Il volume raccoglie gli atti del VII seminario specialistico in teologia sacramentaria promosso dall'Istituto Teologico Marchigiano e svoltosi a Fonte Avellana dal 29 al 31 agosto 2018. La vocazione al ministero ordinato ha visto nel corso dei secoli dilatarsi, fino a prevalere, il peso della natura-cultura nelle stoffe dei ministri ordinati (mi faccio prete!). Nella vocazione al matrimonio la natura e la cultura entrano originariamente nella storia di ogni coppia, cristiana e non, favorendo l'isolamento del valore sacramentale nell'ambito etico-giuridico. Ne è prova il fatto che abitualmente la teologia del sacramento del matrimonio è affidata agli insegnamenti di teologia morale e di diritto canonico. Solo dovendo affrontare le nuove situazioni familiari e con la riforma liturgica post-conciliare il matrimonio, pur nella sua specificità ed unicità, ha acquistato una evidente configurazione liturgico-sacramentale aprendo così la possibilità di percorsi nuovi di ricerca anche sulle modalità di questo dono-chiamata di Dio. Il seminario di studi, partendo da una prospettiva liturgico-teologica investigata anche nella storia, ha tentato di approfondire tale chiamata per offrire un contributo all' attuale ricerca sul legame tra chiamata (e quindi fede) e matrimonio.
Lucia Panzini è docente incaricato di Diritto canonico presso l'Istituto Teologico Marchigiano e I'ISSR Redemptoris Mater delle Marche.
Coniugata con tre figli, ha conseguito la licenza in Diritto Canonico nel 1992 presso la Sezione Romana dell'Universidad de Navarra, oggi Pontificia Università della Santa Croce, e il dottorato in Diritto canonico ed ecclesiastico presso l'Università La Sapienza di Roma nel 1998. È avvocato del Foro di Ancona e si occupa in maniera prevalente di Diritto di famiglia; è avvocato accreditato presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno; è stata direttore del Consultorio Familiare diocesano della Diocesi di Ancona-Osimo, presso cui ha collaborato per oltre quindici anni. Collabora attualmente con la pastorale familiare nei corsi per i fidanzati.
La Madonna si pone come modello insuperabile per tutti coloro che vogliono percorrere l'arduo, ma luminoso cammino della santità. «Se volete avere - scrive sant'Ambrogio - il ritratto vivo della santità e d'ogni virtù contemplate Maria». Ella è la lampada luminosa a cui tutti devono rivolgere lo sguardo. Guardiamo con gioia le ricchezze della Madre, perché possano diventare anche le nostre; meditiamo i suoi privilegi, che danno dignità alla nostra povera vita. Quello che ci viene detto dalle litanie, è solo una parte delle lodi che il cuore dei figli innalza alla Mamma celeste. La devozione popolare le dedica il mese dei fiori, il mese della speranza. Maggio, infatti, è il mese che, all'agricoltore, fa pregustare il futuro raccolto. La Madonna ci dona la speranza che la nostra vita, pur con le inevitabili difficoltà, porterà frutti buoni per il cielo.
Quando si recita il Santo Rosario si contempla tutto il Vangelo perché si meditano i misteri principali della vita di Gesù e nel ripetere le Ave Maria, noi chiediamo alla Vergine Santa di ottenere la forza e la grazia necessaria per camminare nella via del Signore e di compiere la sua volontà. Pertanto, il Santo Rosario recitato con fede e amore diventa per noi lo "scudo" che ci protegge dal male e "l'arma" che ci aiuta a combattere la buona battaglia della fede. In questo opuscolo vengono commentati con semplicità i venti misteri del Santo Rosario e attraverso alcune semplici domande, il lettore viene aiutato ad esaminare la propria vita, la propria fede e il cammino spirituale.
Uno straordinario Vangelo "raccontato" per immagini. Le splendide miniature del Codice De Predis, realizzate per illustrare la vita di Gesù a episodi, sono qui raccolte in sequenza come una vera sceneggiature. Otto miniature per episodio illustrano i movimenti dei personaggi, con ingenua fantasia ma con efficace forza narrativa, creando una vivace illusione del movimento. Le miniature sono accompagnate da una breve citazione dei testi evangelici con rimandi ai brani relativi, sufficienti a rivivere gli episodi. Il volume, stampato a sei colori più oro e fondo pergamena e elegantemente rilegato, è accompagnato da una nota critica sul De Predis e la miniatura lombarda.
Il testo completo degli Esercizi Sprituali pubblicati per la prima volta nel 1548. Questo volume rappresenta un'edizione particolarmente preziosa e completa, in quanto offre: la traduzione italiana il testo originale spagnolo rimando ai passi paralleli note di spiegazione e commento Ignazio di Loyola nacque in Spagna (Province Basche) nel 1491. Ferito gravemente nella difesa di Pamplona (1521), durante la lunga degenza, illuminato dalla grazia, si orientò verso la vita religiosa. Studiò ad Alcalá, a Parigi, a Venezia - dove nel 1537 fu ordinato sacerdote - e a Roma, riunendo nel frattempo compagni per il nuovo ordine religioso (Compagnia di Gesù), che fu approvato da Paolo III nel 1540 e si diffuse presto in Europa e nel mondo. Morì a Roma il 31 luglio 1556. I suoi scritti: Esercizi spirituali con i Direttori autografi, l'Autobiografia, il Diario spirituale, le Costituzioni e circa 7.000 tra lettere e istruzioni. Pietro Schiavone, gesuita, curatore del volume, si occupa da anni degli esercizi spirituali ignaziani sia nell'ambito della propria attività scientifica sia in vesti di organizzatore e predicatore.
Il testo, tratto dalla lezione inaugurale di Joseph Ratzinger, continua il discorso di Ratisbona sul rapporto fede e ragione. La concezione biblica di Dio oltrepassa quella dei filosofi, perché è un Dio personale, che ciascuno può invocare, che parla agli uomini e che è diventato uomo. Un Dio che è amore, questa verità è una sfida tanto per la ragione che per le religioni. In tale prospettiva, l'incontro del Vangelo con la filosofia non ha solo un positivo significato dal punto di vista storico, ma può offrire spunti promettenti anche per attuali questioni teologiche, per il dialogo ecumenico e per quello interreligioso.
Età di lettura: da 4 anni.
Quello di "grazia" non è un concetto astratto, né una formula riservata agli specialisti: indica la vita nuova che nasce dall’amicizia con Dio, la sua bellezza che si comunica all’uomo, il dinamismo vitale dell’amore divino che trasforma in profondità ogni aspetto dell’esistenza, pur nel rispetto della nostra storia e delle nostre fragilità. In queste pagine Vìctor Manuel Fernández guida il lettore a scoprire la grazia come dono gratuito che rigenera, guarisce, libera; come sorgente di relazioni fondate su alleanza e amicizia; come forza che tocca la nostra interiorità, la nostra vicenda umana, ma anche il creato, il cosmo stesso. La grazia non si contrappone solo al peccato personale, ma apre cammini di autenticità, fraternità e giustizia sociale. Si fa concreta nella corporeità e nei segni sacramentali - in modo eminente nell’eucaristia. Con uno stile chiaro, maturato in anni di ricerca, insegnamento e impegno pastorale, Fernández offre qui una sintesi appassionante: un trattato teologico rigoroso e insieme un saggio accessibile, che parla al cuore e all’intelligenza di chi è alla ricerca di senso.
Una lettura esegetica e spirituale della storia di Susanna, poco considerata a livello di studio, ma celebre nell’arte. L’episodio solleva temi attuali quali desiderio, fede, discernimento e violenza sulle donne.
«Il canto più bello»: questo significa Cantico dei cantici in ebraico. Uno dei grandi poemi d'amore della letteratura di tutti i tempi, un testo sacro incentrato sull'amore, simboli e immagini a servizio della relazione e della comunione, in simbiosi con il creato. Il volume propone il testo del Cantico dei cantici in una traduzione curata da Giuliano Vigini, accompagnato da foto a colori che contribuiscono a dilatare gli orizzonti della poesia e della meditazione. In appendice, il testo del Cantico, secondo la versione ufficiale della CEI (2008), con commento analitico a fronte a cura di Giuliano Vigini. Ottimo regalo per fidanzati, sposi e per celebrare anniversari di matrimonio.
La vita di San Giuseppe è stata veramente travolta dalle iniziative di Dio, iniziative misteriose, iniziative al di là della possibilità di capire. San Giuseppe si è lasciato condurre perché era giusto e "giusto" è l'uomo che vive di fede. Dove lo porta il Signore? Non lo sa, Dio non glielo dice, non gli spiega niente e lui obbedisce lo stesso. Ha sempre detto di sì con la vita, non con le parole. Non ha mai avuto questioni da sollevare, dubbi da proporre.
San Giuseppe agisce nel silenzio, e come è fecondo questo silenzio! Esso permette che tra la parola di Dio e l'obbedienza di San Giuseppe non ci sia soluzione di continuità. Dio parla e San Giuseppe fa. San Giuseppe non misura la vita di Gesù e della Vergine sulle sue esigenze, ma mette la sua vita a servizio delle loro. Non parte per l'Egitto quando fa comodo a lui, ma quando l'interesse di Gesù lo richiede. San Giuseppe è un uomo coerente: è un laico nel senso più pregnante della parola, è un uomo come tutti, inserito fino in fondo nelle realtà terrene per offrirle come supporto all'Incarnazione.Ha custodito la santità di Gesù e di Maria scomparendo agli sguardi di tutti, fuorché i loro.
Il tema del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace 2026 invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia. Essa deve essere disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza. Non basta invocare la pace, bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale. Il saluto del Cristo Risorto, «La pace sia con voi» (Cf. Gv 20,19), è un invito rivolto a tutti - credenti, non credenti, responsabili politici e cittadini - a edificare il Regno di Dio e a costruire insieme un futuro umano e pacifico.