Il volume presenta le vite degli eremiti Paolo, Malco e Ilarione che Girolamo ha scritto quasi ripercorrendo, in un progetto unitario, le tappe della diffusione del monachesimo: Egitto, Siria, Palestina.
Le Vite sono opera di ricerca, di formazione, di viaggio.
I protagonisti sono personaggi che,attraverso le asperità e le tortuosità del mondo fisico, compiono un cammino interiore.
I santi asceti descritti non dimostrano di essere irraggiungibili e lontani, ma vicini al pubblico ed alle sue debolezze.
Girolamo permette al lettore di conoscere esempi non impossibili da imitare e in cui riconoscersi, soprattutto per condurre un eguale viaggio spirituale.
Inspirado por las ideas de la conferencia de Aparecida, Galli nos presenta una propuesta para una nueva pastoral urbana, ya que cada vez más personas viven en las megalópolis del mundo.
La afirmación «Dios vive en la ciudad» procede del Documento Conclusivo de Aparecida (A 514). A partir de ella, el teólogo argentino Carlos María Galli nos invita a pensar, desde la fe y el Evangelio, la presencia de Dios en los ambientes urbanos.
A la luz del espíritu de la Conferencia de Aparecida, Galli afirma que la fe descubre a Dios no solo en los lugares de su presencia, sino también en los signos de su ausencia. Porque, en realidad, Dios no vive en el campo o la ciudad. El habitar de Dios se da más bien en su identificación, por el Espíritu de Jesucristo, con los hombres, aun en sus experiencias más contradictorias. «Las sombras que marcan lo cotidiano de las ciudades, como, por ejemplo, violencia, pobreza, individualismo y exclusión no pueden impedirnos que busquemos y contemplemos al Dios de la vida también en los ambientes urbanos.» (A 514)
En este documentado ensayo, Galli presenta sus reflexiones y propuestas para una nueva pastoral urbana, ya que cada vez más personas viven en las megalópolis del mundo.
¿Qué significa realmente adorar a Dios? ¿Qué relevancia tiene esta cuestión en una sociedad posmoderna? ¿Es necesario insistir en la adoración de un Dios al que no vemos? ¿No deberíamos promover antes una mentalidad urgida por el bien del hombre al que sí vemos?
Son cuestiones que interpelan indudablemente no sólo a los bautizados, sino también a quienes descubren en su interior la pregunta acerca del sentido.
Desde la perspectiva particular de las ciencias humanas, pasando por el quehacer teológico, hasta llegar a algunas formas de la liturgia cristiana, los autores de esta obra ofrecen una respuesta articulada y suficiente.
Es un libro de alta divulgación donde el lector encontrará un mapa y los instrumentos necesarios para interpretarlo, así como aquellas indicaciones prácticas que le permitan recorrerlo en su vida cotidiana.
Nell'infuocato clima provocato dalla eresia ariana nella metà del IV sec., Ilario di Poitiers è tra i più accaniti difensori dell'ortodossia. Nel 359 scrive il Liber II ad Constantium: una supplica all'imperatore, pregandolo di autorizzare un dibattito tra lui e Saturnino di Arles, che lo aveva ingiustamente accusato di tradimento della vera fede evangelica. Un documento importante per ricostruire la posizione dei vescovi della Gallia, e più particolarmente dell'Aquitania, di fronte alla professione di fede di Nicea. Ilario fu il primo autore nella cristianità latina a comporre inni come strumento di acculturazione dottrinale dei suoi fedeli. Di tali testi ne sono giunti a noi solo tre: Cristo Dio in cui Ilario esprime la sua fede nell'unico Dio; La resurrezione di Cristo, inno pasquale affidato a una voce femminile che incarna l'anima del neofita da poco rigenerata nella Veglia battesimale di Pasqua; Le tentazioni di Cristo che mette in contrapposizione il primo e il secondo Adamo, l'Adamo terrestre e caduco con l'Adamo celeste vittorioso sulla morte e su Satana.
Quattro meditazioni inedite di Padre Vannucci ci introducono nel cuore del momento decisivo nella vita di ogni credente: il momento in cui cerca un contatto con l'Infinito. Che cos'è la preghiera? Come si prega? A cosa serve pregare? Pregare non serve a domandare ma a rendere più intensa la nostra vita.
Giovanni aveva passato una vita a parlare di morte e di morti, a sfidare la morte; era uno di quei giornalisti che hanno sempre la valigia pronta dietro alla porta, perché in piena notte può arrivare una telefonata dal giornale e devi prendere il primo aereo, perché c'è stato un attentato alla stazione Atocha di Madrid. Oppure c'è stato un terremoto in Turchia o magari devi metterti subito in auto perché è scoppiato un treno carico di gpl alla stazione di Viareggio. Da inviato speciale aveva perfino rischiato la vita per raccontare gli orrori della guerra di Bosnia. Stavolta però era diverso, per un assurdo destino, era in gioco la sua vita, aveva scoperto di essere gravemente malato. Quello che poteva essere il suo ultimo viaggio, per scrivere il suo ultimo articolo, lo aveva portato prima a Madrid, poi a Lisbona e quindi a Fatima. Là aveva incontrato, Francesco, un uomo anziano, dall'età indefinibile, che sembrava aspettare proprio lui.
Nota pastorale della Commissione Episcopale per la liturgia che ripropone in forma organica e ribadisce la normativa liturgica vigente, della quale intende chiarire le connessioni e le concrete applicazioni. Le disposizioni qui contenute costituiscono norma di riferimento per l'attività di adeguamento liturgico degli organismi diocesani, regionali e nazionali che hanno competenza in materia di arte sacra e di beni culturali ecclesiali.
Il mondo nel quale Marco introduce il suo lettore è un mondo di conflitti e suspense, di enigmi e segreti, di domande e capovolgimenti delle evidenze. Il suo attore principale, Gesù, è estremamente sconcertante. Questo racconto evangelico è un sottile invito ad abbandonare ciò che si considera evidente per penetrare nel nuovo mondo del Regno di Dio che viene, dove i primi sono gli ultimi e chi vuole salvare la propria vita la perde. Il presente commentario offre un'interpretazione del Vangelo colto come un tutt'uno, insieme costruito. Pur non tralasciando i principali risultati degli studi storico-critici, l'analisi narrativa fa da guida all'opera.
San Francesco era un giovanotto ricco ed elegante che sognava di diventare cavaliere. Un giorno incontrò Gesù e rinunciò a tutto per seguirlo. Si vestì di sacco e visse di elemosina, cantando le meraviglie del creato. Età di lettura: da 4 anni.
Le notizie storiche certe, le ipotesi a ritroso nei sotterranei della storia, le ricerche scientifiche dell'ultimo secolo, le straordinarie corrispondenze fra il telo sindonico e la passione di Gesù: tutto questo in un agile opuscolo che aiuta ad accostarsi all'Ostensione straordinaria del 2015, in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Con inserto-poster centrale (cm 58 x 21) che riproduce l'immagine frontale della Sindone, con riferimenti numerati ai particolari più significativi. Età di lettura: da 8 anni.
"Quanti nostri fedeli sono nell'oscurità, nel tormento e pensano che la fede sia per loro una questione chiusa, che ciò che vivono non è la fede ma il dubbio, la mancanza di fede o l'infedeltà. No!Tutto ciò fa parte della fede! Non devono quindi scoraggiarsi" (card.G.Ravasi)
La Bibbia è l'aiuto per capire che la fede è il cammino nel quale si può domandare a Dio di tutto. Il film non solamente pone le domande, buone domande, ma offre anche le risposte in maniera chiara, concreta e semplice. In modo molto reale presentala proposta di elevare la propria vita ad un livello più alto.