Il libro postumo del teologo Carlo Molari presenta e commenta tre documenti fondamentali del magistero di papa Francesco: l'esortazione apostolica "Evangelii gaudium", l'enciclica "Laudato si'" e l'esortazione apostolica postsinodale "Amoris laetitia", che l'Autore approfondisce nell'orizzonte evolutivo e relazionale del suo insegnamento, con grande minuziosità e sempre con un invito alla introspezione e alla meditazione. Dalla lettura complessiva dell'opera appaiono diversi punti di contatto tra il pensiero di papa Francesco e quello di don Molari, particolarmente significativi perché riguardano sia la prospettiva teologica che quella pastorale, risolvendosi nelle sue linee essenziali in una convergente, unitaria prospettiva di vita spirituale e di fede per il cammino del cristiano oggi. Troviamo un esempio, tra i molti, nell'Evangelii Gaudium quando si afferma che «i cittadini vivono in tensione tra la congiuntura del momento e la luce del tempo, dell'orizzonte più grande, dell'utopia che ci apre al futuro come causa finale che attrae», e Molari dal lato suo risponde: «Il traguardo è diventare figli di Dio, sviluppare la dimensione spirituale e la capacità di amare; come fare per raggiungerlo è meno importante e non è predeterminato, non è imposto da Dio, ma è lasciato ai meccanismi interni della natura stessa». Con questa ed altre inattese riflessioni e pillole di crescita e approfondimento degli scritti di papa Francesco, tutto il libro si svolge con incalzante spiritualità e precisione teologica.
Fin dai suoi primi interventi come arcivescovo di Bologna, il card. Matteo M. Zuppi si è distinto per la sua capacità di far dialogare vangelo e cultura, società civile e comunità credenti. La raccolta dei suoi maggiori interventi pubblici riesce a dare un quadro del dialogo che ha dimostrato di saper costruire. Vengono in tal modo ripercorsi gli anni precedenti e successivi alla pandemia, le vicende drammatiche delle nuove migrazioni, la testimonianza accorata delle stragi della storia italiana, ripresentandone un'interpretazione evangelica nella quale i vari protagonisti rivivono nella speranza.
Il presente volume contiene il testo della Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025.
Sono molti oggi a chiedersi: «In definitiva, cosa è stato questo Sinodo? Quali risultati ha raggiunto? A cosa è servito?». Questo libro offre risposte serie, ben documentate e ben fondate. Rafael Luciani e Serena Noceti hanno seguito i lavori del Sinodo 2021-2024 da diversi punti di osservazione, con un reale e appassionato coinvolgimento e insieme con consapevolezza critica. Ora, con questo libro, consegnano ai lettori il racconto di ciò che è accaduto dal momento della convocazione della Chiesa in Sinodo da parte del Vescovo di Roma al momento dell'approvazione del Documento finale, e aiutano a comprendere il senso di un evento che, come scrivono, è stato probabilmente «il più significativo del pontificato di Francesco». (Dalla Prefazione di Riccardo Battocchio)
Fra i diversi documenti del magistero pontificio, sono specialmente rilevanti le encicliche. Giovanni Paolo II ne ha scritte tante. Ma più ancora del numero, è l'importanza dei temi esposti ciò che colpisce. Senza rinunciare alle esigenze di un sostanziale rigore teologico, Graziano Borgonovo e Arturo Cattaneo rendono accessibile la profondità di questo straordinario magistero ad un vasto pubblico e aiutano i lettori a scoprire le ripercussioni di tali insegnamenti nella loro vita. In queste pagine non si trovano perciò semplici "riassunti" dei contenuti, ma ne vengono offerte le chiavi di lettura. Nell'introduzione viene esposta una visione complessiva degli aspetti salienti dell'insegnamento di GiovanniPaolo II dal punto di vista storico, teologico e antropologico. Le quattordici encicliche sono poi analizzate singolarmente da altrettanti specialisti. L'ordine seguito non è semplicemente quello cronologico. I temi affrontati permettono infatti di raggrupparle attorno a quattro triadi: le encicliche che si possono denominare "trinitarie" rivolgendo l'attenzione al Figlio (Redemptorhominis), al Padre (Dives in misericordia) e allo Spirito (Dominum et vivificantem); le encicliche sociali (Laboremexercens, Sollicitudo rei socialise Centesimusannus); quelle ecclesiologiche (Slavorum Apostoli, Redemptorismissio, Ut unum sint) e quelle antropologiche (Veritatis splendor, Evangelium vitae e Fides et ratio). Per ultimo sono esposte due encicliche che, per vari motivi, ben possono considerarsi specialmente "personali" di questo papa e costituiscono come un coronamento del suo variegato magistero: Ecclesia de Eucharistia e Redemptoris Mater. Prefazione di Rino Fisichella.
Il cammino della comunità credente è inserito nel cammino del mondo: la sua vocazione è quella di essere un forziere di speranza. Nei suoi interventi il cardinale Matteo M. Zuppi apre gli occhi e il cuore sulle tensioni che la nostra contemporaneità vive, leggendovi i segni e le testimonianze di speranza che emergono dalle macerie delle guerre, dalle violenze della storia e dalle ferite delle relazioni. Individua inoltre nella nostra volontà di dialogo e compassione lo strumento adatto per costruire strade di comunione e rispondere alle sfide che la società di oggi pone per il futuro del nostro vivere insieme.
Nel maggio 2025, la chiesa cattolica e l'insieme del mondo cristiano hanno fatto memoria con gratitudine e gioia dell'apertura del concilio di Nicea del 325: questo concilio è rimasto nella coscienza cristiana principalmente perché ha redatto un simbolo che raccoglie, definisce e proclama la fede nella salvezza in Gesù Cristo. Dopo 1700 anni, si tratta di rendere questo avvenimento un momento di ringraziamento, a lode della gloria di Dio, manifestata nella fede che viene espressa nel simbolo: l'infinita bellezza di Dio Padre, che ci salva, l'immensa misericordia di Gesù Cristo nostro Salvatore, la generosità della redenzione che è offerta a ogni persona umana nello Spirito Santo.
Si fa un gran parlare di una riforma in senso sinodale della Chiesa che la trasformi in una specie di democrazia dal basso e realizzi il tanto auspicato "aggiornamento" (liturgico e dottrinale) in senso ortodosso e protestante. La sinodalità diviene dunque un vero e proprio metodo per affrontare i problemi di oggi e rendere la Chiesa più credibile agli occhi della società. In questo modo si nega la struttura gerarchica e organica del corpo ecclesiale per favorire una gestione decentrata e periferica fatta di conferenze episcopali e comitati diocesani: così si rischia di produrre rovinose conseguenze nella stessa Chiesa perché la si trasforma in una piramide rovesciata dove non c'è più chi dice l'ultima parola, anzi, non c'è più chi insegna.
Nota sull'ultimo rapporto del Dicastero per la Dottrina della Fede e il Dicastero per la Cultura e L'Educazione
L'Arcivescovo invita a confidare nella grazia del Signore e a opporsi al male personale e collettivo. Nell'anno giubilare l'esortazione a vivere un tempo sabbatico con al centro la preghiera e le relazioni, e a curare la Confessione e la celebrazione della Messa. Richiamando la Lettera di san Paolo ai Corinzi e gli scritti di santi come Teresa d'Avila e Ignazio di Loyola, monsignor Delpini spiega che "lo smantellamento della nostra superbia apre uno spazio in cui si fa percepibile in modo limpido che tutto è frutto del dono del Signore, potenza sua che si manifesta proprio nella nostra debolezza. Questo ci dona anche la chiarezza e il coraggio di dire “basta” a quanto fa dimenticare il dono del Signore o a quanto lo contrasta esplicitamente"