Un simpatico ulivo parlante è il protagonista di questa drammatizzazione con sette canzoni sul tema della Pasqua, delle tradizioni e dei simboli che la rappresentano: la colomba della pace, le campane, le uova decorate e quelle con la sorpresa...
Le canzoni sono vivaci e coinvolgenti e arricchiscono la recita con suoni e gioiose atmosfere.
Dedicata ai bambini dell’età della scuola dell’infanzia e del primo biennio della primaria, questa proposta è utilizzabile sia a scuola, sia in parrocchia, ed è un’occasione per acquisire conoscenze e valori, per imparare a lavorare insieme e festeggiare l’arrivo della Pasqua e della primavera grazie al gioco del teatro e della musica.
Contenuti del Cd
• Sette canzoni e relative basi musicali.
Contenuti del liBro
• Copione teatrale, testi e partiture delle canzoni (28 pagine).
titoli CanZoni
Din don din don dan Albero antico Oggi è Pasqua Bella colomba bianca La festa delle uova La primavera è arrivata Buona Pasqua a te Basi musicali delle canzoni
autori annarosa preti. Insegnante di scuola dell’infanzia, dal 1993 è direttrice e coordinatrice della Scuola Materna e micronido “L. Passerini” di Brescia. Collabora, dal 1992, con le Paoline di Roma come autrice di progetti educativi, drammatizzazioni, testi di canzoni per bambini. livia sabatti. Suora paolina, ha frequentato il DAMS a Bologna; ha seguito la produzione artistica delle opere musicali Paoline per 15 anni. Ha prestato la sua collaborazione per oltre 10 anni alla trasmissione televisiva della Messa su RaiUno come aiuto regista. Ha pubblicato con Paoline alcuni lavori per bambini in qualità di autrice delle musiche.
Nel ventennale della scomparsa di Testori, BUR ripropone il fondamentale confronto dello scrittore con il fondatore di CL.
In un appassionato dialogo ormai divenuto una pietra miliare e ancora oggi di sconcertante attualità, due figure centrali della storia religiosa e letteraria del nostro Paese si confrontano sul mistero del venire al mondo come incontro con Dio: Giovanni Testori – intimamente coinvolto nella rifondazione dei temi cristiani – e don Giussani – il fondatore di Comunione e Liberazione capace di indicare a migliaia di persone un coraggioso percorso di fede – risalgono ai significati fisici e spirituali del nascere e mostrano la potenza della speranza cristiana nel capovolgere il nichilismo della società moderna. Nella sua passione autentica e generosa, Il senso della nascita affronta senza timore le ferite della contemporaneità e invita con forza il lettore a immergersi nella concretezza del vivere per riscoprire l’immensità che ogni uomo rappresenta.
Il presente volume raccoglie una serie di articoli sulla genesi della civiltà cristiana, scritti da Fabrizio Bisconti, stimato esperto di iconografia cristiana, e apparsi su L'Osservatore Romano tra il 2007 e il 2012. In particolare i contributi qui presentati sono suddivisi in tre capitoli (le storie, i monumenti e le figure) che hanno l'intento di delineare, secondo un'ottica interdisciplinare, le prime forme evolutive della Societas Christiana e delle sue manifestazioni scritte, architettoniche e iconografiche, portando così alla luce i volti e le gesta dei protagonisti dell'Antico e Nuovo testamento, dei Padri della Chiesa, della prima gerarchia ecclesiastica, ma anche i monumenti presenti nei luoghi di culto. Filo conduttore di questa raccolta di articoli è la documentazione iconografica, (di cui il volume offre una valida testimonianza grazie alle numerose immagini a colori) specchio immediato ed eloquente, attraverso il quale l'autore ha fornito uno strumento a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza dell'origine della civiltà cristiana.
Una “biografia doppia” in cui l’Autore intreccia – come in un romanzo – la vita di un protagonista della storia europea e quella della moglie, rievocando luoghi, personaggi, vicende e voci di un periodo storico che ha segnato la nascita dell’Europa moderna e il volto del cristianesimo come lo conosciamo oggi. Della vita di Caterina, a differenza del celebre marito, rimangono pochissime testimonianze oltre agli scritti di Lutero stesso e di qualche contemporaneo. Fu però una figura tutt’altro che marginale: in ventuno anni di vita in comune, l’ex monaca diede al marito sei figli; collaborò con lui come confidente e, in sua assenza, come alter ego, sovrintendendo da imprenditrice alla gestione dell’ex convento agostiniano di Wittenberg, dove ospitò alla tavola familiare professori, studenti e visitatori illustri. La prosa chiara e documentata e il particolare taglio narrativo dell’opera guidano il lettore a conoscere la figura e il pensiero di Lutero e a coglierne «la profonda religiosità» (Giovanni Paolo ii).
Quando ha inizio la fede nel cuore dell’uomo? Quando ha inizio l’esperienza della fede nella storia della salvezza? Quando, quella creatura che è uscita dalle mani di Dio, diventa davvero capace di risponderGli? Attraverso la simbologia dell’arcobaleno, «segno» dell’Alleanza e «luce» che porta in sé i colori della fede, il testo, sulla traccia del Catechismo, vuole contemplare la storia della salvezza nella storia tra Dio e ogni uomo: una storia d’amore, misteriosamente con- divisa, scritta «a due mani». E la mano dell’uomo, la mia mano, si chiama fede!
In occasione dei XXV anni della fondazione dell’A.Pi.C.E., l’Associazione Piemontese Contro l’Epilessia, le Edizioni CVS hanno pubblicato “Epilessia e pregiudizio”, di Enrico Richiardone. Un libro che guida il lettore lungo un percorso storico che va dalle antiche civiltà ai giorni nostri.
L’autore intreccia esoterismo, magia, religione, scienza e storia rendendo il volume “uno strumento di grande utilità per chiunque sia interessato ad approfondire l’argomento”, dice nella presentazione il professor Giuliano Avanzini, primario emerito dell’Istituto Neurologico Besta di Milano.
Se la scienza medica e i progressi della tecnologia degli ultimi trent’anni hanno raggiunto dei buoni risultati nella cura, non altrettanto si può dire nella conoscenza storico culturale. “Purtroppo – prosegue l’autore – la malattia è ancora avvolta da una coltre di ignoranza dalla quale emergono pregiudizi e false credenze che condizionano, ancora oggi, il vissuto delle persone con l’epilessia. Questa patologia, infatti, dice uno dei massimi studiosi di epilessia, l’americano William Lennox, è l’unica malattia per la quale, chi ne è portatore, soffre di più per l’atteggiamento che la gente ha nei suoi confronti che non per la malattia stessa”.
Ecco un piccolo volume divulgativo pubblicato in vista della prossima beatificazione del Venerabile Luigi Novarese (11 maggio 2013).
Curato dal giornalista Mauro Anselmo, il nuovo testo ripropone in una vivace e completa sintesi le tappe della vita e le opere di monsignor Novarese: dalle intuizioni sull’importanza della vita spirituale come sostegno terapeutico nel percorso di guarigione del malato, alle iniziative straordinarie realizzate con i pellegrinaggi a Lourdes, i laboratori professionali per i disabili, la fondazione delle associazioni: Lega Sacerdotale Mariana, Volontari della Sofferenza, Silenziosi Operai della Croce, Fratelli e Sorelle degli Ammalati.
Ricco di fotografie, molte delle quali inedite, il libro è agile, suddiviso in 13 capitoli, e presenta alcune significative novità. Ad esempio è indicato il percorso completo, con le date e gli episodi, del processo canonico che, iniziato il 17 settembre 1989, si è concluso ufficialmente il 19 dicembre 2011 quando, dopo l’inchiesta diocesana e la riunione plenaria dei cardinali, papa Benedetto XVI ha sottoscritto il decreto di riconoscimento del miracolo avvenuto per intercessione di don Luigi.
Nel momento in cui Benedetto XVI lascia il suo incarico, c’è un sentimento di riconoscenza che si leva spontaneo da parte di chi in questi anni si è nutrito della sua parola. Una grande eredità spirituale raccolta anche in un libro come questo – piccolo omaggio a un pontificato che lascia un segno durevole –, che delinea un percorso all’interno della sua opera. Il volume tocca tutti i temi cari a Papa Benedetto XVI: la fede (nell’anno da lui voluto), la ragionevolezza del credere e il suo rapporto con la ragione, il grande dono della Parola di Dio per i credenti e le persone in ricerca, la Roccia che è Cristo, la gratitudine per la presenza materna di Maria.
Il legame fra persona e Chiesa è uno dei temi oggi meno esplorati, ma potenzialmente tra i più fecondi del panorama teologico contemporaneo. Persona e Chiesa s’includono a vicenda: la Chiesa implica la persona come suo fondamento, la persona implica a sua volta la Chiesa quale destinataria dell’autocomunicazione definitiva di Dio in Gesù Cristo. In virtù di questo reciproco 'condizionamento' si comprende che la persona non è una realtà esterna alla Chiesa, ma un suo momento con-costitutivo. Le radici di tale correlazione affondano nell’humus biblico e si propagano, grazie a quei potenti mediatori culturali che furono i Padri della Chiesa, fino ad emergere in maniera potente nel dibattito filosofico-teologico del secolo breve. La presente ricerca si propone di svolgere un’analisi dei motivi e delle tematiche che hanno caratterizzato il cammino di formazione del concetto, talvolta, 'paradossale' di persona, mettendo in evidenza i suoi riflessi in ambito ecclesiologico, lungo un percorso analitico che tenterà di incrociare le tematiche maggiormente significative. La trama del volume si sviluppa nell’intento di porgere, a chiunque affronti questo sentiero, un’indicazione che collochi il percorso in un alveo ben definito, fino a suggerire, come esito naturale, tracce utili per una sua possibile rivisitazione sistematica.
Giona è come "Il Piccolo Principe" biblico, dal linguaggio semplice, da favola sapienziale, dal potenziale di una parola ironica, mite e leggera, capace di illuminare e guarire. La vicenda (parodistica) di un profeta fuggiasco dalla propria missione a Ninive, cupamente adirato e intristito per non condividere la volontà salvifica di Dio verso la capitale assira, responsabile tra le peggiori crudeltà perpetrate nel Medio Oriente Antico, ci dà una lucida diagnosi dei nefasti inconvenienti del risentimento. E insieme ci regala anche il brillante rimedio in due tempi, escogitato da Dio per questo suo "antiprofeta": prima una terapia umida, incalzante e terrificante, di una tempesta e di un pesce di enormi proporzioni -, che poi diventa una più ordinaria e minimale terapia secca - un alberello contro il sole cocente, un vermicello roditore, e infine il vento afoso, che fanno dire a Giona: "per me, meglio morire che vivere!". Chissà che quei sentimenti di Dio - grande e misericordioso per Ninive -, intollerabili agli occhi di Giona, in realtà possano risultargli assai più compatibili di quanto non pensi.
Il volume rappresenta l'ultima tavola di un trittico di pubblicazioni che il Seminario di Milano ha realizzato per cominciare a raccogliere preziosi frammenti della consistente eredità spirituale del card. Martini, scomparso il 31 agosto 2012. Il "filo rosso" che collega i tre volumi è costituito dal tema del discernimento. Il presente volume prende in esame gli atteggiamenti umani e spirituali previi a qualsiasi scelta vocazionalmente determinata: quella "disponibilità a 360 gradi", che il card. Martini ha spesso richiamato particolarmente di fronte ai cammini giovanili. Questo volume mette a disposizione di un più vasto pubblico gli interventi - in buona parte inediti rivolti ai partecipanti alle varie edizioni del "Gruppo Samuele". L'itinerario del gruppo assume valore esemplare per ogni autentico percorso spirituale secondo la volontà di Dio. Ogni vero cammino spirituale, cioè, non può che condividere l'obiettivo dell'itinerario qui delineato (discernere la volontà di Dio sulla propria vita) e dunque non può non riprodurne in qualche modo le caratteristiche salienti. Tra gli altri aspetti, va evidenziata la necessità di bandire l'improvvisazione, per assumere un metodo e uno stile di vita all'insegna della perseveranza. Il Cardinale insiste qui nell'offrire indicazioni pratiche e di metodo, che rappresentano condizioni necessarie per ogni giovane in vista di un fruttuoso discernimento.
Così diventiamo a nostra volta portatori della luce che viene da Betlemme e possiamo pregare fiduciosi: Adveniat regnum tuum. Venga il tuo regno. Venga la tua luce. Venga la tua gioia. (Joseph Ratzinger)