Storie inedite, fotografie esclusive, i ricordi commossi del figlio Sean: la biografia definitiva dell'attrice, dell'icona di stile, di una donna unica. Audrey Hepburn ha vissuto molte vite. È stata una bambina cresciuta durante la Seconda guerra mondiale, mentre collaborava con la resistenza olandese. È stata una delle più grandi star della storia del cinema, capace di conquistare i più importanti premi del mondo dello spettacolo e interpretando ruoli indimenticabili in film come Vacanze romane, Colazione da Tiffany e My Fair Lady . È stata un'icona di stile che ha reso il tubino nero il simbolo di eleganza che è ancora oggi. Ma forse il suo contributo più grande è stato quello di ambasciatrice umanitaria negli ultimi anni della sua vita, quando ha dimostrato che paura e trauma possono trasformarsi in gentilezza e arte. Per Sean Hepburn Ferrer, però, era anche sua madre. In questo libro, arricchito da fotografie mai viste prima e da numerosi contributi inediti, ne restituisce un ritratto sincero e intimo: racconta come una timida ragazza inglese sia diventata la star che ricordiamo, ma soprattutto la donna altruista che ha attinto alla propria esperienza di fame e sofferenza per battersi strenuamente a favore dei bambini nei Paesi devastati dalla guerra e dalle carestie. Audrey è il commovente ricordo di una madre scritto dal figlio, un emozionante tributo a una donna unica, simbolo di emancipazione femminile e resilienza. È un viaggio dietro la macchina da presa per scoprire una persona eccezionale, nelle parole di chi l'ha conosciuta e amata più di chiunque altro.
In questa raccolta ogni testo è l'attraversamento di un limite: del corpo, dell'amore, della perdita, del tempo. L'io che parla non cerca facile salvezza o pacificazione, ma espone ognuno di questi limiti e li abita, consapevole di non poter eludere il reale, di doversi misurare con le proprie fragilità, con la necessità del dire e con la prepotenza del desiderio, quando l'amore diventa necessità vitale, imperfetta o persino feroce. Grazie a una scrittura che unisce precisione formale ed esposizione emotiva, Marcello Fois procede per addensamenti, ritorni e variazioni, con una musica che insiste su alcuni temi essenziali, in dialogo costante tra esperienza individuale e memoria collettiva: l'identità come costruzione fragile, l'amore come urgenza e come misura, le arti come luogo privilegiato di trasmissione di senso, il sale come elemento insieme concreto e simbolico. E se il dolore, l'Altro, la Storia ci interrogano e smascherano, sapremo di non essere stati mai semplici spettatori, perché «Quando crediamo di vedere ogni cosa, / ogni cosa vede noi».
Nel 2025 i giovani hanno fatto sentire la propria voce in ogni parte del mondo. Dalle piazze del Nord Africa ai campus europei, dai movimenti per il clima alle richieste di pace e di giustizia sociale, la Generazione Z si è mostrata consapevole delle sfide globali, ma anche pronta a non rassegnarsi di fronte a difficoltà quotidiane come l'accesso alla casa, la stabilità lavorativa, la qualità dei servizi di welfare. L'edizione 2026 del Rapporto analizza il modo in cui i giovani affrontano questo complesso scenario, cercando di capire cosa frena e cosa favorisce il loro ruolo attivo nei percorsi di vita e nel contesto sociale ed economico. Attraverso una lettura comparata, il volume fotografa con rigore e sensibilità i mutamenti che attraversano le nuove generazioni, mettendo in luce i principali nodi critici e le risorse emergenti. Tra i temi approfonditi, la mobilità internazionale e le nuove forme di cittadinanza globale; le disuguaglianze economiche, territoriali e di salute; le relazioni affettive e i nuovi modi di costruire legami di fiducia; l'impatto delle fake news e dei nuovi media digitali sulla formazione delle opinioni e dei comportamenti civici; le esperienze di partecipazione al Giubileo.
Questo libro nasce dall’esperienza diretta dell’autore nella comunicazione politica italiana. Prima all’interno del MoVimento 5 Stelle, come braccio destro di Gianroberto Casaleggio negli anni in cui i social media hanno trasformato per sempre il rapporto tra potere e consenso. Poi con Esperia, il nuovo progetto editoriale che Dettori ha cofondato nel maggio 2025 per confrontarsi consapevolmente con la guerra narrativa che attraversa l’Occidente, anche alla luce delle riflessioni raccolte in queste pagine. La tesi dell’autore è chiara: nel nostro tempo le autocrazie hanno saputo usare meglio delle democrazie gli strumenti della narrazione. Per questo serve una nuova consapevolezza strategica, insieme alla capacità di raccontare l’Occidente senza complessi di inferiorità. Questo libro è insieme il racconto di un’esperienza e l’invito a trasformarla in metodo: lo stesso che ha contribuito al successo del M5S e che oggi sostiene il progetto Esperia. Perché la battaglia decisiva non è per il potere. È per le menti e per i cuori.
Nel cuore di Gaza, mentre la guerra devasta la Striscia, una piccola chiesa resta in piedi: è la parrocchia della Sacra Famiglia, la sola chiesa cattolica dell'intera regione, diventata rifugio per centinaia di persone che ancora anelano alla pace. Tutt'intorno macerie, paura, devastazione: ogni «cessate il fuoco» è fragile, ogni blocco può riportare la fame, ogni dichiarazione dei leader internazionali pesa come una sentenza sul futuro di Gaza. Eppure, in mezzo alle rovine, c'è ancora la preghiera, la speranza. La liturgia scandisce le giornate e la vita di questa piccola comunità in qualche modo continua, grazie all'azione silenziosa di padre Gabriel Romanelli, che ogni giorno sceglie di restare, di lottare per la dignità di ogni vita umana. Aule adibite a dormitori, pane preparato con quello che si trova, messe celebrate tra bombardamenti ed esplosioni che fanno tremare le vetrate, lezioni improvvisate, il tentativo quotidiano - e disperato - di restituire un'illusione di normalità a bambini innocenti. «Siamo quella piccola candela con la fiamma vacillante in una tempesta infernale. È questo il senso della mia presenza qui, in questo oceano di violenza: è la ragione per cui scelgo di restare.» La testimonianza diretta e commovente di un uomo che è rimasto fedele alla sua missione e che non ha smesso di credere che la pace sia possibile.
Lo sviluppo umano integrale è un processo complesso, fondato su relazioni che si costruiscono nei diversi contesti in cui la persona vive e agisce. Per il magistero cattolico, esso riguarda ogni persona e tutta la persona, considerata come unità armonica di corpo, mente e spirito. Tuttavia, esistono reali minacce a tale sviluppo: tra queste, l’abuso mina l’integrità della persona e produce conseguenze disabilitanti sul corpo, sulla mente e sullo spirito. Senza un adeguato supporto, la vittima si vede privata delle opportunità necessarie per sviluppare le capacità fondamentali descritte da Martha Nussbaum nel suo Capabilities approach, e che le permetterebbero di fiorire. La prospettiva del Safeguarding implica la responsabilità di tutti nel costruire relazioni, spazi e processi sicuri. Il volume mostra come questa pratica rappresenti un ponte e un’opportunità di dialogo tra l’idea di sviluppo umano integrale e il modello delle capacità, offrendo una visione che integra etica, antropologia e cura della persona.
Con questo volume si conclude la prima traduzione integrale della Concordia Novi ac Veteris Testamenti di Gioacchino da Fiore. Nel precedente (libri I-IV, 2022) Gioacchino ha presentato e applicato il principio della «concordia», che gli ha permesso di individuare puntuali corrispondenze tra serie di generazioni distanti nel tempo e nello spazio. Nel V libro, equivalente per dimensioni alla somma dei precedenti, considera i significati profondi dei racconti dell’Antico Testamento. Entro l’orizzonte della dialettica lettera-spirito, propone dodici specie di «comprensione spirituale» delle Scritture, che includono le sette specie di «comprensione tipica». Queste rivelano l’impronta delle relazioni trinitarie nelle storie bibliche e nei corrispondenti passaggi della storia del mondo. Il grandioso progetto offre un fondamento divino alla concezione dei tre stati della storia e agli annunci di novità imminenti: il ritorno dei Greci all’unione con la Chiesa Romana, la conversione dei Giudei, la venuta dell’Anticristo, l’instaurazione terrena del breve stato dello Spirito.
Nel 1985/86 Andrea Vannoni passa un anno in America Latina, sbarca in Colombia, prosegue con la Panamericana fino a Lima, incontra Gustavo Gutiérrez, padre della Teologia della Liberazione, prosegue per Cile e Argentina, incontra Clodovis, fratello dell’altro esponente della TdL Leonardo Boff. "Un’esperienza estrema, povertà tragica, violenza feroce, oppressione dei deboli, Sendero Luminoso..." dice Vannoni. Questo libro è la sua tesi di laurea "sul campo", la sua testimonianza diretta sull’unicità, allora come ora, della TdL, cui anche Papa Francesco doveva qualcosa.
In ogni domenica e in ogni festa dell’anno liturgico, ai credenti è proposta una pagina di Vangelo. Con un ciclo che si ripete ogni tre anni: nel primo (anno A) la prevalenza dei brani è tratta da Matteo, nel secondo (anno B) da Marco e nel terzo (anno C) da Luca, mentre Giovanni e gli Atti degli Apostoli sono utilizzati in tutti e tre gli anni. Queste pagine evangeliche hanno ispirato, come poche altre, la storia dell'arte. Non solo l'arte sacra, ma anche quella nata con altri intenti; l'arte antica e quella contemporanea; l'arte che abita nelle chiese e nei musei e quella che preferisce i muri delle città; l'arte dei pittori e degli scultori, degli illustratori, dei grafici e dei fotografi; l'arte firmata e quella anonima di un disegno infantile. Attingendo a questo straordinario deposito di immagini e di simboli, l'autore propone, per ogni domenica e per le festività dell'anno, una lettura che mette in rilievo aspetti inattesi e tuttavia fondamentali della storia sacra. In questo volume, dedicato all'Anno B nella trilogia "I colori del cielo", oltre cento opere d'arte ci introducono, così, alla comprensione e all'ascolto dei testi evangelicis
I contributi raccolti in questo libro sono stati presentati al XIX Convegno annuale della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, tenutosi a Bologna nel 2025, e si presentano come il naturale prosieguo della ricerca teologica transdisciplinare avviata ormai da un decennio dal Dipartimento di Teologia dell’Evangelizzazione della FTER. Organizzato in tre parti - la prima dedicata a questioni antropologiche, la seconda di interesse sistematico e la terza di taglio esegetico - il libro disvela una nuova e necessaria prospettiva dell’evangelizzazione nel tempo della crisi, una visione che pone al centro l’esperienza spirituale vissuta da chi accoglie il vangelo. Il frutto di quell’esperienza è la speranza: nella consapevolezza che la crisi, ormai strutturale, non può essere superata ma deve essere attraversata, la speranza irradia la sua luce affinché non ci si smarrisca tra le fratture di questo tempo. Con contributi di: Paolo Boschini, Pier Luigi Cabri, Matteo Prodi, Brunetto Salvarani, Luciano Luppi, Riccardo Paltrinieri, Federico Badiali, Nicola Gardusi, Fabio Quartieri, Paolo Mascilongo, Enrico Casadei Garofani, Michele Grassilli, Davide Arcangeli, Maurizio Marcheselli.
Nonostante la vasta produzione storiografica sull’8 settembre, restano irrisolti nodi fondamentali: perché Roma non fu difesa? Perché, dopo l’annuncio dell’armistizio, Badoglio si rifiutò di dare l’ordine di attaccare i tedeschi? Con la desecretazione degli atti della Commissione parlamentare d’inchiesta, gli studiosi hanno avuto accesso a migliaia di pagine di testimonianze e relazioni. L’analisi di questi documenti ha rivelato omissioni, falsificazioni e contraddizioni da parte dei protagonisti, impegnati a giustificarsi e a scaricare responsabilità. I vertici militari parlarono di resa inevitabile e adottarono, per giustificarsi, una sovrastima delle forze tedesche. Elena Aga Rossi ricostruisce quei giorni per restituire verità a uno dei passaggi più drammatici della storia italiana.