Sussidio di A.M. Canopi per l'adorazione personale e comunitaria. Schemi che tracciano idealmente un itinerario spirituale che, di tappa in tappa, aiuta ad allargare gli orizzonti della nostra visione di fede per vivere l'esistenza in modo "eucaristico".
La speranza. Delle tre virtù teologali, è la sorella più piccola come la definisce Charles Péguy, una bambina che prende per mano le sorelle più grandi, la fede e la carità, e le sospinge in avanti, verso orizzonti infiniti. La speranza è una cavalletta, che si posa silenziosa sulle pareti di casa; è una ginestra sul Vesuvio, come quella cantata da Giacomo Leopardi; è un gelsomino dietro casa, come scrive nel suo Diario Etty Hillesum.In questo libro, tratto dalla sua ultima meditazione teatrale, Lucilla Giagnoni ci accompagna per mano lungo i sentieri della storia e della spiritualità, per riscoprire la forza stupefacente della speranza così come risuona nelle parole senza tempo di scrittori e poeti.La speranza è quella forza che, in ogni "selva oscura", ci fa muovere il primo passo, nonostante tutto; è il senso che orienta il nostro cammino nella città del mondo, e che fa di tutti noi dei "pellegrini di speranza".
Lucilla Giagnoni offre un percorso di riflessione sulla speranza attraverso alcune pagine di grande letteratura, esplorando questa virtù nelle sue molteplici sfaccettature. Il libro conduce il lettore in un viaggio che spazia dalla quotidianità all'eternità, illuminando il potere straordinario della speranza anche di fronte alle avversità più estreme. La speranza cristiana si configura in effetti come una rivoluzione rispetto alla visione greca, trasformandosi da consolazione contro la cecità del fato in dono di sé da parte del divino e in collaborazione umana con il divino. Giagnoni lo mette in luce ridando voce ad Agostino, Dante, Giacomo Leopardi, Emily Dickinson, Etty Hillesum, Mary Oliver, Charles Péguy, David Maria Turoldo... Riflessioni teologiche e narrazioni personali si intrecciano, così, svelando la speranza non come astratta illusione, bensì come una forza concreta capace di trasformare la realtà. Un libro che è un invito a trovare nella poesia la chiave per resistere, creare e sperare, riscoprendo il dinamismo rivoluzionario della speranza nel cuore della vita e spalancando le porte all'Infinito.
I Promessi Sposi è il romanzo per eccellenza nella tradizione letteraria italiana e una delle opere più importanti nella storia della letteratura europea. Questa edizione integrale, che vede in apertura un commento destinato al largo pubblico, vuol essere un ulteriore contributo alla conoscenza del capolavoro manzoniano, così come le illustrazioni di Nino e Silvio Gregori che lo accompagnano rappresentano con efficacia e dinamismo narrativo le scene, i personaggi e le situazioni memorabili del romanzo. Giuliano Vigini, nel redigere il commento, ha posto particolare attenzione alla visione religiosa di Manzoni e alla prospettiva dottrinale e morale cattolica che assunse al termine del suo travaglio interiore e del suo approdo alla fede.
Seguendo l’indicazione del Santo Padre che ha indetto un anno speciale su san Giuseppe, l’autore presenta questa stupenda Novena tutta da meditare e da pregare.
Prefazione di Mons. Bruno Forte
Un itinerario attraverso sei incontri fatti da Gesù con altrettanti personaggi del vangelo: il giovane ricco, Maria Maddalena, Pietro, il paralitico, la samaritana e Nicodemo. Ecco il percorso che offre questo libro, con l'obiettivo di scoprire o riscoprire alcuni elementi centrali della nostra fede di cristiani. Roberto Repole, apprezzato teologo e oggi arcivescovo di Torino, conduce il lettore a cogliere in profondità nella Parola un senso per la vita, come risposta alla sete di verità e alla ricerca di senso presente nel cuore di ciascuno di noi. Queste pagine, pensate in particolare per i giovani, sono adatte però a tutti e rivolte tanto a chi crede quanto a chi è in ricerca. Chi è assetato di senso e vuol trovare il coraggio di uscire dal proprio guscio scoprirà lo sguardo pieno di tenerezza di Gesù. Incontrando e conoscendo meglio Gesù, ci è dato di incontrare e liberare noi stessi.
L’Intelligenza Artificiale si sta diffondendo in maniera esponenziale nella nostra società non solo in ristretti ambiti scientifici o industriali, ma ad ogni livello umano. Papa Leone, all’inizio del suo ministero ha accennato all’importante sfida che attende la Chiesa per rispondere agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, per quanto concerne la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro. Papa Francesco è intervenuto varie volte, in questi ultimi anni, sul delicato tema - ricordiamo in particolare i suoi Messaggi per la LVII Giornata Mondiale della Pace dell’8 dicembre 2023 e per la LVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali del 24 gennaio 2024; e il suo Discorso alla sessione del G7 sull’IA del 14 giugno 2024 - e il 14 gennaio 2025 ha firmato un’importante Nota sul rapporto tra IA e intelligenza umana redatta dai Dicasteri per la Dottrina della Fede e per la Cultura e l’Educazione, dal titolo Antiqua et nova. Queste saranno le fonti che ci aiuteranno a meditare sull’argomento dell’Agendina di quest’anno: Intelligenza Artificiale e sapienza del cuore.
"Tutto ciò che di bello e di positivo avviene nel mondo è opera dello Spirito santo; tutto ciò che di santo e di vero si fa e si dice nella Chiesa è opera sua" (Carlo Maria Martini).Questa raccolta di preghiere allo Spirito Santo, può essere utile a coloro che operano nella pastorale dei tempi dello Spirito, ma anche ad ogni buon cristiano che vuol vivere seriamente il suo cammino di fede.
La questione non è sconosciuta: come abitare da credenti nello spazio social? Di fatto sono tantissimi i cattolici che "girano" sui social o che gestiscono pagine molto frequentate.Ma conoscono quali sono le dinamiche dei social e della rete? Come vi "abitano"? Pare che con la buona educazione, il credente spesso si sia perso anche qualcos'altro per strada, uno stile che occorre recuperare, come continua a ricordarci papa Francesco. Una monografia che fa il punto, proprio per non demonizzare questi "luoghi", che restano luoghi della fede e viverli nel migior modo possibile.
Come parlare di Dio, oggi, dentro un contesto di pluralismo religioso senza perdere l’unicità della rivelazione cristiana, ed allo stesso tempo nel rispetto dell’identità di coloro che vivono accanto a noi?
Un tempo era abbastanza facile parlare di Dio, dentro una cultura cristiana essenzialmente condivisa e dentro le strutture ecclesiali che permeavano il vissuto quotidiano delle persone. E oggi chi è Dio? Come parlarne, dentro un contesto di pluralismo religioso? Come vivere oggi una testimonianza cristiana, che ritrovi il coraggio di esprimersi e sia al tempo stesso rispettosa dell’identità religiosa di coloro che vivono accanto a noi?
Come si può affermare la volontà salvifica universale del Dio cristiano, senza cadere nella proposta minimalista di una semplice tolleranza religiosa? Domande e spunti di risposte per ripensare e ridire la fede nel Dio di Gesù Cristo alle donne e agli uomini dei nostri giorni?
«Sono un figlio di sant'Agostino, agostiniano, che ha detto "Con voi sono cristiano e per voi vescovo". In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato». Papa Leone XIV
I Comandamenti non vanno visti come un concentrato di "no" ma come la porta di ingresso a grandi "sì" che aprono a Dio e alla vita. Sono i riferimenti di un progetto di vita orientato alla responsabilità, alla fedeltà e all'amore. La legge di Dio, in altre parole, indica la strada per agire bene e realizzare la propria vocazione. Il mondo ha più che mai bisogno di speranza: speranza di pace, di giustizia, di libertà ma non potrà realizzarla senza obbedire alla legge di Dio che Cristo ha portato a compimento. Non a caso il tema del Giubileo 2025 è proprio la speranza cristiana.
Torna la collana Madri della Fede, una serie di commenti alle figure femminili del testo biblico.
Ester - la straniera, la regina, la nascosta - è protagonista del libro biblico che porta il suo nome, il rotolo che viene letto nella festa di Purim, in cui tra lacrime e sorrisi si parla della storia: un libro infatti “per un tempo come questo” (4,4), il tempo dell’esilio e della contaminazione con il mondo della Persia che lo vede nascere, ma anche il nostro tempo. Ester è una narrazione e vuole essere nuovamente narrata: il rotolo è entrato tardivamente nel canone ebraico, è stato accolto in quello cristiano con diverse aggiunte greche, come si può vedere dall’Appendice, è stato molto letto dagli Ebrei, che gli hanno dedicato un commento Talmudico, un Midrash, diversi Targumim.
Ester è il Rotolo e la capacità di srotorarlo, di rivelare quello che è nascosto, pur mantenendolo tale, come il Nome di Dio. Raccontata e allusa da tante persone - da Etty Hillesum alle Santuzze di Verga, da Wiesel a Delphine Horvilleur - trova qui nella penna di Giusi Quarenghi la forza poetica e la competenza biblica per tornare a parlare ai nostri giorni.
Giusi Quarenghi, nata a Sottochiesa in Val Taleggio nel 1951, vive a Bergamo. Lettrice appassionata della Scrittura, l’ha attraversata in molti modi e in molti sensi.Autrice in particolare di letteratura “infantile”, ha ideato albi illustrati e libri/gioco; ha scritto racconti, testi di divulgazione, sceneggiature, testi teatrali, romanzi, poesie; ha rinarrato fiabe, miti e storie sacre; ha riproposto i Salmi ‘per voci piccole’ e le storie del Primo Testa- mento (con le illustrazioni di Guido Scarabottolo, Topipittori 2020).