Il ruolo della Vergine Maria nella redenzione è un tema d'evidente importanza, interessante per teologi e mariologi ed affascinante per tutti i credenti.
L'opera, laboriosa e attenta, risponde ai molti interrogativi di chi desidera addentrarsi nel mistero per rendere gloria a Dio attraverso il suo capolavoro, la Vergine Maria.
Brunero Gherardini è teologo tra i più affermati, già ordinario d'ecclesiologia ed ecumenismo presso la Pontificia Università del Laterano, membro della Pontificia cAcademia Teologica Romana e della Pontificia Accademia di san Tommaso d'Aquino. Tra le sue opere ricordiamo La Chiesa mistero e servizio (Roma, 1990), La Madre. Maria in una sintesi storico-teologica (Frigento, 1989), Santa o peccatrice? Meditazioni sulla Chiesa (Bologna, 1993). Per le Edizioni Vivere In ha pubblicato Creatura Verbi. La Chiesa nella teologia di Martin Lutero, E cantando pregare, e l'edizione francese di Negli abissi dell'Amore. Dina Bélanger.
Un valido sussidio pastorale per le parrocchie, i santuari e le diocesi, a uso esclusivo dei sacerdoti, per la registrazione e compilazione degli atti di Matrimonio. Impostato su doppia pagina permette di riportare tutti i dati necessari degli sposi e di testimoni. Una rubrica finale dona la possibilità di inserire i nominativi in ordine alfabetico e il numero della pagina dell'atto corrispondente, per una consultazione veloce. La copertina colorata, in similpelle rigida con impressione a secco, lo rende facilmente distinguibile da tutti gli altri registri parrocchiali. La carta uso mano bianca, morbida e porosa, è la scelta ideale per assorbire ogni tipo di inchiostro ed evitare fastidiose sbavature. Il registro è dotato di un comodo segnalibro.
Il libro dei salmi è un testo sublime ispirato dalla Santità superiore. In quest'opera magna si trovano salmi specifici da recitare in ogni circostanza, che connettono con l'energia suprema del Creatore. Grazie all'opera di teologi e filosofi, sappiamo come ogni salmo si relaziona con un determinato momento della vita. Ne "Il potere curativo dei salmi", questi sono riportati integralmente. Per quanto esistano alcune infermità di diversi organi e parti del corpo alle quali non corrisponde un salmo specifico da recitare, sappiamo che il re Davide ha incluso ne "Il libro dei salmi" preghiere per qualsiasi situazione. Vedremo, pertanto, quali versetti si possono recitare per tali malattie o sofferenze.
Gli "occhiali" del diritto con i quali, in questo libro, vengono analizzati i primi milletrecento anni della storia della Chiesa cattolica si rivelano particolarmente penetranti per illustrare la straordinaria evoluzione dell'ordinamento canonico e comprendere tematiche oggi vivacemente dibattute (il ruolo dei laici e quello delle donne, il celibato ecclesiastico, la qualificazione contrattuale e sacramentale del matrimonio...). Ma con quegli stessi occhiali si possono esplorare le radici di numerosi istituti di cui ancora oggi i sistemi normativi statuali si avvalgono e gli sviluppi sociali, politici e del pensiero di cui sono stati il frutto, oppure la causa. Aprendo agli studenti universitari di scienze giuridiche, ma anche ai lettori non esperti di diritto, squarci suggestivi su aspetti fondamentali e spesso poco noti della formazione dell'Occidente cristiano.
Giubileo fa rima con indulgenze. O, meglio, faceva rima. Oggi comprendere le indulgenze non è affatto facile. Vuote apologie e semplificazioni riduttive sono all'ordine del giorno. L'oggetto stesso dell'indulgenza, ossia la "remissione della pena temporale", mette a dura prova la nostra intelligenza di cattolici, sicché spesso per toglierci d'impaccio ripieghiamo su qualche richiamo alla preghiera per i defunti o alla misericordia di un Dio che perdona senza misura. Di qui è nato il progetto di questo libro, che vuole parlare a tutti: ai dotti come ai curiosi. E lo fa mediante una struttura agile e diretta: i due curatori hanno rivolto domande a sei esperti, scelti sulla base delle loro diverse competenze. Le risposte, senza troppe citazioni in nota, aiutano a elaborare una comprensione critica della tradizione e soprattutto a rivedere oggi l'indulgenza, inserendoci nell'alveo di una riscoperta del "processo penitenziale". Un dibattito sereno e dialogato sulle indulgenze può e deve fare nuova luce: per evitare i tanti equivoci e per sciogliere i troppi enigmi.
La passione è una forza che mette in moto le cose. È una forza necessaria, se vogliamo essere creativi. Ne abbiamo bisogno non solo nella vita spirituale, ma anche nell'arte, nella scienza, nello sport, nelle attività che svolgiamo quotidianamente a scuola o al lavoro. Ne abbiamo bisogno anche per operare convintamente per gli altri e per la giustizia nel mondo. «Senza passione, nulla di grande è mai stato realizzato, né è realizzabile», sentenziava Hegel. Scrivendo a quattro mani con Hsin-Ju Wu, Anselm Grün esamina i diversi aspetti delle passioni: il loro potere di affermazione della vita, i pericoli del loro abuso. E mostra a tutti un modo per risvegliare o riscoprire la propria passione. Perché chi si appassiona a qualcosa entra di nuovo in contatto con se stesso e ritrova la vitalità che lo aiuta ad assumersi la responsabilità della propria vita e del futuro di questo mondo.
Chi fu davvero Gesù di Nazareth, il giovane predicatore della Galilea che con la sua prima venuta ha cambiato per sempre la storia del mondo? Quale significato può assumere, per l'umanità del terzo millennio, il Regno di Dio che Egli ha annunciato? Ed è possibile che fenomeni della nostra epoca, unici e diversi, come gli sconvolgimenti climatici, l'accelerazione esponenziale della tecnoscienza, l'esplosione demografica, l'apostasia dell'Occidente, gli scandali nella Chiesa e gli avvistamenti di Ufo nei cieli, abbiano qualcosa a che fare con il messaggio profetico di Gesù? E inoltre: è plausibile che riusciremo a potenziare le nostre capacità fisiche e cognitive fino a raggiungere da soli, con i prodigi della scienza, una felice immortalità, come promettono i moderni profeti del transumanesimo, o accadrà prima, secondo quanto affermano le Sacre Scritture, un evento cosmico trascendente che trasformerà radicalmente le nostre esistenze? Questo libro vuole offrire delle risposte a queste domande, indagando il più grande dei misteri, quello che illumina tutti gli altri: l'Èschaton, il futuro ultimo, decisivo, che si manifesterà, come un nuovo inizio, alla fine della storia universale. Gesù di Nazareth duemila anni fa lo ha rivelato ai suoi discepoli. Oggi, in un mondo stregato dalla tecnica e inondato da tragedie e ansie "apocalittiche", questo futuro è l'unica speranza che ci invita a vivere il presente con audacia e fantasia.
Care Teologhe e cari Teologi, stimati colleghi e e college, nelle nostre aule e nei nostri studi, non possiamo eludere una domanda che precede e, in un certo senso, fonda ogni nostro sforzo: per chi a che pro la teologia parla ancora, o parla di nuovo, nello spazio pubblico? Oggi stiamo assistendo a un attivo e per molti versi compiuto smantellamento della memoria cristiana. In tale scenario, il pericolo più grande per la teologia è quello di diventare un' archeologia, affascinante ma irrilevante, di un mondo scomparso, o peggio, una riserva per iniziati che parlano una lingua ormai incomprensibile al di fuori delle mura delle nostre accademie e comunità. Questa Lettera propone di affrontare la scristianizzazione non come una minaccia da cui difendersi, ma come il luogo teologico a partire dal quale ripensare la nostra disciplina. Si tratta di accettare il deserto non come una maledizione, ma come un'opportunità kairologica per ritrovare, in una forma forse più povera e essenziale, il nucleo kerigmatico e sapienziale della fede.
La teologia come scienza, per la sua vocazione a coniugare il rigore critico con l'apertura al dialogo, può e deve farsi carico di questa sfida.
Antonio Staglianò, ordinato presbitero nel 1984, è dottore in Teologia fondamentale (Pontificia Università Gregoriana, 1986). Ha seguito corsi di specializzazione in Germania e si è laureato in Filosofia (Università della Calabria, 1995). Ha svolto numerosi ministeri e incarichi a livello parrocchiale, diocesano e nazionale. Nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Noto. Nel 2022 Francesco lo ha scelto come presidente della Pontificia Academia di Teologia. È autore di numerosi saggi che spaziano dalla teologia scientifica, in dialogo con tutti saperi critici, all'attualità pastorale ed ecclesiale.
Come vivere da cristiani nell’era digitale? Suona così la domanda da cui prende avvio Giovanni Ancona in questa sua rassegna sintetica delle dinamiche, delle opportunità e delle sfide poste dalla cultura digitale. A fronte delle nuove questioni etiche e antropologiche che quotidianamente vengono sollevate da più parti intorno alla tecnologia e al futuro degli esseri umani, quest’opera vuole far prendere coscienza della rivoluzione in atto per delineare in maniera rinnovata e critica, ma con un approccio positivo, il nostro vivere umano e cristiano. Dall’infosfera all’intelligenza artificiale fino al post- e al trans-umanesimo, il libro offre una riflessione teologica che sottolinea i compiti etici ed educativi che queste realtà impongono, ipotizzando infine un modo concreto con cui affrontare questo cambiamento culturale, per abitarlo da cristiani in modo critico.
«Negli scritti di Moioli la “questione del prete” si propone nella sua identità di questione teologica, propriamente secondo la prospettiva della teologia spirituale, mirata intenzionalmente a rilevare la figura cristiana del prete. […]
Su questa linea, la ricerca di Moioli si muove con fermezza e disinvoltura. Propriamente non è più una ricerca, ma piuttosto una lezione lucida, convinta e persuasiva, che merita di essere appresa, anche perché è maturata non nel rifugio ovattato e senza tempo delle biblioteche, ma nel fermento vivace e a tratti convulso del post-concilio. […]
La vicenda postconciliare del prete non è conclusa e l’accompagnamento di Moioli mantiene la sua attualità. Lucidi e illuminanti, i suoi scritti consentono di prolungare l’accompagnamento, oltre la morte, anche oggi. Sarebbe stata insipienza non raccoglierli; rischiavano di smarrirsi senza poter essere utilizzati, in un momento in cui il prete non è ancora uscito dal suo disagio e la letteratura sul prete non è ancora uscita dalla deriva dell’improvvisazione e dell’insignificanza. L’averli raccolti significa avere prodotto un testo imprescindibile per il prete e per la letteratura sul prete» (dalla Prefazione di Giuseppe Colombo)
«Essere, fino al dono della vita, “liturgo” del culto spirituale che è la comunità cristiana e l’uomo,
a cui fraternamente si mantiene legato; e quindi essere deputato a svolgere
presso i fratelli il compito del “pastore”, mettendo sempre più in risalto
e vivendo per sé e per gli altri un radicale riferimento a Cristo,
unico Signore e Salvatore e Sposo della Chiesa: ecco il senso spirituale sintetico
dell’essere presbitero (e vescovo) secondo il Concilio».
(Giovanni Moioli)
Lode, invocazione, supplica, lamentazione, urlo, atto di fede o di ribellione, dissacrante e che rasenta la bestemmia: la preghiera cristiana nella sua miriade di forme è un riferimento imprescindibile per la letteratura italiana, a partire dalle origini della produzione in volgare fino ai giorni nostri. La preghiera nella letteratura italiana è un'indagine di indubbio valore scientifico, composta di ottanta voci elaborate da studiosi e accademici di grande prestigio, che ripercorrono modalità di impiego e significati della preghiera da parte degli autori più interessanti del panorama letterario. L'intento è di offrire un panorama sufficientemente vasto a studiosi e a studenti di materie umanistiche, di teologia, di scienze umane, a quanti conservano la passione per la nostra letteratura, che potranno trovare in questo volume un utile punto di partenza. Ciò che importa è scoprire come nella preghiera entri tutta la vita, oggetto primo e ultimo della letteratura: la vita materiale delle tribolazioni patite, che protesta con Dio o gli chiede aiuto o consolazione, quella morale della coscienza che si accusa e domanda perdono, quella spirituale dell'anima che contempla e rende grazie.