Dalla penna agile e vivace di mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo, vengono raccolti in un unico volumi i commenti dei Vangeli dell'anno liturgico ciclo B (festivi, feriali, solennità, feste e memorie).
Il PDM-3 è uno strumento fondamentale per clinici, supervisori e ricercatori interessati a una diagnosi sensibile, affidabile, empiricamente fondata. Questa nuova edizione integra la prospettiva
clinico-dinamica con i risultati della ricerca e i contributi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze. Rispetto alla versione precedente, il PDM-3 amplia la prospettiva evolutiva, rafforza il modello dimensionale, migliora l'accessibilità teorica e linguistica dei suoi contenuti.
Accurato ed efficace nella valutazione della personalità (Asse P), delle capacità mentali (Asse M) e dei sintomi con la loro esperienza soggettiva (Asse S), il PDM-3 è sempre attento a valorizzare le risorse del paziente. Guida indispensabile per la formulazione del caso e la pianificazione del trattamento lungo l'intero ciclo di vita, questo manuale sottolinea il ruolo della relazione terapeutica nell'informare il processo clinico-diagnostico.
Una speciale attenzione viene dedicata ai periodi evolutivi di transizione (per es. la giovane età adulta) e a condizioni di sofferenza soggettiva legate a contesti globali (per es. pandemie, guerre, crisi climatica).
Erano trascorsi solo quindici anni dalla proclamazione dell’Unità d’Italia quando, il 5 marzo 1876, usciva il primo numero del «Corriere della Sera». Da allora sono passati 150 anni durante i quali quasi tutte le vicende che hanno segnato la storia italiana e mondiale sono passate per le pagine del quotidiano, sono state raccontate a generazioni di lettori da centinaia di giornalisti in milioni di articoli, cronache, corrispondenze, commenti, recensioni, resoconti di viaggi, novelle, editoriali, elzeviri. La Fondazione Corriere della Sera vuole celebrare questo significativo anniversario con un’opera articolata in quattro parti: nella prima, si ripercorrono i complessi rapporti tra il Corriere e le vicende del nostro Paese; nella seconda, ci si concentra su percorsi tematici e protagonisti; nella terza si viaggia tra le pagine, dagli esteri alla cronaca, dallo sport all’economia; nella quarta, infine, si narra la storia dei tre storici supplementi illustrati, «La Domenica del Corriere», «La Lettura» e «Il Corriere dei Piccoli». Nelle appendici, infine, sono contenuti l’elenco e le schede biografiche dei direttori, nonché dei periodici «iO Donna» e «Sette». Riccamente illustrato in ogni sua sezione attingendo dal vastissimo patrimonio iconografico conservato negli archivi storici, il volume presenta inoltre tre album di immagini, per complessive 90 pagine, in cui si ripercorrono questi 150 anni attraverso le prime pagine delle diverse testate.
«Discernere è un atto importante che riguarda tutti, perché le scelte sono parte essenziale della vita». Con queste parole papa Francesco ha iniziato la sua prima serie di catechesi sul discernimento, tra agosto 2022 e gennaio 2023. In esse viene a galla la spiritualità ignaziana del pontefice, che offre materiale per una riflessione importante al cammino di tutti.
Un carisma a servizio dell'unità. Il libro analizza la caratteristica ecclesiale che traspare nella spiritualità di Chiara Lubich, la sua originalità rispetto alle spiritualità nate nella chiesa lungo i secoli, così come in rapporto all'ecclesiologia della contro-riforma dominante prima dell'ultimo concilio. Il volume prende anche in considerazione per la prima volta i limiti della spiritualità della Lubich conseguenti alla sua formazione preconciliare.
Questo libro si rivolge a chiunque abbia fatto esperienza della malattia nell'arco della propria esistenza o a chi ne sia stato in qualche modo coinvolto. Si rivolge, quindi, a tutti. Di qui la domanda stringente dell'essere umano sul perché del dolore, della sofferenza e del male. Con Giobbe, Paolo, ma soprattutto attraverso l'incontro di Gesù con i malati - L'indemoniato di Gerasa, I lebbrosi, L'epilettico indemoniato, La donna guarita, Il buon samaritano, Il paralitico di Cafarnao, Il cieco nato, Maria di Magdala... - gli Autori mostrano che la Bibbia è sempre una risposta sapiente alle domande esistenziali dell'uomo e della donna. Comprendere questi interrogativi è una preziosa indicazione per essere "prossimo" a chi è malato. Di più: è una rivelazione, uno sguardo alternativo sulla realtà umana.
Dopo il 1945 sembrava essersi realizzata in Europa l'aspirazione condivisa alla pace. Ma le guerre nei Balcani, l'invasione russa in Ucraina e l'esplosione del conflitto nella striscia di Gaza hanno riabilitato la guerra come strumento di risoluzione delle controversie e contribuito alla militarizzazione dell'opinione pubblica e alla corsa al riarmo. La guerra appare sempre più come destino inevitabile e la pace come nient'altro che una parentesi. L'appello di Andrea Riccardi è quello di riscoprire il «senso di appartenenza a una comunità globale di destino» e restituire spazio al dialogo e alla diplomazia. Il vero coraggio è quello di chi sceglie la pace e si impegna per farne, oggi e per il futuro, «l'obiettivo della politica, l'aspirazione dei popoli, il fine della storia».
La cooperazione industriale nel settore della difesa rappresenta un interessante campo di studio per l’analisi della costruzione di una politica estera complessa. Questo è particolarmente vero nel caso dell’Italia all’indomani del secondo conflitto mondiale, quando la scelta di campo occidentale e la conseguente adesione all’Alleanza Atlantica si mescolavano con esigenze legate alla ripresa produttiva e alla salvaguardia di industrie ritenute strategiche. Il presente volume si propone di indagare il rapporto tra politica estera italiana e industria degli armamenti attraverso una descrizione generale della questione relativa al periodo 1949-1953, seguita da una serie di approfondimenti specifici, che si spingono fino agli anni Sessanta. Vengono affrontati diversi aspetti del rapporto tra industria della Difesa e scelte politico-strategiche della Repubblica italiana durante la Guerra Fredda, quali gli offshore procurement, la profondità strategica e il ruolo della missilistica, l’assistenza militare alla Somalia, i rapporti con la Jugoslavia, il Sudafrica e le Nazioni Unite.
2Esistenzialisti e mistici" è la raccolta più completa degli scritti filosofici di Iris Murdoch, una delle pensatrici e scrittrici più originali del secondo Novecento. Figura eclettica, Iris Murdoch ha dedicato la sua esistenza all’indagine dei nessi inestricabili tra le sfere dell’arte, della letteratura e della filosofia. Avvicinatasi allo studio dell’etica platonica e kantiana nella convinzione che i problemi filosofici fossero i problemi della sua stessa vita, in questi scritti, composti tra il 1950 e il 1986, Murdoch testimonia il suo tentativo di individuare nell’«arte buona» una guida verso il bene e la conoscenza della verità all’interno di un cammino di chiarificazione, di giustizia, di compassione. Partendo dall’analisi dei classici - da Platone a Hume - e passando per il confronto con i contemporanei T.S. Eliot e Camus, Wittgenstein e Sartre, in queste pagine l’autrice disegna un tragitto sincretico che attraversa le idee dell’esistenzialismo francese e quelle dei moralisti e logici del gruppo di «Oxbridge», per approdare a un personale misticismo «pratico». Quest’opera ci permette di riscoprire una voce importante del XX secolo, compagna di strada di Simone Weil, Hannah Arendt e Simone de Beauvoir, e al pari loro accesa dal medesimo desiderio di affrontare la realtà nella sua mutevolezza e persistenza, amandola mentre la si comprende. Perché la realtà non è mai qualcosa di già dato, ma è un incontro: qualcosa che bisogna imparare a vedere. E il culmine di questo incontro, ci spiega Iris Murdoch, è sempre l’amore; è sempre il saper amare.
«Legando urbanizzazione e crisi rurale, interessi agricoli e industriali, Nord e Sud, lavoro e finanza, politici e militari, movimenti di contestazione, organizzazioni sindacali e partiti, si può cogliere la dimensione della rottura integrale, di quel vero e proprio cortocircuito che gli stragisti del 12 dicembre 1969 puntavano a provocare». La strage di Piazza Fontana, avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969, rappresenta una ferita ancora aperta nella storia d'Italia. Una pagina strettamente legata a un inquietante dietro le quinte fatto di manovre politiche ed economico-finanziarie, prima e dopo quella data spartiacque. Se molte sono state le interpretazioni storiche e giudiziarie su quanto avvenne quel triste pomeriggio, in pochi si sono posti la domanda da cui parte questo libro: perché proprio la Banca nazionale dell'Agricoltura? Un quesito cui l'autore risponde, sulla base di fonti inedite e di interviste, avanzando la tesi che quell'attentato possa essere considerato una «gamba rurale» dei tessitori della strategia della tensione, fra politica e finanza. Che decisero di scegliere quell'istituto di credito fra tanti (insieme alla Banca nazionale del Lavoro e alla Banca commerciale), perché simbolo e realtà di un mondo rurale in crisi, di un'Italia attraversata da profondi sommovimenti sociali e in balia della finanza globale, intenta a conquistare aziende, banche, pezzi di mercato italiano, nel pieno di una vera e propria fuga dei capitali all'estero. Con un inquietante personaggio, Michele Sindona, interessato insieme ad altri gruppi finanziari inglesi e americani alla Banca nazionale dell'Agricoltura e duramente osteggiato dalla Banca d'Italia e da Mediobanca, guidata da Enrico Cuccia. Una guerra azionaria per il controllo di quell'istituto scoppiata ben prima di quel terribile 12 dicembre, fra dimensione nazionale e internazionale. Che toccò da vicino le rappresentanze di quel mondo ferito, quali la Coldiretti e la Confagricoltura, insieme ad organizzazioni pure centrali, come la Federconsorzi, invitate a svoltare a destra. Una guerra economico-finanziaria che s'intrecciò alla crisi politica, alimentando le manovre eversive in atto nel paese per la formazione di un governo autoritario di destra. Uno scenario scongiurato solo grazie alla mobilitazione dei partiti e dei sindacati in difesa della democrazia repubblicana.