"Dilexi te", titolo della prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV, significa "Ti ho amato" e riprende il versetto del libro dell’Apocalisse 3,9, una dichiarazione di amore da parte di Dio per una sua comunità cristiana, che non aveva alcuna rilevanza o risorsa ed era esposta alla violenza e al disprezzo. Papa Francesco, che, nell’Enciclica Dilexit nos, aveva approfondito l’amore divino e umano del Cuore di Cristo, stava preparando, negli ultimi mesi della sua vita, un documento sulla cura della Chiesa per i poveri e con i poveri, intitolato proprio Dilexi te, immaginando che Cristo si rivolga ad ognuno di loro dicendo: Hai poca forza, poco potere, ma "io ti ho amato" (Ap 3,9).Papa Leone, sentendo di aver ricevuto come in eredità questo progetto, si dichiara - all’inizio del documento - felice di farlo proprio, aggiungendo alcune sue riflessioni, per proporlo all’inizio del suo pontificato, "condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri".
Dilexi Te, ti ho amato, è la prima e attesissima esortazione apostolica di papa Leone XIV. Il testo mette al centro l’amore verso i poveri, in dialogo con la Dilexit nos di papa Francesco. È solo nella cura dei poveri che la chiesa può restare fedele al Vangelo, e in questa fedeltà le sue opere, le sue istituzioni e le sue esperienze diventano atti profondamente politici. La prefazione di don Mattia Ferrari nasce dall’incontro tra la sua testimonianza quotidiana al servizio dei migranti e quella di Francesco e Leone, che nei loro scritti consegnano un Vangelo vissuto prima ancora che pensato.
La 78a Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, svoltasi ad Assisi dal 13 al 16 novembre 2023 ha approvato il documento "La formazione dei presbiteri nelle chiese in Italia. Orientamenti e norme per i seminari" (quarta edizione), che ha ottenuto la conferma della Santa Sede con decreto del Dicastero per il Clero in data 8 dicembre 2024.
Leone XIV scrive una Esortazione apostolica portando a termine quanto papa Francesco stava preparando in continuità con la Dilexit nos. Il presente documento, ribadendo la cura della Chiesa per i poveri, immagina che Cristo si rivolga personalmente a ciascuno di essi, rivelando loro il suo amore e la sua vicinanza. Prefazione di Chiara Amirante
La prima esortazione apostolica di papa Leone XIV, simbolicamente firmata nella festa di san Francesco, viene presentata con una prefazione di fra Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale dei francescani conventuali che evidenzia la spiritualità francescana sottesa al documento. Padre Giulio Albanese, missionario comboniano, uno dei massimi esperti sul tema della povertà ha curato l'Invito alla lettura.
Fra Carlos A. Trovarelli è ministro generale dei frati minori conventuali dal 2019. Giulio Albanese, missionario comboniano è direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e dell’Ufficio per la cooperazione missionaria del Vicariato di Roma. Ha fondato e diretto per molti anni l’agenzia di stampa Misna. Collabora con varie testate, fra cui Avvenire e L’Osservatore Romano. È anche membro del Consiglio per la Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato della Santa Sede. Le sue ultime pubblicazioni con EMP: Libera nos Domine. Sulla globalizzazione dell'indifferenza e sull'ignoranza dell'idiota giulivo (2020); Poveri noi! Con Francesco dalla parte dei poveri (2017).
Il diciassettesimo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa parla di "guerra demografica". La scelta del titolo sta a significare che il taglio è volutamente politico: la diminuzione della popolazione è in parte conseguenza di un'avversione, per non dire di un odio, nei confronti dell'uomo considerato creato "a immagine e somiglianza di Dio", e quindi dotato di una dignità superiore. Il calo demografico è il frutto di una strategia pianificata e utilizzata come strumento di guerra tra stati e tra centri di potere. Le sostituzioni demografiche a seguito delle migrazioni, la pianificazione centralizzata e ormai diffusa e spesso imposta dell'aborto come nuovo dogma politico generalizzato, le pratiche eutanasiche e del suicidio assistito, la concezione della vita umana come dannosa per l'ambiente, la convergenza sui temi dell'"estinzione" dei movimenti eco-terroristici e degli indirizzi dei centri di potere internazionali, sono indici di una pianificazione contro il genere umano. Il rapporto analizza questo macro-fenomeno soprattutto dal punto di vista geo-politico ed economico, ma anche culturale e giuridico. L'attacco alla vita umana produce povertà e le guerre demografiche mettono in pericolo l'indipendenza delle nazioni. In molte parti del mondo - si pensi all'Estremo Oriente ma anche all'Europa occidentale - il crollo demografico è il primo problema sociale. La riflessione è arricchita dall'analisi di alcuni casi particolari: Russia, Francia, Estremo Oriente, Inghilterra, Europa, Ungheria, fino al piccolo El Salvador.
A sessant'anni dalla chiusura del Vaticano II il tema della missionarietà ecclesiale, così centrale nell'insegnamento conciliare, deve essere ulteriormente approfondito e riproposto in prospettiva ecclesiologico-sinodale, affinché venga recepito in modo adeguato e possa incidere concretamente nella vita delle comunità credenti, senza restare confinato nei documenti del magistero, negli studi missiologici o nei titoli delle locandine delle iniziative pastorali di diocesi e parrocchie. Questo volume, nato da una profonda gratitudine verso i Padri conciliari, vuole essere un incoraggiamento non solo per gli studenti e gli studiosi di ecclesiologia ma per tutti coloro che, nonostante le fatiche e le difficoltà, sono impegnati a vario titolo nell'evangelizzazione. Essi siano consapevoli che «l'impegno di annunciare il Vangelo agli uomini del nostro tempo, animati dalla speranza ma, al tempo stesso, spesso travagliati dalla paura e dall'angoscia, è senza dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l'umanità» (Paolo VI, Evangelii nuntiandi n. 1).
Con la nota Gestis verbisque il Dicastero per la Dottrina della Fede intende offrire alcuni elementi di carattere dottrinale «in ordine al discernimento sulla validità della celebrazione dei Sacramenti, prestando attenzione anche ad alcuni risvolti disciplinari e pastorali». Il testo, approvato all’unanimità dai Cardinali e Vescovi Membri del Dicastero durante l’ultima Assemblea Plenaria, è controfirmato da Papa Francesco.
Questo volume esplora le "nuove periferie esistenziali" partendo dall'VIII capitolo di Amoris laetitia. Mediante un approccio teologico-narrativo, propone una pastorale familiare creativa e inclusiva, attenta alla gradualità e alle sfide affettive e sessuali del nostro tempo. Radicato nell'esperienza pastorale italiana, questo studio offre a teologi e confessori strumenti per discernere con empatia e rigore etico, aprendo nuovi orizzonti di salvezza e speranza.
Arturo Elberti apre il tesoro della "Sacrosanctum Concilium" rivolgendosi a quanti, in particolare i giovani, intendono partecipare in modo sempre più consapevole e fruttuoso alla Liturgia vissuta nella Chiesa. La Chiesa si nutre della liturgia nel suo pellegrinare verso la patria celeste, dove finalmente Gesù Cristo porta tutto alla perfezione. Considerando il divenire liturgico dei tempi presenti, il testo lascia aperta la porta del futuro della liturgia, includendolo in un "già" e "non ancora". L'appendice inizia la lettura della "Sacrosanctum Concilium" e riporta alcuni brani di documenti magisteriali che approfondiscono la liturgia nel mistero della Chiesa: Principi e Norme della Liturgia delle Ore, san Giovanni Paolo II in occasione del ventennio della costituzione e nella costituzione apostolica "Vicesimus Quintus Annus", Benedetto XVI al clero romano, papa Francesco in un'omelia a San Paolo fuori le mura a Roma.
Sentinelle del Creato raccoglie gli scritti che don Vittorio Cristelli ,prete filosofo, giorialista e cacciatore ha dedicato dal 1989 al temi dell'etica venatoria e della salvaguardia ambientale in varie occasioni e sulla rivista "Cacciatote Trentino".
A lungo docente di etica professionale e per vent'anni direttore del settimanale diocesano "Vita Tridentina" Cristelli ha anticipato in questi articoli la prospettiva del rapporto tra uomo e natura espressa da papa Francesco nella Laudato si, offrendo spunti di riflessione sempre attuali, per quanti, cattolici e anche laici, frequentano oggi l'ambiente alpino non solo.
Vittorio Cristelli è nato il 28 Novembre 1930 a Chatelineau, in Belgio, dove la famiglia era emigrata da Miola di Piné. Ordinato sacerdote nel 1955 si è laureato in Filosofia e dedicato alla formazione sociale, alla docenza universitaria e al giornalismo in varie testate. Autorevole guida nell'etica professionale e nell'impegno pacifista ha promosso varie iniziative per la diffusione di un'ecologia integrale attenta al grido della terra e dei poveri. Dal 2020 risiede alla Casa del Clero di Trento.