Tra fede e analisi letteraria, un percorso contro la distruzione del nostro patrimonio spirituale, alla ricerca dell'autentica ricchezza umana: l'amore per l'altro. L'uomo, essere imitativo, apprende la vita con gli occhi. Ecco perché - in ogni tempo e in ogni luogo - ha sempre puntato lo sguardo su qualcun altro per capire se stesso. Nascono così le grandi storie: l'Iliade e l'Odissea, ma anche i testi sacri come la Bibbia e il Corano; e poi la Divina Commedia, le opere di Shakespeare, passando per Il Signore degli Anelli e Harry Potter. Testi che raggiungono, sollecitano e guidano, attraverso i secoli e le generazioni, l'immaginario collettivo. Tra tutte queste opere, tuttavia, ce n'è una che si presta forse più delle altre a fungere da chiave di lettura per il presente: si tratta dell'Eneide di Virgilio. Tra riscrittura e riflessione, "La scelta di Enea" illumina quindi il ruolo di un'opera fondante della nostra cultura come strumento per interpretare la contemporaneità: una lente attraverso la quale analizzare l'inverno che la nostra società sta attraversando, in attesa di una nuova primavera.
Cercare il punto accessibile al bene e progettare l'azione educativa a partire da esso è l'arte del discernimento salesiano. Questo punto però, questo luogo della presenza e dell'azione di Dio nella storia, l'educatore lo deve saper scoprire prima di tutto in se stesso, nel proprio cuore e e nel cuore degli avvenimenti, lieti o dolorosi, del suo quotidiano. Solo allora diviene capace di educare i giovani a fare lo stesso! La capacità di discernere, inoltre, è il punto di partenza imprescindibile per mettere in pratica l'invito alla sinodalità che la Chiesa rivolge, in questo tempo, ad ogni comunità cristiana, comprese le comunità educative.
Le storie - o meglio parabole - raccolte in questa pubblicazione intendono condurre il lettore nelle situazioni quotidiane oppure in quelle fantastiche tramandate dalle tradizioni orali in tutto il mondo, allo scopo di far sognare e di trasmettere insegnamenti importanti per la vita.
Precisa Bruno Ferrero nella presentazione: "La pratica della narrazione porta a un'esplorazione di sé estremamente arricchente e alla ricerca di nuove energie che, una volta risvegliate e messe in moto, saranno in grado di apportare il cambiamento necessario per allineare la nostra vita ai nostri desideri più profondi. Se il nostro desiderio contiene l'infinito, l'infinità delle possibilità gli verrà incontro, gli si comunicherà e gli risponderà, come fanno le fate nelle storie".
Dopo la pubblicazione di "Parabole della montagna" dello stesso autore (Elledici, 2022), in questo libro ancora una volta protagonista è la Montagna, con le sue sorgenti, l'alpeggio, i borghi, laghetti, la rugiada, le pietre, i castelli sulla roccia, la flora e la fauna, il paesaggio con la luna, le stelle o il sole, fino all'incontro sulla cima col Divino...
Sagace pamphlet che ha fatto discutere moltissimo i media francesi e ha ottenuto un ottimo successo di vendite, con ben tre ristampe in pochi mesi. Appoggiandosi a Blaise Pascal, Flannery O'Connor, Gilbert K. Chesterton, ma facendo i conti anche con Friedrich Nietzsche e Michel Houellebecq, l'autore rivendica per il cristianesimo la qualifica di «vero realismo», capace di proporre all'uomo e alla donna di ogni tempo l'unico orizzonte serio di vita: la santità.
Il Venerabile Giuseppe Picco (1867-1946) è stato l'Apostolo dell'Eucarestia e del Sacro Cuore, il Servo di tutti e l'Angelo Consolatore delle umane miserie nel Novarese e nell'Alta Valle Po. A diciott'anni entra nel Noviziato della Compagnia di Gesù, iniziando il lungo periodo di formazione dei Gesuiti. È ordinato sacerdote nel 1901. Dopo aver esercitato il ministero in vari collegi, nel 1912 è destinato alla Casa di Esercizi di Gozzano, dove rimarrà fino al termine della sua vita.
Vivere l'esperienza della vita cristiana senza mascherarsi da cristiano. Un invito ad "osare", ovvero, impastare ogni cosa con il Vangelo: relazioni, gesti, parole, progetti...L'approfondimento spirituale della parabola del Buon Samaritano e il commento di alcuni Proverbi sono i binari su cui si svolge il corso dell'opera. La rivisitazione dell'invito liturgico alla preghiera del "Padre Nostro" (Obbedienti alla parola... osiamo "vivere") è un richiamo a prendere sul serio la gioia proposta da Gesù.
Quali sono gli obiettivi che desideri raggiungere? Quali i tuoi sogni? Per cosa desideri spendere la tua vita? Qual è la tua missione? Nei ritmi frenetici della quotidianità rischiamo di non trovare mai il tempo per fermarci e rispondere a queste domande fondamentali. Eppure, solo attraverso un'attenta analisi di noi stessi possiamo costruire la strada che ci porti alle vette più alte della vita, verso quegli obiettivi che sono dentro di noi ma che, a volte, ci sembrano così irrealizzabili da rinunciare ancor prima di intraprendere il cammino. Spesso ci accontentiamo di gratificazioni immediate, che ci danno però un appagamento effimero, lasciandoci poi più insoddisfatti e disorientati di prima. È invece necessario puntare in alto, alla meta finale, per quanto possa apparire impegnativo e faticoso. È ciò che ci dice Chiara Amirante in questo nuovo libro della collana Spiritherapy in cui, dopo il successo de La pace interiore, continua il percorso su L'arte di amare: tra dolorosi e illuminanti aneddoti personali, riflessioni sull'esistenza e sulle sfide quotidiane, l'autrice condivide con i lettori alcuni suggerimenti pratici per far sì che le scelte di ogni giorno siano in linea con le nostre aspirazioni più profonde. Prendere le decisioni giuste, quando si è sotto tante pressioni di ogni genere, è un'arte tutt'altro che facile. Dobbiamo, tuttavia, impegnarci ad apprenderla, perché ci permette di vivere al meglio quell'unica vita che ci è stata donata e farne qualcosa di immenso e meraviglioso.
Il rapido evolversi della nostra società impone cambiamenti strutturali ormai improrogabili. In queste pagine l'autore cerca di evidenziare e di approfondire i presupposti che generano l'azione concreta, ossia gli atteggiamenti buoni e costruttivi, intrisi di pensieri positivi, di intenti spirituali e di predisposizioni psicologiche sane, che permettono di realizzare un quotidiano nuovo e felice. Ne emerge un vero e proprio esalogo, che prevede 6 tempi e 6 ecologie, per esempio: tempo di smetterla di lamentarsi - ecologia mentale e verbale; tempo di credere al potenziale dell'amore - ecologia del cuore; tempo di dare priorità alle relazioni - ecologia relazionale; tempo di mettere le mani in pasta - ecologia della concretezza. Prefazione di Giuliana Martirani.
Sant'Agostino aveva il cor inquietum finché non trovò il motivo di esistenza della sua vita. Quel motivo era l'Amore, la Verità che da sempre lo cercava e lo stanò dalla sua vita vagabonda per riportarlo sulla strada dell'amore alla Verità, e per amore della Verità all'amore verso i suoi fratelli. Una volta trovato l'Amore poté dire: «Ama e fa' ciò che vuoi». L'amore è la verità dell'uomo, che incarnato in un corpo, pensa, vuole, si relaziona, lavora, spera, tutto perché si sente attratto da un polo magnetico di valore. E l'attrazione è l'inizio del processo di amore. Tutto si compie perché ci si sente attratti da un motivo di amore. L'uomo può pure soddisfarsi per le mete particolari, ma non potrà mai placarsi in esse, poiché queste non esauriscono tutto. Egli sente che solo l'inesauribile valore dell'amore può placare il suo insaziabile cuore. Solo nell'amore l'uomo trova la risposta alla domanda sulla vita. E nessuna vita è inutile e vuota se è amata, nessun uomo è inutile se può donare amore e si riconosce nel progetto di costruzione, insieme agli altri, dell'umanità dell'amore. Prefazione di Vincenzo Pelvi.
Un approfondimento sul mistero della Trinità, frutto di un intero anno di formazione di giovani in cammino. Arricchito da meditazioni bibliche e spunti teologici, questo è un libro che va meditato. Non va letto tutto d'un fiato ma consumato piano piano, per avere il tempo di comprendere il dono. Prefazione di Mons. Domenico Battaglia e postfazione di don Francesco Cristofaro.
È un libro scritto volgendo lo sguardo sul popolo di Dio che si attarda a riconoscere Gesù Signore della propria vita, pensando anche a chi quel Gesù lo ha perduto o non lo ha ancora trovato, non lo ha mai incontrato veramente. È vero, siamo sopraffatti e presi da un vortice di ansie, paure, preoccupazioni, da una quotidiana lotta spirituale, e ci adagiamo ripetutamente in un vivacchiare che può rivelarsi patologico per la vita e per la fede. Ma nulla è perduto, perché per opera dello Spirito di Gesù siamo edificati a vita nuova, in una straordinaria danza di resurrezione, ogni volta che scegliamo Dio e la sua Parola, ogni volta che spalanchiamo al Paraclito le porte del nostro cuore. Prefazione di Debora Vezzani. Introduzione di Christian Carlassare. Testimonianza di Paolo Pellegrino.
In questo Messalino Quotidiano trovi il Santo del giorno, la Messa del giorno commentata con audio, alcune piccole preghiere e invocazioni all'interno del testo, le preghiere del buon cristiano, il Santo Rosario e le preghiere del periodo.