Nelle parole di Leone XIV, pronunciate domenica 18 maggio 2025, troviamo un incoraggiamento nel intraprendere e nel proseguire nel “viaggio dello spirito” verso il Regno senza fine, quando precisa la condizione essenziale per percorrerlo: «… vorrei che fosse il nostro primo grande desiderio: una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato. In questo nostro tempo, vediamo ancora troppa discordia, troppe ferite causate dall’odio, dalla violenza, dai pregiudizi, dalla paura del diverso, da un paradigma economico che sfrutta le risorse della Terra ed emargina i più poveri. E noi vogliamo essere, dentro questa pasta, un piccolo lievito di unità, di comunione, di fraternità…».
Il “Regno del Signore” si costruisce nel quotidiano dove le parole unità, comunione e fratellanza si uniscono alle espressioni degli Evangelisti Regno di Dio e Regno dei Cieli, e insieme offrono un richiamo per implorare «il dono dell’unità e della pace… per vivere senza fine con Cristo nel regno dei cieli»: così implora ancora la Chiesa nella sua liturgia, e così il lettore può muoversi nel proprio itinerario spirituale guidato e sorretto anche dal contenuto di queste pagine, mentre rimane affascinato dall’immagine in copertina del Maestro che offre il “discorso della montagna”, la Magna Charta dei discepoli del Re dell’Universo!
Don Jean Basile MAVUNGU KHOTO è sacerdote e già Vicario generale della diocesi di Boma in CongoRD, attualmente in missione pastorale nella diocesi di Montepulciano in Italia. Dottore in teologia della Pontificia Università Gregoriana, Docente di Sacra Scrittura a Kinshasa (USAKIN) e a Mayidi, è autore di vari libri e articoli. Il fondamento biblico della dottina sociale della Chiesa è il suo campo di ricerca.
L’opera rappresenta un unicum nel panorama degli studi grafologici in quanto si configura come il primo volume dedicato allo studio della grafologia comparata. Non si tratta solo di una semplice ricostruzione storica della disciplina né di una rassegna delle teorie dei più importanti pionieri ma anche di un dialogo strutturato tra le principali scuole europee che, pur nelle loro differenze linguistiche, culturali e metodologiche rivelano una comune propensione verso la comprensione del carattere dell’individuo attraverso l’interpretazione del gesto grafico. "Lineamenti di grafologia comparata" si pone, dunque, lo scopo di mostrare ai lettori come quelle che a prima vista sembrano divergenze tra i diversi approcci siano, in realtà, preziosi punti di contatto: diversità che non dividono ma si completano; prospettive che non si escludono ma si integrano in un’ottica di arricchimento reciproco.
El camino del peregrino no se mide en kilómetros, sino en momentos de silencios, fe y esperanza. El viaje más largo no es sobre la tierra, sino en el alma. Cada paso es una oración, cada pausa, una revelación. El peregrino no se apresura, camina despacio, porque el corazón marca el ritmo. No importa tanto el destino como lo que aprendes a lo largo del camino. Caminar no es huir: es volver al centro de uno mismo. Cada camino exterior refleja un viaje interior. Este pequeño libro te invita a detenerte, a meditar y a rezar, un paso a la vez, avanzando en la dirección correcta.
Jean de Dieu Noel ELONDABARE es congoleño-italiano, originario de la República del Congo (Brazzaville), nacido el 25 de diciembre de 1969 en Saint-Fenoît, Boundji. Es filósofo, teólogo y lingüista. Su obra filosófica y teológica está fuertemente influenciada por la fenomenología de Edmund Husserl y por la antropología de la filosofía católica alemana y mística de Edith Stein.
La relazione tra rito e potere è al contempo naturale e problematica. Naturale, perché come ogni pratica sociale anche il rito mette in scena il potere e ha un suo potere di azione e trasformazione. Problematica, perché pensando al rito cristiano, occorre riconoscere il rischio che il rito diventi luogo di dominazione e di controllo, anziché di servizio e di perdita di controllo, così che sia Dio e non l’uomo a esercitare il suo singolare potere di grazia e di comunione. Con il suo consueto approccio di tipo antropologico e pastorale, la riflessione dell’Istituto di Liturgia pastorale di santa Giustina offre il proprio contributo ad un tema che si mostra di particolare attualità, in questo tempo segnato dal cammino della Chiesa sulla sinodalità e sulla lotta contro gli abusi.
La speranza, pur essendo a livello terminologico totalmente assente dall’Apocalisse, costituisce la diagonale dell’intero libro. I cristiani vivono nel continuo scontro tra il bene e il male, e in questa lotta sono chiamati a dare testimonianza a Cristo, sapendo che la vittoria che egli ha conseguito è già partecipata a loro. Fondata sulla fiducia nella fedeltà e nella potenza di Dio che si è manifestata nella vittoria dell’Agnello, la speranza si configura come un invito proveniente da Cristo a perseverare nella fede e a vivere in attesa del compimento delle promesse divine, nonostante le avversità del presente. Avendo già pregustata questa pienezza nell’eterno presente della liturgia, i cristiani continuano ad anelare ad essa impegnandosi concretamente nel quotidiano della storia, nell’attesa di quella rigenerazione totale e definitiva simboleggiata nelle visioni dei “nuovi cieli e della terra nuova”. Questo sussidio aiuta a percorrere le tappe che scandiscono il cammino di quanti si mantengono fedeli a Dio, come progressiva partecipazione alla consolante promessa di Cristo, “la stella radiosa del mattino” (Ap 22,16).
«Nei suoi scritti, tutta la riflessione e la vita quotidiana appare centrata su Gesù Cristo, presente nell’Eucaristia. [...] Edith Stein non ne ha elaborata una dottrina bensì ha testimoniato una vita integralmente ed intensamente eucaristica. [...] Non vi sono tracce devozionali nei suoi scritti, risplende invece l’esperienza viva di un incontro che si dilata ed innerva tutto il suo esistere». Con un'antologia di scritti eucaristici di Edith Stein. Prefazione di Lucia Laner, ocd.
Che cos’è il bene comune? La sommatoria dei beni individuali di un gruppo sociale? Il maggior benessere del maggior numero di persone? Oppure il bene dello Stato? Si potrebbe - e si dovrebbe - rispondere che il bene comune non corrisponde a nessuna di queste cose. Tommaso d’Aquino averebbe detto piuttosto che il bene comune è certamente superiore al bene privato, ma rimane il bene più proprio dell’individuo stesso, dato che implica la più profonda condivisione con gli altri e la più intima comprensione del mondo. Tommaso lo descrive come un bene per la politica, ma non come un bene soltanto politico. L’esigenza di tenere fede a questo insegnamento tomista, di fronte ad un mondo come non mai minacciato dalle derive individualiste e totalitarie, ha spinto il filosofo belga-canadese Charles de Koninck a pubblicare nel 1943 Il primato del bene comune contro i personalisti, di cui offriamo qui la prima traduzione italiana. A quasi un secolo di distanza, quest’opera resta un’insuperata presentazione della posizione di Tommaso d’Aquino ed offre, nello stesso tempo, una riflessione acuta e profonda sull’autentica natura del bene comune. Immerso nel contesto polemico del suo tempo, De Koninck ci presenta un’analisi lucida - e profetica - dell’abisso a cui conduce la separazione tra il bene comune e il bene degli individui. Totalitarismo e «tirannia degli io» - come la chiama De Koninck - non sono che le due facce di una stessa medaglia: quando scompare il senso autentico del bene comune, si perde di vista anche la vera dignità di ogni persona.
Nel travagliato contesto ecclesiale e culturale occidentale, la post-secolarizzazione ha riportato al centro figure che si concepiscono come "cercatori di senso" (seekers). Questa felice intuizione del filosofo Charles Taylor ispira il presente saggio, pensato in particolare per le giovani generazioni, spesso non più alfabetizzate al linguaggio della fede. Il libro offre un percorso agile per comprendere perché Gesù di Nazareth sia la verità dell’uomo e perché la Chiesa sia la comunità nella quale si sperimentano legami di amicizia, generati dalla fede nelle Scritture e dalla partecipazione alla vita divina nei sacramenti. Il cercatore di senso post-secolare non ha paura dell’incertezza del tempo presente: nella Chiesa e nella sua prassi liturgica scopre che l’umano è sempre degno di cura, perché predestinato da Dio ad amare il suo compimento ultimo: la risurrezione.
Il 6 maggio 1527, la Roma rinascimentale, simbolo di potere e splendore, crolla sotto la furia devastante dei Lanzichenecchi. La città eterna viene saccheggiata e distrutta, segnando l'inizio della sua emarginazione politica e militare. Un evento che sconvolse l'Europa e la cui eco risuona ancora oggi, a cinquecento anni di distanza. Antonio Forcellino, il più illustre restauratore italiano e uno dei massimi esperti di arte rinascimentale, ci conduce in un viaggio straordinario tra le pieghe di questa tragedia collettiva. Partendo dal restauro di due affreschi danneggiati durante il sacco e da nuovi documenti d'archivio, Forcellino ricostruisce con rigore e passione uno dei più grandi "cold case" della storia europea. Tra intrighi, doppi giochi e cacce al bottino, emergono figure memorabili come Carlo V, Clemente VII, Francesco I, Alfonso d'Este e Isabella d'Este, protagonisti di un intreccio di odi personali e ambizioni sfrenate. Sullo sfondo, un esercito senza guida, nutrito di odio religioso e bramoso di ricchezze, travolge Roma in un crescendo di caos e violenza. Con uno stile avvincente e una narrazione che nulla ha da invidiare alle migliori serie televisive, Forcellino trasforma la storia in una saga epica, capace di illuminare non solo le responsabilità dell'élite europea dell'epoca, ma anche le conseguenze di uno degli episodi più drammatici della nostra storia.
P. Giovanni Maria Luisetto, religioso francescano del Convento del Santo di Padova e per decenni direttore della Biblioteca Antoniana, era assiduo al confessionale e alla direzione spirituale, per la quale maturò un sapiente magistero attestato da innumerevoli suoi figli spirituali e discepoli. La preziosità dei suoi consigli e insegnamenti sul significato del sacramento del Matrimonio e su come viverlo, ci ha spinto a raccogliere in questo volume i suoi scritti riguardanti questo tema. Li proponiamo ai fidanzati, agli sposi, sia giovani che esperti della vita matrimoniale, ai figli che celebrano gli anniversari dei genitori e ai sacerdoti che preparano le coppie di fidanzati e li accompagnano nel loro cammino cristiano.
Suor Sergia De Carlo dell'Eucaristia è la miracolata che, con la sua guarigione riconosciuta dalla Chiesa, ha determinato la beatificazione della Fondatrice delle Suore Terziarie Francescane Elisabettine, Madre Elisabetta Vendramini. Ma oltre alla grazia della guarigione miracolosa, il Signore ha dato dei doni straordinari a questa umile religiosa: le stimmate, la bilocazione, la profezia, oltre a visioni e colloqui mistici. Soprattutto durante l'adorazione eucaristica, Suor Sergia metteva per iscritto su dei fogli le sue contemplazioni, quanto il Signore le comunicava o ciò che sentiva che Egli voleva insegnarle, e sottoponeva poi quanto annotava e le sue riflessioni personali al suo padre spirituale. Il presente libro è la raccolta di questi preziosi fogli da cui emerge la singolare ricchezza interiore di una piccola anima su cui Gesù Eucaristia riversava i suoi doni d'amore.
Il libro si presenta come una vera e propria guida per gli educatori e i responsabili della pastorale giovanile. L’autore ha tracciato un vero e proprio itinerario di formazione, mettendo in evidenza quei temi tanto cari a Papa Francesco e necessari per la crescita in età, sapienza e grazia, dei nostri ragazzi. L’insegnamento del Papa è stato saggiamente organizzato intorno alle problematiche attuali con cui si confrontano i giovani: il senso della vita, le sfide, la fragilità, la fede, la paura, la conversione, la vocazione, la testimonianza…