Come ha avuto origine Homo sapiens? In che modo alcune popolazioni si sono adattate ai climi caldi, altre al freddo e altre ancora all'alta quota? Perché alcuni difetti genetici permettono di sopravvivere meglio in certe condizioni? Come possiamo interagire con l'amhiente per ricavarne il cibo necessario in modo sostenibile? Attraverso un'incursione nella biodiversità umana, nel libro si affronta la varietà delle strategie biologiche e culturali con cui la nostra specie si è potuta adattare ai diversi ambienti, talvolta trasformandoli anche profondamente in rapporto alle proprie esigenze. Alimentazione, clima e complessi patogeni sono le tre grandi sfide che abbiamo dovuto affrontare; a queste abbiamo risposto con strategie adattative di natura genetica, fisiologica e culturale, che ci hanno consentito di giungere sin qui.
Carlo Maria Martini ci accompagna verso la Pasqua con la saggezza e la profondità delle sue parole. Trenta brevissime meditazioni e un quaderno per la riflessione personale, così da offrire al lettore e devoto un piccolo diario dell’anima con cui pregare e meditare.
In una società segnata dalla fretta e dall'indifferenza, in cui uomini e donne si agitano in modo frenetico e insensato, Gianfranco Ravasi ci invita a fermarci almeno un istante ogni giorno per ascoltare, tra le chiacchiere e il brusio ininterrotto, una parola che faccia fremere la coscienza e ripeta le antiche domande. Le 366 sentenze raccolte in questo volume sono l'occasione per altrettante riflessioni, segnate dalla spiritualità cristiana ma destinate anche a chi è agnostico o semplicemente in ricerca.
Descrizione dell'opera
L'autore stesso ha consapevolezza che oggi è difficile, quasi impossibile, non solo 'fare' poesia (amorosa, civile o religiosa), ma anche dire qualcosa di sensato e soppesato sull'arte in genere e in particolare sul poetare.
«La poesia è come una icona di parole. Chi fa icone vere è un iconografo; libero dallo sguardo prospettico di questo mondo, si affissa alla luce dorata dell'eterno. Il poeta è un logo-grafo; anzi, in certo senso è un olo-grafo. Come il pittore di icone scrive colori e forme sull'oro di Dio, così il poeta scrive parole sull'oro dell'eterno. E come l'iconografo è mosso dallo Spirito, così il poeta è ispirato dal medesimo Spirito».
Attraverso un percorso che intreccia l'azione del poeta con la riflessione teologica, Mazzanti arriva progressivamente a ricondurre il nucleo essenziale dell'evento poetico all'evento di Cristo, Verbo fatto carne.
Sommario
(Sul)la poesia. Capitolo I. Capitolo II. Capitolo III.
Note sull'autore
Giorgio Mazzanti, sacerdote della diocesi di Firenze, ha insegnato teologia presso la Facoltà teologica dell'Italia centrale (Firenze) ed è ora docente di sacramentaria presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma. Presso le EDB ha pubblicato due serie di volumi che affiancano alla riflessione teologica: I sacramenti simbolo e teologia. 1. Introduzione generale (32003) e 2. Eucaristia, Battesimo e Confermazione (22000); Teologia sponsale e sacramento delle nozze. Simbolo e simbolismo nuziale (42004); Mistero pasquale mistero nuziale. Meditazione teologica (22003); Persone nuziali. Communio nuptialis. Saggio teologico di antropologia (2005), Da Cana la luce. Teologia e spiritualità del mistero nuziale (2005), l'immagine e l'elaborazione poetica: Il canto della Madre (32003); Nella adorata luce. Voce di sposo e voce di sposa. Un poema nuziale (2003); Ultimo Avvento (2005).
Se un cane potesse parlare, cosa direbbe all'uomo che sta per abbandonarlo? Dalla genialità di Giorgio Panariello, unita al suo grande amore per i cani, nasce questo magico monologo, accompagnato da foto tenerissime e divertenti come solo gli amici a quattro zampe sanno essere. Puoi essere un assassino o un santo, un re o un barbone, un giovane o un anziano, ma il tuo cane sarà sempre sulla soglia di casa ad allungarti la sua zampa, senza giudicarti e senza pretendere nulla in cambio. Non c'è animale domestico altrettanto generoso nei nostri confronti, pronto a perdonare sciatterie e dimenticanze, addirittura le botte. Questo libro è una riflessione su uno dei misteri più commoventi del regno animale: l'amore sconfinato che un cane riesce a trasmettere al suo padrone. Ma è anche uno strumento di denuncia, un tassello importante nella campagna contro la pratica infame dell'abbandono dei cani nella quale Panariello è schierato da anni in prima linea.
Udo Ulfkotte (1960 - 2017) giornalista tedesco. Ha lavorato per il quotidiano la Frankfurter Allgemeine Zeitung. È diventato celebre nel 2014 con il libro Gekaufte Journalisten, «Giornalisti comprati» in cui ha rivelato di essere stato per 17 anni al soldo della CIA e quindi degli USA e come la CIA stessa ed altre agenzie di servizi segreti (tra cui quelli tedeschi) paghino soldi ai giornalisti occidentali per porre certe notizie a loro favorevole e apertamente a favore della NATO.
Prova, speranza, preghiera. Lo spirito non oppone il bianco al nero, ma compone gli innumerevoli colori della vita. Non a caso lo spirito è anzitutto il respiro e il vento. Questa terra è la materia pesante che può affliggere i giorni dell'uomo, ma è anche il vento che solleva al cielo e il respiro che alimenta la vita. Lo spirito è a colori. E la vita scommette sullo spirito non quando lo accerchia e lo relega in una parte dell'esistenza, ma quando ne attraversa l'intero arco cromatico. GIORGIO BONACCORSO, specializzato in Teologia liturgica, si occupa dei riti religiosi e cristiani con particolare attenzione all'aspetto antropologico. È docente presso l'Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina di Padova e altri Istituti Teologici.
Tema centrale del libro è l'individuazione di tutte le strutture dottrinali della Chiesa Cattolica (dogmi, concezioni teologiche, norme morali e regole di culto) che da secoli si sono sovrapposte alla semplicità e chiarezza dell'Annuncio di Gesù, favorendo il progressivo allontanamento di ampie masse di fedeli. Attraverso un linguaggio divulgativo disamina le origini del Cristianesimo e i principali aspetti dottrinali. Conclude con l'invito a riscoprire gli insegnamenti di Gesù nella sua essenza: amore e tolleranza verso il prossimo, nell'accezione più alta e universale, la via maestra che possa garantire un futuro al genere umano. E la Chiesa Cattolica ha in questo un grande compito: rinnovare se stessa per rinnovare l'umanità.Giorgio Nobis - già amministratore delegato di una partecipata bancaria di un grande gruppo internazionale - ha sempre arricchito la propria vita con studi di storia, di archeologia e di storia delle religioni, dedicandosi altresì con successo alla musica ed alla pittura. Il tema esposto in questo libro è frutto di pazienti letture e appassionate ricerche in un arco di cinquant'anni. Egli ha anche prodotto alcuni saggi , pubblicati su internet nel sito scientifico-filosofico www.biosferanoosfera.it
Il libro ci propone un viaggio in un arco di settantanove anni (1880-1959) che, muovendosi da Boves (la cittadina vittima della barbarie nazifascista e ora sede della scuola di pace), passa per Torino, raggiunge Angera sul Lago Maggiore, arriva a Lugano, ci riporta a Grugliasco nella cintura torinese, si conclude a Luserna (in Val Pellice a quindici chilometri da Pinerolo)… per poi riprendere e condurci in tante parti del mondo, dove la giaculatoria “Provvidenza divina del Cuor di Gesù,provvedete” scandisce le giornate dei credenti in un fiducioso abbandono al disegno di Dio.La giaculatoria è nata dalla fede e dall’esperienza spirituale di Teresa Gabriella Borgarino, Figlia della Carità, la cui figura viene qui proposta nei suoi sessantanove anni di vita (1880-1949) e nei dieci anni successivi alla morte,anni in cui la sua figura – umile e semplice (lei si definiva “la radice nascosta”) – si è sempre più imposta con la forza della testimonianza.
AUTORE
Giorgio Grietti, prete della diocesi di Pinerolo dal 1978, è laureato in teologia con specializzazione liturgico-pastorale. È docente di liturgia e teologia sacramentaria, parroco, direttore dell’Ufficio diocesano per le Cause dei Santi. Nella causa di canonizzazione di Suor Gabriella, dopo aver svolto l’incarico di Promotore di Giustizia nel Processo diocesano, opera come collaboratore esterno del relatore nel prosieguo della medesima presso la competente Congregazione romana.
A venti chilometri in automobile dal lavoro e dal supermercato, come accade ai bordi di ogni metropoli, la città continua e diventa un altro luogo: Cortesforza. Come la contea di Yoknapatawpha in Faulkner e la Regalpetra di Sciasela, Cortesforza è un luogo tanto più vero quanto più è immaginario. Qui si vive un esodo eterno, e la giornata è ridotta a tragitti in tangenziale verso casa. Il lavoro non si vede più, è dappertutto, ha invaso i comportamenti quotidiani, affettivi. Per dare un senso alle proprie esistenze, gli abitanti di Cortesforza accendono un mutuo, traslocano in una zona nuova o "mettono in cantiere un figlio". Ogni volta, però, lo svelarsi improvviso di una seppur piccola possibilità provoca una sconfitta irreversibile. Una commedia umana raccontata con sguardo lucido, impietoso, privo di giudizi. Nessuna apocalisse: solo un'inevitabile, comune disfatta.
The Gospel of John is a "Spiritual Gospel" in the theological sense of the word; the Fathers of the Church had already accredited John with the title "Theologian" and modern exegeses retain the same appraisal. Studies of our time have brought to light that the author of the fourth Gospel isn’t a neo platonic mystic, who dreams of escaping from the reality of our world, but a man who deeply knows first century Palestine from the geographical, topographical, chronological viewpoint; and one who gives great importance to facts and true-life accounts of Jesus in the context of his environment. Though, he focused his entire attention and contemplation on Jesus-the Man, and why is revealed in Him the Word made flesh: the meeting with Jesus had been for John an unforgettable event, and the Gospel he left us is the fruit of that progressive discovery of Christ and of the lived experience with Christ. John’ skill is to penetrate, and to help us also penetrate with him, the mystery of the Son of God beyond the outward facts of Jesus’ life. In this sense, Jesus becomes for John, as Massimo the Confessor inspiringly used to say, "Symbol of Himself": in as much as Jesus manifests himself externally to men, he leads them towards himself, yet remaining unfathomably hidden.
The commentary on the fourth Gospel, presented here in a revised and updated edition, proposes a new synthesis between critical exegesis and search for the "spiritual sense", according to the spirit of the Fathers, particularly important for the Church and today’s world.
Nel settembre del 1993, a Norfolk (Virginia), le acque del fiume Lafayette restituiscono il corpo senza vita della diciassettenne Sarah Wisnosky. Fin dal principio i sospetti ricadono sul fidanzato, il ventiseienne italo-americano Derek Rocco Barnabei, che, al termine di un processo indiziario durato tre settimane, è condannato a morte per violenza sessuale e omicidio. Barnabei si dichiarò innocente e vittima di un complotto. In molti si mobilitarono contro la sentenza. Intervennero esponenti politici, il Parlamento europeo - che adottò all'unanimità una risoluzione sulla pena di morte citando nel documento il caso Barnabei, definendolo controverso, e chiedendo di commutare la condanna in ergastolo -, persino papa Giovanni Paolo II si unì agli appelli. Tuttavia gli estremi tentativi di bloccare l'esecuzione non sortirono alcun effetto. La Corte suprema rigettò i ricorsi presentati e Derek Rocco Barnabei fu giustiziato in Virginia il 14 settembre 2000. Alessandro Milan, agli inizi della sua carriera in una appena nata Radio24, intervistò più volte Barnabei e collaborò a due straordinarie dirette dal braccio della morte. In queste pagine, Milan fonde la puntualità dell'inchiesta giudiziaria con il racconto autobiografico, perché la vicenda di Barnabei non è per lui solo una prova giornalistica, ma un incontro umano che lo investe e lo segna personalmente. Per vent'anni ha cercato risposte agli interrogativi e ai dubbi sulla verità di Derek, seppure nella convinzione che nessuna risposta possa giustificare la barbarie di una condanna a morte. La pena capitale «è sbagliata, sempre e comunque, anche per chi si è macchiato di un crimine efferato oltre ogni ragionevole dubbio». È soltanto una vendetta, «di Stato, ma pur sempre vendetta».