Dilexi te, "Ti ho amato" è il primo documento di Leone XIV, firmato nella mattina del 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi. Richiama nel titolo la quarta e ultima enciclica di papa Francesco, Dilexit nos, sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo. La contemplazione dell’amore di Cristo ci aiuta a coltivare una maggiore attenzione alle sofferenze degli altri e ci rende strumenti del suo amore, scrive il Papa, in continuità con il Magistero di Francesco. E chiede alla Chiesa di liberarsi dall’autoreferenzialità per ascoltare il grido dei poveri, perché la scelta prioritaria dei poveri sia una via di straordinario rinnovamento spirituale e sociale al contempo. L’invito per ogni cristiano è a guardare con lucidità anche alle prassi quotidiane, nella consapevolezza che la presenza dei poveri è indice di ingiustizia sociale e disuguaglianze. «Sia attraverso il vostro lavoro, sia attraverso il vostro impegno per cambiare le strutture sociali ingiuste, sia attraverso quel gesto di aiuto semplice, molto personale e ravvicinato, sarà possibile per quel povero sentire che le parole di Gesù sono per lui: "Io ti ho amato" (Ap 3,9)».
Il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli sono stati oggetto di molteplici e importanti interpretazioni. Nel volume i due scritti sono analizzati allo scopo di individuare le loro caratteristiche specifiche rispetto alla tradizione storiografica giudaico-ellenistica e di accertare come questa abbia informato una peculiare prospettiva teologico-scritturistica. Alla luce di numerosi riscontri coincidenti, sembrerebbe che la loro datazione plausibile sia verso la fine del I secolo d.C. se non oltre; quanto a Luca, potrebbe essere stato un gentile, data la buona qualità del greco, o anche un ebreo ellenizzato, vista la crescente integrazione delle comunità ebraiche in quell'epoca.
Aggiunte canti inseribili nel raccoglitore ad anelli Dio della mia lode. Contengono testi e accordi della nuova raccolta di canti Nome potente. Il nuovo e imperdibile CD musicale "Nome potente" contiene dodici brani centrati sulla potenza del nome di Gesù, l’unico nome che libera, guarisce, solleva, perdona, consola. I brani sono prevalentemente tratti da testi biblici e richiamano fortemente il tema della fede, come quella dell’emorroissa che tocca il lembo del mantello di Gesù e viene guarita. Il riconoscimento della signoria e della regalità di Cristo, della forza e della verità della sua risurrezione apre la via all’azione potente di Gesù nelle nostre vite. È presente poi un brano realizzato sulla preghiera Alto e glorioso Dio di san Francesco, un brano molto classico inserito in occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi che si celebra nel 2026, anno nel quale si introdurrà, il 4 ottobre, la festa nazionale a lui dedicata. Infine, un brano utile per sottolineare il momento dell’Offertorio durante la Celebrazione eucaristica. Diversi e molto caratterizzanti gli arrangiamenti: dal pop/rock fino ai registri piùclassici. I brani sono indicati per la preghiera, per l’evangelizzazione, per il concerto di musica cristiana, per la catechesi, per la liturgia, per l’ascolto e la meditazione.
Quarta enciclica di papa Francesco, Dilexit nos (Ci ha amato) vede i natali in uno dei momenti più drammatici della storia dell'umanità. La sua pubblicazione arriva durante le celebrazioni per il 350° anniversario della prima manifestazione del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque. Celebrazioni che, iniziate il 27 dicembre 2023 si concluderanno il 27 giugno 2025. Era stato Francesco stesso ad annunciarne l'uscita, condividendo il desiderio che il testo possa far meditare su aspetti e sfaccettature "dell'amore del Signore", perché possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale e parlare a un mondo che sembra aver perso il cuore. Sempre il Papa spiegava che il documento avrebbe raccolto «le preziose riflessioni di testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che risale alle Sacre Scritture, per riproporre oggi, a tutta la Chiesa, questo culto carico di bellezza spirituale».
Gesù non ha vissuto la sua missione come trasmissione di un messaggio, come trasmissione di una moralità, come trasmissione di un rito, come trasmissione di un esempio. L'ha vissuta come trasmissione di tutta la sua persona, di tutto ciò che Egli è: Dio e uomo; corpo, anima e spirito; di tutto il suo cuore, di tutti i suoi rapporti divini e umani. Viviamo la nostra vocazione, pensiamo alla nostra vocazione alla luce e come incarnazione di questa tradizione, di questa trasmissione totale di Cristo? Gesù, nell'ultima Cena, si è preoccupato di far capire ai discepoli che la trasmissione della sua persona al mondo si realizza nel mistero della comunione dei discepoli che incarna e riflette nel mondo la Comunione trinitaria. San Benedetto, col carisma della sua Regola, ha voluto declinare questo avvenimento, educandoci a viverlo in tutte le dimensioni della nostra umanità.
Questo volume apre al lettore un accesso privilegiato al mistero della vita interiore di Gesù Cristo, così come fu contemplata e descritta dalla mistica italiana Maria Cecilia Baij (†1766), badessa benedettina e anima profondamente unita a Dio. In questo ultimo volume veniamo introdotti ai momenti più commoventi della vita di Gesù: la Passione vista dall'interno, la preghiera all'Orto degli Ulivi, il processo, la salita al Calvario, le sette parole di Gesù spiegate come atti di intercessione continua per l'umanità, fino al grande dono della Madre affidata a Giovanni e, in lui, a tutti i credenti. La narrazione prosegue con le apparizioni del Risorto a Maria, alla Maddalena, ai discepoli di Emmaus, agli apostoli e ai molti che ne ricevono luce e consolazione e si conclude contemplando Gesù glorioso che, nell'Eucaristia, continua ad amare il Padre e a intercedere per ogni anima, facendo delle sue piaghe cinque fonti di grazia per la Chiesa fino alla fine dei tempi.
La Vita di Antonio si presenta come una lettera che Atanasio invia ai monaci d'Occidente perché imitino e diffondano l'ideale monastico così come fu vissuto da Antonio. All'interno del racconto di Atanasio si possono individuare quattro fasi, quattro "fughe" che spinsero Antonio a cercare una solitudine sempre maggiore.
Il volume raccoglie gli atti del VII seminario specialistico in teologia sacramentaria promosso dall'Istituto Teologico Marchigiano e svoltosi a Fonte Avellana dal 29 al 31 agosto 2018. La vocazione al ministero ordinato ha visto nel corso dei secoli dilatarsi, fino a prevalere, il peso della natura-cultura nelle stoffe dei ministri ordinati (mi faccio prete!). Nella vocazione al matrimonio la natura e la cultura entrano originariamente nella storia di ogni coppia, cristiana e non, favorendo l'isolamento del valore sacramentale nell'ambito etico-giuridico. Ne è prova il fatto che abitualmente la teologia del sacramento del matrimonio è affidata agli insegnamenti di teologia morale e di diritto canonico. Solo dovendo affrontare le nuove situazioni familiari e con la riforma liturgica post-conciliare il matrimonio, pur nella sua specificità ed unicità, ha acquistato una evidente configurazione liturgico-sacramentale aprendo così la possibilità di percorsi nuovi di ricerca anche sulle modalità di questo dono-chiamata di Dio. Il seminario di studi, partendo da una prospettiva liturgico-teologica investigata anche nella storia, ha tentato di approfondire tale chiamata per offrire un contributo all' attuale ricerca sul legame tra chiamata (e quindi fede) e matrimonio.
Lucia Panzini è docente incaricato di Diritto canonico presso l'Istituto Teologico Marchigiano e I'ISSR Redemptoris Mater delle Marche.
Coniugata con tre figli, ha conseguito la licenza in Diritto Canonico nel 1992 presso la Sezione Romana dell'Universidad de Navarra, oggi Pontificia Università della Santa Croce, e il dottorato in Diritto canonico ed ecclesiastico presso l'Università La Sapienza di Roma nel 1998. È avvocato del Foro di Ancona e si occupa in maniera prevalente di Diritto di famiglia; è avvocato accreditato presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno; è stata direttore del Consultorio Familiare diocesano della Diocesi di Ancona-Osimo, presso cui ha collaborato per oltre quindici anni. Collabora attualmente con la pastorale familiare nei corsi per i fidanzati.
La Madonna si pone come modello insuperabile per tutti coloro che vogliono percorrere l'arduo, ma luminoso cammino della santità. «Se volete avere - scrive sant'Ambrogio - il ritratto vivo della santità e d'ogni virtù contemplate Maria». Ella è la lampada luminosa a cui tutti devono rivolgere lo sguardo. Guardiamo con gioia le ricchezze della Madre, perché possano diventare anche le nostre; meditiamo i suoi privilegi, che danno dignità alla nostra povera vita. Quello che ci viene detto dalle litanie, è solo una parte delle lodi che il cuore dei figli innalza alla Mamma celeste. La devozione popolare le dedica il mese dei fiori, il mese della speranza. Maggio, infatti, è il mese che, all'agricoltore, fa pregustare il futuro raccolto. La Madonna ci dona la speranza che la nostra vita, pur con le inevitabili difficoltà, porterà frutti buoni per il cielo.
Quando si recita il Santo Rosario si contempla tutto il Vangelo perché si meditano i misteri principali della vita di Gesù e nel ripetere le Ave Maria, noi chiediamo alla Vergine Santa di ottenere la forza e la grazia necessaria per camminare nella via del Signore e di compiere la sua volontà. Pertanto, il Santo Rosario recitato con fede e amore diventa per noi lo "scudo" che ci protegge dal male e "l'arma" che ci aiuta a combattere la buona battaglia della fede. In questo opuscolo vengono commentati con semplicità i venti misteri del Santo Rosario e attraverso alcune semplici domande, il lettore viene aiutato ad esaminare la propria vita, la propria fede e il cammino spirituale.
Uno straordinario Vangelo "raccontato" per immagini. Le splendide miniature del Codice De Predis, realizzate per illustrare la vita di Gesù a episodi, sono qui raccolte in sequenza come una vera sceneggiature. Otto miniature per episodio illustrano i movimenti dei personaggi, con ingenua fantasia ma con efficace forza narrativa, creando una vivace illusione del movimento. Le miniature sono accompagnate da una breve citazione dei testi evangelici con rimandi ai brani relativi, sufficienti a rivivere gli episodi. Il volume, stampato a sei colori più oro e fondo pergamena e elegantemente rilegato, è accompagnato da una nota critica sul De Predis e la miniatura lombarda.