In questo secondo volume Richard Pervo prende in esame le posizioni paoline e antipaoline espresse nella letteratura protocristiana sia neotestamentaria sia patristica. In questa prospettiva - la prospettiva dell’atteggiamento che si prese a riguardo sia di Paolo apostolo sia del corpus paolino - sono esaminate le lettere pseudopaoline anche non canoniche e le varie e diverse figure di apologisti, epistolografi, storici della chiesa, ortodossi e cosiddetti eretici. Paolo diede la vita alla ricerca dell’unità dei credenti in Cristo, e paradossalmente fu la ricerca costante e sempre sfuggente di una unità che non fosse semplice uniformità che spesso fece di Paolo l’apostolo della disunione. La ricostruzione della complessità della sua figura riserva non poche sorprese.
In occasione del cinquantesimo anniversario della morte del cardinale Charles Journet (1891-1975), studioso che consacrò l'intera esistenza alla ricerca della verità, la Facoltà di Teologia di Lugano - su iniziativa dell'Istituto di Storia della Teologia - ha voluto rendere omaggio alla sua memoria con un convegno internazionale. Gli atti qui raccolti sono il frutto delle giornate di studio: le relazioni presentate in quella sede sono ora arricchite da ulteriori contributi che concorrono a delineare in maniera ampia e articolata il profilo intellettuale del teologo svizzero. I saggi offrono uno sguardo penetrante su alcuni dei nuclei portanti del suo pensiero, lasciando emergere la profondità di una teologia che continua a interpellare anche il nostro tempo.
L'enciclica di Pio XI "Quas Primas" compie cento anni, essendo stata pubblicata l'11 dicembre 1925. In essa viene definita la dottrina della regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e fissata la festa liturgica di Cristo Re. Contrapponendosi al laicismo, visto come figlio del naturalismo, l'enciclica insegna che la regalità di Cristo riguarda non solo i cuori ma l'intera "società civile", comprese le istituzioni politiche, e non solo i credenti bensì anche tutti gli uomini. Pio XI spiegava questa dottrina dal punto di vista teologico, liturgico e pastorale. Essa è il fondamento della dottrina sociale della Chiesa circa il rapporto tra religione cattolica e società politica. Nei decenni successivi la dottrina della regalità è stata rivista e, soprattutto con il Concilio e il post Concilio, modificata. Su queste variazioni rispetto alla tesi di partenza il confronto è tuttora aperto. Questo libro ripropone il testo della Quas Primas in italiano e latino a fronte, con due commenti introduttivi di Serafino M. Lanzetta e Stefano Fontana, nonché un'ampia bibliografia selezionata a cura di Guido Vignelli.
Questo numero di «Credere oggi» affronta il complesso e affascinante intreccio tra neuroscienze, filosofia e teologia, esplorando le domande più profonde sulla mente umana. In un’epoca in cui la scienza tende a ridurre la mente e la coscienza al funzionamento del cervello, ci chiediamo: il nostro pensiero su Dio è solo un’illusione elettrochimica? può esistere la dimensione del trascendente?La Bibbia, con la sua antropologia lontana dal "cogitare" cartesiano, sembra suggerire risposte più vicine agli ultimi sviluppi neuroscientifici.Gli autori analizzano il legame tra cervello, mente, emozioni e responsabilità morale, interrogandosi sul libero arbitrio e la libertà decisionale. Inoltre, un focus sulle differenze cerebrali tra uomini e donne porta a riflettere su neuroscienza e sessualità. Un viaggio che svela le molteplici sfaccettature della mente, tra fede, scienza e vita quotidiana.
Pronunciate a Parigi nel 1273, le Collationes in Hexaëmeron di Bonaventura si collocano in un contesto universitario in cui le nuove ermeneutiche aristoteliche avevano depennato l’esemplarismo dall’orizzonte filosofico, marcando, in tal modo, un’irrimediabile dicotomia tra Dio e il mondo, molto pericolosa pure sul piano dottrinale. A fronte di un tale rifiuto, Bonaventura riafferma con forza la centralità dell’esemplarismo mediante il quale si può rileggere, e interpretare in modo corretto, il rapporto tra la Trinità e la creazione, tra la Trinità e il decursus mundi, tra la Trinità e le varie gerarchie. Benché il mistero del Dio trino e uno sia presentato con differenti strumenti teologici che vanno dalle processioni intradivine alla circumincessione, l’esemplarismo permane quel filo rosso che rende ragione del rispecchiarsi del mistero di Dio in ognuna di queste realtà, siano esse la creazione, la storia o i vari ordinamenti gerarchici, diventando così quel legame imprescindibile che congiunge la Trinità con il mondo.
Il volume presenta riflessioni filosofico-teologiche su Dio nel mondo contemporaneo. In questo periodo di crisi globale, che è anche un'occasione di svolta, Dio si trova al centro del crocevia dei tempi, delle fedi e dei saperi. Nella parte iniziale dell'Opera si cerca di chiarire perché, ma soprattutto come sia possibile parlare di Dio oggi; nella parte centrale si prendono in considerazione i rapporti tra Dio, filosofia e rivelazione, ripercorrendo i classici «sentieri verso Dio», da Anselmo d'Aosta a Wittgenstein, da Tommaso d'Aquino a Teilhard de Chardin, da Kant a Rahner; nella parte finale si affrontano le questioni della teodicea ovvero si indaga la relazione tra Dio Amore e il mistero del male.
La domanda sulla necessità del confessionale per il perdono sacramentale si colloca all'interno della prolungata crisi del sacramento della Penitenza, che rivela una distanza crescente tra la dottrina della riconciliazione e la sua recezione da parte dei fedeli. Lo studio individua come nodo decisivo la riscoperta del significato sacramentale della Penitenza-Riconciliazione radicato nel mandato del Risorto, nella sua mediazione ecclesiale e in una rinnovata attenzione allo spazio liturgico, non come semplice contenitore ma come luogo teologico per un’esperienza (epifania) della misericordia di Dio.
"Ritengo che questo studio offra un duplice contributo. Da una parte invita a rilanciare una riflessione sul sacramento della riconciliazione: oltre ad essere necessaria, trova oggi un contesto che, pur nella sua complessità, la può favorire. Dall'altra suggerisce alcune indicazioni che, se accolte, permettono fin da subito di migliorare la prassi celebrativa, rendendola più coerente con i principi esposti nei Praenotanda dell'Ordo. E questo a cominciare dal luogo nel quale ci viene dato di incontrare la forza liberante della misericordia di Dio" (dalla Prefazione di mons. Vittorio Francesco Viola O.F.M.).
Informazioni sull'autore
Andrea Dall'Amico, OFM (1972), ordinato sacerdote nel 2002 ha conseguito la Licenza in Teologia liturgico-pastorale (2012) a Padova e il Dottorato in Sacra Liturgia presso il Pontificio Istituto Liturgico di Sant'Anselmo in Roma (2019). Dal 2009 al 2014 è stato aiuto cerimoniere nelle celebrazioni papali presso la Basilica di San Pietro. Ha inoltre conseguito il Diploma di Counselling Educativo presso l'Università Pontificia Salesiana (2011) e la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e Riabilitativa presso l'Università Niccolò Cusano (2022). Collabora con architetti nella progettazione e realizzazione di nuove chiese in Italia, offrendo consulenza e docenza nell'ambito liturgico.
Non è facile rispondere a questa domanda. Molti ingenuamente pensano di avere tutto chiaro e neppure si pongono il problema, mentre altri si accontentano dei luoghi comuni in circolazione, senza cercare precisazioni. In realtà il tema della tradizione è complesso e merita approfondimenti. Il testo propone dunque un itinerario che, poste alcune riflessioni preliminari, esamina il concetto biblico, per poi prospettare i principali significati della riflessione teologica lungo il tempo e gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Alla fine del percorso sarà chiaro che cosa sia la tradizione e come essa sia profondamente legata alla Chiesa così che chi non capisce la tradizione non capisce la Chiesa e viceversa. Il testo, adatto a tutti i lettori, acquista un particolare significato per gli studenti e i cultori del sapere teologico.
Informazioni sull'autore
Francesco Testaferri, docente nell’Istituto Teologico di Assisi e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, tiene corsi di Teologia fondamentale e Cristologia. Ha pubblicato articoli su riviste scientifiche (Rivista biblica, Bibbia e Oriente, Lateranum, Convivium Assisiense, Giornale di metafisica, Cristianesimo nella storia) e, per i tipi di Cittadella Editrice, numerosi volumi.
«Il termine “sacrificio” rimane una di quelle parole originarie e inaggirabili, in cui l’umano stesso è in gioco, con le sue ambiguità e promesse. È quindi una categoria fondamentale, che esige una paziente e rinnovata ripresa» (A. Cozzi).
«Con il sacrificio noi siamo al centro del mistero di Cristo e dell’esistenza cristiana. Per questo una comprensione autentica del sacrificio è di capitale importanza, e ogni errore, anche teologico, è così dannoso» (B. Sesboüé).
Informazioni sull'autore
Ezio Prato, sacerdote della diocesi di Como, è professore ordinario di Teologia fondamentale nella Facoltà Teologica di Milano.
Il volume si propone, attraverso la valorizzazione della dimensione interdisciplinare, di rendere ragione della speranza che abita l’esistenza del credente anche in situazioni di sofferenza e di malattia. Tale metodo consente infatti di allinearsi a quella antropologia che costruisce il proprio discorso attraverso la connessione tra le dimensioni biologica, psicologica, sociale, spirituale, che appartengono alla vita umana. Prende forma, in tal modo, un ripensamento della teologia pastorale sanitaria nel contesto vasto e complesso delle dinamiche biofisiche e psichiche che caratterizzano l’esistenza umana nel momento in cui si sperimenta nella condizione di corpo malato incapace di bastare a se stesso. Dall’assunzione di questa prospettiva nasce la possibilità di liberare la pastorale sanitaria da mentalità che la intendono unicamente come somministrazione di pratiche devote.
Quale atteggiamento assumere, da una prospettiva cristiana, nei confronti della miriade di temi che vengono proposti nella società attuale e rimbalzano da un capo all’altro del mondo come in un villaggio globale? Come deve affrontare un cristiano temi come la famiglia, l’uso dei social network, l’ecologia, la guerra o l’intelligenza artificiale? Questo testo vuole presentare con semplicità e chiarezza una visione dell’esistenza sociale della persona fondata su verità che si possono conoscere con la ragione naturale, e che sono e sono state illuminate dalla fede lungo secoli di tradizione cristiana e, attraverso di esse, fare luce sugli argomenti che ci vengono continuamente proposti nell’odierno dibattito pubblico.
In questa sua cristologia Werbick non si accontenta di ripetere le classiche formule dogmatiche, ma muove alla ricerca dei linguaggi adatti alla comprensione odierna, mettendo in dialogo le origini della fede cristologica con la situazione attuale del cristiano. Il teologo di Münster avvia dunque un percorso - più precisamente: «un esperimento sulla figura e sul ruolo di Gesù Cristo» - che consenta di ricomprendere oggi la cristologia "alta" e la soteriologia sacrificale, senza però limitarsi a derivarle dalla storia (e senza neppure congedarle sbrigativamente). Dio - umano presenta allora l'intuizione cristologica basilare: Dio lo si incontra "umanamente"; Dio vuol essere compreso in un essere umano. L'uomo Gesù di Nazaret è la realtà di Dio in questo mondo, poiché Gesù da lui riceve la propria umanità e da lui riceve vita, così da portare Dio ai propri simili, fino all'estremo. A partire dal mistero della persona di Gesù, Werbick dispiega in modo originale le formule della cristologia presenti nella tradizione ecclesiale e le interpretazioni teologiche dell'opera redentiva di Gesù Cristo, a volte così "dure da digerire" per la comprensione odierna. Ecco allora qui una "traduzione" nuova della testimonianza biblica: un libro che avvicina i contemporanei ai contenuti della fede in Cristo, nello sforzo di renderli più comprensibili. Werbick coinvolge nel discorso gli inizi della riflessione cristologica, ma bada anche a quanto quegli inizi apportano oggi alla compressione dei contenuti basilari del cristianesimo, a ciò che è e resta essenziale in cristologia. Un libro per avvicinare in modo comprensibile i contemporanei ai contenuti della fede in Cristo.