La "Trilogia cosmica" di Lewis è per la fantascienza quello che "Il Signore degli Anelli" è per il fantasy - senza l'una non avremmo l'altro. «La nostra intenzione originaria era di scrivere un ‘thriller' escursionistico: un viaggio nello spazio (il suo) e un viaggio nel tempo (il mio), dove scoprire il Mito ... Soltanto da lui ho avuto l'idea che la mia ‘roba' potesse essere qualcosa di più che un passatempo privato. Senza il suo interesse e il suo desiderio incessante di altre pagine da leggere, non avrei mai portato a termineIl Signore degli Anelli». (J.R.R. Tolkien)
La vicenda di Roma, lungo tutto il suo percorso millenario, è accompagnata da un concetto particolarissimo e originale: quello espresso nel termine imperium. Questo vocabolo traduce il rapporto tra il potere nella sua accezione più alta e la sua responsabilità. Ab origine, la responsabilità verso il popolo romano è, infatti, subordinata a una serie di valori addirittura anteriori alla nascita stessa dell’Urbe, come quello di fides, il rispetto delle regole. A questo concetto sono costretti a rapportarsi tutti i grandi di Roma. Da Scipione a Silla, da Cesare ad Augusto. Un libro sul potere a Roma nello studio originale e innovativo di uno dei più grandi storici dell’antichità.
«Come camminare due milioni di passi senza raggiungere uno straccio di illuminazione.» Un lutto insopportabile, coinciso con un periodo difficile sul piano privato e professionale, spinge Antonio, graphic designer quarantenne, a ritornare all’amata India, ma con l’intenzione, stavolta, di attraversarla a piedi, «alla ricerca di qualche sorta di illuminazione». Percorre così oltre 1800 chilometri da Dharamsala, nell’estremo nord del Paese, in direzione sud, verso Mumbai, inseguendo elusive verità superiori e scovando doni ancora più preziosi: umanità, accettazione e ascolto da una terra che lo accoglie a volte come matrigna, più spesso come madre amorevole e protettiva. Tra scimmie aggressive, rituali ancestrali e volti segnati da storie più antiche del tempo, giorno dopo giorno Vagaboots (l’alter ego dell’autore) abbandona la vecchia identità scoprendo nuove parti di sé e portando a termine un irresistibile, autoironico e mai retorico cammino di trasformazione.
Il Codice di Procedura Penale Minor, per le sue caratteristiche, costituisce uno strumento utile per studenti, operatori del diritto (Avvocati, magistrati e forze dell’ordine) e di quanti sentano la necessità di consultare un codice maneggevole, pratico ed aggiornato alle ultime novità legislative. Il codice infatti è pubblicato tenendo conto di tutti quei provvedimenti che hanno modificato sia la normativa codicistica sia le leggi complementari, alcune delle quali sono riportate in Appendice. Un dettagliato indice analitico-alfabetico e un esauriente indice cronologico chiudono il Codice di Procedura Penale Minor, consentendo il facile reperimento delle norme. Tra le espansioni online è disponibile, infine, l’App CodiciSimone per consultare i codici dal tuo Smartphone e averli sempre aggiornati in tempo reale. L’App, disponibile per Android e iOS, è scaricabile gratuitamente attraverso il QR Code in calce a questo volume.
Chi è l’essere umano? A questa domanda cruciale, in sé stessa per il sapere filosofico e in termini esistenziali per ciascuna persona, intende rispondere Michele Federico Sciacca con questo volume che, nelle sue intenzioni, costituiva uno dei pilastri della sua "filosofia dell’integralità". Il testo esplora, in un percorso argomentativo serrato e appassionato, quali siano gli elementi costitutivi della condizione umana e l’abissale differenza tra "intelligenza morale" e "ragione etica" proponendo lo "squilibrio ontologico" - radicamento nel finito innestato nell’apertura e tensione all’Infinito - non come un deficit, ma quale essenza dell’umano e segno valoriale della sua unicità. L’opera, pubblicata dall’autore per la prima volta nel 1963, esce in un’edizione fedele all’originale e insieme rinnovata, in occasione del 50° anniversario della morte di Sciacca.
Il rapporto tra società, istituzioni e potere è stato sempre al centro dei vari interessi di ricerca di Marco Meriggi, a cui questo volume rende omaggio. I saggi che lo compongono coprono un arco temporale disteso tra il Medioevo e la contemporaneità novecentesca, riconnettendosi a campi d’indagine e nodi problematici a cui Meriggi si è dedicato nella sua lunga attività di storico: dalle questioni costituzionali ai processi di statalizzazione in Europa, dalle forme di sociabilità e mobilitazione politica alle modalità di controllo del territorio, dalla storia del Risorgimento alla storia globale.
"Le Chiese del Novecento e la Santa Sede per la pace. Storia e diplomazia in Europa centro-orientale", si colloca come nono volume della collana Storia della Chiesa in Europa centro-orientale diretta dal prof. Jan Mikrut, offrendo un ampio quadro delle azioni della Chiesa cattolica e della Santa Sede a favore della pace nel corso del XX secolo nei paesi dell’Europa centro-orientale. Attraverso contributi di autorevoli studiosi internazionali, il libro mette in luce come la diplomazia pontificia e le Chiese locali abbiano affrontato le grandi sfide del secolo - guerre mondiali, regimi totalitari, conflitti etnici, Guerra Fredda - promuovendo dialogo, riconciliazione e difesa della dignità umana. Il volume esplora contesti nazionali diversi, dall’Albania alla Polonia, dall’ex Jugoslavia alla Germania orientale, fino alla Bulgaria e alla Turchia, restituendo la complessità di un’area segnata da persecuzioni, divisioni e transizioni politiche. Ne emerge la centralità della Chiesa locale e della diplomazia della Santa Sede come moderatori capaci di tessere relazioni in situazioni critiche e di mantenere viva la tensione verso la pace e la libertà religiosa. Questo volume, dedicato al prof. Jan Mikrut da un gruppo di suoi antichi allievi ed estimatori, costituisce un contributo imprescindibile per comprendere il ruolo storico e attuale della Chiesa cattolica e della diplomazia vaticana nella costruzione della pace in Europa e oltre.
Il Lettore noterà che nel primo capitolo si sviluppa il tema dell’esichía come «incontro» con Dio e come «scontro con i demoni» (philauthìa). Tale scontro è descritto nel secondo capitolo, dove l’Autore si sofferma sulla gastrimargia, nella duplice modalità della voracità e della golosità. Il terzo capitolo tratta della preghiera: l’esichía non è fine a se stessa, ma mezzo indispensabile per la preghiera, definita da san Nilo come infinita sapienza. La preghiera è richiesta dalla Sacra Scrittura: per questo il quarto capitolo è dedicato ad essa, nelle sue diverse forme. Per Nilo la Scrittura è la norma normans in quanto comanda pure di amare i nemici: proprio a questo amore è dedicato il quinto capitolo. La Scrittura, però, sottolinea anche l’importanza del lavoro, e questo fa sì che ad esso sia dedicato il sesto capitolo: un lavoro che per Nilo significa soprattutto «lavoro di calligrafia». Il settimo capitolo è dedicato all’ascesi, mentre l’ottavo agli ultimi istanti di vita di san Nilo e ai diversi Canoni Innografici a lui dedicati. L’intero percorso offerto al Lettore è illuminato e illustrato con testi di vari Padri, soprattutto di Marco il Monaco, Diadoco di Foticea e Doroteo di Gaza: opere e parole che san Nilo ha meditato e fatto proprie, dal momento che sono l’oggetto degli unici suoi tre Codici manoscritti autografi.
Rinaldo Iacopino, religioso della Compagnia di Maria (Marianisti), è sacerdote di rito bizantino-greco (2003) e archimandrita (2017). Ha conseguito il dottorato in Scienze Ecclesiastiche Orientali. Già Consultore del Dicastero per le Chiese Orientali, dal 2022 è stato nominato padre spirituale del Pontificio Collegio Pio Romeno – Sant’Efrem. Docente di Teologia e Liturgia Orientale presso la Pontificia Università Urbaniana e il Pontificio Istituto Orientale. Membro del Comitato Scientifico del «Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata», dei «Monumenta Studia Instrumenta Liturgica» della Libreria Editrice Vaticana, della Collana «Sapientia ineffabilis» della IF Press, e della «Rivista Theotokos». È socio ordinario della Pontificia Academia Mariana Internationalis.
Fra le varie pubblicazioni ricordiamo: Il Typikón della Cattedrale di Bova. Codex Barberinianus gr. 359. A.D. 1552. Presentazione di SB. Gregorio III Patriarca di Antiochia dei Melchiti, IF Press, Roma 2014; Il Menológio Italo-Bizantino di Bova. Codex Barberinianus gr. 371. Presentazione di SS. Bartolomeo I Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, IF Press, Roma 2015; La Vergine Maria “alfa e omega” della celebrazione liturgica bizantina. Presentazione di S. Cecchin, Presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2018; Presvìa. Celebrazione liturgica alla Madre di Dio. Rito italo-bizantino della Chiesa di Bova. Codex Barberinianus gr. 307. Prefazione di S. Ecc. Manuel Nin, Esarca Apostolico in Grecia, IF Press, Roma 2024.
Il convegno "Poetiche Artificiali. Umanesimo Tecnologico, AI e altre forme di intelligenza" rappresenta la seconda edizione di un convivio di studi organizzato dalla rivista «1001 Umanesimo Tecnologico», sostenuto e promosso dall’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia. La prospettiva è quella di contribuire all’affermazione di attività di studio che prevedono la combinazione tra analisi di carattere accademico-teorico e ricerche di natura scientifico-artistica, da intendere innanzitutto in chiave creativa. L’obiettivo dell’evento è quello di creare un ecosistema di idee, prospettive, ricerche e buone pratiche che dimostrano la necessità di partire da "noi stessi" per definire e progettare futuri in cui la tecnologia è co-protagonista nella «poiein», nella cultura del "fare". I diversi interventi testimoniano - attraverso l’analisi di alcuni esempi particolarmente significativi, sia storicizzati che più recenti - che "umanesimo" e "tecnologia" sono termini che interagiscono, integrandosi, dando forma a nuove categorie estetiche che richiedono ulteriori innovative "funzioni" capaci di renderle reali, in ambienti on/off line.