Ancora oggi l’umanità anela alla pace. In un mondo provato dalla violenza e dalle prevaricazioni, nasce spontaneamente il desiderio di vedere finalmente "giorni di pace". Allo stesso tempo conosciamo le forti tensioni che agitano l’animo umano, dinamiche di resistenza, pregiudizio e ostilità che spingono contro l’altro in forme aggressive, escludenti, impositive. Tutti facciamo esperienza di quanto sia difficile coltivare la pace, dentro e fuori di noi. Quale specchio dell’esperienza umana, la Sacra Scrittura mette in evidenza queste antitesi e, in seno a una storia spesso controversa e segnata dall’orgoglio e dall’ira, traccia un sentiero che segue i passi del "principe della pace". Il libro raccoglie alcune lectio di diversi autori per scrutare in profondità i passi biblici più belli e importanti sul tema della pace. Contributi di: Laura Bernardi, Anna Maria Borghi, Andrea Bottaro, Marzia Ceschia, Michele Marcato, Roberta Ronchiato, Grazia Papola, Alberto Vela.
Si fa presto a dire "sta scritto nella Bibbia": ventitré secoli, distanze enormi, riscritture continue, testi scoperti o ritrovati. Come il Libro dei Libri è divenuto la fonte spirituale dell'Europa
Il libro dei libri è un libro di libri: tradotti, a volte travisati, ritrovati in modo rocambolesco, dottrinalmente esclusi o inclusi, uno specchio delle travagliate vicende religiose del continente. Considerati ispirati da Dio, scritti e letti da uomini, i testi biblici hanno bisogno, per essere compresi, di interpretazione: impegno senza fine che ha affinato metodi di analisi e di critica utilizzati anche in altri ambiti letterari e saperi. Attraverso i viaggi, spesso avventurosi, dei manoscritti e degli stampati – dal Vicino oriente all'Europa o all'interno del vecchio continente – sono ricostruite le tappe principali della storia e della diffusione dei testi sacri di ebrei e cristiani, tra la tarda antichità e l'età moderna: dagli originali ebraici e greci alle principali versioni, fino alle edizioni critiche contemporanee.
Giovanni Maria Vian già ordinario di Filologia patristica all'Università di Roma La Sapienza, redattore e autore dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, è direttore emerito dell'Osservatore Romano, che ha guidato dal 2007 al 2018, ed è editorialista del Domani. Con il Mulino ha pubblicato La donazione di Costantino (20102) e Andare per la Roma dei papi (2020). Tra i volumi più recenti: I libri di Dio (Carocci, 2020), L'ultimo papa (Marcianum Press, 2024), entrambi tradotti in francese e spagnolo, e La scommessa di Costantino (con Gian Guido Vecchi, Mondadori, 2025).
La Bibbia è il libro dei sentimenti e delle emozioni e, come uno specchio, riflette il nostro mondo interiore e aiuta a leggerci in profondità. Nella Scrittura la dimensione emotiva è debordante. Essa presenta il credente come un essere sensibile che prova sensazioni ed è segnato da affetti, legami e relazioni. L'apatia non è una virtù biblica, mentre è fortemente raccomandata la simpatia, cioè la capacità di relazionarsi in maniera positiva e costruttiva. Pinto non solo aiuta a leggere in modo profondo alcune significative pagine bibliche, ma soprattutto invita a lasciarsi leggere dalla Scrittura. In nove capitoli disegna un'anatomia degli affetti e fornisce gli strumenti per un discernimento personale e comunitario, nella convinzione che raccontare i sentimenti e le emozioni della Bibbia permette di trovare una fonte di ispirazione e di nutrimento per la fede e per la vita pastorale.
...il nipote di Gesù ben Sira scrisse nel prologo al libro di suo nonno, il Siracide: "Le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in un'altra lingua. E non solamente quest'opera, ma anche la stessa Legge, i Profeti e il resto dei libri nel testo originale conservano un vantaggio non piccolo" (Prol. A Sir, 21-26). Ora, grazie a quest’opera, chiunque, perfino chi non conosca l'ebraico, potrà ricercare che cosa significhi amare/amore nella Bibbia, mediante l'avvincente ricerca del tesoro dei diversi verbi ebraici (tradotti in italiano e con le corrispettive ricorrenze) che esprimono tale concetto.
Se c’è una cosa che più accomuna l'approccio rabbinico e quello patristico alle Scritture è la convinzione che dietro le singole parole e lettere si nasconda un tesoro inesauribile: la Parola, il Logos divino, il messaggio di amore, eterno e sempre attuale, di Dio per l'uomo.
Per gustare il frutto delizioso della Scrittura, pertanto, bisogna rompere il guscio della lettera.
Dalla Presentazione di Francesco Giosuè Voltaggio
Negli anni e nella sua attività pastorale, monsignor Paglia ha commentato quotidianamente i Vangeli, accompagnando la liturgia del giorno. Ora quei commenti diventano un percorso unitario, che aiuta a entrare nel mistero dei Vangeli con semplicità, profondità e attenzione alle ricadute della pagina biblica sull'oggi. Con la sua sapienza di conoscitore del testo biblico e con l'esperienza di pastore impegnato con i più poveri, Paglia garantisce al lettore un approccio non banale al testo evangelico, ricordando a tutti che la Parola di Dio ci accompagna lungo il cammino della nostra esistenza, come luce e come guida. In particolare, questo volume è una rilettura completa, passo dopo passo, del Vangelo di Matteo, il Vangelo della Legge e del Regno: prospettiva illuminante sui nostri giorni che affrontano la più grande crisi sociale, politica, economica e ambientale dal tempo della Seconda guerra mondiale a oggi.
S. E. l’Esarca Apostolico di Grecia Manuel Nin presenta due tra i più affascinanti e meno noti vangeli apocrifi, da lui qui ritradotti dal siriaco e dal greco antico. Attribuiti a Nicodemo, sono a tutti gli effetti degli spin-off dei Vangeli, in cui diventa protagonista una figura apparentemente secondaria del Nuovo Testamento: "il buon ladrone". Il primo testo narra la discesa di Cristo agli inferi dopo la sua morte in croce, la redenzione di Adamo ed Eva e il loro rientro in paradiso portati dalla mano di Cristo stesso; il secondo testo narra l’arrivo del buon Ladrone in paradiso e il divieto di ingresso presentatogli dal cherubino che ne custodisce chiusa l’entrata dai tempi della cacciata di Adamo ed Eva.
Questa edizione della Bibbia - con il testo ufficiale dell'ultima versione della Conferenza Episcopale Italiana (CEI 2008) - ha moltissimi pregi e offre alcune novità! Ogni Bibbia è confezionata in una custodia protettiva in cartone, non solo funzionale e resistente, ma anche esteticamente gradevole. Questa scatola è progettata per preservare la Bibbia in modo che resti sempre in condizioni ottimali. Tutela questo prezioso volume da polvere, graffi e usura quotidiana, garantendo che ogni pagina rimanga intatta nel tempo. La stampa su carta bianca pregiata e i caratteri, grandi, chiari e ben leggibili consentono una piacevole esperienza di lettura senza sforzo; la felice combinazione di carta di alta qualità e di testi chiari rende questa Bibbia ideale per lo studio, la preghiera e la riflessione. Infine, le introduzioni generali, le presentazioni dei settantatré libri, il commento-guida di padre Tarcisio Stramare avvicinano il lettore al testo sacro in modo semplice e diretto, facendo emergere gli aspetti dottrinali e spirituali, senza usare termini comprensibili solo agli "addetti ai lavori". Per la sua qualità e per il prezzo molto conveniente, la Sacra Bibbia è unica e adatta ai credenti di tutte le età; è pensata per gli studiosi e per le persone che sono estranee al linguaggio biblico; per chi desidera approfondire la conoscenza e il significato dei testi sacri; per i gruppi di preghiera.
Non c'è paragrafo del Nuovo Testamento che non rinvii all'evento della Crocifissione. Quale parola può dunque fl uire da una morte così turpe? Come può l'arte della persuasione declinarsi con l'evento più scandaloso della storia umana? Tale paradossale congiungimento è stato possibile soltanto a condizione che gli autori raggiungessero il grado zero della retorica: una retorica senza orpelli, dove forma e contenuto sono inscindibili poiché, in tal caso, la forma è il contenuto, lo stile è il messaggio, la parola è il silenzio. Se fin dall'epoca patristica si è cercato di cogliere il messaggio persuasivo del Nuovo Testamento, tuttavia nel corso dei secoli troppe volte si è sminuito o addirittura trascurato il nesso tra stile e contenuto. È quanto si propongono i due autori. Essi hanno individuato 105 voci che riassumono sistemi argomentativi, figure e tropi che innervano gli scritti del Nuovo Testamento. Se ne offre la definizione, se ne elencano esemplificazioni testuali e se ne illustra la funzione contenutistica. Dopo la Sinossi paolina bilingue (San Paolo, 2013), gli autori offrono un altro strumento innovativo e completo, in grado di condurre verso la bellezza dei contenuti nel Nuovo Testamento.
L'evangelista Marco fu il primo a scrivere un vangelo. È il testo più antico che abbiamo insieme alle lettere di Paolo. La tradizione sosteneva che Marco fosse un discepolo di Pietro che aveva scritto un riassunto del Vangelo di Matteo. In questo studio, l’autrice sostiene che Marco è un discepolo teologico di Paolo e dimostra che la teologia di Paolo migliora la nostra comprensione della narrazione di Marco perché completa il significato del vangelo e ne integra l’intenzionalità.
Note sull'autore
Mar Pérez i Díaz è laureata in Filologia classica e ha conseguito il dottorato in Sacra Scrittura. Attualmente insegna latino e greco e Nuovo Testamento presso l’Ateneu Universitari Sant Pacià di Barcellona e l’Institut Superior de Ciències Religioses-IREL di Lleida. È patrocinante della Fundació Joan Maragall e membro dell’area teologica del centro studi Cristianisme i Justícia. Il suo campo di studio è il Vangelo di Marco, le Lettere paoline e le donne negli scritti biblici. Ha pubblicato Mark, a Pauline Theologian: A Re-Reading of the Traditions of Jesus in the Light of Paul’s Theology (2020) ed è co-autrice di due capitoli di Les Dones de la Bíblia (2016), dedicati a Giuditta e Paolo e alla misoginia.
La Lettera di Giacomo, ancora troppo poco conosciuta, è incentrata su un monito vigoroso: se la tua fede si sottrae al compito di salvare questo mondo, si dimostra una fede vuota, disattivata, morta. Collin ci fornisce qui un commentario particolarmente personale e incisivo a quella breve epistola del Nuovo Testamento dal tono vivace e impegnato. L'apprezzato teologo domenicano mostra come, per Giacomo, la fede sia una sorta di leva "fuori dal mondo" che, come il punto d'appoggio chiesto da Archimede, è capace di sollevare il mondo e di smuovere la sua pretesa autosufficienza. Questa è l'attualità stupefacente della Lettera di Giacomo: ci ricorda l'urgenza di destinare la fede a questo mondo - che pure ha dei tratti intollerabili - ma al fine di viverci come in un mondo a venire. Un mondo che ha senso soltanto quando rende l'essere umano sovranamente libero e lo mette al riparo da qualsiasi alienazione.
Viviamo in un'epoca in cui il tema dell'esposizione è diventato talmente pervasivo da trasformarsi spesso in una trappola. Tutti noi, in ogni ambito della vita, siamo chiamati a mostrarci e indossare maschere, in una tensione costante tra il nascondersi e il rivelarsi che rischia di offuscare il nostro vero volto. Su questo tema estremamente attuale fra Roberto Pasolini, frate minore cappuccino, biblista e predicatore della Casa Pontificia, ci apre alla ricchezza di una scrittura biblica poco conosciuta, il libro di Ester. La storia di una giovane donna, orfana e senza potere, appartenente a un popolo minoritario, abituata a stare nell'ombra, che per compiere il proprio cammino di vita deve imparare prima a celarsi e poi a svelarsi. Questo libro è un itinerario spirituale e narrativo che ci aiuta a capire come essere visti senza diventare vittime dello sguardo altrui, come esporci senza perderci e come comunicare - e comunicarci - senza deformarci. La vicenda della giovane donna diventata regina non nega il male né la violenza del potere. Mostra come, nel cuore dell'ingiustizia, possano riaffiorare dimensioni dimenticate - la discrezione, il pudore, la vulnerabilità, il silenzio - in cui è possibile donarsi, in piena libertà.