presidente dal 2004 al 2011. È anche il fondatore della comunità dell’Arca di Tolosa, di cui oggi è direttore. È coautore di Guide pratique de l'entreprise sociale et solidaire (Eyrolles-Les Échos, 2011).
Descrizione
La storia di un ragazzo che, diventato sacerdote, ha consacrato la sua vita ai giovani affinché nessuno si sentisse abbandonato o dimenticato e tutti avessero accanto dei veri amici per crescere sereni e incontrare Dio. Don Bosco sa cosa serve perché ciascuno possa trovare la propria strada: lo studio, il lavoro, l’allegria, la preghiera e la carità.
Il suo insegnamento è ancora vivo e continua a dare i suoi frutti nell’educazione e nella formazione dei giovani.
L’autore
Bruno Ferrero, salesiano, si occupa di educazione e catechesi. È autore di molti e fortunati libri di storie per bambini e adulti e di molti sussidi catechistici tradotti in molti paesi. Recentemente ha pubblicato per Elledici: Dieci buoni motivi per essere cristiani (e cattolici), C’è ancora Qualcuno che danza (2009), La Chiesa raccontata ai bambini (2011) e L’allodola e le tartarughe (2011).
L’illustratore
Mirella Mariani, lombarda, classe 1978, ha due gatti neri e una bicicletta. Ha pubblicato pratica- mente con chiunque da Paoline a Mondadori, da Piemme a Einaudi, da Fabbri a De Agostini.
Agata era una giovane donna molto bella e ricca, che aveva deciso di dedicare la vita a Gesù, vivendo come sua sposa, impegnandosi con entusiasmo nella piccola comunità di cristiani di Catania. Ma per difendere questa sua scelta, dovette affrontare il crudelissimo Quinziano. Età di lettura: da 5 anni.
Il libro è il frutto di un viaggio culturale fatto in Germania da un gruppo di amici (la Comunità di San Leolino). Ogni capitolo è il resoconto di una tappa geografica, culturale e spirituale in terra tedesca. Si passa da Rothenburg, città che evoca il grande passato medievale europeo; a Weimar, culla del romanticismo; a Buchenwald che, con il campo di concentramento, fu il teatro di una delle più terribili prove per il genere umano. Poi ancora lo splendore Barocco di Posdam, la meravigliosa Dresda, per finire al santuario mariano di Altotting, tanto caro a Benedetto XVI. In perfetto stile romantico, gli autori hanno compiuto un viaggio fuori e dentro sé stessi, alla ricerca di un`eredità spirituale: il contributo offerto dal popolo tedesco all`umanità in cerca del Divino.
Aprendo solennemente il Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII segnalava come l'oggetto dell'attesa ecclesiale fosse "un balzo innanzi verso una penetrazione dottrinale e una formazione delle coscienze" (Gaudet mater ecclesia, EV 1/55). Il "balzo innanzi" in quella direzione ha richiesto e richiede ancora un "balzo innanzi" della teologia stessa. L'Associazione Teologica Italiana, intende partecipare alle celebrazioni per i cinquant'anni dall'apertura del Concilio con la presente pubblicazione dedicata a ricostruire l'impatto del Vaticano II sul modo di fare teologia. La verifica del 'nuovo paradigma teologico' inaugurato dal Concilio è accompagnata da alcuni sondaggi relativi a temi particolari (il ritorno alle fonti, l'ecumenismo, la teologia della fede, la cristologia, il linguaggio, le reazioni nella teologia evangelica), proposti da teologi italiani che appartengono alla generazione successiva a quella di coloro che più direttamente hanno vissuto l'evento conciliare. Seguono poi alcuni saggi dedicati alla recezione del paradigma conciliare nella teologia italiana, nei paesi dell'Est-Europa dopo il 1989 e nell'area latinoamericana.
Il noto giornalista del TG1 riflette sulla parola «sobrietà», a partire dall’icona biblica del roveto ardente, narrata nell’Esodo. Attraverso considerazioni attinte dal vissuto personale e dall’esperienza della propria famiglia, insieme a un’attenta analisi del nostro tempo, Valli ci consegna un percorso che rappresenta un contributo prezioso al dibattito sul futuro che ci attende.
«L’uomo sobrio apprezza e pratica l’umorismo; non è un uomo noioso. Non essendo attaccato alle cose, sa prenderne le distanze vedendone il lato comico e strano. Il che vale anche nei confronti degli altri e di se stesso. Chi non sa ridere di se stesso vive male. Prendersi troppo sul serio vuol dire condannarsi all’insoddisfazione e all’infelicità.»
Aldo Maria Valli (Rho 1958), è giornalista e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza professionale presso il quotidiano «Avvenire», lavora in Rai, prima nella sede di Milano e poi a Roma, come Vaticanista. Sposato, ha sei figli.
Pizzul, noto giornalista milanese, riflette sulla parola «lavoro» a partire dall’icona evangelica della croce. Un percorso intenso, alla scoperta del significato dell’opera umana, in relazione al vivere comune e nell’orizzonte di una città solidale.
«Quando ogni certezza sembra crollare, quando la mancanza di lavoro mina alla radice la sicurezza di una vita fino ad allora serena, è necessario reagire evitando la solitudine e l’isolamento. Superare la sensazione di abbandono e mantenere legami di solidarietà è il primo necessario passo per non cedere alla disperazione. […] Nessuno può sottrarsi a questa sfida. Vivere con pienezza il proprio lavoro significa costruire la città e consolidare quelle relazioni invisibili che ci rendono più forti, perché meno soli, di fronte alle difficoltà e alla crisi.»
Fabio Pizzul (Cormons 1965), giornalista, già presidente dell’Azione Cattolica di Milano, dal 1998 ha diretto Radio Marconi, emittente della diocesi di Milano e dei Paolini. Sposato, ha quattro figli.
Introdurre i piccoli alla fede è una sfida affascinante e difficile, che oggi, come negli anni immediatamente seguenti il Concilio Vaticano II, necessita di tante risorse, energie e creatività.
Si tratta di comprendere i segni dei tempi e ascoltare la Parola in modo sempre più approfondito, per coltivare una Chiesa che sia popolo di Dio, tutta quanta educante e testimoniante, perché anche il mondo dei ragazzi possa essere scandito dal ritmo della liturgia.
Temi sviluppati in queste pagine e consegnati agli educatori, ai genitori, ai catechisti, a sacerdoti e ai responsabili delle comunità cristiane per aiutarli a ridire la fede alle nuove generazioni.
Del Debbio affronta la parola «libertà» a partire dall’icona biblica dell’Eucaristia. Una riflessione accurata che affonda le sue radici nel dibattito teologico e antropologico, fino a interrogarsi sul dramma e sulle sfide della libertà in ambito personale e politico.
«Il sorvolo sulla libertà come dramma, come tormento ci porta al cuore della questione personale e politica. Per un cristiano, la libertà è il patrimonio che Dio gli ha messo nelle mani creandolo e affidandogli il proprio destino. Questa è la fonte del rispetto, fino alla venerazione, cui l’uomo è tenuto nei confronti della libertà altrui: lo stesso di Dio per la libertà umana. A partire da quella del suo Figlio.»
Paolo Del Debbio (Lucca, 1958), giornalista e conduttore televisivo, professore a contratto di Etica ed economia e Etica della pubblicità all'Università Iulm di Milano, è editorialista de «Il Giornale» e di TgCom, ed è noto al grande pubblico come opinionista e commentatore in varie trasmissioni televisive.
Un sussidio dedicato ai 14enni, che affronta in modo simpatico e coinvolgente gli articoli del Simbolo degli apostoli, per penetrare in profondità il contenuto della fede cristiana.
Il materiale proposto, volutamente abbondante, è a disposizione degli educatori che saparanno selezionarlo e utilizzarlo adattandolo alle esigenze dei ragazzi e al loro contesto.
Il percorso si snoda in otto tappe e offre, per ciascuna, un'attività, un gioco, un riferimento alla Parola di Dio, un breve commento, un simpatico racconto a episodi e l'indicazione di una preghiera e di un impegno per la settimana. Perché ogni ragazzo possa arrivare ad affermare con convinzione: "CI CREDO!"
È difficile spiegare cosa si prova quando si salta con l’asta, ma è magnifico «dare del tu» al cielo, staccarsi da terra, sospesi in aria, anche se alla fine si è costretti a ricadere. Bisogna essere un po’ matti per accettare l’azzardo e condividere la follia di andare un po’ più su, verso quel cielo che chiama e affascina.
È l’invito contenuto in questo libro: non accontentarsi, ascoltare il richiamo di quel Padre che sta nel cielo ad arrivare lassù, un centimetro alla volta, ad un’altezza della propria vita mai provata ma possibile. Per farlo serve un buon allenamento, giorno dopo giorno, per un mese intero, come fanno i grandi atleti che si preparano alla gara.