È un documento di interesse sulla vita quotidiana e la dottrina dei monaci siriani, in un'epoca fiorente della Chiesa nestoriana, alla quale appartiene Giuseppe Busnaya (869-979). Sebbene indirizzato a quanti conducono una vita di solitudine, la genuinità del cibo spirituale che viene offerto in questo libro può essere recepito anche da quanti vivono in un cenobio o nel mondo. Giuseppe nasce nel villaggio di Beit Edrai nell'869. Rimasto orfano di padre, si occupa di crescere i suoi fratelli e la sorella. All'età di trent'anni circa, Giuseppe entra nel monastero di Rabban Hormizd. Dopo quattro anni trascorsi nel cenobio si ritira a condurre vita solitaria in una cella non lontana dalla comunità, e infine si ritira a vita solitaria. Rimarrà in una stretta e povera cella per circa dodici anni. Nel 929, dopo trent'anni di vita monastica trascorsi nel monastero di Rabban Hormizd, Giuseppe si trasferisce nel monastero di Mar Abramo di Beit Çayarê, dove continua a vivere nel silenzio di una cella. Rabban Giuseppe comincia ad esercitare la paternità spirituale. Il 4 settembre 979 muore Rabban Giuseppe.
Miliardi di persone nel mondo si definiscono cristiane. Nella loro vita Gesù è il centro della relazione che essi dicono di avere con Dio. In questa breve introduzione il biblista Richard Bauckham (autore di "Gesù e i testimoni oculari", Edizioni GBU 2010) esplora le azioni e gli insegnamenti di Gesù, dimostrando che ai fini della ricostruzione e della comprensione della figura del Gesù storico le prime siano importanti quanto i secondi. L'immagine storica di Gesù viene poi proiettata sul background del Giudaismo della terra d'Israele del primo secolo e da qui viene illuminato il valore che essa ha per la fede dei cristiani di tutte le epoche.
Frasi bibliche e parole nuove per esprimere l'emozione e la gratitudine per le meraviglie del creato e ricordare il nostro compito di custodi. Età di lettura: da 7 anni.
"Ho pensato che se Dio dovesse dettare oggi i comandamenti, il quarto diventerebbe: Onora tuo figlio e tua figlia" scrive don Benzi nell'introduzione. In un periodo storico in cui genitori, insegnanti ed educatori si lamentano di bambini e adolescenti che non sanno rispettare gli adulti e le regole della convivenza civile, c'è un cambiamento di prospettiva: sono i piccoli a dover subire le conseguenze di scelte fatte da adulti spesso irresponsabili. Don Benzi parte da frammenti di vita vera raccolti in tanti anni di instancabile apostolato tra famiglie di ogni estrazione sociale, per inoltrarci nelle gioie e nelle sofferenze dei piccoli, nei drammi e nelle speranze degli adolescenti, nel difficile quanto affascinante dialogo vitale tra gli sposi. Un percorso lungo il sentiero della vita segnato dagli appuntamenti che Dio propone ad ognuno di noi. Questo libro ci aiuta a non lasciarceli sfuggire, per gustare pienamente il meraviglioso dialogo della vita. A distanza di quasi dieci anni dalla prima pubblicazione di questo libro, da tempo esaurito, questa nuova edizione ci consente di gustare la straordinaria attualità delle intuizioni di don Benzi.
A causa di un'infezione alla nascita Laura non può camminare bene. Tuttavia in questi suoi primi 29 anni - è riuscita ad essere atleta, brillante studentessa, laureata e dottoranda in storia, e ancora parlamentare, felice sposa. Grazie alla sua vitalità, alla sua tenacia, e alla stimolante vicinanza di coloro che hanno creduto in lei. In questo libro, come fosse una favola, papà Francesco le racconta la sua storia. Ma in realtà la storia di Laura parla a tutti noi, per infonderci il coraggio di credere che nessuna barriera è in grado di fermare chi ha un sogno ed è disposto a mettersi in gioco fino in fondo per realizzarlo.
In cartonato, l'attesa enciclica di papa Francesco sul tema del Creato e dell'ambiente.
Il nuovo volume della collana Le parole di Papa Francesco contiene le omelie pronunciate dal Pontefice tra l'8 aprile 2015 e il 29 giugno 2015. All'interno catechesi sulla famiglia che spaziano su temi quali: la sofferenza dei bambini; la differenza e la complementarietà tra l'uomo e la donna e l'importanza del Sacramento del matrimonio; le riflessioni sul primo racconto della creazione dell'essere umano tratto dal primo capitolo della Genesi; le riflessioni sulla bellezza del matrimonio cristiano che - come ricorda il Papa - "non è semplicemente una cerimonia che si fa in chiesa" ma "un sacramento che avviene nella Chiesa, e che anche fa la Chiesa, dando inizio a una nuova comunità familiare". E ancora: le riflessioni sulla vita della famiglia, la vita reale, coi suoi tempi e i suoi avvenimenti; l'importanza dell'educazione dei figli; l'importanza e la fiducia espressa nel fidanzamento; la malattia e la morte.
Il volume mette in luce in maniera sintetica ed efficace l'intuizione che ebbe San Vincenzo de' Paoli nel promuovere e valorizzare la capacità delle donne di ogni condizione ad operare per alleviare la povertà e la sofferenza.
Il libro pubblica gli Atti della 65ª Settimana Liturgica Nazionale tenutasi a Orvieto, dal 25 al 28 agosto 2014. Ogni Eucaristia rinnova continuamente in noi il gesto di Cristo che ci nutre per la vita eterna, che alimenta con la sua Grazia la nostra miseria, che trasfigura con il suo amore le nostre debolezze. L'assemblea eucaristica, pertanto, è chiamata a riscoprirsi sempre più quale immagine e profezia della Chiesa misericordiosa, scuola di accoglienza, di comunione nella diversità e nella fragilità, luogo in cui si plasmano relazioni nuove di comprensione e compassione. Dalla celebrazione del Mistero pasquale, centro e sorgente della vita cristiana, riparte sempre nuova l'evangelizzazione, capace di individuare atteggiamenti e gesti che sappiano incontrare l'umana fragilità per testimoniare e offrire la misericordia di Dio. Così l'Eucaristia, ispirazione e forza dell'umanesimo cristiano, continua ad accompagnare il cammino del popolo fedele di Dio e ad animare la vita e la testimonianza dei discepoli missionari.
En su día, la lingüística del texto supuso un paso adelante respecto a la gramática de la frase o a la semántica de los términos. El camino hacia el estudio científico del sentido en la comunicación se hizo, de algún modo, expedito. Biblia, teología y lingüística del texto se sirve de ese instrumental para llevar a cabo una presentación de algunas cuestiones fundamentales de la Introducción general a la Sagrada Escritura: Biblia y revelación, canon y texto, principios de interpretación.
La obra comienza con la exposición de los preconceptos que se manejan (Parte I. Prejuicios). A continuación se exploran dos de las características fundamentales de la textualidad (Parte II. Delimitación; Parte III. Coherencia). Y se concluye dirigiendo la atención a la dimensión pragmática (Parte IV. Texto y retórica; Parte V. Texto y referente).
Cada una de las partes engloba dos o tres capítulos. Aunque se ha concedido un cierto espacio a las cuestiones teóricas —como la dimensión literaria de la Escritura o las repercusiones teológicas de la crítica textual—, la primacía corresponde a los ensayos de aplicación de los principios generales: ¿qué implica en la recepción de los evangelios la historia del Diatésaron de Taciano?; ¿cómo entender el concepto de coherencia ante un texto difícil como Jos 5,13-15?; ¿qué significa “misterio” en 1Co 1-4?; ¿por qué los evangelios caracterizan a Judas Iscariote como un personaje plano?, etc.
El libro pretende, en definitiva, estimular un acercamiento a la Sagrada Escritura que sea, por un lado, de carácter decididamente teológico y, por otro, abierto a sacar todo el rendimiento posible de las aportaciones de la lingüística contemporánea.
Carlos Jódar (Jaén 1966) es Doctor en Teología, Licenciado en Filología Semítica, Teología, Estudios Bíblicos y Estudios de Oriente Antiguo. Profesor de Sagrada Escritura en la Facultad de Teología de la Pontificia Università della Santa Croce (Roma). Sus áreas de docencia e investigación comprenden la hermenéutica bíblica, la introducción al AT, hebreo bíblico, siríaco y la aplicación de los instrumentos de la lingüística a la exégesis. Entre sus publicaciones se encuentran Vetus in Novo. El recurso a la Escritura en el Nuevo Testamento (2006, en colaboración con F. Belli, I. Carbajosa y L. Sánchez Navarro); Adorar y dar culto en el Antiguo Testamento (2015); La Sacra Scrittura, Parola di Dio attestata (2013); Il Dio che parla. Commento a “Verbum Domini”, nn. 6-21 (2011); El Nuevo Testamento en la Peshitta de Isaías (2010); El texto del Oráculo de Enmanuel. Elementos de lingüística textual en el estudio de un texto bíblico (1999); La interpretación de Is 7,14 en el Diálogo de Pedro Alfonso y su fundamentación hermenéutica (1999).
A partire dalla seconda metà del secolo scorso, il tramonto della stagione degli opposti totalitarismi ha visto il crescente affermarsi dei diritti umani come linguaggio universale e comune fondamento etico delle relazioni internazionali. Questo processo di affermazione è culminato nella Dichiarazione Universale del 1948. Come affermava Benedetto XVI nel suo Discorso alle Nazioni Unite del 2008, questi diritti "sono basati sulla legge naturale iscritta nel cuore dell'uomo e presente nelle diverse culture e civiltà. Rimuovere i diritti umani da questo contesto significherebbe restringere il loro ambito" e mettere in discussione la loro universalità che "verrebbe negata in nome di contesti culturali, politici, sociali e persino religiosi differenti". Al giorno d'oggi quasi ogni rivendicazione sociale, etnica o tecnica è qualificata in termini di diritto fondamentale e viene invocata come diritto umano. Ne sono esempio i "diritti riproduttivi" e il "diritto a non nascere", ormai universalmente e mediaticamente sostenuti. Si tratta di istanze che hanno una radice profondamente ideologica, indebitamente affermate come diritto fondamentale e che finiscono per mettere in discussione l'universalità stessa dei diritti umani. Siffatta universalità, invece, non può che fondarsi sul rispetto e sulla salvaguardia della dignità fondamentale della persona umana e delle sue convinzioni prima, durante e dopo la sua vita...
In queste pagine sono raccolti alcuni tweet postati da papa Francesco il giorno in cui è stata resa pubblica l'enciclica 'Laudato Si' dedicata all'ecologia, cioè alla cura del nostro pianeta come parte della creazione.