Il volume esplora la paranoia come forma costitutiva della modernità e come dispositivo epistemico che struttura il nostro rapporto con il reale. I contributi mostrano come il sospetto ipermorale e l’odio proiettivo emergano dalla frattura interna del soggetto, oscillante tra melanconia e narcisismo. La paranoia si configura come reazione alla perdita di senso e difesa dall’angoscia del vuoto: un delirio che ordina il mondo e assegna all’Altro la colpa. I saggi indagano questa logica in molteplici campi: dalla psicosi alla scrittura autobiografica, dal diritto alla letteratura e al cinema, dalla lettura psicoanalitica ai populismi e alla misoginia. Ne emerge un mosaico in cui la paranoia non è devianza marginale ma cifra della condizione contemporanea, un’illusione di senso che si fa dispositivo di sospetto e minaccia. Ripensarla significa interrogare la possibilità stessa del legame sociale, e abitare consapevolmente la fragilità del sapere e del desiderio che ci attraversano.
Non è difficile comprendere che cosa significa “Europa cristiana”, poiché i temi cristiani si trovano nell’architettura, nella pittura, nella musica, nella letteratura e nella cultura politica e sociale di tutta l’Europa. E allora perché, sin dalla sua fondazione, l’Unione Europea ha spesso preferito ignorare i legami con l’identità cristiana, richiamandosi solo alla tradizione di laicità dello Stato proveniente dalla Rivoluzione francese? Se lo chiede in questo saggio il giurista e docente Joseph Weiler, mostrando i rischi e le criticità legate alla scelta di eliminare il Cristianesimo dalla storia moderna europea. "L’Europa è ancora cristiana?" costituisce una testimonianza profonda per tutti coloro, credenti e non, che si sentono europei, con un saggio che esplora la rilevanza del magistero cristiano rispetto a questioni cruciali per il dibattito sull’integrazione europea.
Le forze armate
Ai confini o dentro la democrazia?
Le ragioni di una collana, di Francesco Clementi
Prima di cominciare
I. Le Forze armate nella storia d’Italia
1. Per una ricostruzione oggettiva
2. Dall’unificazione alla grande guerra
3. Il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale
4. L’8 settembre 1943
5. I primi tre decenni della Repubblica
6. Dal Libano (1982) al Libano (2024): l’impegno internazionale delle Forze armate italiane
II. La fisionomia delle Forze armate
1. Struttura e ruoli
2. La direzione politica della difesa
3. Organi politici e reparti militari: una grande differenza
III. Le Forze armate nella Costituzione italiana
1. Le Forze armate come «materia costituzionale»
2. Verso l’Assemblea costituente: la riscoperta della democrazia
3. Il sacro dovere di difesa della patria
4. Lo spirito democratico dell’ordinamento militare
5. L’identikit costituzionale
6. Il sacro dovere di difesa della patria secondo la Corte costituzionale
7. Lo status costituzionale del soldato
8. E i doveri?
IV. Proiezioni democratiche e repubblicane delle Forze armate
1. Le Forze armate nell’assetto democratico e repubblicano
2. Leva obbligatoria o militari di professione?
3. Le donne in divisa
4. Il soldato in politica
5. Forze armate e ordine pubblico interno
6. Esportare la democrazia? Le missioni internazionali
7. Quale futuro democratico e repubblicano per le Forze armate?
8. A proposito di spesa militare
9. Verso un esercito europeo?
10. Una istituzione riscoperta
Declinata sempre più spesso al plurale, la parola “spiritualità” descrive i vari modi attraverso cui uomini e donne cercano il senso della propria vita nella complessità del mondo contemporaneo. Soluzioni molteplici, che mettono al centro la libertà di scelta del soggetto, con i suoi sentimenti e la sua aspirazione a una piena realizzazione, lasciando sullo sfondo il riferimento alla dimensione istituzionale tipica delle religioni tradizionali. A vent'anni dalla sua comparsa nel dibattito sociologico italiano, il volume illustra le diverse traiettorie di ricerca che hanno caratterizzato gli studi su questo tema nel nostro paese. Un percorso che si è al contempo allargato e approfondito: allargato fino a comprendere le “spiritualità atee”, che non fanno riferimento ad alcuna forma di trascendenza intesa in senso tradizionale; e approfondito perché, integrando un'impostazione romanticamente individualistica della ricerca del senso, ne evidenzia le nuove condizioni sociali che la rendono possibile. I capitoli narrano le strategie inedite di connessione con il sacro elaborate dagli attori sociali a partire dalle esperienze della vita quotidiana.
Il giullare è colui che simbolicamente cammina a testa in giù e, così, propone uno sguardo capovolto sul mondo. L'espressione “giullare di Dio” (ioculator Domini) esprime per questo la sintesi della rivoluzione culturale di Francesco d'Assisi. Il suo sguardo rovesciato ha origine in una particolare proposta cristiana, che dalla follia dell'intuizione si incarna sia nella rappresentazione materiale sia nella storia, nella realtà dell'istituzione entro le forme “ordinate” dell'organizzazione politica, civile, religiosa ed economica. La vita fraterna come sudditanza reciproca, la rinuncia radicale al potere e alla ricchezza sotto ogni aspetto, la posizione di sottomissione e minorità, la gratuità del dono, la nudità come inanizione e privazione sono tutte “proposte ribaltate” che invertono – o tengono insieme – dentro e fuori, essere e apparire, visione e azione, parola e gesto, alto e basso, sublime e umile. Tale mutazione delle forme della rappresentazione e della concezione del mondo è tuttora una delle chiavi per comprendere la cultura umanistica e la modernità nel suo complesso. Nel volume studiosi di diverse discipline mostrano come la logica del rovesciamento di Francesco abbia inciso su arti figurative, letteratura, predicazione, devozione e drammaturgia, modificando nel profondo la cultura istituzionale, politica ed economica dell'Occidente medievale.
Bowlby deve la sua fama alla radicale riformulazione della teoria psicoanalitica, da lui sviluppata nel corso di una lunga carriera di ricercatore, docente e consulente psichiatrico.
In questo libro propone una selezione delle più importanti lezioni e relazioni tenute dal 1956 al 1976 presso società di psicoanalisi o psicologia e presso istituti di ricerca. Questi lavori, nati dalla vasta esperienza clinica di Bowlby, e scritti con l’umanità e la chiarezza che gli sono proprie, costituiscono una valida introduzione al suo pensiero, in tutti i suoi principi fondamentali, e una guida pratica sul comportamento e allo sviluppo mentale dei bambini, a uso sia dei genitori sia degli operatori.
Il tema di questo libro, rivolto a psicologi, studenti, insegnanti e assistenti di scuole materne, sono le emozioni umane. L’analisi spazia da quelle più specifiche, come gioia, rabbia e paura, fino alle più complesse reazioni emotive, con un focus sui primi anni di vita. Viene anche affrontato il ruolo dell’emozione nell’organizzazione globale del comportamento, evidenziando i legami tra l’emozione e altri aspetti del funzionamento quali cognizione, regolazione e gestione delle emozioni da parte degli individui.
Considerando lo sviluppo un processo integrato, l’autore sostiene che le emozioni possono essere viste come il più complesso degli stati mentali nella misura in cui esse si mescolano con tutti gli altri processi. Di conseguenza, lo studio del loro evolversi può essere condotto solo tenendo presente lo sviluppo cognitivo e la matrice sociale al cui interno esso si dispiega.
In questi scritti, la frequentazione dei territori dell’arte, nell’ottica della coscienza religiosa, è concepita come un’avventura creativa dell’immaginazione teologica stessa: la teologia non “commenta” l’opera d’arte, cerca “l’illuminazione” che essa proietta su ciò che nella Parola resiste al commento che fissa il concetto. La pratica ermeneutica conseguente prende perciò distanza dalla riduzione dell’interesse teologico per l’opera d’arte a didascalia dell’idea religiosa (l’impostazione più diffusa nella teologia odierna). La restituzione teologica dell’atto estetico, ossia dell’invenzione creativa che, in esso, si sottrae alla pura intenzione utilitaria e strumentale, porta in campo un modo attivo e un valore aggiunto: diventa parte integrante della storia estetica dei suoi effetti. Nel cristianesimo, in particolare, quella restituzione riconsegna il mondo della creatura materiale, sensibile, figurale, agli affetti della fede: risplende così la bellezza e la verità del gesto anti-gnostico che ispira la rivelazione biblica (il mondo è un atto d’amore, non un effetto di corruzione). La creazione artistica è soglia e gradino dello spirito, non la sua ostruzione e il suo degrado.
In questo saggio, Marc Augé esplora il paradosso dell'oblio come condizione essenziale per la memoria e per l'esperienza umana. Lungi dall’essere una semplice perdita, dimenticare è un atto vitale, una necessità per vivere pienamente il presente, riscoprire la ricchezza dell'istante e non restare prigionieri del passato. L'oblio non è sinonimo di cancellazione ma di selezione: permette di dare significato ai ricordi, di distinguere l'essenziale dal superfluo, di alimentare la curiosità e l'immaginazione. In questo senso, non riveste solo una funzione individuale ma anche collettiva, poiché ogni società costruisce la propria identità su ciò che sceglie di ricordare e su ciò che invece decide di dimenticare. In un’epoca segnata dall'iperconnessione e dall'ossessione per l'archiviazione digitale, Augé invita a riflettere sul ruolo del tempo e sull'importanza di trovare un equilibrio tra memoria e oblio, affinché il passato non diventi un fardello ma uno strumento per vivere con consapevolezza il presente. Prefazione di Andrea Staid.
FASCICOLO 1NOTAE ET COMMUNICATIONES ACADEMICAESerge-Thomas Bonino, O.P., San Tommaso d'Aquino e la dignità della vita politicaBenoît-Dominique de La Soujeole, O.P., Cristo, misura di ogni cosa. Il cristocentrismo nella teologia cattolicaPaul Murray, O.P., Dominicans and the Key of KnowledgeDISSERTATIONESEfrem Jindrá?ek, O.P., Jubilee of the Angelicum Journal (1924-2024). A Short History of a PeriodicalMichael S. Sherwin, O.P., University or Multiversity: is liberal education still possible today?Nicoletta Gandolfo, Dream report and legitimation. Jer 1,11-16 in the light of akkadian literature*******************************************************FASCICOLO 2DISSERTATIONESAmerico Miranda, Una "societas sanctorum" in via di realizzazione. La definizione della santità nei discorsi al popolo di AgostinoThomas Joseph White, O.P., How can one say that God has become human? John of amascus and Thomas Aquinas on the Semantics of the Incarnation?t?pán Maria Filip, O.P., «Verbum spirans amorem». Una riflessione sui rapporti tra teologia e vita spiritualeMatthew Kirby, TDC, Challenging the default and shifting the onusGian Matteo Serra, O.P., La rappresentanza nelle persone giuridiche canoniche: indicazioni per il legale rappresentante negli istituti religiosiRECENSIONESMarco Bracchi, Seme di gloria. L'esperienza della grazia secondo Réginald Garrigou- Lagrange (?t?pán Maria Filip, O.P.)Fr. Loïc-Marie Le Bot, O.P. (ed.), La tradizione domenicana del diritto. Atti del Convegno, Roma, 23-24 aprile 2022 (Miros?aw Sander, O.P.)Arturo Bellocq, Francisco Insa, Avviamento alla teologia morale. Natura, metodo, storia (Brice Miguel Mekena Mekongo)
In un'epoca di grandi trasformazioni, la scuola è chiamata a ripensare il proprio ruolo, adottando strumenti e strategie in grado di rispondere alle sfide del presente e preparare il futuro.Innovazione educativa. Tecnologie e strategie per la didattica del futuro fornisce un'analisi delle potenzialità offerte dalle tecnologie digitali e dalle metodologie innovative, proponendo un modello di educazione inclusivo e consapevole. Dalla Realtà Aumentata all'Intelligenza Artificiale, dalla robotica educativa al game-based learning, il volume esplora come innovazione e tradizione possano convivere, dando forma a un siste- ma educativo capace di valorizzare il pensiero critico, la creatività e il potenziale umano. Un invito a ripensare la didattica non come mera trasmissione di conoscenze, ma come un processo dinamico e tra- sformativo, orientato allo sviluppo di competenze critiche e riflessive, capace di promuovere equità, consapevolezza e sostenibilità all'interno di un sistema educativo in evoluzione.