Il presente volume nasce all'interno di una riflessione che ha visto studiosi di diverse discipline dialogare tra loro proprio su un possibile contributo che la Chiesa, compresa come "comunione", è ancora in grado di offrire alle sfide
odierne. La pubblicazione si avvale della presenza di contributi redatti sia da docenti sia da studenti; offrendo soprattutto a questi ultimi la possibilità a partire dalla propria ricerca personale di confrontarsi tra loro. Si tratta di possibili strade aperte e percorribili, che richiedono tanto all'autore quanto al lettore, un ulteriore sviluppo scientifico.
Come continuare a essere ragionevolmente pii in età secolare? Secondo Charles Taylor l'esclusione della Provvidenza divina dalla storia è all'origine della secolarizzazione attuale, e ne è il cuore. Allora, bisogna reinserirla ragionevolmente, perché Dio continua a intervenire nella storia di ogni persona, motivandola a prendere decisioni per amore suo e del prossimo, dato che vuole l'unione di amore con coloro che ha creato. Quindi, per continuare a essere ragionevolmente pi bisogna ripensare la tradizione ricevuta: non S1 può continuare a interpretarla con la categoria di cristianità quando le società di antica cultura cristiana vivono immersi ormai in categorie di post-cristianità. La sfida è quella di cambiare mentalità per comprendere e e accompagnare l'eterno agire salvifico di Dio nell'età secolare, come ha fatto da sempre e continuerà a farlo per secoli dei secoli.
ROSSANO ZAS FRIZ DE COL, gesuita italo-peruviano, ha insegnato Teologia spirituale in diverse università italiane ed estere, pubblicando libri e articoli centrati sulla riflessione attorno al vissuto cristiano contemporaneo. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Vita cristiana ignaziana. Un nuovo paradigma per la post-cristianità (G& B Press, 2021); come curatore, Il vissuto di Santa Teresa di Lisieux alla luce del Metodo Teologico-Decisionale (G& B Press, Roma 2021).
Cosa possono dire all'Occidente in crisi nuove spiritualità nate nelle foreste pluviali, in un'isola tropicale o in altre remote regioni del pianeta? Molto più di quanto immaginiamo Il canto della Regina ci riporta un viaggio ventennale alla scoperta di tradizioni mistiche capaci di restituire senso, radici e visione a un mondo disincantato.
Alla luce della "triplice rivelazione" di p. Divo Barsotti, questi esperienze mostrano nuove vie per ritrovare unità con la terra, profondità spirituale e un orizzonte politico rinnovato Un libro che sorprende, che apre domande e che offre strumenti concreti per rileggere il nostro tempo.
Un'insolita guida per chi cerca un nuovo inizio nella fede, nella cultura, nella vita ben radicato nel nostro passato.
Sergio Violante (Napoli, 1977) vive in Trentino all'interno una comunità di famiglie ispirata al modello di Mondo Comunità e Famiglia. Insegnante di Filosofia e Scienze Umane, sposato e padre di famiglia, è un laico consacrato nella Comunità dei Figli di Dio di don Divo Barsotti
Con Cattivi Silvia Stucchi indaga ombre e crudeltà dell'antica Roma, raccontandoci vita e gesta di tredici personaggi inchiodati alla nomea di malvagi o associati troppo facilmente a un'aura di magnanimità. In queste pagine, vivaci ma rigorose, appaiono sotto nuova luce Romolo e Giuliano 'Apostata, Silla e Tiberio, Catilina e Caligola, Augusto e Nerone, Fulvia e Commodo, Tarquinio il Superbo e Livia. Fonti e testimonianze, spesso trascurate a scuola, ci restituiranno una visione a tutto tondo di personaggi e momenti salienti della storia romana, ma, soprattutto, CI inviteranno ad approfondire la lettura diretta di quell'autentico tesoro rappresentato da storici, ma anche narratori impareggiabili, come Tito Livio, Sallustio, Tacito e Plutarco.
Silvia Stucchi è docente di Lingua e Letteratura latina presso l'Università Cattolica di Milano e 'Università degli Studi di Milano. È autrice, oltre che di numerosi articoli e saggi scientifici, di traduzioni dal latino volumi tra i quali: Come il latino ci salva la vita (Ares 2020), A cena con Nerone (Ares 2021), Nerone. Verità e vita dell'imperatore più calunniato della storia (Giunti 2022) e Caligola. Amato, odiato, tradito: la storia mai raccontata del terzo imperatore (Giunti 2024). Ha tradotto i Racconti in nero di Maupassant (Ares 2024).
In quest'opera, che struttura la prima fase della ricerca foucaultiana, affiora una consapevolezza decisiva, sulla quale Nicoletti richiama l'attenzione: la storia non è, prima facie, la risultante delle azioni coscienti degli uomini, dacché il vero ambito della ricerca storica è offerto non già da quel che gli uomini hanno fatto o detto, bensì dalle strutture epistemologiche che di volta in volta determinano quale è soggetto e quale l'oggetto della storia.
Voglio rimarcare, in conclusione l'importanza del pregevole studio di Nicoletti, che riprende un tema centrale della riflessione foucaultiana, ma poi anche un nodo fondamentale del nostro presente, le cui implicazioni sono ampiamente note: il connubio tra medicina e potere, la biopolitica, la governamentalità, l'episteme.
Tutti temi dirimenti, senza affrontare i quali ben poco si capirebbe del nostro tumultuoso presente (si pensi anche solo alle valenze governamentali dell'epidemia di coronavirus del 2020).
Dalla prefazione di Diego Fusaro
Giuseppe Nicoletti e' Primo Ricercatore presso Istituto di Bioimmagini Sistemi Biologici Complessi del Consiglio Nazionale dele Ricerche (CNR) di Catanzaro.
Daniele Mencarelli e Franco Nembrini presentano Misurazioni di Cecilia Benassi, monaca clarissa e dottore di ricerca in filosofia alla LUMSA. Dalla Quarta di copertina di Daniele Mencarelli: «La poesia di Cecilia Benassi discende dalle grandi voci femminili del nostro Novecento, da Antonia Pozzi a Giovanna Sicari, una consanguineità di sguardi e capacità di tendere la parola sino al suo limite, laddove la parola si fa ponte fra uomo e sacro, fra l’abisso del dolore e la luce prima e ultima di Dio. Una grazia aspra, mai doma, corre dentro queste poesie spesso di pochi versi, capaci di raggiungere vette memorabili. Se la poesia deve spogliare l’uomo dalle sue ipocrisie, la Benassi ci denuda completamente. Per farci rinascere».
Paolo e Nerone:
l'Epistola ai romani alla luce della storia e dell'archeologia.
L'Epistola di Paolo ai romani viene letta alla luce del peculiare contesto geografico, storico e archeologico nel quale il documento tu concepito, scritto e fatto circolare. Questo testo, inserito nel canone biblico palesa uno scontro culturale tra la visione giudaica (che va caratterizzandosi come cristiana) e quella classica, la quale subisce le influenze dell'assiologia neroniana. Il messaggio paolino determina un antitesi con gli assunti della filosofia stoica allora dominante negli ambienti romani, cosi come del fatalismo astrologico e degli influssi del pensiero politico ellenistico (nella sua versione egiziana). Questo commentario s'avvale dei contributi della storia e dell'archeologia senza ignorare alcuni aspetti teologici. Sotto questo punto di vista esso costituisce una novità nel campo degli studi di storia ed esegesi biblica.
Lo hanno certificato le elezioni, lo confermano i sondaggi: Giorgia Meloni piace agli italiani. La percepiscono come una di loro, vicina ai loro problemi, alle loro paure e alle loro aspirazioni: perché è popolare nel senso più vero del termine e ama il popolo, a cui appartiene. Lontana da ogni snobismo e nello stesso tempo ambiziosa, Meloni – più ancora di Berlusconi prima di lei – è l'incarnazione del sogno italiano: farsi da sé, superando le difficoltà e arrivando al successo. Un successo che non si ferma alla frontiera, dato che il "melonismo" è ormai un fenomeno che si espande in altri Paesi, una rivoluzione di velluto resa possibile, oltre che dalla determinazione, dall'adesione a valori identitari ben precisi. Tuttavia, la giovane militante della Garbatella non ha certo percorso da sola la strada verso palazzo Chigi: accanto a lei c’è una classe dirigente coesa che è anche un gruppo di amici, uniti da un percorso comune, da una lunga e indefessa passione, dalla lotta per sopravvivere ai ribaltamenti e alle spaccature, ai cambi di rotta e alle rinunce che hanno forgiato il carattere e definito la fisionomia dell'attuale destra di governo. In questo saggio, Italo Bocchino racconta quella parte politica e la sua leader, arricchendo l'analisi con aneddoti personali, retroscena e interviste esclusive ai membri più importanti del cerchio magico meloniano, compresi la sorella Arianna e l'uomo di fiducia Giovanbattista Fazzolari. Una ricostruzione completa, vista dall'interno, del mondo e del pensiero di Giorgia Meloni e del suo partito, capace di spiegare il segreto di un successo politico che ha cambiato l’Italia e che sta cambiando l’Europa.
In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all'inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei malpensanti del secolo ateo e libertino come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l'espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l'odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l'immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
Come vivono, cosa pensano, di cosa hanno bisogno le famiglie italiane nel mondo? Quante lingue parlano in casa? Come riescono a mantenere vivi i rapporti con la famiglia d’origine, e in particolare i legami tra nonni rimasti in Italia e nipoti che crescono altrove? Provano mai il desiderio di tornare? E soprattutto: ritengono che fare figli all’estero sia più facile rispetto all’Italia? Questo libro intreccia i risultati della più grande ricerca mai realizzata sulle famiglie italiane expat con le storie emozionanti di madri e padri che raccontano cosa significhi costruire, o portare, la propria famiglia all’estero, tra gioie e dolori, speranze e paure: un caleidoscopio di circostanze, emozioni e punti di vista per rappresentare e dare voce a tutti coloro che vivono in prima persona l’esperienza di crescere figli italiani lontano dall’Italia.
Il libro propone una lettura storico-teologica della figura della Sibilla come simbolo della ricerca religiosa dell'uomo e come luogo di incontro tra sapienza
pagana e rivelazione cristiana.
Dal profetismo dell'Antico Testamento alle Sibille greche e latine, fino alla loro reinterpretazione da parte dei Padri della Chiesa e nel Medioevo, il testo mostra come la parola profetica nasca dall'inquietudine della ragione e dal desiderio universale di senso.
Un'ampia sezione è dedicata ai Padri della Chiesa, che interpretano il profetismo pagano alla luce del Logos e dei semina Verbi, giungendo a una progressiva cristianizzazione della Sibilla, accolta poi nel Medioevo come testimone simbolica dell'attesa dell'Incarnazione, spesso affiancata ai profeti biblici nell'arte e nella liturgia.
Il volume si conclude mostrando come la figura della Sibilla continui a parlare anche all'uomo contemporaneo, come icona psicologica di una ragione in ricerca e di un'attesa che attraversa la storia.
Un'opera quindi che, intrecciando storia, teologia e simbolismo, restituisce alla Sibilla la sua dimensione originale: archetipo della voce profetica e e icona della ricerca spirituale che attraversa i secoli fino all'uomo contemporaneo.
Don Francesco Mangani è sacerdote della diocesi di Ascoli Piceno. Oltre all'attività pastorale, è insegnante di teologia e si occupa di animazione culturale.
Cofondatore de Il Portico di Padre Brown, collabora anche con diverse associazioni. È autore di alcune pubblicazioni.
Per le Edizioni Sego Le apparizioni di Gimigliano (2016) e Desiderio e Silenzio (2017).