Profetesse, mistiche, false sante, streghe, riformatrici e libere pensatrici: sono le eretiche che hanno scosso equilibri consolidati, affrontato ostacoli enormi e spesso pagato a caro prezzo il coraggio delle loro scelte. Condannate, perseguitate, ridotte al silenzio, le loro storie sono state a lungo trascurate, mentre la storia dell'eresia veniva raccontata soprattutto attraverso figure maschili. Adriana Valerio colma questo vuoto, dando voce alle vite di donne straordinarie: dalle montaniste a Margherita Porete, a Giovanna d'Arco e Marta Fiascaris, fino alle protagoniste dell'Anticoncilio del 1869 e alle moderniste. Donne determinate a lottare, conoscere, predicare ed esercitare ministeri in nome di una Chiesa inclusiva e senza confini.
Jonathan Haidt ci porta al cuore di una delle sfide più urgenti del nostro tempo: l'effetto degli smartphone e dei social sulla Generazione Z, i nati dopo il 1995 che hanno vissuto la loro pubertà con uno smartphone in mano. Un portale verso una realtà alternativa ricca di stimoli, ma pericolosa e preoccupante. Attraverso dati illuminanti e riflessioni incisive, l'autore svela come l'infanzia sia stata trasformata da un mondo di gioco libero a un realissimo incubo, dominato dalle notifiche che alterano lo sviluppo sociale e neurologico dei più giovani. Le conseguenze? Ansia, isolamento, depressione, disturbi del sonno e insicurezze che modellano la vita di milioni di ragazzi. Ma Haidt non si ferma alla diagnosi: propone una via d'uscita per genitori, insegnanti e istituzioni, chiamandoci tutti a un'azione concreta per proteggere il benessere mentale delle nuove generazioni. Un'indagine rivoluzionaria che ha fatto il giro del mondo, e una raffinata, imperdibile analisi, capace di aprire gli occhi e scuotere le coscienze, fornendo degli adeguati strumenti per affrontare una crisi che, purtroppo, riguarda tutti.
«C’è un silenzio che ci accompagna da sempre, ma che abbiamo imparato a ignorare. È il silenzio degli animali. Un silenzio che non è assenza di voce, ma una lingua diversa, fatta di sguardi, di movimenti minimi, di respiri trattenuti. Gli animali parlano, ma non con le parole: lo fanno con la vita stessa, con il loro esserci nel mondo in modo discreto, umile, necessario.» Dacia Maraini ha sempre scritto del suo rapporto speciale con i nostri «fratelli» del mondo animale. Di quanto siano importanti per noi «umani» e di quanto sia decisivo difenderne i diritti e capirne le sofferenze. E in queste pagine, che raccolgono racconti, memorie e interventi pubblici, ribadisce il rispetto per l’ambiente (che non è solo nostro), la ferma opposizione alle pratiche di sfruttamento o al rito insensato della caccia; spiega la sua scelta vegetariana e condanna gli allevamenti intensivi. E lo fa soprattutto raccontando delle storie: di compagni di vita, di cani «che ragionano» e «a volte volano», di gatti «che si credono pantere», di «gabbiani intelligenti», di lupi, orsi, cervi e molte altre creature meravigliose (non esclusi topi e galline). Le sue favole e le sue riflessioni appassionate esplorano il legame profondo in grado di unirci a esseri tanto diversi, eppure tanto simili a noi. Per comprendere infine come essi «non ci chiedano parole, ma gesti. Non proclami, ma presenza. E forse, in quel semplice atto di rispetto, potremmo finalmente riconciliarci con la parte più autentica e gentile di noi stessi».
Il volume propone gli esiti di un'articolata ricognizione storica della produzione di cultura religiosa popolare in Italia tra la metà dell'Ottocento e il secondo Novecento. Grazie all'analisi di una pluralità di casi di studio specifici, basata su fonti d'archivio inedite e fonti a stampa, si offre una ricostruzione attenta ai criteri e alle strategie con cui i diversi "laboratori" culturali hanno operato. Se li si racchiude in una visione di sintesi, essi risultano avere dapprima agito a lungo per una ricristianizzazione del paese, in chiave confessionale e antimoderna, cui ha fatto seguito l'affermazione, in mezzo a oscillazioni e resistenze, di una nuova stagione, caratterizzata da iniziative di evangelizzazione nell'ambito di una società in via di progressiva secolarizzazione. I saggi studiano in particolare il "laboratorio salesiano", il Centro ecumenico Agape, la stampa periodica dei santuari, le riviste protestanti per l'infanzia e le riviste "Le Missioni Cattoliche" del Pontificio istituto missioni estere, "Le Missioni della Compagnia di Gesù", "La Civiltà Cattolica", "Aggiornamenti sociali", "La Rocca" e "Famiglia Cristiana".
La timidezza è una condanna o un'opportunità? La timidezza, la paura e l’ansia sono esperienze umane comuni, ma possono trasformarsi in ostacoli invalidanti, soprattutto in una società che premia l’estroversione e la performance. La timidezza non è un difetto da correggere, ma una caratteristica complessa e sfaccettata, che può essere fonte di sofferenza ma anche di ricchezza interiore. Attraverso un’analisi che spazia dalla psicoanalisi alla neurobiologia, dal cinema alla letteratura, il libro esplora le radici della timidezza, tra fattori genetici, esperienze infantili e dinamiche familiari; le diverse manifestazioni dell’ansia e della paura e il loro impatto sulla vita quotidiana; le difficoltà relazionali e sociali che incontrano i timidi, soprattutto in adolescenza, e le strategie per sviluppare l’autoconsapevolezza, l’accettazione di sé e la capacità di gestire le proprie emozioni; il ruolo dei genitori e degli educatori nel sostenere i bambini e i ragazzi timidi. Attraverso l’esempio di figure illustri come Darwin e Gandhi che hanno fatto della timidezza un’arma vincente, l’autore riflette infine sulla possibilità di trasformare la timidezza in una risorsa, valorizzando la propria sensibilità, la propria capacità di riflessione e il proprio mondo interiore.
L’Istituto Paolo VI di Brescia pubblica il Carteggio di G.B. Montini per il 1931, quinto delle lettere degli "anni fucini" (1924-1933). Nel 1931 si dispiega la corrispondenza epistolare di G.B. Montini con gli studenti, con i sacerdoti loro assistenti, con professori delle università, cattolici e laici, e con intellettuali italiani e stranieri. Il 1931 fu un anno drammatico per la Chiesa italiana e per la Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), di cui Montini era assistente ecclesiastico generale. Il lavoro di riflessione culturale dei Circoli fucini comportò il rigetto di un’autarchia culturale voluta dal fascismo, comportò un’attenzione alla critica dell’idealismo e una verifica attenta e critica del pensiero laico moderno. Davanti a tutto questo lavoro i dirigenti fascisti reagirono e i rapporti furono presto molto tesi. Alla fine di maggio del 1931 la Fuci fu sciolta da Mussolini e dovettero cessare le attività dei circoli e la pubblicazione di "Studium" e di "Azione fucina". Nella forzata inazione dei mesi estivi Montini ebbe modo di confortare i fucini con lettere toccanti, finché agli inizi di settembre, dopo l’enciclica e delicate trattative, il Papa e Mussolini trovarono un accordo e la Fuci poté riprendere vita, ma tra i fucini si prese coscienza degli equivoci degli incontri di vertice, e una "seconda generazione" di giovani intellettuali cercò una nuova via per la presenza cristiana nel mondo contemporaneo.
Si può salvare qualcosa dell’idea illuminista di progresso o lo shock del Novecento l’ha resa definitivamente inservibile? Senza di essa, quale appiglio ci rimane per far fronte alla catastrofe ambientale e lasciare un mondo abitabile a chi verrà dopo di noi? Simone Pollo propone una riflessione acuta e attuale, volta a pensare la morale nell’era dell’Antropocene, in cui l’umanità contempla come mai prima la prospettiva della propria fine. Un antidoto contro il senso di disfatta, capace di riscattare noi stessi e il futuro del pianeta, coltivando ancora un po’ di fiducia nella possibilità del progresso.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. I castelli degli Svevi segnano tutto il paesaggio dell’Italia meridionale. Qui soggiornò a lungo il grande imperatore Federico II con la sua corte e qui trovò il punto di innesco una vera e propria rivoluzione istituzionale, politica e culturale.
Incontri tra popoli, culture e civiltà del Mediterraneo: questo è "Fantastico Medioevo", narrazione avvincente ma rigorosa di un passato che parla al presente e orienta il futuro. Al crinale tra Medioevo e modernità, la Costituzione di Federico II fu dettata per il Regno di Sicilia, ma divenne immediatamente un vigoroso manifesto del potere imperiale.
Quasi all’improvviso, negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il nostro mondo. Dopo l’arrivo di PC e di Internet, una nuova trasformazione tecnologica ribalta il nostro modo di lavorare e di interagire e per la prima volta lascia intravedere un futuro in cui le macchine si sostituiranno all’uomo. Ma come siamo arrivati a tutto questo? Federico Neri, in Italia uno dei pionieri dell’AI applicata al linguaggio, ha vissuto da testimone privilegiato trent’anni di rivoluzione tecnologica e ci accompagna in un viaggio che parte dalle prime regole simboliche degli anni Novanta fino ai moderni Large Language Model, dai laboratori universitari agli incontri riservati con l’intelligence, dalla semantica dei brevetti militari ai sistemi generativi moderni. Non è solo un resoconto dell’evoluzione degli algoritmi, ma un racconto del loro farsi, un libro in cui biografia e tecnologia si intrecciano: gli aneddoti personali rivelano le emozioni, le paure e le speranze delle persone che stanno dietro ogni avanzamento. In un’epoca in cui l’AI suscita tanto entusiasmo quanto timori legittimi, lo sguardo di chi ha ‘parlato agli algoritmi’ per tre decenni può essere una bussola preziosa, può farci comprendere meglio l’intelligenza artificiale nella sua totalità, dalle radici tecniche alle implicazioni etiche, aiutandoci a orientarci verso la direzione che stiamo prendendo.
Le società avanzate di oggi si presentano a prima vista come complesse e poco comprensibili. Corrono sempre più veloci, tra schermi, social media e una realtà sempre più dematerializzata. Molte le etichette proposte per definirle, ma finora nessuna si è rivelata pienamente soddisfacente. Quel che appare, però, evidente a tutti è che viviamo in una ‘società sovreccitata’. I media digitali producono una successione accelerata di ‘choc’ informativi che impattano su una struttura sociale composta da individui resi più vulnerabili dall’ideologia neoliberista che ne ha polverizzato le strutture portanti. Attraverso 10 concetti chiave - dal ‘capitalismo estetico’ all’‘iperconsumo’, dall’‘iperdivismo’ al ‘corpo-flusso’ e al ‘biocapitalismo’ - l’autore si chiede se le caratteristiche del mondo attuale siano radicalmente nuove rispetto a quelle della modernità tradizionale e non piuttosto il risultato di una loro intensificazione.
Raccontare una guerra significa in primo luogo ricercarne le origini. Se le propagande hanno sempre le idee chiare e distribuiscono, con ilare incoscienza corruttrice, torti e ragioni, gli storici hanno il compito di scavare nel profondo e di risalire - se l’obiettivo è capire - «quanto possibile indietro nel tempo». È quanto fa Luciano Canfora in questo libro. Luciano Canfora ricostruisce quella che Tucidide definì la «grandissima guerra», un conflitto che durò ben più di trent’anni e logorò prima Atene e poi Sparta.