Nella Resistenza italiana, parte integrante di un conflitto globale che ha travolto i confini nazionali e spazzato vite e destini ai quattro angoli del pianeta, hanno combattuto migliaia di persone che italiane non erano. Spinte alla lotta da una pluralità di motivazioni e da una molteplicità di percorsi individuali, che vanno dall’internazionalismo consapevole alla semplice ricerca di una via di salvezza individuale, si trovarono coinvolte nello stesso spicchio di guerra mondiale, nello stesso periodo e sullo stesso lato della barricata. Una storia della Resistenza a lungo trascurata e che oggi possiamo finalmente riscoprire.
Viviamo in un’epoca di estremi. Visioni contrapposte e fenomeni radicali creano un senso di incertezza che sta rapidamente compromettendo la capacità degli Stati e delle classi dirigenti di governare il cambiamento. Forze sociali, politiche e culturali radicali hanno spesso nella storia rappresentato un cambiamento positivo, fino a quando però la radicalità non si è trasformata in polarizzazione, in negazione delle ragioni dell’altro, in uno strumento di lotta, in caos, in violenza. Ora che gli estremi sono la cifra preponderante delle relazioni tra Stati, partiti e individui, occorre una nuova ricetta di governo. Servono risposte pragmatiche di fronte al ritorno della guerra, al potere dei para-Stati tecnologici, al clima che cambia, alle migrazioni di massa, alla polarizzazione politica, alla divisione del mondo in sfere d’influenza. Cambiamenti epocali, resi più distruttivi dall’ideologia. Estremi mette in guardia dai rischi dell’esasperazione nelle relazioni internazionali e in quelle tra partiti, sistemi, modelli politici e perfino tra individui, con una visione realista e non nostalgica, alla ricerca di soluzioni efficaci per i prossimi decenni. Per scongiurare la catastrofe. Prefazione di Francesco Rutelli.
Nuotare controcorrente non è un gesto di ribellione sterile, ma un atto di salvezza. Le pagine di questo libro guidano, con tagliente ironia e profonda visione teologica, il lettore all’interno di una contro-narrazione rispetto ai dogmi del nostro tempo. Dalla menzogna eretta a sistema alla confusione morale spacciata per progresso; dalla manipolazione delle masse alla perdita del senso del sacro; dal mistero della Creazione all’origine del male, fino al destino ultimo dell’uomo: ogni capitolo smaschera gli inganni della "corrente" e invita a riscoprire la via stretta che conduce alla Verità. Un libro per chi non teme di pensare, per chi rifiuta la menzogna travestita da virtù, per chi vuole salvarsi l’anima e la mente. E allo stesso tempo un invito a riaccendere il pensiero, a recuperare lo sguardo limpido, a ritrovare la dignità di creature chiamate alla libertà e alla luce.
Il libro ripercorre le vicende politiche dell'area che va dal Marocco all'Iran, una regione strategica per la presenza del petrolio e lacerata da molteplici conflitti. Sono tracciati due secoli di storia: dalla spedizione napoleonica in Egitto e dalle riforme dell'impero ottomano fino alla caduta del califfato, dall'espansione coloniale ai processi di decolonizzazione, alle svolte della rivoluzione iraniana e alla crisi irachena; dal conflitto arabo-israeliano fino agli avvenimenti più recenti, segnati dalle primavere arabe, dall'emergere dell'ISIS e dal fallito golpe turco.
La sofferenza delle istituzioni democratiche faticosamente costruite dopo la fine della Seconda guerra mondiale a garanzia della pace universale appare oggi quanto mai evidente, incancrenita dall'avvento di nuove (e inedite) emergenze scatenate dallo sfruttamento crescente di interi territori, dalla sempre più scarsa cura del creato, dal primato del profitto sul bene comune. Tutti segnali lasciati troppo tempo ai margini del dibattito politico internazionale, ma che i conflitti attualmente in corso in diverse parti del mondo impongono di affrontare, come del resto ha fatto negli ultimissimi tempi papa Francesco, infliggendo un colpo durissimo all'idea che le guerre possano trovare giustificazioni di carattere morale e richiamando un rischio, quello del genocidio, che si pensava erroneamente oramai stipato nella soffitta del Novecento. Il presente volume intende proporre, attorno alla rinnovata questione della guerra e della pace, una riflessione capace di aggiungere nuove sensibilità, così da invogliare il lettore a porsi nuove domande, senza accontentarsi di quanto già acquisito sulla scorta di metodologie (sempre meno) stabili, messe a dura prova dagli effetti multidimensionali delle crisi incombenti.
«Un lavoro estremamente approfondito e sentito, in esplicito omaggio ai nostri due indimenticabili poeti, Valerio Negrini e Stefano D’Orazio, e alle splendide parole che hanno saputo donare alla musica dei Pooh. Leggendo questo libro è possibile capire fino in fondo i mille valori, significati, emozioni, concetti e a volte anche contenuti storici che Valerio e Stefano hanno saputo inserire fra le pieghe delle nostre canzoni. Spesso, infatti, persino a noi capita di scoprire nei testi dei dettagli illuminanti o commoventi solo dopo anni che cantiamo certi brani: quindi ora auspichiamo che pure voi possiate non solo rileggere, ma davvero riscoprire queste poesie.» (Dalla Prefazione di Roby, Dodi e Red)
La quinta edizione italiana del manuale di Psicologia generale conferma e rinnova un progetto didattico pensato per introdurre gli studenti universitari allo studio scientifico della psicologia con rigore e chiarezza. La trattazione integra contributi della ricerca europea e italiana, mantenendo al contempo il solido impianto del testo originale, strutturato per capitoli tematici. Il testo si adatta così con flessibilità ai corsi di laurea triennali in Psicologia, ma anche in Scienze della formazione e Scienze sociali, offrendo livelli differenziati di approfondimento e materiali di supporto per i docenti. Tra gli aggiornamenti più rilevanti, si segnalano i nuovi approfondimenti su disturbi dell’apprendimento, invecchiamento, fake news ed effetto Flynn, oltre a una riorganizzazione completa dei capitoli su motivazione, emozioni e benessere psicologico, resi più accessibili ed esaurienti. Il volume si conferma dunque un riferimento solido e aggiornato per la formazione di base in psicologia, in equilibrio tra la tradizione scientifica internazionale e le esigenze della didattica universitaria italiana.
Se non consumi, non esisti. È questo il messaggio che lo spazio urbano ripete ogni giorno: si paga il tempo libero, la sosta, lo sport, la mobilità, persino la natura. Sedersi all'ombra, bere da una fontana, giocare a palla in un cortile diventano gesti sempre piú rari nelle nostre città. È tempo di riscrivere una grammatica del possibile: ciò che nello spazio pubblico può e deve essere accessibile, gratuito, di tutti. In questo libro Elena Granata guarda al futuro partendo dai segni già presenti nel nostro tempo, tra idee e innovazioni che ridisegnano il modo di vivere insieme. Beni da scambiare e condividere, da usare senza possedere; una dimensione legata al tempo liberato e alle relazioni. Nuovi bisogni legati all'abitare, che non è solo avere una casa, ma condividere tempi e spazi con una comunità piú ampia. Soprattutto nelle nuove generazioni prende forma il desiderio di una vita diversa, piú libera, piú collaborativa. Per questo è urgente una contronarrazione: il racconto di un'altra idea di città.
Arturo ha trentacinque anni, fa l’agente immobiliare e il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose: forse proprio per questo non ha una fidanzata. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici del calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Poi entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, così lui, per conquistarla, interpreta Gesù durante una Via Crucis. Ma quel giorno per Arturo si trasforma davvero in un calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti di catechesi e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciononostante, Flora s’innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga dell’indifferenza religiosa di Arturo e, naturalmente, senza che lui la confessi. Ma quando la verità viene inevitabilmente a galla, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti quelli che li conoscono, una verità molto scomoda. Un romanzo amatissimo dai lettori che torna in libreria in occasione dell’uscita dell’omonimo film, diretto e interpretato dallo stesso Pif.
Nelle economie avanzate il settore pubblico è cresciuto molto più rapidamente del mercato. Oggi non offre solo salute, previdenza, istruzione: è chiamato a produrre beni pubblici globali senza i quali le grandi transizioni del nostro tempo - climatica, demografica, digitale - sono semplicemente ingestibili. Questa espansione entra in collisione con l’accumulazione illimitata di capitale oligopolistico, dalle Big Tech alla finanza, dall’Oil&Gas al militare. Da qui l’attacco sistematico allo Stato: non un errore, ma una strategia. Massimo Florio legge in questa offensiva il vero filo rosso che lega il neoliberismo di Thatcher e Reagan, le fallimentari "terze vie" e l’attuale ondata reazionaria. Oggi, dietro la retorica di Trump e delle nuove destre, riemerge una pulsione distruttiva che mira a ridurre le istituzioni pubbliche a strumento delle oligarchie. Contro questa deriva, Florio propone una prospettiva alternativa: uno Stato post-capitalista, capace di creare innovative imprese a missione pubblica, promuovere un’economia dei beni comuni e interagire con comunità di cittadini consapevoli della propria condizione di espropriati della conoscenza. Propone l’intelligenza sociale come paradigma che va oltre l’intelligenza artificiale. Il Capitale contro lo Stato è una riflessione radicale ma immediatamente praticabile, che prova a rispondere a una domanda cruciale: che cosa può venire dopo il capitalismo oligarchico, senza rinunciare alla democrazia e all’idea stessa di pubblico. Lo scontro decisivo del nostro tempo è tra capitalismo oligarchico e istituzioni pubbliche. Una proposta radicale su Stato e comunità per pensare il futuro oltre il neoliberismo.