In questo tempo così difficile dobbiamo lasciarci toccare il cuore dal grido dei popoli e dei poveri e pregare incessantemente per la pace. La compagnia quotidiana della Parola di Dio aiuta a non rassegnarci alla guerra, alla violenza e all’ingiustizia.
Queste preghiere che con semplicità l'Autore ha composto, sono una sorgente profonda di fede capace di farci conoscere i tratti umani e spirituali della santità di questi due giovani: Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati che ci insegnano la strada da seguire per entrare in contatto con l'amore di Dio. Presentazione del cardinale Angelo Comastri. Prefazione di Paolo Curtaz.
In un tempo per tanti versi drammatico, nel quale l'uomo è sottoposto a innumerevoli minacce che mettono a rischio la sua stessa umanità, i 1700 anni del Concilio di Nicea costituiscono una preziosa opportunità per chiederci chi sia Cristo per la vita dell'uomo, di ciascuno di noi, una domanda che Gesù stesso pose ai suoi discepoli: «E voi chi dite che io?». Essa interpella in primo luogo la vita della Chiesa, sempre esposta al rischio di ridurre Cristo al suo esempio e non al dono della sua persona, una strada che finisce per portare a stanchezza, tristezza e smarrimento. Negando la divinità di Cristo, Ario lo riduceva a mediatore tra Dio e l'uomo, svuotando la realtà dell'incarnazione cosicché divino e umano restavano irrimediabilmente separati. Ma se Dio non si è fatto uomo, come può l'uomo diventare come Lui? Questo era in gioco a Nicea ed è in gioco oggi: la fede in Dio «che si è fatto come noi per farci come Lui», estrema convenienza per ogni singola persona: «Si tratta di te». Riprendendo con rigore il dibattito che si svolse a Nicea, l'autore ci conduce a contemplare con stupore e gratitudine la bontà del Signore e ciò che ha fatto «per noi e per la nostra salvezza», mosso da un amore infinito di Padre che ci vuole tutti figli.
"Re Giorgio": così, il 3 dicembre 2011, dopo il varo del governo Monti, il "New York Times" definisce il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano. In quei giorni concitati di crisi economica e di governo, il capo dello Stato è infatti "emerso come Tanti-Berlusconi, e con la moglie Clio ha incarnato un'Italia diversa, un'Italia di virtù civiche". Nella sua biografia politica, il prudente e diplomatico Napolitano è stato varie volte "primo": il primo ad aver avuto ragione sul tema del riformismo (lo dice Fassino nel 2001), il primo ex comunista nominato ministro dell'Interno (1996), il primo ex comunista eletto al Quirinale. E il primo esponente del Pci a essere ricevuto in pompa magna negli Stati Uniti. Questo libro ne ripercorre la crescita politica, il rapporto con il partito, i suoi esponenti (da Giorgio Amendola a Enrico Berlinguer), la sua storia e le sue correnti - di cui egli ha sempre incarnato quella riformista e moderata - ma anche con la sua Napoli e con l'amatissima moglie Clio, compagna nella vita e negli ideali. Per darci un ritratto veridico quanto appassionato dell'uomo che, Costituzione alla mano, ha saputo tenere le redini del Paese.
Pier Giorgio Frassati, il 'giovane delle otto beatitudini', presentato da Karol Wojtyla. Parole e immagini ripercorrono le tappe principali di un legame forte e profondo tra il Beato torinese e il Papa polacco.
"Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in noi" (1 Pt. 3, 15)
Nel nostro secolo, Pier Giorgio Frassati ha incarnato nella propria vita queste parole di San Pietro. è diventato, così, il testimone vivo e il difensore coraggioso di questa speranza a nome dei giovani cristiani del secolo ventesimo.
Certo, ad uno sguardo superficiale, lo stile di Pier Giorgio Frassati, un giovane moderno pieno di vita, non presenta granché di straordinario. Ma proprio questa è l'originalità della sua virtù, che invita a iflettere e che spinge all'imitazione.
In lui la fede e gli avvenimenti quotidiani si fondono armonicamente, tanto che l'adesione al Vangelo si traduce in attenzione amorosa ai poveri e ai bisognosi, in un crescendo continuo sino agli ultimi giorni della malattia che lo porterà alla morte.
Egli testimonia che la santità è possibile per tutti e che solo la rivoluzione della Carità può accendere nel cuore degli uomini la speranza di un futuro migliore. (Giovanni Paolo II)
Studio "coraggioso" sull'abuso spirituale: una presa di coscienza e una riflessione che al momento sembrano mancare nel contesto ecclesiale italiano. Questa forma di abuso avviene quasi sempre nell'ambito della direzione spirituale e/o della confessione. Le riflessioni dell'autore si focalizzano su ciò che avviene nell'intimo di una persona, anche se le vittime possono essere molte; qualcosa che di solito è perpetrato da un singolo abusatore, anche se può godere del sostegno di un gruppo che ne accresce l'influsso. Analisi su ciò che è stato scritto finora da autori che hanno dato ascolto alle vittime o che sono stati a loro volta vittime di abuso spirituale. Prefazione di Amedeo Cencini.
Nel corso della sua intensa attività culturale e politica La Pira ha scritto migliaia di lettere ai più vari destinatari: familiari, carcerati, letterati, laici impegnati nelle associazioni cattoliche esistenti, religiosi, statisti italiani e stranieri, papi, vescovi e cardinali; un numero incredibile di lettere solo in minima parte pubblicate. In questa immensa produzione un posto particolare è occupato dalle 250 Lettere circolari alle Claustrali da lui scritte, fatte stampare in foglietti o in opuscoli singoli e quindi inviate ai monasteri o a singoli destinatari. Di cosa si tratta? Dal 1951 al 1974, divenuto Presidente delle Conferenze di San Vincenzo della Toscana, La Pira aveva introdotto nel programma una novità: l'assistenza da offrire ai monasteri di clausura in difficoltà, in cambio di preghiere. L'iniziativa consisteva nell'invio di un foglietto stampato come circolare che, all'insegna dell'attualità, riportava le motivazioni e le iniziative “politiche” per cui La Pira chiedeva di pregare. Un documento eccezionale perché rappresenta un passo fondamentale per la comprensione del movente squisitamente teologico della vita politica di La Pira. In prima edizione italiana.
'Fare della fede la vita.' Questa frase di Giorgio La Pira invita a scoprire e a percorrere, facendo parlare per lo più lui stesso, la novità e l'attualità del suo francescanesimo, che vuole dire una parola, umile, dimessa, ma allo stesso momento eloquente e sincera, all'uomo di oggi, assetato di verità, in ricerca di Dio vivo e vero: il Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Sono più di 900 le lettere tra Giorgio La Pira ed Amintore Fanfani conservate presso la Fondazione La Pira. Ne vengono qui pubblicate 394, oltre a 48 appunti di La Pira ad esse collegati. Accuratamente trascritte e annotate da Federico Perini, permettono di ripercorrere, per la prima volta in modo completo, le vicende di uno dei sodalizi più significativi nella storia politica dell'Italia repubblicana, durato più di trent'anni e fondato su una amicizia sincera quanto travagliata. Il carteggio offre uno spaccato senza filtri su molte importanti questioni di politica fiorentina, italiana ed internazionale. Per La Pira «il problema storico e politico fondamentale per un cristiano è prendere coscienza del 'tempo storico' in cui si trova», leggendo i «segni dei tempi». Le vicende della Guerra fredda, della decolonizzazione, del Medio Oriente, dell'Africa, del Vietnam, dell'America Latina, del processo di integrazione europea e della politica italiana