Una iniziazione alle vie della preghiera: della preghiera personale e, soprattutto, della preghiera liturgica, ecclesiale. Una iniziazione alla verità perché la preghiera - e il suo vertice, l'eucaristia - è il luogo epifanico della verità: Dio si rivela in tutta la luce della sua gloria, e cioè del suo amore e l'uomo, in tutta la sua notte, e cioè in tutta la sua indigenza di amore, non si nasconde. Dio e l'uomo si incontrano nella verità. Non è lo storico della preghiera e della liturgia a parlare in questo libro. Ma l'uomo di fede - lo avverti in ogni pagina -. Un uomo che prega, che abita incessantemente la preghiera. Un uomo che partecipa regolarmente e appassionatamente al culto della Chiesa, che lo vive con tutto il suo essere. Che lo vive estasiato. E che quindi può iniziarti, da teologo - «è teologo chi prega», ci ricorda Evagrio - al suo mistero. Solo chi ha "patito" le cose divine può diventare guida al mistero, mistagogo. Evdokimov ti prende dunque per mano e piano piano ti conduce - anche con l'apparato storico e patristico delle sue conoscenze - nella fornace di fuoco dell'eucaristia. Lì dove fai esperienza del Regno che è già venuto, che sempre viene e che verrà.
L'opera, un classico della spiritualità cristiana occidentale, viene proposta in una versione rinnovata graficamente, per una migliore leggibilità e fruizione.Il testo si articola in quattro libri che, nell'intenzione dell'Autore, sono le quattro tappe del perfezionamento interiore. Nei primi due libri: il primato assoluto della carità, la conformità a Cristo, il distacco dalle cose visibili, l'obbedienza; l'inevitabile necessità della sofferenza per entrare nel regno di Dio. Nel III e nel IV libro il genere letterario muta e diventa dialogo tra il discepolo e il Signore.L'opera, scritta durante il periodo medievale, resta di incerta attribuzione. Benché sia stata in passato attribuita a Tommaso da Kempis, oggi vari studi hanno indicato come possibile autore anche Jean Gerson o forse un ambiente monastico di spiritualità certosina (vedi Enzo Bianchi in Presentazione).
Una ricchezza di argomenti che fa del commento, oltre che un ritratto a tinte vivaci di Paolo, una delle migliori esposizioni del pensiero paolino.
Pensatore straordinario già agli occhi dei contemporanei, Tommaso d’Aquino risulta ancora oggi una figura di grande fascino intellettuale e spirituale, di cui si continuano ad apprezzare il genio speculativo e il rarissimo e armonico connubio dello scienziato e del santo. Come mostra questa voce enciclopedica di Martin Grabmann e Franz Pelster, suoi autorevoli studiosi, ha saputo spaziare dalla teoria della conoscenza alla metafisica, dalla filosofia naturale alla psicologia, dall’estetica all’etica, fino alla filosofia sociale e politica, indagando magistralmente sia i misteri del cristianesimo sia la complessità della metafisica aristotelica. Pasquale Porro, che a Tommaso ha dedicato numerosi studi, colloca il saggio nel contesto della medievistica della prima metà del Novecento, cogliendovi la presenza di tutti i temi classici del neotomismo dell’epoca.
Agostino di Ippona narra il suo personale "errare" alla ricerca della verità, in un percorso che conduce da un materialismo volumetrico alla scoperta della coerenza di una sostanza spirituale, passaggio necessario per riconoscere la centralità della persona, che si costituisce nel rapporto vocativo tra l'Io e il tu. La fase culminante dell'errare di Agostino sta nella accettazione della caro, contraddittoria e reale, che viene assunta dalla Veritas nell'Incarnazione. Da autobiografia ad "antropografia", le Confessiones diventano la parabola di ogni uomo errante alla ricerca della verità.
Che cosa c’è di più effimero e sfuggente, di più incisivo e duraturo di uno sguardo? Molto diverso è il modo di guardare di una persona nei vari stadi della propria vita e secondo la propria identità culturale e religiosa. Il percorso che l’Autrice ha inteso suggerire può risultare sicuramente ardito, perché non sempre riusciamo a cogliere l’importanza di un battito di ciglia: sembra tutto così naturale, scontato e spontaneo, quando, al contrario, niente e mai può lasciarci del tutto indifferenti o come eravamo prima. La storia di Edith Stein si presta a dimostrare come possiamo diventare una pellicola così sensibile da mutare la stessa postura esistenziale, perché da come e cosa si guarda dipendono i flussi di vita, che si scoprono, si assumono, e da cui ci si lascia interrogare o trasformare.
Un'indagine originale dell'insegnamento eucaristico di Giovanni della Croce (1542-1592) che illumina la nostra esperienza eucaristica. Con un'antologia di scritti del Santo Dottore Mistico.
«1873, 1883, 2023»: tre date sono all'origine della presente edizione di materiali che aiutano a fare il punto sugli studi relativi alla Didaché e ad offrire elementi per continuare nel cammino di approfondimento di questo singolare documento. L'anno 2023 è stato e permane come richiamo per i 150 anni dalla scoperta del codice greco, e 140 dalla prima edizione ad opera di Philotheos Bryennios. A partire dall'anno successivo - il 1884 - fino agli inizi del terzo millennio, la Didaché è stata oggetto di una serie infinita di studi - come si può vedere nell'amplissima Bibliografia che racchiude ben 503 schede -, sorretti da varie edizioni, cui merita farvi riferimento per cogliere le innumerevoli attenzioni che il testo ha suscitato. Se la Introduzione invita ad una conoscenza diretta del documento attraverso i percorsi che numerosi Autori hanno già realizzato, il lettore può osservare il testo latino secondo l'edizione del Funk, e soprattutto valorizzarne il linguaggio attraverso i risultati della Concordanza verbale. Il mare magnum della bibliografia è un indicatore significativo dell'attenzione che il documento ha suscitato e sicuramente potrà ancora suscitare qualora possano emergere da qualche biblioteca altri testimoni della Didaché. L'amplissima serie di schede se da una parte certifica il lavoro svolto, dall'altra può costituire un invito a proseguire nello studio sia a livello terminologico che tematico, magari in dialogo con documenti pressoché coevi o appena successivi. Sarà un modo per cogliere lo sviluppo di una traditio che fa parte della vita e della vitalità della Chiesa. La presente pubblicazione intende offrire uno strumento di ricerca e di approfondimento. Si tratta di due aspetti che l'ampia bibliografia - e l'insieme della concordanza - intendono facilitare e stimolare. Lo scorrere gli innumerevoli titoli permette di cogliere la multiforme varietà di studi: quelli realizzati indicano quanto vasto sia l'orizzonte di ricerca anche in un breve documento come la Didaché; ma indicano pure prospettive che possono ulteriormente essere sviluppate. Con la concordanza si offre l'opportunità di lavorare sulla terminologia: essa costituisce la chiave per approfondire un determinato aspetto legato ad una parola o ad una espressione, ma invita pure a cogliere il fondamento biblico e i risvolti che un determinato termine può offrire in ordine allo sviluppo di concetti teologici o alla comprensione relativa all'organizzazione della Comunità e delle sue celebrazioni. Uno sviluppo che le pagine introduttive hanno cercato di tracciare avvalendosi di quanto prodotto nell'arco di un secolo e mezzo!
Il volume raccoglie gli Atti dell’annuale Convegno del Centro Studi Bonaventuriani di Bagnoregio, celebrato nel maggio 2025.
La memoria dei 1700 anni dal Concilio di Nicea ha offerto l’occasione per fare il punto sulla dottrina della creazione e sulla teologia del Verbo di san Bonaventura.
Autore
Centro Studi Bonaventuriani di
Bagnoregio (VT)
Negli ultimi anni gli epistolari tardoantichi sono stati oggetto di numerose indagini volte a desumere notizie sul contesto storico, politico e religioso, nonché a ricavare informazioni sul Fortleben di autori classici e cristiani. Fra le raccolte pervenute sino a noi, di particolare interesse risulta l'epistolario di Aldelmo di Malmesbury che raccoglie tredici lettere, qui tradotte per la prima volta in lingua italiana. Abate, vescovo e letterato, Aldelmo fu figura di assoluto rilievo dell'Inghilterra del VII secolo e la più importante prima di Beda: formatosi alla scuola di Canterbury, fu il primo grande autore latino di origine anglosassone nella Britannia postromana.
Lettura e commento di "A Diogneto" (II secolo d.C.) uno dei testi più antichi ed enigmatici della tradizione cristiana che ha molto da suggerire ai cristiani del nostro tempo.