"Far ridere non è mai stato facile quanto oggi; tuttavia, i rischi sono così considerevoli che non possiamo più ridere alla maniera disinvolta di un tempo. È lecito pensare che la nostra epoca aggiunga una nuova dimensione al celebre motto molieriano: È un’impresa tutt’altro che banale quella di far ridere la gente per bene." La spontaneità del riso, la relazione tra chi ride e l’oggetto del suo ridere, la paura, quando si ride, di diventare ridicoli, il contagio della risata: la riflessione di Girard rivela la natura del riso per quel che è, un enigma e un miracolo. Per decifrare l’enigma, questo testo, che si apre descrivendo come il solletico sorprende il soggetto nei punti vulnerabili della sua anatomia, rompe con lo spirito "serioso" della filosofia. La gaia scienza di Girard, tematizzando l’innocenza del ridere, si fa beffe di una filosofia troppo sicura di sé. Così il sorriso autentico esclude che il riso sia un fattore di scissione; tende, al contrario, a creare legami, esprime forse un invito a ridere insieme.
Autobiografia di suor Azezet Kidane, missionaria comboniana eritrea che ha vissuto in diverse zone «calde» del mondo - Sudan, Etiopia, Eritrea, Israele e Palestina. Particolarmente importante la sua esperienza missionaria in Medioriente dove ha vissuto insieme alle popolazioni dei beduini e si è presa a cuore le vittime della tratta di esseri umani. Una vita avventurosa e piena di rischi, tra guerre e violenze, espulsioni, attentati scampati per un soffio e una carità vibrante a fianco delle persone più dimenticate e sofferenti.
Come vivere da cristiani nell’era digitale? Suona così la domanda da cui prende avvio Giovanni Ancona in questa sua rassegna sintetica delle dinamiche, delle opportunità e delle sfide poste dalla cultura digitale. A fronte delle nuove questioni etiche e antropologiche che quotidianamente vengono sollevate da più parti intorno alla tecnologia e al futuro degli esseri umani, quest’opera vuole far prendere coscienza della rivoluzione in atto per delineare in maniera rinnovata e critica, ma con un approccio positivo, il nostro vivere umano e cristiano. Dall’infosfera all’intelligenza artificiale fino al post- e al trans-umanesimo, il libro offre una riflessione teologica che sottolinea i compiti etici ed educativi che queste realtà impongono, ipotizzando infine un modo concreto con cui affrontare questo cambiamento culturale, per abitarlo da cristiani in modo critico.
Ogni giorno, in Italia, migliaia di cittadini - per lo più volontari - sono impegnati nella lotta allo spreco di cibo. Raccolgono le eccedenze da supermercati, mercati ortofrutticoli, aziende agricole e alimentari, piattaforme logistiche e negozi di vicinato, per poi ridistribuirle a chi ne ha bisogno. Come funziona questa filiera? Siamo sicuri che basti quest'importante azione svolta dal non profit per ridurre gli sprechi, contrastare la povertà alimentare e mitigare i cambiamenti climatici causati dall'iperproduzione?Con lo sguardo di chi è impegnato sul campo, il testo riflette sulle responsabilità degli sprechi e sul ruolo operativo, culturale e politico del non profit nella lotta allo spreco.
Le parole sono oro. La materia preziosa capace di custodire le storie. Aver cura delle parole nelle relazioni è un gesto di umanità, di responsabilità e partecipazione. Una parola non vale l'altra, i bambini e le bambine lo sanno per averlo imparato spesso sulla loro pelle. Le parole possono essere lievi e accompagnare ai voli, o pesanti taglienti schiaccianti. Possono essere luminose e misteriose, esatte o sciatte. Tra le pagine di questo libro è ospitato un percorso personale attraverso alcune parole. Un piccolo contributo ad allenare l'attenzione nello scegliere e nell'abitare le parole. Ogni parola un capitolo. Attorno ad esse si raccolgono racconti - aneddoti di esperienze vissute, come sottile filo rosso che tiene insieme - e fonti: letterarie (classiche e contemporanee), linguistiche, musicali, visive. Suggestioni per cercare.
Dove vanno a finire i soldi che diamo allo Stato? Perché il lavoro è tassato più delle rendite? Perché i nostri salari sono tra i più bassi d’Europa? Perché la benzina non cala quando scende il prezzo del petrolio? Molti di noi nella vita quotidiana si trovano ad affrontare piccole e grandi questioni dell’economia su cui raramente si hanno idee chiare anche perché la materia spesso è presentata in modo oscuro, con frasi fatte e pochi esempi pratici. Ecco la ragione principale di questo libro in cui Carlo Cottarelli offre finalmente risposte dirette e comprensibili ai molti dubbi che ci assillano. E, anziché basarsi su numeri, tabelle e formule, parte dalle domande che ci poniamo leggendo i giornali, facendo la spesa, pagando le tasse, per sfatare i falsi miti sul debito pubblico, il carrello della spesa, i costi della politica e la disoccupazione e aiutarci a comprendere i meccanismi della moneta, dei mutui o della finanza. Ci spiega così con semplicità, ma mai semplicisticamente, come funziona la pressione fiscale, quali sono le difficoltà di ridurre la spesa pubblica e perché gli economisti non prevedono (sempre) le crisi. E allarga infine lo sguardo allo scenario internazionale analizzando come la Cina è diventata la più grande economia al mondo, perché i rischi di una guerra tra le grandi potenze sono aumentati e come analizzare gli andamenti degli investimenti in oro o in criptovalute. «Il Pil misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta», diceva Bob Kennedy, ed è in parte vero, ma forse è meglio capire come funziona che demonizzarlo. Ecco perché è utile poter contare finalmente su un’Economia facile alla portata di tutti.
Dall’Alaska, ‘ultima frontiera’ nella quale svaniscono nel nulla migliaia di persone, all’Alabama e alla Georgia dei conflitti razziali, dalla rivolta dei Sioux del South Dakota contro le big oil all’Appalachia della povertà estrema dei bianchi, Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic, coniugi giornalisti, sono stati per vent’anni testimoni di straordinari cambiamenti. Arrivati nel 2004, hanno conosciuto un’America ottimista, orgogliosa, quasi euforica. Che, però, dopo il crollo finanziario e la Grande recessione del 2008-2009 ha smesso di credere nelle istituzioni e di fidarsi delle élite. Un Paese sempre più insicuro, cupo, arrabbiato, spaventato dalla minaccia esterna del terrorismo jihadista e scosso dalle lacerazioni del tessuto sociale interno. Un Paese armato fino ai denti che ha cercato rifugio nel populismo e in cui il razzismo riemerge coi suprematisti, sdoganati da Trump dopo i tentativi di riconciliazione di Obama. Racconti paralleli di vita quotidiana - istruzione, sport, abitudini alimentari folli, le incredibili inefficienze e i costi assurdi della sanità più avanzata del mondo - ma anche viaggio nell’involuzione di una società che non riesce più a riconoscersi in valori comuni e nella radicalizzazione politica che uccide il confronto, il dialogo: al Congresso come a tavola con parenti e amici. Mentre Trump lascia spazio ai miliardari del tecnoautoritarismo. Diario, reportage, cronache, testimonianza di un legame profondo con un Paese straordinario sul quale grava un interrogativo fino a ieri impensabile: quello sulla tenuta della democrazia.
Il Cazzabubbolo ciuschero è un lemmario alfabetico di insensatezze patafisiche e di verità instabili, progettato per una lettura fuori dagli schemi. Ogni voce distorce la realtà attraverso un filtro ironico e ricercato, mescolando etimologie creative, speculazioni filosofiche e aneddoti personali. L'Autore gioca con i contrasti, saltando dalla satira sociale alla citazione dotta con uno stile ricco di virtuosismi verbali e paradossi. È un'opera complessa e volutamente irriverente, un'esplorazione del grottesco celato nell'ordinario, un invito a guardare il mondo da una angolazione diversa: quella di chi ha smesso di cercare il senso e ha scelto di abbracciare la libertà.
E se l’essere umano, per la prima volta nella storia, avesse non solo pensato un dio, ma lo avesse creato? In questo acuto saggio filosofico-teologico, Claudia Paganini avanza una tesi provocatoria e dirompente: l’intelligenza artificiale sta emergendo come il nuovo dio dell’era digitale, pronto a soddisfare sempre meglio la ricerca del senso religioso degli esseri umani. Onniscienza, onnipotenza, trascendenza, un pizzico di opacità e un gruppo di esperti quali "nuovi sacerdoti": l’intelligenza artificiale ha tutte le caratteristiche che da sempre, dall’Antichità ad oggi, appartengono a ciò che si riconosce come una "divinità". Il volume fornisce una diagnosi originale delle conseguenze spirituali di una società digitalizzata. Nel terzo millennio la crisi di senso, la solitudine e la brama di risposte immediate spingono verso una fede tecnologica. L’autrice ci mette in guardia: spetta a noi decidere quale interpretazione fare nostra: l’intelligenza artificiale come nuovo dio è speranza oppure terrore apocalittico?
Oggi, il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale è aperto e pressante. Le applicazioni di questa tecnologia sono potenzialmente infinite e promettono di trasformare l’organizzazione sociale su scala mondiale, con una serie di impatti sulla vita delle persone che nessuno è ancora in grado di prevedere con sufficiente lucidità. È dunque necessario dotarsi di strumenti che consentano di comprenderne fino in fondo origine, struttura, applicazioni e implicazioni, per cercare di affrontare con consapevolezza ciò che l’algoritmo promette e non lasciarsi travolgere da questa rivoluzione. Alcuni esperti di diverse discipline accompagnano il lettore attraverso le tante domande che uno sguardo attento al mondo impone. Un lessico indispensabile per chi vuole comprendere e agire nel complesso mondo del bisogno e della solidarietà. Strumento prezioso per volontari, operatori e cittadini per costruire una comunità più inclusiva e fraterna.
La mediazione, ormai riconosciuta e resa obbligatoria in contesti legali, rappresenta una "rivoluzione antropologica" capace di cambiare il destino dei nostri conflitti e delle relazioni quotidiane. Il volume di Maria Martello ne offre esempi concreti, da quelli familiari a quelli professionali, con testimonianze dirette di applicazione riuscita, dimostrando che si può fare. Si pone quindi come strumento formativo per operatori del diritto, manager aziendali, scolastici, per chi lavora nel campo dell’associazionismo e del volontariato, ma anche come manuale di autoformazione per chi desidera capire e migliorare sé stesso. Il fine ultimo è quello di restituire alle persone comuni il fascino di diventare artigiani di pace, mutuando le tecniche dei mediatori professionali. Non è, dunque, un libro semplicemente da leggere, ma un viaggio che possiamo fare muovendoci a diverse velocità e in luoghi spesso sconosciuti, per aprire porte da troppo tempo chiuse.
In un'epoca in cui tutto sembra relativo, Silvana De Mari raccoglie e difende l'evidenza più elementare: il buonsenso. Con il tono tagliente e provocatorio che la contraddistingue, l'autrice affronta questioni scottanti come il gender, la pandemia, la moda, la libertà, l'identità e la verità, sfidando i dogmi del politicamente corretto e della cultura dominante. Questo "dizionario" non offre definizioni accademiche, ma affondi critici su parole e concetti divenuti ambigui, manipolati e stravolti. Un libro destinato a chi non ha paura di pensare con la propria testa e vuole rileggere la realtà senza i filtri ideologici imposti dai media e dal pensiero unico: oggi l'unico vero atto rivoluzionario è difendere ciò che una volta era ovvio.