Il libro offre gli strumenti più aggiornati per uno studio efficace delle politiche pubbliche nel nostro paese. Nella loro analisi empiricamente fondata, e sulla base di specifici riferimenti teorico-interpretativi, gli autori - tutti qualificati esperti della materia - illustrano le caratteristiche e la portata del policy change (in termini di cambiamenti dei processi e della performance) avvenuto nei 25 anni della cosiddetta «seconda repubblica».
Le persone transgender sono migliaia solo in Italia e chiedono di essere ascoltate e riconosciute dalle comunità cristiane. Eppure, nel nostro Paese, la riflessione teologica è spesso rimasta indietro rispetto alle scienze, e la pastorale - di conseguenza - balbetta. Questo volume, primo nel suo genere in Italia, prova a colmare quel ritardo con un approccio intenzionalmente transdisciplinare. Clinica, sociologia, antropologia culturale, filosofia, teologia morale, teologia biblica e teologia pastorale si interrogano insieme: non per costruire sintesi affrettate, ma per mantenere aperte le domande e lasciarsi provocare da saperi, sensibilità e vissuti plurali. Le tre parti in cui si articola questo libro - scienze, teologie, pastorali - sono precedute da testimonianze di vita e di fede, perché prima delle idee vengono le persone (e le loro esperienze). Non è u n trattato ideologico né una raccolta di indicazioni operative. È uno strumento di lavoro, onesto ma anche provvisorio, per le comunità cristiane che vogliono coniugare ascolto autentico e pensiero teologico rigoroso. Perché le transidentità rappresentano una sfida che è urgente accogliere e affrontare. Le autrici e gli autori dei diversi contributi sono: Antonio Autiero, Carlo Casalone, Luisa Derouen, Fabrizia Giacobbe, Diego Lasio, Giulia Longoni, Marzia Mauriello, Federico Sandri, Cristina Simonelli. Prefazione di Mimmo Battaglia.
È definitivamente tramontata l'idea, affermatasi dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra fredda, che vedeva il mondo ben avviato verso un ordine internazionale fondato su interdipendenza, democrazia e progresso condiviso. A un quadro geopolitico sempre più complesso corrispondono oggi, amplificati con la seconda presidenza Trump, il ritorno al protezionismo e l'indebolimento della cooperazione economica, con una crisi evidente della globalizzazione. Di qui la domanda, anche per l'Europa, su come ricostruire un livello di collaborazione tra Paesi sufficiente per rispondere alle grandi sfide globali: dalle diseguaglianze alla transizione ambientale e a quella digitale, dalle dinamiche demografiche ai rischi di nuove pandemie, dai conflitti dirompenti alla proliferazione nucleare.
Ogni grande sfida della medicina comincia con la domanda: possiamo fare qualcosa? Nel caso delle demenze, la ricerca lentamente avanza, la prevenzione diventa più concreta e cresce la consapevolezza che il destino del nostro cervello non sia scritto una volta per tutte. Eppure i numeri colpiscono: ogni tre secondi, nel mondo, viene diagnosticato un nuovo caso. Oggi le persone affette da demenza sono già decine di milioni e, nei prossimi decenni, il fenomeno è destinato ad aumentare. Una realtà che ci riguarda tutti da vicino - anche quando non tocca direttamente le nostre vite - e che rende sempre più importante capire, informarsi, essere preparati. La voce esperta di Paolo Maria Rossini, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell'IRCCS San Raffaele di Roma, ci guida in un percorso che intreccia scienza, approfondimenti clinici, ricerche innovative e storie di pazienti e familiari che toccano il cuore. Senza ricorrere a toni apocalittici, né pretendere di fornire conoscenze definitive e soluzioni facili, l'autore ci invita a guardare alla realtà con lucidità e fiducia, sfatando alcuni miti diffusi: come l'idea che una diagnosi di demenza sia un destino irreversibile e la convinzione, scientificamente infondata, che l'invecchiamento conduca inevitabilmente alla perdita delle capacità cognitive. Arricchito da informazioni utili su centri, associazioni, professionisti, leggi e agevolazioni disponibili in Italia, questo libro offre strumenti concreti per comprendere meglio l'Alzheimer e le altre demenze. Perché oggi, più che mai, abbiamo bisogno di pensare al nostro futuro.
Gli Stati Uniti hanno l'American Dream. La Cina, l'India, persino la Francia hanno saputo raccontare una visione del proprio futuro che mobilita energie, ambizioni, aspettative collettive. L'Italia no. Eppure il nostro è un Paese ammirato, desiderato, invidiato: per la sua cultura, per la sua arte, per la qualità della vita, per quel talento tutto italiano nel tenere insieme bellezza, gusto e profondità. Ma la domanda resta: perché una nazione così amata fuori dai suoi confini fatica a immaginarsi nel futuro? The Italian Dream è un viaggio alla ricerca di una risposta. E una proposta. Lo firma Alec Ross, americano con radici italiane - i nonni erano abruzzesi - che dopo una lunga carriera ai più alti livelli dell'amministrazione pubblica statunitense ha scelto, per una parte dell'anno, di vivere e insegnare in Italia. Uno sguardo straniero e insieme familiare, capace di vedere l'Italia con la giusta distanza dell'outsider e l'empatia di chi si sente, in parte, a casa. Il libro si muove su un doppio binario: da un lato il racconto personale - viaggi, incontri, lezioni, esperienze - e dall'altro un'analisi ampia dei nodi culturali, economici e sociali che bloccano l'Italia: la sfiducia, la paura del rischio, la nostalgia per il passato. Otto coppie di opposti (Giovane e Vecchio, Innovazione e Tradizione, Fiducia e Sfiducia, Ottimismo e Pessimismo…) diventano gli assi attorno a cui costruire una riflessione profonda ma accessibile, mai accademica, piena di energia civile. Ross non idealizza l'Italia, ma nemmeno la condanna: la interroga, la provoca e infine le parla. The Italian Dream è un libro utile, in un tempo in cui molti italiani hanno smesso di confidare che il loro Paese abbia un futuro migliore del presente. Alec Ross ci invita a recuperare il gusto della visione, a tornare a sognare in grande, a credere che un'Italia diversa sia non solo desiderabile, ma possibile. L'Italia è già un sogno. Ma non ha ancora imparato a costruire il proprio futuro. Per riprenderselo, deve smettere di scegliere tra sogno e realtà e iniziare a usarli insieme.
Delle numerosissime pubblicazioni sulla figura del cardinale Martini, uomo pubblico vissuto sulla ribalta ecclesiale e civile a livello nazionale e internazionale, questa intende mettere a fuoco la testimonianza dei suoi più stretti collaboratori che hanno vissuto con lui a livello più privato. A ciascun segretario il curatore propone un'intervista composta da una decina di domande su aspetti molto ordinari della vita quotidiana del cardinale unitamente a valutazioni e considerazioni a titolo personale di alcuni aspetti biografici di Martini.
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione.
Franz Neumann - esponente della Scuola di Francoforte - scrisse negli Stati Uniti, dove era emigrato, questo celebre saggio su L'angoscia e la politica, nel quale analizza il costante ritorno, in caso di crisi economiche protratte nel tempo, di una angoscia esistenziale. Un sentimento che minaccia l'identità di sé e dei gruppi sociali e porta, insieme, alla delegittimazione delle autorità e alla ricerca di nuovi leader in grado di sedare queste minacce, magari incolpando qualcuno come capro espiatorio. Un testo ormai classico che - spaziando dalla sociologia alla psicologia sociale, dalla filosofia alla politologia - si dimostra oggi attualissimo nella crisi delle democrazie liberali, quando la politica, non solo populista, alimenta l'angoscia e svolte autoritarie.
Etica antispecista presenta il campo dei cosiddetti animal studies - disciplina che analizza le radici teoriche e storiche dei movimenti animalisti - dalla prospettiva della filosofia morale. Rintracciando le origini del pensiero animalista e mantenendo come sfondo teorico le scoperte darwiniane e le attuali conoscenze scientifiche, intende fornire una solida base filosofica a coloro che condividono la visione antispecista. Per l’antispecismo etico la lotta per la giustizia riguarda tutte le categorie oppresse, umane e non umane. La difesa degli ultimissimi, di chi non può difendersi né vendicarsi, all’interno di un sistema socioeconomico intriso di violenza, rappresenta infatti l’ultima frontiera di un percorso di resistenza e di liberazione che attraversa l’intera storia umana ma che solo da pochi decenni ha iniziato a includere anche gli animali. Senza evitare una riflessione critica sulle differenze all’interno del movimento animalista, che si declina in posizioni anche radicalmente opposte in politica e in economia, il libro propone un’etica materialista che abbraccia la vita senziente in tutte le sue forme.
Sappiamo che il tempo è tiranno, ci obbliga a "correre" sempre e comunque, a sorvolare sul vero gusto e significato della vita, come Dio ha voluto donarcela. Ed allora qualche breve spazio giornaliero da dedicare alle Sacre Scritture, può aiutarci a "gustare" il vero scopo della nostra pur breve esistenza. E così il lettore, impegnato oppure no nella vita cristiana, può trarre dalle mie modeste meditazioni - che sono anche per me un valido motivo di riflessione mattutina - un aiuto ad aprire la sua giornata con una fresca ventata di "sante parole", attualizzate nella vita di tutti i giorni dell’anno.
Lungo il Novecento il cristianesimo latinoamericano ha vissuto una profonda trasformazione dovuta alla crescente diffusione di numerosi gruppi protestanti. Il presente volume ricostruisce in modo organico l'attenzione della Santa Sede verso la questione protestante in America Latina nella prima metà del secolo, offrendo un contributo storico fondato su materiale archivistico inedito, in particolare relativo al pontificato di Pio XII. Pur caratterizzata da una forte religiosità e da evidenti segnali di vitalità, l'America Latina attraversa in quegli anni una fase segnata da una crescita protestante sempre più ampia. Nel 1944, su indicazione di Pio XII, la Santa Sede promuove un'inchiesta volta a comprendere con precisione la situazione religiosa del continente e a predisporre un'adeguata strategia pastorale. Si avvia così un rilancio istituzionale del cattolicesimo latinoamericano, accompagnato dal rafforzamento dell'impegno ecclesiale mediante il coinvolgimento di nuove forze e l'invio di religiosi e membri del clero europeo e nordamericano. Gli anni del pontificato pacelliano rappresentano una stagione decisiva, in cui il cattolicesimo del continente matura una più consapevole responsabilità nel contesto universale della Chiesa.
C’è un momento, alle origini valdesi, in cui la Bibbia esce dal recinto degli specialisti e diventa parola portata per le strade, tradotta, imparata, predicata, brandita come obbedienza a Dio. Francesca Tasca torna a quel momento inaugurale senza miti e senza scorciatoie apologetiche. Attraverso cronache, commenti, lettere, sermoni e testi controversistici, segue le tracce minute di una rivoluzione fragile e ostinata: laici e laiche che riconoscono nelle Scritture non un oggetto da venerare a distanza, ma una voce da ascoltare e annunciare. Ne emerge una storia concreta del testo biblico come forza di identità, conflitto e trasformazione, alle radici del movimento valdese. E una domanda viva: che cosa accade quando la Parola cambia mani?